categoria dello spirito:me myself and i
(continuano gli interessantissimi aneddoti di vita vissuta in famiglia)
Oggi pomeriggio, mia madre, dalla cucina, caccia fuori un urlo sovraumano tipo quando stava cascando dal tavolo la terrina per le occasioni buone e lei era riuscita a recuperarla con un doppio salto carpiato con avvitamento e capriola.
"Oddio, venite tutti qua alla finestra!!! C'è un ragazzo che si sta toccando il pisellooooooo!!!!"
...
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Io devo andarmene al più presto da questo posto.
(comunque, per amor di cronaca, era vero.)
Cena.
Stavo mangiando e ad un certo punto mi sono accorta di avere una piccola zanzara sul braccio intenta a succhiarmi il sangue.
A volte penso a voce alta.
"Guardate, ho una zanzara sul braccio! Però, dai.. povera, la lascio qui. Tanto non sento nulla."
"..."
"Mi passi l'insalata?"
"Togliti subito quella zanzara."
"Ma dai! Perché?! La voglio aiutare a sopravvivere, non muoio mica dissanguata!"
"Ti prego, uccidi subito quella ca**o di zanzara."
"Non uccido gli insetti senza una buona ragione. Lasciatela in pace!"
"M-A-N-D-A-L-A V-I-A.. Nessuno di noi riesce più a mangiare con te che ti dai in pasto alla zanzara!"
...
Mi pare di aver urlato con veemenza "Perché - mi chiedo perché -voi essere umani non potete convivere pacificamente con le zanzare!!?", mentre cacciavo via gentilmente l'intrusa per evitare una faida familiare a tavola.
Addio, piccola amica.
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Ora tocca a voi portare avanti il mio disegno di pace, magari con più fortuna.
Sfamate anche voi una zanzara.
Per un mondo migliore.

Sì, è tristissimo, ma devo esternare.
Francy, Miki, e tutti i detrattori di Paris Hilton in giro, perdonatemi, ma non ho resistito:
Stasera, mentre lavavo i piatti con la televisione accesa, alle note del singolo "Stars are Blind" mi è preso l'impulso irrefrenabile di ballare.
Ho piantato i piatti nel lavandino e ho iniziato a ballare strusciandomi contro il frigorifero.
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Ho inventato anche una sorta di coreografia per il ritornello.
E' una canzone irresistibile.
Non picchiatemi.
E' un gesto estremo, lo so, ma è l'unico che mi è venuto in mente per mettermi al riparo da questa maledetta ondata di caldo.
L'ho fatto e non me ne vergogno: sono scesa in basso.
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Abbastanza in basso: diciamo, piano -1 del mio condominio.
E ora abito in cantina.
Non sempre ovviamente, ma nelle ore più calde, proprio quando mi sembra di stare per impazzire e ho delle vivide allucinazioni di Pinguini Polaretti che mi gridano nella loro lingua: "Morirete tutti! Morirete tutti!"
Non mi importa se la mia cantina è un bugigattolo 4x4 metri pieno di lamiere e altri oggetti metallici di dubbia identificazione che ti viene il tetano soltanto a vederli.
Almeno lì sto al fresco.
Non mi importa se è piena di ragnatele, insetti folkloristici (la leggenda narra che mio padre vi trovò dentro uno scorpione) e sul soffitto è attaccato il tubo di scarico dei miei vicini che potrebbe tracimare da un momento all'altro.
Basta chiudere gli occhi e spegnere la luce e non vedi più niente.
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Non chiamatemi più Barbara.
Ora sono la donna che sussurrava agli scarafaggi.

In questi giorni di afa incommensurabile, prima di andare a dormire, mi piace sedermi sulla mia sdraio in balcone e contemplare il cielo stellato.
Sì, signori&signore, una cosa veramente trasgressiva: il cielo stellato.
Non c'è cinema, televisione, computer e ogni altro tipo di schermo che tengano: il cielo stellato racconta già tutto: passato, presente, futuro.
