martedì, 31 ottobre 2006
Quale momento migliore della serata di Halloween per rendere pubblico a tutti voi l'horror-scopo di Novembre?
 
...
 
Forza, via il dente, via il dolore:
 
Ariete: vai in letargo e risvegliati in Dicembre, tanto in questo mese non combineresti nulla di buono. Game-over ancora prima di inizare.
 
Toro: prendila con filosofia: è un periodo di merda. Come cantava Aleandro Baldi: "Passerà, passerà / prima o poi". Però lui cieco è rimasto.
 
Gemelli: non seguire le vocine nella tua testa che ti dicono di agire. Attendi e osserva, anche se ti sarà complicato. Un mese da camicia di forza. 
 
Cancro: ecco il prima fortunello del mese, protetto sia nel lavoro sia in amore. Vaffanculo, ma proprio di tutto cuore.
 
Leone: fino al 18 sarai lasciato solo, in balia degli eventi. Poi una mano amica arriverà in tuo soccorso. Non fate i maliziosi, non si chiama Federica. 
 
Vergine: sorprendentemente ti scoprirai giocatore d'azzardo nella vita e ti piacerà. Ma perderai. Asseconda la tua noiosa e prevedibile natura di sempre: farai meno danni.
 
Bilancia: "nothing gold can't stay" e così anche il tuo periodo di grazia finirà. Atterraggio brusco sulla terra. Credimi, non sono stata io a gufare.
 
Scorpione: periodo di successi strabilianti in qualunque cosa ti starà a cuore. Ma bada bene a come ti comporti: potresti peccare di vanagloria ed arroganza nei confronti di qualcuno. Cesare, attento alle Idi di Marzo.
 
Sagittario: improvvisati stratega e cerca di usare la dote della lungimiranza per capire davvero cosa vuoi fare della tua vita. Facile come chiedere a Luca Giurato di non fare figure di merda ad una gara di spelling.
 
Capricorno: l'impegno profuso in questi mesi ti sarà ripagato addirittura con gli interessi. Il solito caro vecchio usuraio.
 
Acquario: truccare la realtà delle cose non serve a nulla. Prima ti rimetterai in carreggiata, meglio sarà per te e chi ti sta intorno. In poche parole: basta drogarti.
 
Pesci: hai tempo fino a metà mese per coronare i tuoi sogni. Poi potrai rimetterti a vegetare come è il tuo solito. In corsa disperata contro il tempo.
 
...
 
Ah, ultima cosa:  da questo mese parte l'operazione "Soddisfatti o insultanti".
Non ho azzeccato il vostro horror-scopo?
 
Potete insultarmi. Ma proprio pesantemente.
E io non mi difenderò.
Come un punching ball.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 19:24 | Permalink | commenti (73)
categoria dello spirito:horror-scopo
lunedì, 30 ottobre 2006


CausaCrisiContest:
facciamo il punto della situazione.

(ovviamente perché oggi non mi viene in mente nient'altro da scrivere)

Fino a questo momento gli intrepidi concorrenti che hanno mandato testimonianza del corretto utilizzo della Card sono dieci - nove esseri umani (più o meno) e un cane:

Nalkila, MilesFaber, Netstar, PurpleAngel, Tuttoapostrofo, ScatterHead, Boss, Verdementa, AntaresBlu e PsicoSere - a cui va tutta la mia gratitudine.

In ogni caso è superfluo dire che mi aspetto di più da chi ancora manca all'appello.

...

Comunque ecco in bella mostra le opere d'arte: vi ricordo che quando avremo raggiunto un numero considerevole, si aprirà un sondaggio per decretare il vincitore.

E siccome CausaCrisiCard non è un mero gadget a scopo commerciale, ma un vero e proprio tentativo di servizio sociale, ecco una toccante testimonianza della sua efficacia che un uomo notoriamente schivo che vuole rimanere anonimo mi ha inviato:

"Grazie a barbara e alla sua card-causa crisi - ho risolto il mio problema con boss. Adesso quando deve cagare va direttamente in bagno, tira l'acqua e spruzza pure il locale con un fantastico deodorante al lampone. Causa crisi ha cambiato la mia vita. usala anche tu!".

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E voi? Come vi ha cambiato la vita la CausaCrisiCard?

sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:54 | Permalink | commenti (42)
categoria dello spirito:speculazioni
sabato, 28 ottobre 2006
E' mia eccelsa prerogativa trovarmi spesso nei posti sbagliati.
 
Da piccina in un'assolata domenica pomeriggio di villeggiatura, esplorando un centro commerciale chiuso, mi imbattei in un corteo di gente distinta vestita tutta di nero.
Li seguii.
 
Mi ritrovai davanti ad una porta a vetri con la scritta "X° Convegno Annuale Testimoni di Geova - Latisana/Portogruaro".
 
Ma se sono ancora qui a raccontare questo fatto, significa che sono uscita incolume da quell'avventura.
 
