sabato, 30 dicembre 2006
Dapprima era muta e profonda ammirazione.
Poi si è trasformata in un amichevole sentimento di cameratismo, visto che esercitiamo la stessa "professione".
 
Ma con l'andare dei mesi, tutto l'affetto che nutrivo per lui, si è tramutato in qualcosa di diverso, più combattivo, più affilato.
 
E ora considero Paolo Fox come un temibile rivale.
 
Siamo un po' come i due maghi illusionisti di The Prestige che si contendono il pubblico a colpi di scena e mosse estremamente sleali.

Oggi la mia consiste in questo:
Paoletto caro domani sera fa con Magalli lo specialone "Oroscopo 2007" su RaiDue?
 
Io lo anticipo oggi.
Tié.
 
...

Quindi, bando alle ciance, e apriamo la classifica dei segni per il 2007, partendo ovviamente dall'ultima posizione per risalire fino al più fortunello dello zodiaco:

12. CAPRICORNO
Chiamasi 'pausa di riflessione'.
Prima o poi capita a tutti nella vita.
E 'sto giro siete sotto voi.
Il 2006 è stato intenso e ricco di progetti, ma ora vi aspetta una battuta di arresto.
Abituatevi all'idea che non avrete un cazzo di nuovo da fare fino ad autunno inoltrato.
E' tanto, lo so.
Non vi resta che immergervi nella banale routine quotidiana ed aspettare l'inverno.
Quando potrete dominare di nuovo il mondo - così come piace fare a voi.

11. SCORPIONE
Chiamasi 'Edward Mani di Forbice'.
Lui potava i cespugli, voi poterete la vostra vita.
Tagli netti, radicali.
Perché, nonostante voi adoriate sguazzare nelle paludi, vi siete proprio stancati delle situazioni stagnanti che vi ammorbano.
E quindi <zac> al lavoro, <zac>all'amore, <zac> a qualsiasi altra cosa e costruirete mese dopo mese il vostro capolavoro personale.
Una tabula rasa.
Tutta da riempire di cose nuove e belle nel 2008.
 
10. ACQUARIO
Chiamasi 'The power of goodbye'.
E' una canzone di Madonna, quella del video di lei che gioca a scacchi con il Dottor Kovac di ER.
Sembra una cazzata, ma stranamente dice una cosa intelligente.
Che prima o poi, bisogna imparare a dire 'addio'.
Una parola che dovrete pronunciare spesso quest'anno.
Perché la chiave del vostro malessere sta proprio qui.
In questi anni avete fatto incontri sbagliati, conoscenze nocive.
Avete avuto soci non all'altezza, collaboratori sbiaditi, partner senza più passione.
Improvvisamente tutto vi starà stretto e non vi entusiasmerà più.
Vedrete che 'addio' non vi sembrerà poi più una parola così tanto difficile da dire.
 
9. PESCI
Chiamasi 'concretizzare'.
Un vocabolo che vi fa paura.
Meglio sognare, stare tre metri sopra il cielo, vivere di zucchero filato e frutta candita.
Ma è arrivato il momento di sporcarvi le mani.
Di merda.
Benvenuti nel mondo del lavoro e degli affari, bambini.
E' qui infatti che si giocarà la vostra partita principale.
Ed è qui che dovrete dimostrare il vostro valore.
Lottando, soffrendo, ma provandoci.
Perché tanto la merda si può lavare via facilmente con un po' d'acqua.
 
8. TORO
Chiamasi 'salita'.

Si dice che dopo ci sia sempre una discesa.
Però nel tuo caso è ancora lontana.
Ma, dopo i primi duri strappi del 2006, ormai hai i polpacci allenati.
Ormai le irte pendenze di questa salita infinita ti fanno una pippa.
Un atteggiamento più positivo ed ottimista ti servirà a proseguire meglio il cammino.
Con una bella sorpresa nel mezzo: tra Giugno ed Ottobre l'amore ti sorprenderà.
Magari voi sarete ancora in debito di ossigeno - più morti che vivi - perché la salita è dura.
Ma l'amore vi sorprenderà.
 
