venerdì, 29 settembre 2006

Apparso su La Stampa del 21 Settembre:
 
"La sera tornando a casa faccio la spesa e poi cucino.  Al supermercato ho incontrato anche Del Noce. E poi con Stefano guardiamo la tv insieme ai due gatti."
 
Firmato: Anna Falchi.
 
...
 
Ora, non mi soffermerei più di tanto sulla solita smania della Falchi di ribadire a tutto il mondo il suo perfetto idillio con Stefanone suo e i due gatti.
 
No, qui, affiora una questione molto più interessante.
 
Fabrizio Del Noce al supermercato.
 
...

L'ancora per poco direttore di Rai Uno al banco degli affettati "Mi dia due etti, ma di quello buono", al reparto dei surgelati a rimorchiare qualche altro single come lui, alla cassa con la tesserina dei punti per prendersi la cyclette da camera.
 
Assolutamente delizioso.
 
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E come l'ha visto la Falchi, sono sicura che l'abbiano visto anche molti altri.
 
Cosa darei per sapere cosa c'è nel carrello di Del Noce.
 
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Quindi io aprirei subito uno spazio avvistamenti.
 
Hey, forse anche tu hai avuto la fortuna si aver visto Del Noce al supermercato.
Su, non fare il timido.
Condividi con noi questa esperienza.

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sup-postato da: Barbara23 alle ore 17:51 | Permalink | commenti (41)
categoria dello spirito:voglio la sua testa
mercoledì, 27 settembre 2006

Avevo già toccato un ingente livello d'infamia quando quest'estate dichiarai la mia passione inaspettata per il singolo di Paris Hilton.

Rinsavita, avevo giurato a me stessa che mai sarebbe potuto accadere di nuovo qualcosa di simile.

E invece mi ritrovo qui a dimenarmi con questa nuova hit del momento, Sexy Back.

Non ha alcuna valenza artistica, sembra cantata da un robot con la ghiaia nelle mutande e viene trasmessa ad nauseam in tutte le radio a ogni ora del giorno.

E soprattutto: è opera di Justin Timberlake. Sottolineiamolo.

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Eppure non riesco a farne a meno.

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Ah! Quali abissi insondabili possiede a volte dell'animo umano!

sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:56 | Permalink | commenti (25)
categoria dello spirito:musik
martedì, 26 settembre 2006
Ogni volta che vado dalla parrucchiera riscontro gravi problemi di comunicazione su due punti essenziali.

Prima di tutto, non riesco mai a far capire alla befana che mi lava la chioma che quando lei mi chiede se voglio pure la cremina e io le rispondo di no, quel "no" significa davvero "no" e non "ma, sì, dai, spalmami tutta con 'sta cacchio di cremina untuosa e puzzolente, tanto costa solo 6 euro, chemmifrega?!".

E poi, c'è il fatto che non sono in grado di sostenere minimamente una conversazione con chicchessia per via del fortissimo rumore dei phon che non mi fa capire una parola.

(vabbé, diamo la colpa al phon, non a me che sono una deficiente autistica)
 
E quindi possono accadere figure di merda come quella della scorsa settimana:
 
- Li vuoi mossi o lisci?
- Sì, va bene.

...

Per fortuna che nel mio paese ci sono più parrucchiere che cassonetti dell'immondizia.

Così ho davvero un mucchio di posti dove andare a farmi prendere per il culo.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 15:00 | Permalink | commenti (32)
categoria dello spirito:me myself and i
lunedì, 25 settembre 2006
Mia madre mi chiama al suo cospetto.
 
Accanto a lei, il primo volume della Bibbia, gentile omaggio del Corriere della Sera.
 
Inizia a parlare in modo sintetico.
Quando fa così, so già che ci sarà da ridere.
 
- Barbara.

- Mamma.

- Allora. Adamo ed Eva.

- Sì.

- Caino ed Abele.

- Certo.

- Caino uccide Abele.

- Ti seguo.

- Ora leggi qui.

- Dunque.. "ora Caino si unì alla moglie che generò e partorì Enoch.."

- Ecco! Da dove la salta fuori 'sta qua?!?
 
...
 
Non sapevo proprio cosa rispondere alla sua più che legittima domanda.
Alle elementari al posto dell'ora di religione, ho sempre fatto l'attività alternativa che consisteva nell'imparare a giocare a scacchi con un bidello alcolizzato nel suo sgabuzzino personale.

E a catechismo ci sono andata veramente poco con la pretestuosa scusa che avevo tanti compiti da fare di pomeriggio.
 
Non ho le conoscenze necessarie per darle una risposta, se non dirle che la Bibbia non è proprio un libro da prendere tutto alla lettera.