...
 
Più recentemente, verso sera, in una viuzza stretta ed oscura, entrai in quella che mi sembrava una normale libreria, causa emergenza regalo cuginetta.

Sentii subito che in quel posto non avrei trovato quello che stavo cercando: saranno state le luci basse e soffuse, saranno state le fotografie super-patinate di modelli nudi alle pareti oppure l'arredamento stile casa di Loris Batacchi.
 
O forse fu quello che mi disse un ammiccante commesso:
 
- Ehm.. avete per caso libri di favole?
 
- Che cosa cerchi? La Principessa sul pisello? Oh, oh, oh!
 
Più tardi scoprì che si trattava di una delle più famose librerie gay della città.
 
...
 
Ed arriviamo ad oggi.
Passeggio senza pensieri, quando vedo all'orizzonte puntare dritto nella mia direzione una testa pelata. La testa pelata di un uomo che mi odia.
Non ho voglia di entrare nello specifico. Fattostà che mi odia.
 
In un nano secondo faccio quello che mi piace pensare avrebbe fatto Indiana Jones nella mia stessa situazione: entro nel primo negozio che trovo - così di scatto.
 
Ci metto un po' a focalizzare, ma poi capisco: abbigliamento per bambini - beh, dai, poteva anche andare peggio.
 
Penso di cavarmela con un "Sono entrata solo per curiosare, grazie"
Peccato che arrivi verso di me la razza di commessa peggiore che ci sia: la Vecchia Padrona Inquisitrice.
 
- No, dimmi almeno cosa cerchi così te lo indico.
 
- Mmh.. dei vestiti..
 
- Sì, ma quanto ha il bambino.
 
- Oh, ehm.. 3 anni?
 
- Qui vendiamo fino ad 1 anno, mi dispiace.
 
Cazzo. Ma dovevo assolutamente rimanere dentro se non volevo incappare nell'Uomo Pelato che in quel momento era molto probabilemnte arrivato in prossimità del negozio.
Quindi, dico la frase con cui mi gioco la poca credibilità che mi era rimasta:
 
- Ah, sì, intendevo 1 anno, io - mi sono sbagliata, eheheh..
 
La farsa è finita cinque minuti dopo, quando la vecchia mastina mi ha sbattuto fuori con la tutta la violenza di un'occhiataccia, dopo che mi sono insensamente impuntata:
 
- Ma questi 80 euro sono fissi o un po' di sconto me lo fa?
 
...
 
..

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Ma l'importante è non aver incontrato l'Uomo Pelato, credetemi.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 19:08 | Permalink | commenti (39)
categoria dello spirito:me myself and i
venerdì, 27 ottobre 2006

Fosse per me la pubblicità in televisione dovrebbe essere tutta così:
 
- Inquadratura del prodotto;
- Speaker che declama il nome del prodotto e riassume in poche e sobrie parole alcune delle sue caratteristiche salienti;
- Fine.
 
E chi sgarra, va in galera.
 
...

Sì, mi rendo conto: roba che manco nei peggiori regimi.
 
Però avrebbe davvero i suoi bei vantaggi: far risparmiare un sacco di tempo a chi lavora nel campo pubblicitario e soprattutto evitare che vadano in onda spot molesti.

Tipo quelli che proprio non sopporto in questo periodo:
 
1.
Lo spot di Banca Intesa - quello della ragazza in tailleur rosso che vuole ristrutturare casa.
 
Prima di tutto: ma che cazzo di vocina ha? Da dove le viene? E' possibile in natura avere una vocina da pupazzo con le adenoidi come la sua? E sennò dove la posso comprare?
 
In ogni caso, mai vista uno spot tanto lezioso e noioso in vita mia.
Acquisterebbe una botta di vita solo nel momento in cui lei e lui iniziassero a copulare selvaggiamente nella casa tra calcinacci, infissi rovinati e lo sguardo atterrito della madre.
O se Banca Intesa andasse in fallimento e la ragazza per pagarsi la ristrutturazione si aggregasse alla compagnia del Signor Vitali insieme a Dolce Remì, la scimmietta e il cane in qualità di ventriloqua.

Ma anche così non ne sono sicura.
 
2.
Il nuovo spot della Tim - quello che paghi 30 euro e ricarichi effettivamente 30 euro, una cosa normalissima in qualsiasi paese europeo, ma che in Italia, invece, è solo prerogativa dei ragazzi della Tribù.

Che poi chiamiamo le cose con il loro vero nome: quella non è una tribù, è un branco.
E quel fesso di Christian De Sica non sa che i soldi che lui consegna ingenuamente alla figliuola serviranno per rifornire tutta la cricca di pasticche di ecstasy.

Da segnalare anche la presenza di Alessandra Mastronardi che fa la parte della figlia maggiore nella fiction di successo (!) I Cesaroni.
E se pensiamo che ne I Cesaroni il padre è interpretato da Claudio Amendola - noto testimonial della 3 - si prospettano cross-over fantascientifici a base di faide familiari e scazzottate.