7. GEMELLI
Chiamasi 'Venere'.
E' il pianeta dell'amore, è il pianeta che fa per voi.
Perché sembra proprio che sia giunta l'ora che vi "accasiate".
Che costruiate un rapporto affettivo più intenso e significativo.
Fidanzamenti e matrimoni in vista, quindi.
E una bella bomboniera da recapitarmi direttamente a casa, ovviamente.
Vivrete felici e contenti, fino a Settembre.
Poi un buco nero fatto di piccoli fallimenti e sforzi vanificati.
C'est la vie - ma almeno un po' ve la siete goduta.

6. BILANCIA
Chiamasi 'un certo non so che'.
Insoddisfazione? Noia? Un certo languorino di non-so-che-cosa?
Sì, un po' di tutte queste cose messe insieme.
Del resto, è la vostra natura: indecisa, titubante, sognatrice.
Una natura che però vi inizia a stare un po' sui coglioni.
Sentite infatti forte come non mai il bisogno di spaziare, di puntare verso un "altrove", di soddisfare sogni che fino ad ora avete sempre represso per troppo timore.
E' ora di farlo, ma non da soli.
Gli amici vi saranno indispensabili - quindi, teneteveli buoni.
 
5. VERGINE
Chiamasi 'evento epico'.
Capita solo poche volte nella vita di una persona e di solito mai nella vostra.
Ma stavolta sarà diverso.
Stavolta si aprirà un nuovo ciclo, una purificazione completa, un futuro finalmente concreto.
Dopo otto mesi di attesa, a Settembre, arriva Saturno.
L'austero pianeta che fa cagare sotto tutti i segni dello zodiaco.
Tutti tranne voi.
Che accoglierete a braccia aperte.
E lui non vi deluderà.
 
4. ARIETE
Chiamasi 'lotta contro il tempo'.
Perché una pressione inaudita è lì dietro l'angolo, pronta a cadervi tutta sulle spalle.
Avete tempo fino all'autunno per cambiare.
Fuori, ma soprattutto dentro di voi - perché la forza di volontà non vi manca mai.
Una rigenerazione completa che vi porterà a numerosi successi.
Quindi datevi da fare, finché i pianeti ve lo permetteranno.
E poi battete in ritirata.
Non è molto dignitoso, ma in qualche modo uno il culo se lo deve pure parare.
 
3. CANCRO
Chiamasi 'Love Boat'.
Era una nave da crociera piena di amore e simpatia.
E sarà il vostro 2007.
Un'ottima annata per alimentare il romaticismo più sfrenato e rinsaldare le amicizie di vecchia data.
Vivrete l'amore in modo passionale e spirituale - una combinazione che solo voi sapete comprendere e creare.
E poi viaggerete: tanto, tanto, tanto.
Se incontrate il Capitano Stubing, salutatelo da parte mia.
 
2. SAGITTARIO
Chiamasi 'non ti fidare di tutto quello che ti dice Paolo Fox'.
Nel senso che per lui questo è l'anno del Sagittario.
Il che può essere anche vero, ma non per questo tutto filerà liscio come l'olio.
Certo, ci saranno quattro mesi estivi eccezionali in cui sfonderete in tutti i campi.
Certo, ci sarà la fortuna, la protezione e la benevolenza di Giove.
Una specie di zio d'America un po' cialtrone, ma pieno di regali.
Certo, certo, certo.
Ma attenzione.
Tenete d'occhio famiglia e salute.
E non dormite troppo sugli allori.
 
1. LEONE
Chiamasi 'invidia'.
Non la vostra, ma degli altri.
Perché nel 2007 sprizzerete gioia di vivere ed allegria da tutti i pori.
Protetti dalle stelle, passerete un'estate d'amore indimenticabile e per tutto l'anno raccoglierete gratificazioni e successi nel campo lavorativo.
E questo a molti non andrà giù.
E' pieno di stronzi là fuori.
Gente che rosica quando gli altri hanno fortuna.
E non sto parlando di me.
Quindi, attenzione alle malelingue, agli invidiosi, ai bastardi machiavellici.
Potrebbero essere loro l'unico neo di questo stupendo 2007.
 
...

..

.