...
 
Ma lei non demorderà.
Me la immagino già, domenica prossima, alzarsi imperiosa nel bel mezzo del sermone e, assetata di conoscenza, chiedere con veemenza:
 
- Signor Prevosto.

- Signora, mi dica.

- Da dove la salta fuori 'sta qua?!?
sup-postato da: Barbara23 alle ore 14:39 | Permalink | commenti (46)
categoria dello spirito:parentado, angolo della coltura
domenica, 24 settembre 2006
Oggi CausaCrisi compie sei mesi.

O cinque.

Oddio, non so proprio. Il fatto è che non ho mai capito se devo contare tutti e due mesi estremi o solamente il primo e non l'ultimo - le scienze esatte non sono il mio forte.
 
In ogni caso:
 
CausaCrisi compie un numero imprecisato di mesi, ma comunque non meno di sei.

Prendete il cappellino simpatico di cartone, la trombetta di Menelik, mettetevi in fila e fate un trenino.
 
Tra l'altro oggi è ricominciata Buona Domenica - quale occasione migliore.
 
...
 
..
 
.
 
Ok, ora ridatemi il cappellino simpatico di cartone, la trombetta di Menelik e smettetela di fare 'sto cacchio di trenino che sembrate degli imbecilli.
 
Ora voglio un regalo.
 
Saprete tutti della mia particolare ossessione per l'astrologia.
Bene.
Mi manca un Acquario.

Nel senso: ho notato che questo blog è una piccola oasi multizodiacale dove tutti i segni convivono tra di loro in armonia. Fate pure il trenino tutti insieme, vi siete appena visti, no?
 
Ma manca almeno un degno rappresentante acquariano.
Siamo sbilanciati, mi seguite?
Ho paura che a lungo andare questa mancanza possa essere letale.
 
Quindi, portatemi un Acquario. Ora.
Magari c'è sempre stato, ma non me ne sono accorta ed è passato indenne ai miei numerosi censimenti zodiacali. Perciò basta che faccia coming-out.
 
Oppure non c'è davvero mai stato ed in questo caso dovete trovarmelo voi.
Mi raccomando, non una botta e via, voglio almeno un Acquario che d'ora in poi si impegni a commentare da queste parti - non facciamo i furbi.

...

Forza, portatemi un Acquario su un vassoio d'argento.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 15:56 | Permalink | commenti (47)
categoria dello spirito:me myself and i, horror-scopo
sabato, 23 settembre 2006

Ieri sera, sul tardi, è andato in onda su Italia 1 Thirteen, la storia di due fashion-victim tredicenni e della loro vita a base di sesso, droga, violenza e furti ai centri commerciali.

E' un film indipendente molto crudo che al tempo della sua uscita nei cinema aveva fatto discutere sulla sua veridicità con le solite generalizzazioni a buon mercato: possibile che le tredicenni di oggi siano tutte così?

Non mi pronuncio su questo, ma di una cosa sono sicura: io a tredici anni, al confronto delle due protagoniste del film, ero davvero una tonta.

Insomma, il periodo dei miei dodici/tredici anni è stato davvero una cosa assurda, ma in modo positivo, tutto sommato: mi divertivo da matti con niente ed ero circondata da gente simpatica.

I miei migliori amici alle medie erano un contadino, un genio dell'informatica, una che mi credeva la sua psicologa, una ninfomane ma solo teorica e un'altra che alla messa, durante il fatidico "e ora scambiatevi un segno di pace" mi dava sistematicamente un pestone al piede.

Vabbé, magari gente non molto simpatica, ma quantomeno particolare.

...

I compiti li facevo veloce veloce dalle due e mezza alle tre e mezza ascoltando su Radio Italia Network un orripilante programma di musica tunz-tunz (e nei primi anni Novanta, la musica da discoteca aveva raggiunto un tale grado di trashitudine da trasfigurarsi in sublime).
Poi uscivo fuori a cazzeggiare.

Ero davvero un maschiaccio e non me ne fregava niente di cose come truccarmi o vestirmi bene.
Invece, avevo sparso per il quartiere la voce che ero cintura nera di karate, così per megalomania.

In realtà ero una pippa in qualsiasi arte di combattimento, ma ero bravissima a scappare e nascondermi per il quartiere da una banda di maschi che voleva assolutamente combattere contro di me.
Ogni pomeriggio.

Una vita spericolata, praticamente.

Per quanto riguarda la mia situazione sentimentale, avevo una sorta di relazione di cordiale amore-odio con il mio vicino di casa.

Era capitano della squadra di hockey, grande e grosso e rissoso, ma io l'avevo in pugno.