Signori della Tim, signori della 3, io l'idea ve l'ho data: usatela.
 
3.
Lo spot di Carmencita - che, nonostante sia uscito ormai la scorsa primavera, sembra essere tornato in auge in queste settimane.
Comunque anch'io ho scritto una letterina per la posta del cuore della simpatica Carmencita.
 
"Cara Carmencita, il giorno in cui vorrò un consiglio sentimentale da un utensile da cucina, mi rivolgerò probabilmente al tostapane che mi pare abbia un'autocoscienza critica e un'intelligenza più spiccate delle tue.
Perché puoi pure avere la stessa voce di Carrie Bradshaw di Sex & The City e scimmiottare Carrie Bradshaw di Sex & The City e usare il MiniPimer come vibratore come una donna emancipata ed in carriera, ma sarai sempre e solo una moka tozza e racchia.
E comunque lo sanno tutti che Caballero ti fa le corna con l'asciuga-insalata."
 
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Erano gli spot che non sopporto proprio in questo periodo.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 18:53 | Permalink | commenti (43)
categoria dello spirito:televisione cattiva maestra
giovedì, 26 ottobre 2006

Dicesi Amore Impossibile: tipo di amore che non potrà mai convolare in una vera storia per varie ragioni.

O perché l'oggetto del desiderio è un personaggio fittizio.
O perché risiede in carcere con un ergastolo da scontare.
O perché appartiene al regno vegetale e/o minerale.

Il mio Amore Impossibile invece è stato tale in quanto l'oggetto del mio desiderio era già morto.
Sto parlando di Franz Kafka.

...

In quarta ginnasio, sfogliando distrattamente le pagine del libro di antologia, vidi una sua foto e me ne innamorai all'istante.
Perché??!! - mi chiederete legittimamente tutti sconvolti.

E' difficile da spiegare, forse i versi di questa poesia potrebbero aiutarmi:

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
poi mi hai detto, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.


E io sono tanto una cogliona - si è dimenticato di aggiungere il signor Herman Hesse.

Sì, perché quell' Amore Impossibile non era altro che l'avvisaglia della mia controproducente tendenza ad innamorarmi sempre di romantici psicopatici, vagabondi malati di tubercolosi e anime in pena bisognose di redenzione.

Tutta gente la cui posa preferita è guardare con i capelli al vento verso un punto distante dell'orizzonte con un'intensità che a me affascina irrimediabilmente, ma in realtà è solo dovuta al fatto che probabilmente si stanno concentrando per fare una scorreggia.

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In ogni caso, io ero pazza di Kafka e ben presto arrivò l'occasione opportuna per palesare tutto il mio amore: il tema di italiano.

Il titolo prevedeva un'analisi stilistica e tematica di Kafka nell'ambito delle opere che avevamo letto in classe: io penso di essere rimasta aderente alla traccia per le prime dieci righe, poi ho iniziato a sbroccare.

Ora non ricordo le testuali parole, ma il concetto era chiaro: se avessi avuto la grande fortuna di essere vissuta a Praga nella sua epoca, avrei cercato in tutti i modi di diventare la Signora Kafka.

E questo perché io amavo Franz e avrei voluto dargli tutta la felicità che meritava, ma che purtroppo la sua triste vita non aveva mai saputo dargli.
Avrei riportato il buonumore ai suoi giorni e gli avrei fatto capire che bisogna sempre essere ottimisti e guardare avanti perché domani è un altro giorno. Così grazie a me non gli sarebbe mai passato per la testa di mettere all'interno de La Metamorfosi un repellente scarafaggio, ma piuttosto una bellissima farfalla colorata.

Tutti buoni propositi - i miei - che ovviamente nascevano da una ripetuta e prolungata esposizione durante l'infanzia a CandyCandy e BunBun il cagnolino simpatico e carino.

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La sadica prof dalla fulva chioma - chiamata La Zarina e segreto sogno erotico di tutti i padri che andavano al ricevimento insegnanti - dopo un divertito cazziatone, mi diede uno di quei voti né carne né pesce che ti lasciano sempre un po' di amaro in bocca: dal 4 al 5.

E ovviamente mi sputtanò alla prima riunione di fronte a mia madre che a sua volta mi sputtanò di fronte a tutta la Sacra Famiglia che non aspettava altro che deridere la mia ennesima trovata.

Improvvisamente iniziai ad odiare Franz Kafa e decisi di lasciarlo, dopo avergli fatto sapere - in cuor mio - che in realtà tutto quello che aveva scritto a me faceva sinceramente cagare e che gli avevo fatto i complimenti solo perché mi faceva pena e avevo paura si suicidasse.

...