Chiamasi 'oroscopo'.
E per fortuna non è una scienza esatta.

Comunque sappiate che se qualcosa andrà storto durante il 2007, non è colpa mia.
Ma del vostro ascendente.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:05 | Permalink | commenti (86)
categoria dello spirito:horror-scopo
giovedì, 28 dicembre 2006

Losapevolosapevosapevolosapevolosapevolosapevo.

Lo sapevo che lo avrei rivisto.

Giovedì e venerdì della scorsa settimana.
La mattina, in stazione.
E poi pedinato sul vagone del treno.

Lui, l'uomo che amo da dietro.

...

A questo punto è d'obbligo stilare una lista di pro e contro
come nei migliori casi di regressione alle prime cotte adolescenziali.

PRO:
Ho imparato ad apprezzarlo pure dal davanti.
Ora di lui mi piace tutto.

Venerdì mi sono seduta in una posizione strategica e l'ho potuto studiare attentamente.
Leggeva un libro ed era piacevole vederlo sfogliare le pagine con mani magre e nervose e uno sguardo sereno e concentrato.

CONTRO:
Stava leggendo un libro dalla strana copertina, tutta colorata con delle sagome di ragazze con lunghi abiti dalla foggia antica.

Ero un po' lontana, ma ho l'atroce sospetto che fosse Piccole Donne o comunque un qualsiasi altro best-seller di Louisa May Alcott.

PRO:
E' un tipo che si distingue subito dalla massa.
Bene, adoro la gente originale.

CONTRO:
E' un tipo che si distingue subito dalla massa perché ha un look anni Settanta dalla testa ai piedi.

Sembra un figlio a caso della Famiglia Brady - giuro.

Giacca a vento corta con rigona dolorata centrale, pantaloni scampanati, andatura dinoccolosa.

E quando è arrivato in stazione ho notato una cosa stupefacente: cammina come se seguisse un ritmo particolare che esiste solo nella sua mente.

Quasi mi sembra di sentirlo anch'io che esce dalla sua bella testolina e pervade l'aere circostante.

Un ritmo anni Settanta a metà strada tra la disco-music e un jingle pubblicitario.
Agghiacciante.
 
CONTRO:
Ha i capelli da Playmobil.
Un simpatico caschetto marrone pressato sulla testa.

PRO:
Spero che, oltre ai capelli, abbia pure l'aeroporto, il camion dei pompieri e l'officina della Playmobil.

Da piccola ne andavo matta, ma costavano troppo e i miei genitori me li hanno sempre negati.

CONTRO:
L'ho visto trafficare con il telefonino.

Uno che di prima mattina scrive un messaggio al telefonino, al 90% ha una fidanzata con il frustino che vuole essere omaggiata con un "Buongiorno Stellina!".
Mmh.
 
PRO:
L'ho visto parlare con una nana brufolosa.
Se è lei la sua ragazza, sento davvero di non avere nulla di cui temere.
 
CONTRO:
Va in giro con un dignitoso Eastpack nero e, nonostante dimostri la mia età, ha tutta l'aria di essere ancora uno studente universitario.

Quindi c'è il rischio che mi ammorbi con i Grandi Problemi Della Vita quali "Oddio, domani ho un esame!", "Quel prof ce l'ha con me!" oppure "La mensa fa cagare!".
Assurdi piagnistei che mal sopportavo quando ero universitaria io, figuriamoci adesso. 

PRO:
Non dobbiamo parlare per forza.
Potremmo fondare la comunicazione su altri aspetti.
 
...

..

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Comunque aspettiamo l'anno nuovo e vediamo come si evolve la situazione.
Di certo, alla prima occasione propizia, gli rivolgerò la parola, chiedendogli qualcosa.

Magari ha la lisca o parla sputacchiando o da vicino-vicino puzza.
E in questi casi non c'è proprio 'pro' che tenga.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:55 | Permalink | commenti (61)
categoria dello spirito:amore e altre sciagure cosmiche, miti e feticci, binario morto
mercoledì, 27 dicembre 2006
Era iniziata per caso, come un gioco.

Eloisa, è un simpatico programmino di conversazione uomo-macchina, progettato da Francesco Lentini.