La mia fissa risale ai tempi delle medie: avevo comprato in edicola il primo numero di un'enciclopedia astronomica della De Agostini.
(ma quanto belli erano i primi numeri delle infinite raccolte da edicola, quelli che compri solo perché a pochissimo prezzo ci trovi un sacco di roba e poi abbandoni dal numero 2 in poi perché ritornano a prezzo normale?)
Dentro c'era un fantastico astrolabio che mi permetteva di trovare le costellazioni in cielo.
Praticamente ero ridicola: un essere tutto imbaccuccato e con il moccio al naso ghiacciato (perché fuori era inverno pieno) e mezzo cecato (era quel difficile periodo della vita si nega l'esigenza di portare degli occhiali da miope perché rovinerebbero l'estetica del proprio viso), con un astrolabio di cartone in mano a capire dove diavolo fosse la costellazione del Capricorno.
Quella non l'ho mai trovata, però quella dell'Acquario sì.
Che emozione, la mia prima costellazione.
E ogni benedetto inverno che arriva, io stresso la gente che mi è accanto, nell'indifferenza più assoluta, esclamando tutta orgogliosa, come se l'avessi creata io: "Vedi?! Vedi? VEDIIII?! Quella è la costellazione dell'Acquario!"
In seguito ne trovai altre, anche perché l'affare si era allargato: avevo comprato un piccolo telescopio.
(era l'epoca del boom di X-Files - io millantavo di essere la sosia di Dana Scully solo perché avevo gli occhi verdi come lei e mi struggevo ad ogni puntata aspettando un bacio tra lei e Mulder - e credevo fermamente che gli alieni sarebbero passati sopra casa mia con un UFO per rapirmi)
Il ciarlatano che me lo aveva venduto alla mia domanda "Ma con questo posso vedere anche Plutone, eh?! Posso vedere anche Plutone, eh, EH?!) aveva roteato gli occhi ed espresso un laconico "Uhm, solo quando è sereno".
La verità è che riuscivo a malapena a capire cosa facesse ogni sera il ragazzo che abitava nel condominio di fronte al mio chiuso nella sua stanza.
(ops, ma dei miei trascorsi da voyeur ne parliamo un'altra volta)
Però io persistevo tutta fiera alla ricerca di scie luminose nel cielo e qualcosa di misterioso mi pare di averlo pure avvistato però non so se era vero o a causa dell'incipiente ipodermia.
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E poi un'altra cosa bellissima del cielo stellato erano i nomi delle costellazioni: antichi, suggestivi, mitologici.
Mi piaceva ripassare nella mente le loro leggende e ripetere sottovoce affascinata quegli strani nomi - Cassiopea, Andromeda, Berenice, Orione, Sirio - che accostavo immediatamente alle puntate di C'era una volta Pollon, uno dei cartoni animati più amati in assoluto, il primo che ci ha insegnato fin dalla più tenera infanzia che esiste una certa polverina bianca che ti dà subito l'allegria.
(ma quanto faceva ridere Pollon? Eros e il suo ombellico lungiforme, il padre Apollo e la sua canzoncina "Sono Apollo e mi trastullo/ vado a zonzo e faccio il bullo", il Dottor ChaChaCha che diceva solo "ChaChaCha" e non ho mai capito che dio greco rappresentasse)
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Cavolo, però ora sto divagando.
Dai, ritorno a vedere se c'è qualche extraterrestre che mi vuole portare via.
(grazie a Viola21 e al suo bel post per avermi ispirato :)

Cosa dire di The Club che non sia già stato detto?
Per quanto mi riguarda, trovo questo programma di All Music una fantastica fonte di comicità involontaria, in cui ragazzi et ragazze di belle speranze tentano in poco più di due minuti di presentarsi e mettersi in mostra presso potenziali "acquirenti", facendo quasi sempre una sistematica figura da cioccolatai.