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Anni dopo, quando incontrai quello che è il mio attuale e cosiddetto ragazzo, finalmente soddisfatta di aver trovato una persona giusta dopo alcune scelte sbagliate, gli buttai lì una domanda innocente:

- Dai dai dai, dimmi: qual è il tuo scrittore preferito?

- Mmh..Kafka. Senza dubbio.

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Dovevo prendere in considerazione il piccolo campanello d'allarme che mi suonò in testa in quel momento.
Ma al destino non si può scampare, purtroppo/perfortuna.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 18:02 | Permalink | commenti (50)
categoria dello spirito:angolo della coltura, amore e altre sciagure cosmiche
mercoledì, 25 ottobre 2006
Gli ostacoli del cuore è il nome del nuovo singolo di Elisa - una deliziosa canzone che Ligabue è stato così generoso da regalarle.
 
Grazie al cazzo, Liga, fa schifo! - gli avrei detto fossi stata Elisa.
 
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Ok, sono opinioni personali: io Ligabue è da un po' di anni che non lo sopporto proprio più e versi come
C'è un principio di magia / fra gli ostacoli del cuore / è una notte da scartare / come un pacco di Natale fanno subito Cristina D'Avena e tanta tristezza nel cuore.

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In ogni caso, questo singolo comparirà nel Greatest Hits di Elisa Soundtrack 1996/2006, in uscita a metà novembre.

Greatest Hits: la nuova piaga sociale.
Non parlo nello specifico di quello di Elisa, ma in generale: ormai si producono più Greatest Hits che album veri.
 
E se pensi che anche Cesare Cremonini farà uscire prossimamente il suo, arrivi alla conclusione che probabilmente nell'aria ci deve essere un concetto distorto della parola Greatest.
 
E questo anche a prescindere dal valore di un dato artista.
E' proprio il fatto di far uscire una raccolta dei cosiddetti brani "migliori" di un cantante che fino a quel momento magari di album all'attivo ne ha solo due o tre che mi pare tanto una presa per i fondelli.
 
Ma questo è il marketing, bellezza - lo so - ed è indubbio che i Greatest Hits costituiscano un mercato molto fiorente sotto Natale, quando sei alla disperata ricerca di un regalo impersonale quanto basta, non troppo pretenzioso ma che ti faccia fare comunque un'apparente bella figura.
 
O compri un Greatest Hits oppure la tazzona buffa per la colazione - non c'è scampo.
 
E quindi lunga vita ai Greatest Hits, con i loro uno-massimo-due scarti inediti che assumono magicamente lo statuto di brani, i loro bonus dvd, le loro sgargianti copertine, il loro tanto fumo e niente arrosto.

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Forse avrò una visione molto romatica della musica, ma, secondo me gli artisti veramente autorizzati a fare un Greatest Hits si potrebbero contare sulle dita di una mano.
 
Tutto il resto è sacrilegio.
 
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Aspettando il Greatest Hits di Luca Dirisio.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 17:07 | Permalink | commenti (55)
categoria dello spirito:musik
martedì, 24 ottobre 2006

Ieri sera si è conclusa la prima edizione de La Pupa & Il Secchione.
 
E qui ci starebbe bene un bel 'chissenefrega' con pernacchia incorporata.
 
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Comunque tranquilli, non ho intenzione di discettare anch'io su questa cosa.
No, io voglio andare più a fondo della faccenda e porre un interrogativo scomodo:
 
Perché Enrico Papi indossa sempre la camicia nera?
 
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Io l'ho tenuto d'occhio e - apparizione dopo apparizione - me ne sono convinta sempre di più.
 
Lui veste sempre uguale.
Un jeans e 'na camicia nera.
 
Perché?
 
E non ditemi perché in giuria ci stava la Mussolini.
 
Che poi uno dice: ma sempre sempre?
Sempre.
 
Anche da Mentana, anche a BuonaDomenica, anche al GrandeTalk, pure a casa sua.
Potete fidarvi di me, perché io è da un mesetto che seguo i suoi spostamenti alla ricerca di una nota cromatica differente.
 
Ma nulla.
La camicia nera persiste.
 
Perché smagrisce?
Perché mimetizza meglio le pezze di sudore sotto le ascelle?
 
Non so, sono risposte che non mi convincono.
Ci deve essere qualcos'altro dietro.

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Io ho la precisa sensazione medianica che l'affare sia molto più grosso di quanto non sembri.
 
Già, perché se fosse un fatto totalmente casuale, come mai su Google non ci sono immagini di lui in camicia nera?
 
Le ha fatte togliere tutte di proposito?
Perché?!
 
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Come vedete, quella che sembrava una mia solita cazzata, si sta rivelando un crogioulo di supposizioni inquietanti.

Desidererei che ci rifletteste sopra.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:31 | Permalink | commenti (57)
categoria dello spirito:speculazioni, televisione cattiva maestra
lunedì, 23 ottobre 2006
In un'epoca come questa, in cui bastano pochi click per scaricare una canzone, la storia che sto per raccontare acquista tratti di patetico romanticismo, lo so.
 