...

Ogni sera, alle sette e mezza, sua nonna si affacciava alla finestra e gli chiedeva cosa volesse per cena.

E lui, ogni volta, prima di risponderle, si girava verso di me.

- Andrea, stasera tu mangi i Sofficini.

E allora lui, zerbino ante-litteram:

- Nonna, Sofficini!

Come vi dicevo - l'avevo in pugno.

...

Comunque, un tardo pomeriggio, mentre fuori faceva temporale, ci eravamo infrascati in garage, dentro la Volkswagen scassata di suo nonno, e - dopo esserci raccontati qualche barzelletta sporca - avevamo iniziato ad avvicinarci e darci qualche bacetto e toccatina.

Lui puzzava di capra in una maniera indescrivibile, ma era una situazione carina, anche se è difficile crederlo.
Ad un certo punto, entrò ad interromperci sua nonna, urlando come una furia:

"Allora! Tirale fuori! Lo so che le hai nascoste qui!!"

Si riferiva a uno stock di magliette dell'Inter che lui aveva - non so come - rubato da qualche parte e ora le vendeva ai ragazzi del quartiere per quindici mila lire l'una.

Era tutte magliette di Branca. Ronaldo era ancora un incubo lontano.

Alla fine la nonna gli sequestrò tutte le magliette e noi rimanemmo un po' così, frastornati per l'irruzione improvvisa.

...

Comunque il giorno dopo, lui mi chiese se mi andava di accompagnarlo dietro un cespuglio a fare la pipì.

E io lo accompagnai dietro il cespuglio a far pipì: si tirò giù le braghe, fece pipì, si rimise a posto le braghe, sempre sotto il mio sguardo vigile. E poi andammo a giocare a pallavolo.

Come dicevo, ero proprio tonta.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 18:28 | Permalink | commenti (46)
categoria dello spirito:me myself and i, angolo della coltura
venerdì, 22 settembre 2006

In bagno è apparso, per necessità di mio fratello, il nuovo shampoo Elvive per la forfora più tenace.

Mi ha molto incuriosito, sul retro del flacone, la seguente frase, evidenziata in arancione.

"L'odore e il colore di Elvive Forfora Intensiva sono dovuti all'estrema efficacia dei suoi ingredienti".

Una dichiarazione che mi è suonata tanto come un' excusatio non petita, insomma, una giustificazione alquanto sospetta.

Però, dopo essermi versata un po' di questo shampoo sul palmo della mano e averlo odorato, ho capito tutto.

...

Avete presente l'inferno?

Sono convinta che i fiumi che scorrono da quelle parti sono tutti pieni di questa immonda poltiglia.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 12:21 | Permalink | commenti (21)
categoria dello spirito:provato per voi
giovedì, 21 settembre 2006

Mia madre sta seguendo con attenzione morbosa il caso della bimba bielorussa "sequestrata" dai suoi genitori affidatari.

Niente di nuovo sotto il sole - pensavo: lei è solita appassionarsi a tutto ciò che ha a che fare con le key-words "bambini - disgrazia", il suo programma televisivo preferito è Chi l'ha visto? e il suo grado di apprezzamento di film è direttamente proporzionale a quanti litri di lacrime riesce a versare mentre lo sta seguendo.

E invece stavolta, mi ha stupito.

- Mamma, ti si stringe proprio il cuore quando senti la storia di questa poverina, eh?

- No, io mi sono innamorata di quel figo dell'ambasciatore bielorusso.

...

Non so proprio cosa mi sconvolga di più:

A. Che a mia madre non freghi nulla della bambina.

B. Che mia madre consideri figo Aleksei Skripko.

C. Che mia madre usi la parola figo.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 18:15 | Permalink | commenti (38)
categoria dello spirito:parentado
mercoledì, 20 settembre 2006

E' notizia fresca che a Londra sta proliferando una nuova specie di super-topi, più grossi, più resistenti, più pericolosi.

E' inquietante pensare che animaletti che abbiamo relegato ad abitare nelle fogne, nutriti dai nostri stessi abbondanti e iper proteinici rifiuti e resi immuni dai nostri veleni, ora si stiano prendendo una rivincita invadendo le metropoli senza più alcun timore dell'uomo.

...

Questa storia mi ha fatto subito pensare ad un fatto oscuro accaduto al liceo che ora però acquista un possibile e tetro significato.

Ascoltate:

C'era una sorta di assistente del professore di biologia, un omino taciturno che - causa divorzio in atto - si vociferava dormisse negli scantinati della scuola.