Non che io potrei fare un'impressione migliore di loro, però alcuni tipi sono proprio da antologia.
E poi ci sono le risposte che danno.
Rigorosamente urlate con un entusiasmo insensato.
Ah, se potessi avere un euro per ogni volta che azzecco quello che diranno!
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- Descriviti in tre aggettivi.
- Simpaticooo/aaa, carinooo/aaa, solareee!
(mmh, se mai ci sarà qualcuno che dirà "Stronzo, brutto e depresso", giuro che lo contatto e ci esco insieme. E tra parentesi "solare" è un aggettivo abusato. Lo odio.)
- Qual è il posto più strano in cui hai fatto l'amore?
- In spiaggiaaaaaaaa!
(e suvvia, giovani, un po' di fantasia in più, no, eh?!)
- Quante posizioni conosci del Kamasutra?
- Ehhhhhhhh! Sapeeeessi!!!!
(guardami negli occhi e dimmi la verità: non hai la più pallida di che cosa stiano dicendo, vero?)
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Ma ultimamente un tizio mi ha spiazzato con una risposta del tutto imprevedibile, che non riesco a decidermi se definire geniale o imbecille.
- Fammi un saluto da macho!
- Ciaaaaoooo, Machoooo!!!
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La meglio gioventù, in onda ogni giorno su The Club.
Sentendo oggi dell'ennesimo tsunami nell'Oceano Indiano, mi sono ricordata di una cosa:
la fine del mondo sarà il 23 Dicembre 2012.
L'antivigilia di Natale.
Bé, almeno potrò fare a meno di comprare regali.
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No, comunque non è una cavolata per attirare l'attenzione.
Lo dicono le antiche scritture Maya.
E io dei Maya mi fido.
Sono sempre stati un popolo morbosamente attento a tutto ciò che concerne il calcolo matematico, astronomico e soprattutto il loro calendario è il più preciso che l'antichità ricordi.
Perché? - direte voi.
Perché erano ossessionati dalla Fine Del Mondo e si sono attrezzati per calcolarla nei più minimi particolari - dico io, o meglio, Graham Hancock in quel fantastico libro paranoico che è "Impronte degli dei".
Quindi, il 23 dicembre 2012 - l'ora non la so, ma penso attorno alle tre di pomeriggio o giù di lì - preparatevi per il gran botto.
Probabilmente un terremoto.
Tra sei anni.
Cosa pensate che farete di bello tra sei anni?
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Io dico sempre: poiché ci tocca morire per forza, allora è meglio farlo se si è in compagnia. Un'immensa compagnia.
Almeno mi sentirei meno sola.
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E di solito quando mi sentono dire questa cosa o vogliono chiamare l'esorcista o si toccano per scaramanzia.
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Ricordatevi: tra sei anni.
Alcune regole d'oro per non smerdarsi tutti mentre si mangia un Polaretto Dolfin:
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E' praticamente impossibile.
o_o;

Ora vi svelo una regola di cui dovrete fare tesoro e che vi potrebbe essere utile nella vita in qualche modo che ora non riesco ad immaginare:
Se vuoi che una pubblicità funzioni le scelte sono due: o giochi la carta del testimonial vip o giochi quella del sesso.
Non ho aneddoti da raccontare riguardo a testimonial vip, ma per il sesso mi è successo un allegro fattaccio quando studiavo comunicazione pubblicitaria all'Università.
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Allora, il compito era questo: doppia pagina pubblicitaria per rivista al fine di promuovere il turismo in Trentino.
Io e la mia collega - un cervello in due - ci guardiamo negli occhi, decidiamo che è una cosa noiosa e abbiamo altre faccende più importanti da sbrigare tipo andare a fare shopping all'Upim e quindi in quattro e quattrotto buttiamo giù al computer la prima cosa che ci viene in mente:
L'immagine di un ghiacciolo e l'head-line: "Trentino una vacanza tutta da gustare".
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Terribile, lo so.