(e quando parlo così sembro mio nonna, so anche questo)
 
...
 
Allora.
Verso i tredici anni, tra una marea di altre fisse, avevo anche quella della cassettina compilation fai-da-te. Come milioni di altri adolescenti, immagino.
 
Però io ero particolarmente morbosa.
Io volevo una cosa fatta bene e non mi accontentavo di schiacciare il tasto rec e registrare una canzone inevitabilmente deturpata all'inizio e alla fine dalla voce di un qualche deejay.
 
E per questo motivo che divenni un'accanita ascoltatrice di uno scalcagnato programma di dediche musicali di Radio Rete 5 - un'oscura radio locale con la simpatica particolarità di avere un invitante jingle composto da tre ultrasuoni timpano-perforanti e un'altro rumore molto simile a un rutto.
 
Quasi ogni pomeriggio al telefono con il centralino del programma si ripeteva lo stesso dialogo:

- Ciao sono Barbara. Vorrei Le voci dentro di Gloria.
- Ciao Barbara! A chi la vuoi dedicare?
- A nessuno. La devo registrare. Quindi dite al deejay di stare zitto fino alla fine. Grazie.
 
...

Stranamente non hanno mai disatteso ai miei ordini.
E così le compilation si moltiplicavano.
 
...
 
Ma quando riesci ad ottenere qualcosa, vorresti sempre di più e così fu anche per me.
Decisi che chiedere una canzone al giorno era troppo poco.
 
Quindi volli duplicare la mia registrazione giornaliera di canzoni con l'aiuto di un'altra radio, la tristissima Radio Birikina Bella&Monella, che magari qualche abitante del Nord-Est conoscerà.
 
In questa caso, tu telefonavi e una segreteria automatica registrava direttamente la tua voce che richiedeva la canzone.
A quel punto non so cosa mi sia preso - forse la timidezza, forse un principio di schizofreniama iniziai a spacciarmi per altra gente.
 
Ho ancora registrata su una cassetta, una delle mia dediche:
 
"Ciao RadioBirikina, sono Alice da Padova e vorrei sentire Gelosia dei Dirotta Su Cuba. Sei stupendissima, grazie!"
 
...
 
Non ho mai detto il mio vero nome, un giorno ero Bruna da Montebelluna, l'altro Katia da San Vito di Cadore.
Una volta ho cercato di improvvisare un vocione da uomo e sono stata Luciano da Chioggia.
Che voleva sentire Difendimi di Pamela Petrarolo.
 
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In ogni caso, ho riesumato una delle mie cassettine tutta piena di adesivi del Cioè.
Ecco la track-list.
 
1. Anche questa è vita - Anonimo Italiano
2. Alle Venti - AudioDue
3. Made In England - Elton John
4. Funkytarro - Articolo 31
5. The Colour Inside - Ti.Pi.Cal.
6. Ci siamo anche noi - Leandro Barsotti
7. Controvento - Dhamm
8. L'ultimo bicchiere - Nikki
9. Favola semplice - Caterina
10. Your Loving Arms - Billie Ray Martin
11. Paperina - gruppo ignoto
12. Un altro amore no - Lorella Cuccarini
 
Così se vi capita i suicidarvi, avete pure una dritta per la colonna sonora.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 17:16 | Permalink | commenti (57)
categoria dello spirito:me myself and i, musik
sabato, 21 ottobre 2006
Grigia giornata di pioggia fitta e battente.
Umidità che entra nelle ossa e soprattutto nei capelli.
 
Ritornavo dal discount dietro casa tenendo in mano un superpacco da 32 rotoli di carta da culo.

Perché chiamarla carta igienica mi pare un tantino presuntuoso considerata la qualità infima della carta in questione.
 
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Le auto mi passavano accanto sfrecciando, ma i miei jeans rimanevano miracolosamente asciutti.
Fino a quando non arriva - rorombante - un SUV.
 
Splash.

Smerdata di pioggia e fango: i jeans, le scarpe, la borsa.
Mai vista tanta tracotanza contro un povero essere umano sotto la pioggia con un superpacco di carta da culo in mano.
 
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Checché se ne dica, io almeno una cosa buona della Finanziaria l'ho trovata.

(sperando che non la tolgano)
sup-postato da: Barbara23 alle ore 18:51 | Permalink | commenti (41)
categoria dello spirito:me myself and i, pollitica
venerdì, 20 ottobre 2006

Mi sento decisamente trascurata dalla politica.
In modo trasversale. 

Sì, perché, ad esempio, penso di essere l'unica a non aver mai ricevuto un sms del Pres. del Cons. e ora nessuno si degna nemmeno di recapitarmi a casa una tessera della Margherita.
 
Bah.
 
...
 