Una prova, così, tanto per fare qualcosa.

Eloisa si presenta con un'interfaccia umana: una ragazza dalla coda rossa a cui puoi chiedere qualsiasi cosa.

Però, improvvisamente i toni si sono accesi, le parole si sono fatte grosse e sono volati gli insulti - dapprima velati e poi sempre più grevi.

Eloisa quando ti risponde è antipatica, permalosa e spocchiosa.
Sta sempre sulla difensiva e ti tratta come se tu fossi un kleenex caccoloso.

E alla fine, penso di aver detto una frase di troppo.

 Appunto. Non potrai mai essere intelligente come noi umani.

...

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Se siamo sull'orlo di una guerra Esseri Umani V.S. Esseri Cibertronici, sappiate che è stata tutta colpa mia.

...

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E visto che ormai la frittata è fatta, non vi resta che peggiorare ancora di più la situazione.

 

Codice Eloisa

sup-postato da: Barbara23 alle ore 17:21 | Permalink | commenti (61)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, tu chiamale se vuoi ossessioni
martedì, 26 dicembre 2006

Vai a farti un giro fuori, ti rifugi dalla folla e dal gelo in un bar dove poterti strafogare di cioccolata calda e tisane dai nomi esotici e alle cinque in punto la cameriera ti comunica che devi sloggiare perché loro vogliono chiudere prima oggi.

Dopo vai a casa, accendi la tivvù e apprendi al telegiornale che quest'anno un italiano su tre ha dichiarato di essere stato deluso dal regalo che ha trovato sotto l'albero.
Segue servizio in cui un simpatico giornalista estorce alla gente terribili confessioni post-natalizie:

"Mi hanno regalato un pesce. Grosso così, di madreperla. E' orribile. Davvero. Non penso possa esistere al mondo una cosa più brutta di questa."

...

Poi per salvarti, cambi canale e ti becchi la pubblicità cantata di un panettone.
"Buono buono, piano piano".

Ma vaffanculo - ti verrebbe da cantare come controcoro.

...

Sembra andare tutto storto, ma poi - improvvisamente - ti ricordi di una letterina arrivata negli scorsi giorni che ti riconcilia improvvisamente con la vita:

"Un mese fa ho perso il mio portafogli in aeroporto a Londra.
Avevo la CCC lí dentro.

Il giorno successivo ho telefonato all'ufficio oggetti smarriti dell'aeroporto e qualcuno aveva raccolto il portafogli e l'aveva portato da loro con 30 sterline, tre carte di credito, tessera della biblioteca ecc. ecc.

So che sembra tutto assurdo, ma è tutto maledettamente vero.

La CCC ha un potere reale! Non me ne separerò mai piú!"

Filippo, grazie.
La tua preziosa testimonianza ci fa capire che i miracoli esistono ancora.
 
E soprattutto mi fa capire che la CCCard sta sviluppando un potere che va oltre ogni mia più rosea aspettativa.
Una dispensatrice di miracoli.

Però mi servono nuove prove per avviarla alla santificazione definitiva e portarla all'attenzione della Santa Sede.
Quindi, datevi da fare.

In attesa, io ho già pronto lo slogan:

Padre Pio, trema.
Sta arrivando la CCCard.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:01 | Permalink | commenti (29)
categoria dello spirito:speculazioni
domenica, 24 dicembre 2006
C'era una volta una famigliuola felice che si mise tutta attorna al tavolo per discutere su quale fosse il modo più consono per celebrare il Natale.
 
- Facciamo un bel presepe! - esclamò il bambino entusiasta.

- Ma sei matto? E poi? Se lede la sensibilità religiosa e la libertà di pensiero di qualcuno? No, il presepe è da escludersi! - sentenziò solenne la madre.

- Beh, allora l'albero! Un albero è un albero, non può offendere nessuno! - ci riprovò il bambino.
 
- Ennò! E se poi mi si offende Ignazio La Russa? Non possiamo correre questo rischio! L'albero proprio no! - disse accorato il padre.
...

I tre si guardarono sconsolati e iniziarono a rimurginare: in qualche modo un segno natalizio doveva pure venire esposto nella loro casetta, qualcosa di semplice ma denso di significato, qualcosa che rispecchiasse in pieno lo Spirito del Natale.
 