Quest'uomo aveva, inoltre, un mostruso conflitto di interessi in atto: oltre a fungere da assistente, era proprietario di una delle più importanti librerie della città ed era pure consigliere comunale.
Si vociferava inoltre che si stesse pure muovendo per comprare la televisione locale e la squadra di calcio per portarla trionfalmente in C2.

Non faccio nomi perché ho ancora paura di lui.

...

Comunque il Signor P., che assisteva sempre alle nostre dissezioni di sardine e colli di gallina aggirandosi furtivamente tra i banchi, un giorno entrò in aula per portarci alcune nostre relazioni che aveva corretto.

Proprio in quel momento, il professore ci stava spiegando che gli insetti hanno dimensioni così piccole proprio perché, avendo un apparato respiratorio molto primitivo, sarebbe impossibile per loro areare un corpo troppo grande.

Il Signor P., mentre sistemava le relazioni sulla cattedra, sibilando a testa bassa, disse una frase sibillina nel silenzio stupito di tutti noi:
 
"Ricordatevi: se gli insetti avessero i polmoni, dominerebbero il mondo."

...

Giuro che, mentre usciva dalla porta, ho intravisto sotto la camicia sudaticcia del Signor P., qualcosa che si dibatteva, tipo delle ali di calabrone, ma non ne sono sicura - potrei essere stata suggestionata. 

...

Comunque: prima l'ammonimento del Signor P., adesso i super topi di Londra:
meditate, gente, meditate.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 18:48 | Permalink | commenti (29)
categoria dello spirito:speculazioni, tu chiamale se vuoi ossessioni
martedì, 19 settembre 2006
Ad un certo punto della mia vita ho smesso di andare al Luna Park e ho iniziato a visitare la Biennale d'Arte a Venezia.
Il che è praticamente la stessa cosa - anzi alla Biennale ti diverti anche di più e magari non vomiti nemmeno.
 
Perché io amo la Biennale di Venezia - ogni volta che ci vado è una festa.
 
Di solito la gente storce il naso e dice:
"Vabbé, ma quella è arte? Dov'è la Gioconda, dove sono gli impressionisti?!"

Per favore, non fatemi incavolare che poi divento come Sgarbi.

L'arte intesa come "ora faccio un bel quadro" è morta, non è più pertinente alla nostra epoca - ovviamente nella mia molto personale e relativa opinione.
 
...
 
Per esempio: all'inizio di Agosto sono andata a vedere l'inaugurazione della mostra di un pittore.
Ero stata invitata dalla madre della mia amica depressa che ha una zia che va a fare le pulizie a casa dell'ex moglie del suddetto pittore.

Praticamente ero un'imbucata di quarto grado.

Ebbene, la cosa più eccitante della mostra è stato il buffet finale con i panini caldi al lardo. 

Non perché il pittore fosse scarso o i suoi quadri privi di ispirazione, ma perché di artisticamente stimolante c'era ben poco.

La gente si fermava a vedere i quadri e ad esclamare: "Oh, starebbe benissimo sopra il sofà della nonna! Quanto costa?!"
 
Insomma, pareva di stare all'Ikea.
 
...
 
Alla Biennale, invece, l'atmosfera è del tutto diversa.
C'è ben poco di quello che di norma le gente considera arte, ma c'è davvero tantissimo di quello che di norma la gente considera spazzatura.
 
Ovvio che io ci sguazzi dentro alla grande.
 
Alla Biennale sono esposte cose stupide, cafonissime, audaci, divertenti, amorali, perverse, assurde, demenziali, paradossali: ti incanti a fissare per mezz'ora il filmato di un limone schiacciato con il piede o dei furetti giocattolo che girano in tondo, mentre al tuo fianco c'è un piccolo edificio fatto con cartoni in cui vengono proiettati filamti porno indiani in rotazione.
 
Alla Biennale hai davvero l'impressione che tutti possano fare arte: non c'è bisogno di conoscere la prospettiva o essere dei maestri nello sfumato leonardesco.
 
Ed è per questo motivo che, Signori e Signore, vi annuncio che io intendo partecipare alla prossima Biennale, nell'estate del 2007.
 
E se non mi accetteranno per il prossimo anno, io insisterò a proporre la mia candidatura nel 2009, nel 2011, nel 2013, nel 2015 e così via, rompendo le scatole biennalmente a tutta l'organizzazione.
 
Perché io ho un sogno: esporre la mia opera.
Ce l'ho già pronta da tempo e voi avete l'onore di ammirarne una foto.
...

Trattasi di un fulgido esempio di post-scultura-concettuale con evidenti influenze pop e una spiccata cromaticità che ne accentua particolarmente l'impatto visivo.
 
...
 