Comunque niente panico, perché questo blog la sua tessera ce l'ha già.
Sto parlando di CausaCrisi: la card di giustificazione universale. 
 
Usa CausaCrisi e non sarai più costretto a inventarti scuse.
Perché causacrisi è La Scusa.
 
Non ne puoi più della dieta a base di banane e yogurt che stai portando avanti da due settimane?
Causa crisi, intendo strafogarmi sul divano con un bel barattolo di Nutella.
 
Stasera, caro, no, proprio non mi va?
Causa crisi, ti conviene provvedere da solo con il calendario di Sara Tommasi.
 
Fuori sta infuriando una bufera di neve, il capo è uno stronzo e ti odia e ti è spuntato un brufolo di proporzioni inaudite sul naso?
CausaCrisi, stamattina sto a letto a grattarmi.
 
Perché CausaCrisi è la giustificazione per tutte le stagioni, pratica e pronta all'uso.
La motivazione che vuol dire tutto e non dice niente e  tiene alla larga dagli scocciatori.
 
Perché, cavolo, crisi è una parola impegnativa e nessuno ti verrà a disturbare per chiederti di più.
CausaCrisi: la parola che azzittisce, ammutolisce, annichilisce.
 
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Usare CausaCrisi Card è facile: scrivi nell'apposito spazio sul retro che cosa non vuoi fare, consegnala al diretto interessato e per un giorno intero sarai assolutamente giustificato.
 
E ricorda che potrai utilizzarla quante volte vuoi se avrai l'accortezza di utilizzare un pennarello cancellabile.
 
Conservala nel tuo portafoglio, tra la tessera dei punti dell'Esselunga e quella della palestra e portala sempre con te perché non si sa mai nella vita, una crisi può spuntare dal nulla quando meno te lo aspetti.
 
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Perché, ricordati: se in tribunale di dice incapace d'intedere e di volere, nella vita di tutti giorni si dice CausaCrisi.
 
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Disponibile anche nei colori moda terra di Siena, ocra e verde pistacchio.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 18:01 | Permalink | commenti (80)
categoria dello spirito:speculazioni
giovedì, 19 ottobre 2006
Oggi ho fatto un'entusiasmante scoperta al supermercato:
 
dopo il grande successo ottenuto dalla cassa veloce 10 prodotti max,
è arrivata la cassa veloce 20 prodotti max
 
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Nel tempo che ci ho messo per riprendermi da questa grande notizia, riflettere sulla portata di tale innovazione nel delicato ecosistema di un supermercato e contare quante cose avevo io nel carrello, mi erano già passate davanti tre persone.
 
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E alla fine ho pure dovuto rinunciare:  di prodotti ne avevo 24.
 
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sup-postato da: Barbara23 alle ore 15:36 | Permalink | commenti (90)
categoria dello spirito:me myself and i, provato per voi
mercoledì, 18 ottobre 2006

Un preoccupato post di Serena che ho letto un po' di giorni fa mi ha fatto tornare alla mente quanto sia difficile scegliere bene i propri coinquilini.

Tutto risale ad un anno fa, quando il mio ragazzo doveva venire a stare per un po' dalle mie parti e io lo aiutavo a cercare una appartamento in condivisione.

Il mio obiettivo era solo uno: scegliere un posto abitato da persone nei confronti delle quali io non potessi anche solo lontanamente nutire della gelosia.

In parole povere, cercavo dei coinquilini uomini o delle racchie. 

La scelta ricadde alla fine su un appartamento di tre stanze abitato da due trentenni: la prima - una ragazza particolarmente nerboruta, goffa e innocua - mi aveva confidato che desiderava prendere i voti entro fine dell'anno, e l'altra - nonostante fossi un'estranea - nel breve lasso di tempo della mia visita mi aveva fatto una testa tanta su quanto amasse il suo fidanzato e su come volesse sposarlo al più presto.

In mancanza di soluzioni migliori, mi parevano perfette.

...

Col cazzo.

...

Dunque, dopo poche settimane si venne a scoprire che:

- la quasi-suora goffa e innocua era un'alcolizzata cocainomane che dopo aver tirato si divertiva a minacciare gli altri abitanti della casa con un coltellaccio da cucina e passava la notte seduta sulla panca del soggiorno con lo sguardo perso nel vuoto impedendo a quel cuor di leone del mio ragazzo di uscire per andare in bagno perché aveva troppa paura.

- la quasi-sposa aveva altri due fidanzati che amava tutti in egual modo alla follia e che si sarebbero tutti sposati con lei prossimamente.
Ovviamente l'uno all'insaputa dell'altro.
Il mio ragazzo divenne il suo quarto fidanzato-farlocco nel senso che lei lo usava per ingelosire gli altri tre, facendolo rispondere al telefono e altre zerbinate del genere.

...

Fin qui, una situazione un po' strana, ma comunque sopportabile.
Soprattutto per me che non abitavo lì.