Ma dovevamo andare all'Upim ché c'erano i saldi.
Prima di uscire passiamo dall'omino che ci fungeva da prof per fare la revisione.
Ovviamente, da navigate ciarlatane quali siamo, gli vendiamo la nostra bozza come se fosse l'idea più geniale del secolo: insomma, cavolo, prof, come fa a non comprendere la grandezza insita nell'equazione: Trentino = sci = neve = ghiaccio = ghiacciolo = divertente?!
E lui, da navigato ciarlatano quale è, ci dà ragione, ma non sembra ancora soddisfatto del tutto.
Manca qualcosa - dice lui.
Delle labbra rosse. Delle belle e turgide labbra rosse che succhiano il ghiacciolo.
E mentre lo dice sbava tutto e si tocca la patta con la faccia da maniaco.
Almeno è così che mi piace ricordarlo.
Praticamente, secondo lui, l'equazione Trentino = pompino aveva più presa della nostra.
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Probabile.
Io e la mia collega, dopo aver malcelato un moto di indignazione verso il prof, prendiamo a cuore la questione.
Vabbé l'Upim non è poi che abbia 'ste cose così belle e pure con i saldi costano un occhio.
Rimaniamo.
Con un dilemma.
Trovare una foto di una succhiatrice di ghiaccioli e sostituirla o tenerci il nostro innocente ghiacciolone?
Ormai non si trattava più di mera promozione turistica, ma di una questione morale molto più alta e ricca di implicazioni ideologiche di carattere artistico-social-femminista.
Mi sentivo una paladina.
Non so di che cosa, ma mi sentivo una paladina.
...
Alla fine il ghiacciolone è rimasto e all'esame abbiamo preso un voto scarsissimo, mentre il prof ci guardava in cagnesco come per dirci "Stronze! Dove sono le mie labbrone sexy? Datemi le mie labbrone!".
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Però poi comunque all'Upim ho trovato una cosa carina e a prezzo relativamente basso.

Sabato scorso sono partita dalla stazione sotto i migliori auspici, allegra e fischiettante.
Nella mia mente fingevo di essere la protagonista di un bel cartone classico giapponese con la mia bella valigia colorata di cartone, un vestitino a righe bianche e rosse, i capelli raccolti in due lunghe trecce e delle lentiggini posticce sparse per il viso.
Ah, e ovviamente un procione con un fiocchetto rosso sulla spalla - non facciamoci mancare niente.
Oggi - dopo una bellissima settimana - sono tornata gemente e piangente, in questa valle di lacrime.
Intrappolata ancora in questo bel cartone classico giapponese, ma purtroppo nell'episodio in cui l'eroina della situazione va alla stazione a dare l'addio al suo amato sventolando un fazzolettone bianco di carta.
(vabbé, dai, quelli ricamati a punto e croce li avevo finiti)
...
Non so se vi è capitato mai di piangere in stazione, mentre il treno del vostro cuore se ne va.
Comunque, lasciatevelo dire da una la cui emotività è pari solo a quella di un budino: è uno schifo.
Soprattutto se sei circondata da un gruppuscolo di boy-scout festanti che casualmente in quello stesso giorno, a quella stessa ora, in quella stessa zona del binario, hanno deciso di inscenare una canzoncina propiziatoria stile Kumbaya prima di salire sul teno e intraprendere le loro mirabolanti avventure in qualche cazzo di bosco che mi auguro pieno di bestie feroci.
Cose belle, insomma.
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Il problema è che quando inizio a piangere non la finisco più.
Sono andata avanti in questo stato per tutto il solitario viaggio di ritorno.
Poi - all'improvviso - un aiuto insperato dal Cielo:
un succulento botta&risposta tra una ragazzina e sua madre, sedute di fronte a me:
- Madonna, ma quanto bello&figo è Daniel!
- Io al posto tuo mi vergognerei ad essere innamorata di Harry Potter.
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Daniel. Daniel Radcliff.