Io ho pensato di chiamarla "Ingroppamento n° 11", ma se voi avete un'altra idea per raffinare un tantino il titolo, accetto proposte.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:16 | Permalink | commenti (34)
categoria dello spirito:speculazioni, angolo della coltura
lunedì, 18 settembre 2006

Silvio Muccino ha scritto un libro: Parlami d'amore.
L'ha scritto insieme a una sceneggiatrice sua amica, tale Carla Evangelista.

Perché? Non era in grado di scriverselo da solo?

Ah non lo so, le malelingue siete voi - io non ho insinuato nulla.

Comunque, scrivere un post di critica su Muccino Jr.  e su questa sua nuova velleità letteraria  - osannata tra l'altro da un noto settimanale con tanto di copertina d'onore qualche settimana fa - mi pare davvero banale e scontato.

Perciò io non dico più nulla e lascio la parola direttamente a lui.

Ecco quello che c'è scritto sul retro del suo libro:

- Questo libro è stato terminato e inviato all’editore la sera in cui l’Italia ha vinto i Mondiali di calcio.

- Al loro primo incontro, i due autori hanno stabilito un’immediata sintonia perché avevano lo stesso orologio.


- Carla Vangelista, come Nicole, ha la fissazione dei golf di cachemire neri. Silvio Muccino, come Sasha, ama lavorare il legno. Sono entrambi dell’ariete.

...

Ma di solito sulla quarta di copertina non si dovrebbe scrivere qualcosa per invogliare a comprare il libro?

...

(comunque se qualcuno l'ha letto o ha intenzione di leggerlo, sarei curiosa poi di sapere un suo parere spassionato. Perché della critica ufficiale mi sa che non c'è molto da fidarsi. E io non ho alcuna voglia di leggerlo.)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 17:37 | Permalink | commenti (47)
categoria dello spirito:angolo della coltura
domenica, 17 settembre 2006
La cugina di secondo grado di mia madre, non per niente è la cugina di secondo grado di mia madre.

Una donna fantastica che, tanto per dare un'idea, qualche anno fa si vantava di essere stata a Roma alla mostra di Picazzo.

- Di Picasso, vorrai dire.

- No, no.. era Picazzo (occhiolino).. la mostra di Picazzo! (occhiolino occhiolino)

...

Oggi è venuta a trovarci.

- Ciaooooo!

- Ciao, ora mia madre arriva. Ti metto su un caffé, intanto, vuoi?

- Oh, grazie.. allora, ho scoperto un nuovo ristorante.

- Ah sì?

- Sì, è là sulla statale. I Tempi Duri. Conosci?
(pronuncia il nome del ristorante in modo strano, indugiando su ogni sillaba)

- Bah, sì.. mi pare di esserci passata..

- Devi andarci.. I Tempi Duri..
(ancora quell'indugio fastidioso. Soprattutto sulla "u" di duri)

- Beh, se capita..

- Menù fisso 10 euro.. e poi.. ci sono dei camerieri.. uuuhhh.. I Tempi Duri..
(è ufficiale: vuole enfatizzare la parola "duri")

- Camerieri.. carini?

- Barbara, credimi.. vai a I Tempi Duri..
(si sporge dalla sedia dove è seduta ammiccando come solo le persone impedite nel fare l'occhiolino sanno fare)

- Beh, costa pure poco, chissà..

- Tu ascolta me: I Tempi Duuuuuri..
(ora sta sibilando senza ritegno. Insieme alla moka del caffé è un effetto amplificato agghiacciante)

- Ahahah.. ah.. .. . o-kay..
 
Poi è arrivata mia madre a distogliere l'attenzione di quella donna diabolica e io - mai così contenta di vederla come in quel momento - mi sono sentita libera di alzare i tacchi.

Andando via dalla cucina mi fischiavano ancora le orecchie e sono pronta a giurare che ho visto con la coda dell'occhio la cugina che mi labializzava silenziosa, un'altra volta , appassionatamente, 

- I Tempi Duuuuuri!

...

Argh.
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categoria dello spirito:parentado
sabato, 16 settembre 2006

Forse vi ricordate della mia Amica Perennemente Depressa che ama alla follia un ragazzo della mensa universitaria, ma non ha mai avuto il coraggio di parlarci.

E magari rimembrerete pure che ho gogoglato nome e cognome di quest'uomo, ricavando dai vari forum a cui partecipa, importanti informazioni personali che la mia amica avrebbe potuto sfruttare per tentare di attaccar bottone con lui.

A tale proposito, il simpatico Filippo aveva postato un lungo commento in cui ragionava così:

"..se va lei da lui, lui sarà molto piu' interessato. Almeno sul momento. Chi mai, dico, chi mai, avrebbe il coraggio, dico, il coraggio, di dire non voglio uscire con te ad una ragazza che viene da te cosi' e ti chiede usciamo?."