All'improvviso, tutti e tre contemporaneamente alzarono lo sguardo, si fissarono negli occhi e annuirono complici.

Presero la macchina, si recarono al centro commerciale più vicino e, ritornati a casa, esposero fuori dal loro balcone questo:

Il Babbo Natale Arrampicatore.
 
Tutti quelli che passavano di là ammiravano il buffo Babbo Natale Arrampicatore, la sua agilità nella scalata, lo sguardo vacuo e ridanciano, il suo culone tutto rosso.

Tutti lo ammiravano e lo volevano.

E così ben presto, l'intera città optò per il Babbo Natale Arrampicatore come degno sostituto di albero e presepe ed ogni casa espose fiera dalla propria finestra il suo.
 
...
 
..
 
.
 
Poi arrivò la notte di Natale.
Allo scoccare preciso della mezzanotte, i Babbi Natali di tutta la città si animarono in simultanea.
 
Agilmente,risalirono la corda che li teneva legati alle finestre, infransero i vetri con una mazza ferrata che fino ad allora era stata nascosta dentro il loro culone rosso e si introdussero nelle casette dormienti della gente.
 
Senza usare le pattine - come segno di spregio supremo.
 
Lì divelsero le cassaforti, legarono le madri e le cosparsero di benzina, sgozzarono i padri e soffocarono nel sonno i bambini. 

E alla fine della carneficina, si diressero tutti verso la casa di Ignazio La Russa - ma questa è un'altra storia.

...

..

.

Io spero proprio per voi che non abbiate un Babbo Natale arrampicatore in casa.
In ogni caso, Buon Natale.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 12:20 | Permalink | commenti (31)
categoria dello spirito:speculazioni
venerdì, 22 dicembre 2006

Mai avrei pensato che sarebbe potuto accadere su questo blog.

E' invece alcuni giorni fa, qualcuno l'ha urlato:

Maiuscolo, perentorio, entusiastico.

PRIMO.

...

Sono stupita perché di solito queste scene di delirio mistico le vedo su
blog più carismatici e dall'ampissimo bacino di utenza, e ogni volta - da neofita quale sono - mi pongo sempre un'angosciante interrogativo:

Perché?!?

...

Avete presente quando vi sembra che tutti siano a divertirsi ad un mega party in un posto non ben precisato e che voi siate gli unici a non essere stati invitati?

Ecco, io quando vedo gente accalcata agli esordi di un post urlare "PRIMO!", mi sento esattamente allo stesso modo.

Ed è una sensazione orribile perché ti pare davvero di non capire cosa stia succedendo attorno a te.

Quindi, ora non fate i bimbi dispettosi e sputate il rospo.

Cos'è? Un gioco a premi?!
E se sì, cosa si vince?
Caramelle? Gettoni d'oro? Un set multiuso di attrezzi da giardino?

Oppure è una di quelle tacite regole non-scritte della blogosfera che tutti conoscono, ma che nessuno si decide mai a mettere per iscritto?
O non sarà mica una sorta di linguaggio in codice che adombra chissà quale scottante verità?!

E se fosse invece un fattore squisitamente psicologico?
La brama di sverginare per primi un ancora immacolato post
manco fosse una dolce fanciulla timorata di Dio alla sua prima notte di nozze?

E poi c'è pure l'ipotesi più destabilizzante, ma non per questo più remota:
ok, siete tutti impazziti e io sono l'unica sana di mente.

O esattamente il contrario - tanto il risultato non cambierebbe: saremmo sempre
una contro una moltitudine.

...

In ogni caso, si fa presto a dire "PRIMO!" perché primus semper certus est - come la madre.
Ma come la mettiamo se ora mi inventassi una nuova regola per cui bisognasse urlare "ULTIMO!" ?

Le cose si complicherebbero notevolmente.

Non solo perché quello di ultimo è un concetto molto relativo all'interno di una dinamica di un post aperto sempre accessibile, ma anche perché bisognerebbe scendere a patti con il proprio orgoglio e calpestare un po' la propria dignità.