La sottospecie di subumano protagonista di Harry Potter.
Bello&figo.
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E così ho visto oltre le lacrime la faccia della ragazzina in adorazione e le ho riso in faccia.
So che sono stata una stronza maleducata, ma almeno ho smesso di piangere.
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..
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Sorrido.
E sospiro.
Dai, si ricomincia.

"Se ricominci stai male. E se non ricominci soffri lo stesso".
Bella questa frase.
Praticamente un modo carino con cui la Vita ti dice:
Ciccio, la questione non è tu che decidi di voler essere fregato o meno.
Puoi solo scegliere in quale modo vuoi farti fregare. Capito, idiota?
...
Domani vado in una tranquilla località di mare per circa una settimana.
Con una certa persona.
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"Se ricominci stai male. E se non ricominci soffri lo stesso".
Non avrei trovato frase più adatta.
...
Voi fate i bravi, un abbraccio.

Irrequieta ed assetata di distrazioni, mentre preparavo la valigia oggi pomeriggio, ho avuto l'incauta idea di accendere la televisione.
Chissà cosa fanno su Canale 5 di pomeriggio, dopo Beautiful e Centovetrine? - mi sono chiesta ingenuamente.
E lo chiedi pure? Un'altra soap opera. Tipico.
Si chiama Tempesta d'amore, è tedesca ed è ambientata in un Hotel che vorrebbe sembrare di lusso ma ho intravisto delle crepe ai muri.
Niente di nuovo sotto il sole: parla di tradimenti, amori nascosti, figli illegittimi, vecchie babbione perfide e test del DNA come qualsiasi altra soap e fa schifo come qualsiasi altra soap opera.
Però ha quel surplus in più che te la rende ancora più indigesta.
Forse è la presenza del cuoco più antipatico del mondo dopo Vissani, forse è colpa della candida e insopportabile protagonista femminile che è una sorta di Biancaneve senza però l'attenuante dei Sette Nani, forse è perché la battuta più intelligente degli interminabili minuti che ho visto è stata "Giù le mani dalla mia casseruola".
In ogni caso è una boiata bella e buona.
L'unica cosa positiva è che l'Hotel si trova nel bel mezzo di un bel boschetto della Baviera.
...
Prego che lo spirito redivivo del nostro Orso Bruno li assalga tutti e banchetti sopra i loro cadaveri.

Il cioccolato mi ha sempre aiutato nei momenti difficili.
Per esempio, giusto un anno fa, è stato l'immancabile protagonista delle mie pause pranzo al lavoro.
Io e la mia collega, lasciavamo andare al bar di sotto i nostri capi ignari e apparecchiavamo in sala clienti, mettendo in tavola tutto ciò che eravamo riuscite a raccattare da casa.
Commestibile o meno non importava, eravamo accecate dall'accumulare roba e mangiarcela.
E così eravamo conosciute come la Confraternita della Bresaola o Le Reginette del Preconfezionato e venivamo prese allegramente per i fondelli, ma a noi non ci importava perché in quell'ora d'aria libera l'ufficio era nostro: ci leggevamo a vicenda i tarocchi, usavamo a sbafo la stampante e Internet e facevamo gare di rutto libero.
E vaffanculo ai capi.
Ma soprattutto: degustavamo cioccolato.
Che poi "degustare" non è propriamente il termine più adatto: noi giocavamo alla roulette vietnamita con il cioccolato.
In pratica, invece di farci d'oppio, ci facevamo di cioccolato ed era una gara a chi mollava per prima.
Partivamo con un cioccolato fondente al 60% e risalivamo pian piano tutte le percentuali fino ad arrivare al fatidico ed agghiacciante: 90% Fondente Lindt.
Per la verità, abbiamo avuto il cuore di giungere ad un tale picco eccelso di pazzia solo una volta e per tutto il resto del pomeriggio abbiamo risposto al telefono quando non suonava, usato la taglierina in modo estremamente pericoloso e contundente e personalmente io andavo ad accogliere il corriere espresso alla porta con fare civettuolo e provocante.