Ecco, caro Filippo, io ho presentimento che non lo sapremo mai con precisione, perché non arriveremo mai a un momento del genere.

Infatti è accaduto l'irreparabile.

In occasione dell'inizio di un nuovo anno accademico, la mia amica si è fatta coraggio, ha tentato il tutto per tutto ed è andata da lui. Al suo tavolo. A parlargli.

La cronaca di quanto segue è confusa e tragica. Purtroppo io non ero lì, e ciò che racconto è quello che mi ha spiegato al telefono la mia amica dopo essersi ripresa dallo shock.

Lui era al tavolo, stranamente da solo perché di solito è sempre circondato da una cricca di amici molesti.

- Ehm.. ciao!

- Ciao.

- Ehm.. ma lo sai che assomigli in modo impressionante ad Orson Welles?!

- ...

- Ehm..

- Cazzo, ma intendi quell'attore obeso?!

Dopodiché lei scappa via velocissima dal luogo del crimine.

In quel momento la mia amica avrebbe voluto dirgli tante cose: che sì, Orson Welles ad un certo punto della sua carriera aveva iniziato a lievitare pericolosamente, ma prima era stato magro e affascinante ed è proprio a quel periodo che lei si riferiva e soprattutto che, obeso o magro che sia, Orson Welles è stato un genio del cinema e quindi il suo era un complimento.

Peccato che lui 'sta cosa di Orson Welles l'abbia piuttosto presa come un "Sei un ciccione di merda e morirai soffocato nel tuo stesso adipe! Crepa!" - come possono testimoniare piccoli dettagli tipo il suo sguardo inviperito al momento del "complimento" e il fatto che è da due giorni che, appena la mia amica entra in mensa, tutta la cricca inizia a riderle malignamente alle spalle e secondo me, tra non molto, deciderà anche di tirale addosso vassoi e pagnotte rafferme.

...

Ecco, se lei mi avesse lasciato chattare con lui fingendomi lei, come del resto aveva lei stessa proposto all'inizio di questa sciagurata vicenda, tutto ciò non sarebbe successo e a quest'ora sarebbero a Parigi per un week-end romantico in una suite di lusso ad ammirare mano nella mano la Tour Eiffel.

Lei e lui. Oppure io e lui, non mettiamo mai limiti alla provvidenza.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 20:08 | Permalink | commenti (42)
categoria dello spirito:me myself and i
venerdì, 15 settembre 2006

L'altro giorno mia madre aveva voglia di leggere qualcosa.

- Che faccio? Vado in biblioteca e ti prendo Guerra e Pace?

Ovviamente no.
E quindi mi ha mandato in edicola a comprare un giornale di gossip.
Nello specifico: Di Più, la rivista del già menzionato Signore Assoluto del Male - Sandro Mayer.

Siccome lui è Signore Assoluto del Male, attraverso le arti subdole che trasudano come sugna dalle pagine delle sue riviste, mi ha costretto a leggerlo.
Le sue arti subdole e il fatto che in quel momento non avevo un cazzo da fare.

In ogni caso, ho trovato una cosa assurda contenuta nella rubrica di Marco Rossi sui problemi sessuali - un omino che magari qualcuno di voi ricorda a LoveLine, la trasmissione di Mtv, a dar consigli telefonici a ragazzi che chiedevano se era in qualche modo possibile che, facendo l'amore senza nessuna forma di contraccezione, magari prima o poi poteva anche capitare che si restasse incinta.

Ecco, in tale rubrica, le persone che scrivono al Dottor Rossi non raggiungono mai l'orgasmo, ma una più indefinita e innocente "gioia".

Ora, immagino che non sia una coincidenza se in quattro lettere su quattro si parli di "gioia" e non di orgasmo: è ovviamente una sorta di censura imposta dall'alto.

Un moto di pudore alquanto singolare da parte di un giornale che ti sbatte in prima pagina senza ritegno le chiappone cellulitiche di Paola Perego o ti parla estatico della fantastica vita dei ragazzi del Grande Fratello che, per una serata in discoteca, hanno un compenso dai 2000 ai 4000 euro. 

Devo solo capire se questa censura è qualcosa applicata posteriormente alle lettere ricevute o ormai Sandro Mayer ha esercitato il suo potere occulto così bene che sono i lettori stessi a sentirsi in dovere di scrivere "gioia" al posto di orgasmo.

...