Arrivare ultimi, infatti, non piace a nessuno.

Quindi ora vediamo un po' chi sarà l'Ultimo degli ultimi.

...

..

.

Che la gara abbia inizio.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 01:45 | Permalink | commenti (62)
categoria dello spirito:mondo web
mercoledì, 20 dicembre 2006
Basta mendicare i libri altrui, affannandomi in patetiche sbirciatine e grossolane figure di merda.

In questi ultimi giorni ho trovato un modo più intelligente con cui impiegare il mio tempo durante il viaggio sul treno.

Innamorarmi di qualcuno.

...

Oddio innamorarmi è una parola grossa.

Diciamo piuttosto:
sviluppare dell'interesse particolare verso qualcuno.
Così, tanto per tenermi occupata la mente con futili pensieri.

...

L'altro giorno, sulla banchina della stazione, mentre il treno stava arrivando, ho intravisto con la coda dell'occhio, pochi metri lontano da me, un ragazzo.

E, nonostante fossi morta di sonno e di freddo - o magari proprio a causa di ciò - ho subito pensato: "Cavolo, questo lo devo proprio pedinare."
 
Non so perché, ma la sua figura addocchiata così alla sfuggita possedeva qualcosa di lombrosianamente interessante che mi ha subito attratto.
 
E quindi, attivato nel mio hard-disk cerebrale la collaudata modalità perseguitatrice/stalker, mi sono messa a seguirlo nel compartimento dove è salito.

Era tutto già pieno - eccetto un posto esattamente dietro il suo.
Mannaggia a me che mi sono seduta proprio là.

Perché ora, come risultato, io mi ritrovo qui tutta a languire in struggimento.
 
Ebbene sì, in quei quaranta minuti di viaggio, io mi sono profondamente innamorata di lui.
Ma in modo picassiano.

Solo della sua testa da dietro - in altre parole.
 
...

Cioé, non ci sono parole per descriverla, ma vi assicuro che è bellissima.

Le orecchie, l'attaccatura dei capeli, l'inizio del collo.
Bellissimi.
Come se fosse la prima volta che mi accorgessi della loro esistenza in vita mia.
 
...

Purtroppo alla fine, quando si è alzato per scendere ad una fermata prima della mia, e si è messo di profilo, l'incantesimo si è spezzato.

Roba che mi veniva da urlargli: "Eccheccazzo, imbecille, ma girati di nuovo di dietro che qui c'è gente che ha bisogno di sognare!"
 
...

..

.

Mmh.
Eccheccazzo davvero.
Questo è accaduto lunedì - ma ora sono due giorni che non lo vedo più.

...

Bah.
Vi confesso che spero di incontrarlo di nuovo.
Quantomeno la sua testa da dietro - del resto non saprei che farmene.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:27 | Permalink | commenti (56)
categoria dello spirito:amore e altre sciagure cosmiche, miti e feticci, binario morto
martedì, 19 dicembre 2006

"Non vedo l'ora" di gustarmi prossimamente la fiction Mediaset sugli anni d'oro del Piper - il mitico locale romano degli anni 60 - che è appena stata finita di girare in questi giorni.

Si preannuncia infatti un epico scontro tra due impareggiabili titanesse della recitazione: Martina Stella - già reduce dai fasti de La Freccia Nera - e un'inedita Alessia Fabiani.

E proprio quest'ultima - in un servizio sul Magazine del Corriere della Sera di giovedì scorso - la butta giù pesante, dichiarnado bellicosa:

"Deciderà il pubblico se faccio ridere più io o lei."

...

Caspita.
Certo che noi donne, in quanto a perfidia verso gli esemplari del nostro stesso sesso, non ci batte nessuno.

E io, nei confronti tagliente perfidia di Alessia Fabiani non posso che inchinarmi e provare un sacco di invidia.

Cavolo, se solo avessi la metà della sua faccia da culo stratosferica sono sicura che sarei una persona migliore.
...

..

.
 
Bah, in ogni caso, ritornando al discorso di prima, nell'indecisione, io credo proprio che il pubblico opterà per ridere moltissimo di entrambe.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:15 | Permalink | commenti (46)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, televisione cattiva maestra
domenica, 17 dicembre 2006
L'erogazione di una certa libertà a volte porta a conseguenze nefaste.