E il signore del corriere espresso avrà avuto circa una sessantina d'anni.
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Tutto questo per dire che mi sono appena mangiata un Magnum Essence, la diabolica novità Algida tutta fondente e con il cioccolato con i buchetti.
E ora non mi sento molto bene.
..urrrghhh..
o_o;

Ma, nonostante tutto quello che è successo ieri, io continuo a preferire il ciclismo.
Non so, trovo molto più poetico e suggestivo un uomo in bici che scala solitario una montagna, piuttosto che un Marco Mazzocchi tra il ridanciano e l'alcolizzato che in trasmissione lancia il sondaggio: "Ma a noi, ce ne frega qualcosa di Frings?".
Per non parlare poi delle gambe dei ciclisti, asciutte, magre e nervose, proprio come piacciono a me.
...
Ma torniamo a noi.
Se qualcuno se ne è accorto è inizato da pochi giorni il Tour De France.
I campioni più acclamati sono stati decimati a causa dell'ennesimo scandalo doping, ma "the show must go on", troverò qualche altro paio di belle gambe depilate per cui tifare.
Che poi non è nemmeno tanto questione di tifo, è l'impresa in sé - la fuga da lontano, lo scatto in faccia al gruppo poco prima del Gran Premio della Montagna, la rimonta in una volata - che mi colpisce, indipendentemente da chi la compia.
Perché questo mica è calcio, è ciclismo.
Ma veniamo al dunque.
Ogni volta che una corsa passa dalle mie parti, io vado a vederla.
Anche se il gruppo mi sfreccia davanti così veloce da non riuscire a riconoscere nessuno, io sono lì.
Sarò scema, ma io mi entusiasmo.
E ogni volta che sono lì in mezzo al pubblico a battere le mani, mi viene in mente una cosa:
Cavolo, voglio anch'io una manona gigante.
Massì, quelle grosse e buffe mani plastificate da tifoso che puoi comprare dalla carovana del Giro a un prezzo sicuramente spropositato rispetto al loro naturale valore intrinseco.
Tutti i bambini al di sotto dei dodici anni ne hanno una e la prossima volta ne avrò una anch'io.
La mia determinazione si è accesciuta soprattutto dopo aver visto che è successo a Thor Hushovd, il povero ciclista sanguinante che potete ammirare in foto.
Accoltellato a tradimento? Colpito da una granata? Splattato sull'asfalto da un'asfaltatrice?
No, ferito da una manona gigante.
Un ignaro omino del pubblico la stava felicemente sventolando, proprio mentre lui, come per magia, stava passando a tutta velocità.
Un impatto fatale.
...
Meglio di una cintura nera di karate, più efficace di una bomboletta spray antistupro. Se Saddam Hussein aveva davvero un'arma di distruzione di massa nascosta da qualche parte, era proprio lei: la Manona Gigante.
...
La Manona è il Potere.
Deve essere mia.
Galvanizzata dal fatto di aver predetto a una mia amica il ritorno del suo simpatico ex entro la fine di Giugno e averci - purtroppo per lei - azzeccato - apro il mio librone delle effemeridi e, con la credibilità di una ciarlatana, mi accingo a leggere il cielo di Luglio:
La vedo male.
Per tutti i segni, in modo indiscriminato.
Voglio dire: c'è troppo Cancro in cielo.
A parte il Sole che rimane in Cancro fino al 23, quello che mi preoccupa è Mercurio.
Che tra l'altro è pure retrogrado, quindi da pianeta della comunicazione diventa pianeta ufficiale dell'autismo.
Paura, eh?
Dunque, escludendo i tre sempre allegri e solari come un funerale segni d'acqua (Cancro, Scorpione e Pesci) che trarrano profitto da questa situazione cosmica affinando le loro ottime doti di mimi e persuasori occulti, gli altri segni troveranno non pochi problemi di comunicazione nel campo del lavoro e delle amicizie.