Comunque, caro Sandro, non si può lasciare l'opera incompleta: c'è tutto un intero vocabolario da reinventare.
Per esempio, c'è gioia e gioia: come chiamare  quella vaginale? E quella clitoridea?
Insomma, son cose importanti.

E metti caso che una lettrice abbia simulato? Come si dirà allora?
Che ha sorriso per educazione?
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categoria dello spirito:speculazioni, voglio la sua testa
giovedì, 14 settembre 2006

Salve, ecco il vostro adorato horror-scopo, stavolta dimezzato perché siamo già al 14 di Settembre (-102 giorni a Natale: mi sento già da vomitare).

Purtoppo la brutta notizia è che fino a fine mese assisteremo impotenti al dominio incontrastato della Vergine - il mio (ma credetemi: anche il vostro) nemico storico - che si sollazzerà con tutte le fortune e le buone opportunità di questo mondo.

Ma Settembre finirà pure per te, vecchia ciabatta.

...

Comunque, vediamo brevemente come se la cavano gli altri segni:

Ariete: tutto va abbastanza da schifo, ma nel lavoro sembra che si stia muovendo qualcosa.

Toro: stasi totale. Attenti a non addormentarvi.

Gemelli: si avvererà ciò che voi già intuite da tempo. Fossi in voi, avrei paura.

Cancro: disintossicatevi.

Leone: oh, ma che bello, saranno due settimane piene di ammmore.
Mi fate schifo, tzé.

Bilancia: improvvise incredibili passioni che vi daranno grande energia ed eros alle stelle. Se possibile mi fate ancora più schifo del Leone, puah.

Scorpione: preoccupatevi di chiarire alcune questioni legali.
Vabbé, quello che fate di solito ogni mese.

Sagittario: seminate adesso e raccoglierete a Novembre.
Eccheccazzo, perché devo sempre aspettare?!?

Capricorno:  siete in preda di una sorta di febbre emotiva - affascinati da qualcuno o qualcosa lontani da voi.

Acquario: sembra che per voi l'estate inizi ora.
I soliti anticonformisti del cavolo, non ti sopporto quando fai così che vuoi fare le cose per forza diverse tanto per fare lo stronzo della situazione e.. ops - aehm - scusate non stavo parlando con voi.

Pesci: chiudetevi in casa e non uscite per nessun motivo.
Come dicono i Green Day in quella canzone fastidiosa: Wake me up, when September ends.

...

Allegria.

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categoria dello spirito:horror-scopo
giovedì, 14 settembre 2006

Ho tentato di insegnare a mio zio alcune funzioni elementari del telefonino.

- Allora, se vuoi chiamare qualcuno, ma questo qualcuno non ti risponde perché il telefonino è occupato, puoi riprovare a chiamarlo premendo semplicemente per due volte la cornetta verde. Ok?

- Mmh, sì.. quindi: basta che premo un po' di volte 'sta cosa verde qua e anche se quello lì ha il telefono occupato riesco a parlarci lo stesso insieme?!

...

..

.

Io mi chiedo: ma perché è scientificamente impossibile che gli over 50 riescano ad imparare una qualsiasi nuova tecnologia dal walkman in su?!

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categoria dello spirito:parentado, speculazioni
mercoledì, 13 settembre 2006
Un super classico delle gite delle superiori era cantare in coro in pullman.
E' un classico così banale che fa quasi schifo.

Comunque, la mia deprimente classe/pollaio - senza esemplari maschili perché erano stati fatti tutti fuori il primo anno - era divisa in due fazioni canterine:

c'erano quelle delle canzoni tristissime/impegnate/cantautorali con saltuarie spruzzate di oratorio e campo scout (ancora rieccheggia nelle mie orecchie la super mega hit Sul lago di Tanganika-ka..) e quelle del disimpegno e cazzeggio più totale che si divertivano nello storpiare le sigle dei cartoni animati, nello scimmiottare tutte le boy-band e le lolite pop del momento e - last but not least - nell'intonare i più grandi successi dei Ricchi & Poveri.

Io, o vomitavo o cantavo con il secondo gruppo.

Comunque esisteva una canzone che metteva sempre tutte e due le fazioni d'accordo, non so come e non so perché - forse per quel ritornello un po' così che appagava la voglia di austera semplicità e tradizione delle "cantuatrici impegnate" e contemporaneamente faceva ghignare le allegre cazzare per i presunti doppi sensi che scaturivano nelle loro menti bacate.

Oh oh, cavallo, oh oh, cavallo, oh oh.
 
Signori e Signore, Samarcanda di Roberto Vecchioni.
La canzone che mi fa venire i brividi ogni volta che la ascolto.
La canzone della sfiga.

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Ma esponiamo i crudi fatti successi in tre anni di gite e poi riflettiamo.