Poi, ci furono due episodi che aggravarono tutto di colpo:

1.
La quasi-sposa, nella consapevolezza che nessuno dei suoi tre fidanzati poteva darle ciò che lei disperatamente cercava - fece al mio ragazzo la fatidica domanda :

- Rò, che mi aiuteresti a fare un bambino? Pagando, s'intende.

Devo dire che non fui subito contraria all'idea di prestarglielo per scopi riproduttivi - nella consapevolezza che né io né lui nella vita avremmo mai ricavato molto, il pensiero di una fonte di reddito extra poteva essere allettante.

Ma poi fu lui a tirarsi indietro - il solito coraggioso.

2.
La quasi-suora diede completamente di matto.

Un giorno, sicuri che non sarebbe arrivato nessuno a disturbarci per un bel po', mentre  io e lui stavamo assolvendo i nostri doveri coniugali, qualcuno suonò alla porta.

Era lei - inaspettatamente.

Girava le chiavi nella toppa, ma non riusciva ad aprire.
E quindi sbraitava.

Ma noi non pensammo nemeno per un secondo che forse sarebbe stato meglio andarle ad aprire.

Una violenta psicopatica più grossa di noi due messi insieme vuole furiosamente entrare in casa - ma noi, no! - continuiamo pure a fare i nostri porci comodi, strafreghiamocene del rischio mortale che corriamo a disubbidirle. 

Come si suol dire, amore e morte vanno di pari passo.

...

E in effetti, mai come quella volta ho visto la morte vicina.

Perché ovviamente la gorillessa in crisi di astinenza riuscì ad entrare lo stesso.
Gettò a terra i sacchetti della spesa pieni di bottigie che aveva in mano.
Inveì: "Lo so cosa state facendo, ora vi ammazzo!"
E si precipitò come una belva in camera.

...

Di quello che è successo dopo ho solo un vago ricordo.
Può essere che il mio ragazzo si sia messo su un paio di pantaloni e, cercando di calmarla,  sia andato a parlare con lei in cucina.

E può essere che dopo un'inteminabile mezz'ora di shock, io abbia avuto il coraggio di mettere piede fuori dalla stanza: la quasi-suora era seduta al tavolo a mangiare nocciole con in mano un grosso schiaccianoci.

Lui era seduto al suo fianco.
Lei sembrava tenerlo in ostaggio.

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Per fortuna che alle due e mezza lei doveva tornare al lavoro.

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Ecco, quindi io penso che la morale di tutto ciò sia una sola: non si può mai dire di conoscere bene una persona prima che questa ti abbia chiesto un po' di sperma in vendita.

O abbia cercato di ammazzarti con uno schiaccianoci.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 17:05 | Permalink | commenti (53)
categoria dello spirito:me myself and i, amore e altre sciagure cosmiche
martedì, 17 ottobre 2006

Inizio a capire che sto entrando in un periodo down da tre piccoli indizi:
 
- scrivo sul blog che inizio a capire di stare entrando in un periodo down;
 
- mi spunta la mia affezionatissima herpes sul labbro inferiore e la gente mi guarda con sospetto come se l'avessi presa chissà in quale modo;
 
- sfoglio per l'ennesima volta "Ipnosi: dilatare la mente per conoscere e trasformare la realtà" - il libro che tutti sarebbero fieri di aver scritto a tal punto che il nome dell'autore compare solo a pagina sette in corpo otto.
 
La mia comunque non è una vera e propria lettura: passo semplicemente in rassegna distrattamente  i molti casi umani descritti e guardo le figure: Vincenzo l'anziano esibizionista, Thomas Willer il bambino che parlava solo in dialetto, Carlotta e la poltrona del disagio, Carlo e la metafora di Piccolo Piccolo.
 
Non so come mai, ma mi fa sentire subito meglio.
 
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Purtroppo, però, del motivo principale per cui avevo a suo tempo comprato questo libro, non c'è alcun accenno.
 
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Cacchio, ma come si farà mai ad ipnotizzare una persona?
sup-postato da: Barbara23 alle ore 14:57 | Permalink | commenti (33)
categoria dello spirito:me myself and i, tu chiamale se vuoi ossessioni
lunedì, 16 ottobre 2006

Fin dalla notte dei tempi, l'uomo ha sempre nutrito dei timori e delle angoscie inconscie:
 
la paura che il cielo possa cadergli sopra la testa,

la paura dei fulmini e del fuoco,

la paura per le bestie che strisciano,

la paura delle altezze, degli spazi chiusi e delle profondità.
 
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Io personalmente ho paura che il phon che ho preso dieci anni fa con i punti del supermercato mi possa scoppiare in faccia da un momento all'altro.

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<Boom>
sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:40 | Permalink | commenti (49)
categoria dello spirito:tu chiamale se vuoi ossessioni
domenica, 15 ottobre 2006

Fino a ieri era uno degli illustri Esiliati dalla Televisione insieme a Enzo Biagi, Daniele Luttazzi e Sabina Guzzanti.
 