E non parlo solo di sms inviati che non arriveranno mai a destinazione (a proposito: quand'è che la TIM si deciderà a fare qualcosa a riguardo?!) o improvviso crollo delle tacche del telefonino e conseguente conversazione disturbata come se chiamaste da una lavanderia gettoni con tutte le lavatrici azionate proprio in quel momento.
No, intendo soprattutto - anche a causa dell'accoppiata diabolica Marte-Saturno in Leone, che scommetto era la stessa di quando Ricucci aveva tentato la scalata alla RCS - una difficoltà nel gestire affari poco chiari che potrebbero quasi subito rivelarsi dei fallimenti o delle truffe.
Quindi, carissimi Arieti e Capricorno, se vi bussano alla porta, probabilmente è la Guardia di Finanza.
Una scintillante Venere in Gemelli, coadiuvata da un curioso Giove in Scorpione, promette invece storie da "una botta e via", triangoli, quadrati, parallelepipedi e ogni altra sorta di sperimentazioni sessuali soprattutto per quelle coppie mattacchione e irrequiete composte da un segno d'Aria (Gemelli, Bilancia e Acquario) e uno di Fuoco (Ariete, Leone e Sagittario).
Quindi godete finché siete in tempo perché dal 20 in poi alla povera Venere tocca sorbirsi - sì, ancora lui! - il Cancro: la musica cambia e diventa un disco di Paolo Vallesi.
Attenzione quindi alle eccessive sdolcinatezze, alle esasperazioni sentimentali e al diabete mellito.
Tuttavia, per i Cancro e i Toro potrebbe essere il momento giusto per parlare di matrimonio e di marmocchi in arrivo. Mandatemi una bomboniera se poi ci azzecco.
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Tutto sommato, i segni più fortunati saranno i Cancro, i Pesci, i Toro e, nonostante tutto, anche le Bilance se la dovrebbero cavare bene, se non altro perché non si renderanno nemmeno conto di ciò che sta succedendo.
La palma della sfiga, invece, oltre ai già citati Ariete e Capricorno, va sicuramente al Sagittario: io me lo vedo già o scaricato dal proprio partner per avere detto qualcosa di sbagliato, o denunciato per ubriacatura molesta o morto di noia e inedia ai bordi di una strada.
Per quanto riguarda la Vergine: risultati non pervenuti.
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Buon Luglio a tutti.

Peccato non avere Sky: io lo dico sempre, ma nessuno mi ascolta.
Davvero un bel peccato perché in questo momento stanno trasmettendo Inghilterra-Portogallo e io voglio assolutamente vedere una cosa.
E non sto parlando di Ericksonn che fa il sudoku in panchina.
Io voglio vedere la signora Victoria Adams in Beckham che sicuramente avrà l'onore di essere ripresa più e più volte dagli spalti, mentre freme di emozione per la sua squadraccia insieme alle altre simpaticissime e sciccosissime Mogli&Fidanzate dei giocatori inglesi - praticamente una sorta di circolo delle Pink Ladies di Grease però ancora più sceme, se possibile.
Massì, Victoria, la Spice Girl che ti chiedevi sempre "Ma questa quando ca**o la fanno cantare?", quella che hanno preso per ultima solo per far numero, la donna che vuole dimagrire ancora un pochino perché si sente troppo grassa, la madre che chiama il figlio come un chewing-gum, la mitica e indiscussa Regina del Trash Oltremanica, Posh Spice.
Orbene, ho letto che per prepararsi a questo incontro di calcio così importante, sia volata dal suo parrucchiere di fiducia e dopo cinque ore "sotto i ferri", abbia pagato 2000 euro per un'acconciatura a base di extensions esclusiva e molto ma molto top-secret.
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E io adesso non ho Sky per ammirare che cagata immonda si è fatta in testa, uffa.