Autostrada, in prossimità di Siena, verso le 18: l'allieva A.D.L., seduta accanto a me, ha un attacco epilettico. Reagan dell'Esorcista, al suo confronto, è solo una pallida emulatrice.
Il professore di greco/latino cerca di smorzare la tensione dicendo che l'epilessia nell'antichità era considerato il male degli dei e che comunque anche gente di prestigio come Giulio Cesare ne soffriva. 'Sti cazzi.

Autostrada, uscita di Roncobilaccio, 22 circa: il pullman ha una ruota a terra, rimaniamo come battone sulla piazzola fino a mezzanotte inoltrata perché l'autista è un incompetente.

Autostrada, non mi ricordo più dove, ma tipo sugli Appennini: durante una bufera di neve, rimaniamo per circa mezz'ora bloccati in una galleria.
L'allieva F.C., seduta accanto a me, ha un attacco di panico con vomito e svenimento nonostante i miei ripetuti ottimistici commenti sulla situazione.
 
Tutte e tre le spiacevoli situazioni hanno in comune il fatto che poco prima si era cantata a squarciagola la già citata Samarcanda.

Ed è per questa lugubre coincidenza - unita al fatto che protagonista della non propriamente allegra canzone fosse una "nera signora che mi guardava con malignità" -  che la classe si era alla fine convinta che ci fosse qualcosa di veramente funesto in suddetta creazione del sig. Vecchioni Roberto.
La canzone della sfiga, appunto.

...

Parlo di questo fatto perché stamattina mi sono svegliata con Samarcanda in testa e non se n'è ancora andata via. Inspiegabilemente.

Ho paura che sia un presagio.

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(In effetti ci potrebbe essere un'altra cosa in comune alle tre disgrazie avvenute, ma nessuno se n'è mai accorto e toglierò il saluto a chiunque di voi si azzardi a farlo anche minimamente presente)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:48 | Permalink | commenti (47)
categoria dello spirito:me myself and i, musik
martedì, 12 settembre 2006

Gli Autogrill sono uno dei miei luoghi dell'anima - li adoro.

L'addetto ai panini che gli dici "Per favore, me lo cuocia bene il mio Apollo" e lui che te lo porge dopo due nanosecondi con la cotoletta interna ancora tutta surgelata;
la signora delle toilette che ti guarda in cagnesco e ti lancia maledizioni se non le metti più di 5 euro nel piattino;
l'angolo delle riviste di gossip che ti puoi leggere tranquillamente dalla prima all'ultima pagina con tutte le mani unte perché tanto è sempre nascosto dal barile dei salami e mortadelle;
e molto, molto altro ancora.

E poi il cibo.
Ogni volta che metto piede in un Autogrill io inizio a sbavare per tutte le leccornie, le belle selezioni di prodotti tipici regionali e le novità che vedo.
Per esempio, domenica, tornando dal mare, ho trovato un'incantevole primizia.

Le Tic Tac King Size ai frutti di bosco - che fino ad ora sono rimaste anonime perché risparmiate dagli spot con la Hunziker che starnazza credendo di essere in un musical americano.

Segno che gli Ingegneri Tic Tac credono molto in queste nuove caramelle, che sono una delizia indescrivibile e non solo.

Anche la scatolina che le contiene è adorabile, un vero e proprio capolavoro di latta che in futuro sicuramente userò come contenitore per moltissime cose, davvero così tante che ora come ora non mi vengono nemmeno in mente.

E poi potrei sempre nasconderla dentro il reggiseno sopra al cuore, così, nel caso che a qualcuno venga voglia di spararmi, farebbe da ottima barriera alla pallottola.
Ragazza salvata da una scatola di Tic Tac. Fantastico.

Comunque, come stavo dicendo, queste nuove Tic Tac Giant Size sono davvero buone, quindi una tira l'altra e poi un'altra e un'altra ancora e..

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Oh, ma l'indicazione sul retro "Un consumo eccessivo può avere effetti lassativi" è solo una frase che hanno messo così, tanto per occupare spazio, vero?!

sup-postato da: Barbara23 alle ore 18:10 | Permalink | commenti (41)
categoria dello spirito:provato per voi
venerdì, 01 settembre 2006

Stavo venendo qui all'Internet Point per controllare la mia casella di posta elettronica sempre super affollata di spam o di cattive notizie.

Comunque ad un certo punto, camminando, ho sentito il mio piede fare <Sciaff> e immergersi in una bella montagnetta di merda di cane fumante.

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Mi pareva significativo scriverlo.

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Ciao a tutti.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 18:29 | Permalink | commenti (48)
categoria dello spirito:me myself and i