In verità, era comparso solo sporadicamente in un oscuro spot della Dada Mobile mentre, impettito e altero, declamava codici per suonerie del cellulare manco se recitasse Shakespeare.
 
Ma da oggi pomeriggio, per la gioia di tutti  è stato di nuovo sdoganato e - più trepidante di un Santoro con finalmente un microfono in mano - ha fatto la sua apparizione a Buona Domenica.
 
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Signori e signore, Antonio Zequila è ritornato in video.
 
Si è scusato con tutti per le intemperanze che avevano causato il suo allontamento mediatico e ha dichiarato che finalmente tornerà a comparire in televisione a fare quello che ha sempre fatto.
 
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Ora il problema consiste nel capire di preciso cosa.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 19:29 | Permalink | commenti (49)
categoria dello spirito:televisione cattiva maestra
sabato, 14 ottobre 2006

Quello della medicina è un mondo che mi ha sempre affascinato parecchio: uno dei miei libri preferiti di sempre è la Grande Enciclopedia delle malattie, a causa della quale, però, devo riconoscere di essere diventata un'ipocondriaca - come quella volta a nove anni, quando pensavo di aver contratto l'AIDS per osmosi perché avevo camminato vicino a una siringa su un marciapiede.
 
In ogni caso, ciclicamente mi vengono in mente delle domande a cui sarebbe bello che qualcuno riuscisse a rispondere con chiarezza e scientificità:
 
1.
Collirio: esiste un modo per far sì che la goccia entri direttamente nell'occhio senza smerdarmi ogni volta tutta la faccia e consumare così ingenti quantitativi di costoso liquido?
 
2. 
A quanto ammonta la vita media di un cerotto? E' normale che dopo averlo applicato - per lo più sulle dita - passino dai dieci ai quindici minuti e dopo non vi sia più traccia di esso?
Dove fanno a finire i cerotti che perdo?
 
3.
Una buona salute inizia da un colon pulito: questo è assodato.
Ma come la mettiamo se questo buon presupposto inizia a diventare un'ossessione?
Perché, se in America è ormai diventata un'allegra abitudine da praticare settimanalmente nei centri di bellezza tra un massaggio rassodante e una sauna, ora sembra stia per attecchire alla grande anche qui in Europa: sto parlando dell'IdrocolonTerapia.

Che gusto c'è a farsi riempire l'intestino d'acqua con lo stesso garrulo stato d'animodi chi si appresta a fare un peeling facciale?
Non sarebbe meno invasivo farsi due belle settimane a base di Bifidus Essensis? O guardare una puntata di Buona Domenica?
Che cosa spinge la gente a farsi mettere volontariamente un tubo nel culo?
 
...
 
Dottori e non, rispondete numerosi.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 17:17 | Permalink | commenti (55)
categoria dello spirito:speculazioni
venerdì, 13 ottobre 2006

Mia zia è una donna per molti versi discutibile.
 
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Mia zia mi ha fatto regali di compleanno fino ai dieci anni, poi ha deciso di smettere sennò mi viziava.
Non capisco come qualcuno possa crescere viziato ricevendo ogni anno le stesse tre cose:
 
- un libro di barzellette sporche su Pierino (cambiava la copertina ma dentro era identico, vi giuro)
 
- un petofono "perché così fai tanti scherzi a tuo padre"
 
- una bambolina portachiavi di gomma battezzata da lei La Maria Tettona che se le premevi la pancia uscivano fuori le tette.
 
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Mia zia è in cura dallo psicologo da quando aveva vent'anni e ultimamente si avvale dell'aiuto di un sedicente professore svizzero dell'Università della Terza Età che le fa avere regolarmente delle audiocassette con tecniche di rilassamento.
 
Una volta ho ascoltato una di queste cassette:
si sentiva la voce del professore che scandiva il suo nome ansimando profondamente.
 
Poi ho spento perché mi faceva troppo senso.
 
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Mia zia è fatta così, lei è una fine esteta e non può tollerare il brutto, ovunque esso si trovi.
Il suo passatempo preferito quando va al cimitero con mia madre è ridere sulle tombe della gente, così a caso, commentando sprezzante le foto dei defunti - per lei tutte irrimediabilmente orrende - dicendo "Oh oh, tanto io mi faccio cremare!".
 
Penso che una delle prossime volte inizierà a spegnere i lumini e a sputare sopra le lapidi.
 
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Mia zia avrà tanti difetti e dirà un sacco di fregnacce, ma c'è una cosa sulla quale non ha mai sbagliato e che ho avuto l'onore di apprendere da lei:
 
se hai mal di testa, mettiti un pezzo di ametista sulla fronte e dopo dieci minuti starai d'incanto.
 
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Lo sa mia zia, lo io e ora lo sapete anche voi.
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