Non so se avete mai visto Frankestein, il programma condotto da Fabio Canino in cui la gente ha la possibilità di cambiare identità per un giorno, grazie ai meravigliosi trucchi&parrucchi di un prestigoso studio di effetti speciali.
Invece, la miserabile verità è che in ogni puntata non fanno altro che riciclare la stessa maschera facciale - che si distingue subito per la mascellona e l'intelligente espressione da mastino - abbinandola ad una nuova parrucca.
In ogni caso, ora Frankestein è finito e a me piace ricordarlo così, con negli occhi ancora quell'agghiacciante puntata in cui
una giovine madre si è tutta conciata da angelo, con tanto di ali e tromba del giudizio, allo scopo di, nell'ordine:
- apparire magicamente alla figlioletta di tre anni in riva a un lago che avrebbe potuto benissimo essere l'Averno in prossimità dell'entrata per gli Inferi,
- dirle che lei è un angelo
- dirle che la nonna non è morta, ma è solo andata temporaneamente sulla luna,
- scomparire in una nuvola fatta di fumo di mortaretti,
- ritornare in sembianze normali dalla bambina,
- dirle che che l'angelo che ha appena visto in realtà non esiste,
- confortarla tuttavia sul fatto che gli angeli abitano nei cuori di tutte le persone,
- condire il tutto con altre storie new age che ora non ricordo o che non ho capito.
A una bimba di tre anni.
...
Sono ancora qui a sperare che la bimba cresca senza traumi eccessivi.
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