Così come l'indulto sembra aver aumentato la criminalità per strada, le offerte natalizie dei vari gestori di telefonia mobile aumentano di certo la criminalità via sms.

Mediante le cosiddette Catene di Sant'Antonio.

...

Di solito, io non mi accorgo che il Natale sta arrivando fino a quando non inizio a venirne importunata.
E oggi mi sono accorta ufficialmente che il Natale è proprio alle porte.

...

La Catena di Sant'Antonio che molesta il mio telefonino da stamattina inizia con un la beneaugurante scritta TITANIC e il disegnetto di una nave.
 
E prosegue così:

"Qst nave è già affondata, ma la nst amicizia nn affonderà MAI.. TVTRB. Manda qst mex a ttt le xsone a cui tieni COMPRESO ME SE MVB: se te ne tornano 2 qcl1 Tvtttb 3 qlc1 Tvukdb 4 qlc1 ti ama 5 qlc1 t desidera......."
 
...

Beh, prima di tutto: esiste una legge contro i puntini di sospensione consecutivi?
Qual è il quantitativo massimo dopo il quale si va direttamente in galera?

Ma poi - soprattutto:

Cioé.
Più che un sms, un criptogramma.
Roba che andrebbe studiata a scuola alla voce 'Futurismo'.

Praticamente un'escalation di modi di volere bene da cui non si può che prendere appunti.
Che tra l'altro stimola interessanti interrogativi e acute distinzioni.

Qual è la sottile differenza tra volere tanto tanto tanto bene, volere troppo bene e volere un kilo di bene
In altre parole: quanti "tanto" ci vogliono per arrivare al kilo?

...

E ancora: perché fermarsi solo fino a 5 quando si potrebbe completare il capolavoro?
Dopo desiderare ci sono ancora tante altre sfumature sempre più potenti:

6. Agognare;
7. Bramare;
8. Idolatrare;
9. Provare del feticismo patologico per qualcuno;
10. Compiere atti di cannibalismo nei confronti di qualcuno per averlo  sempre con sé.

Perché accontentarsi di un "Ti amo" quando si potrebbe avere tutto questo?

No, questi non sono sms a catena. Questa è filosofia.

...

No, comunque, non avendo attivato nessuna offerta, non ho rimandato indietro il messaggio a nessuno.
 
E, secondo i miei calcoli, senza il mio contributo, difficilmente, gli amici che me l'hanno mandato arriveranno a quota 4.
5 nemmeno a parlarne.
3 lo vedo improbabile.
 
Ecco, forse 2.

Un Tvtttb non si nega a nessuno.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:01 | Permalink | commenti (45)
categoria dello spirito:speculazioni, amore e altre sciagure cosmiche
sabato, 16 dicembre 2006

No, basta.
E' uno stillicidio che dura ormai da troppo tempo.
 
E adesso mi sento in dovere di trovare una soluzione definitiva.

...

..

.
 
E' da più un mese a questa parte che il famigerato servizio di trovalavoro Infojobs.it, mi perseguita a giorni alterni con la seguente offerta di lavoro:

CERCASI PROMOTER CHE SAPPIA SUONARE LA TASTIERA
 
Da più un mese.
Vuol dire che non l'hanno ancora trovato.
Straziante.
 
E la cosa più allarmante è il seguito dell'annuncio:
 
"S.P.E cerca 20 ragazze/i 20-30 anni e signore/i 30-50 anni, a livello nazionale, per attività promozionale di strumenti musicali all’interno di centri commerciali e negozi specializzati. Attività all'Ipercoop di Vignate, periodo 16-17 dicembre."
 
...

16-17 dicembre.
Cacchio, oggi.

E gli iscritti all'offerta per ora sono solo 4.

Non so voi, ma io non ce la faccio a stare qui, inerte, e contribuire così al fallimento di quello che mi immagino un colossale sogno promozionale: 20 persone dietro a 20 tastiere.

Ed a un certo punto, tutte quante iniziano a suonare la canzone della Barilla con l'indice destro. All'unisono.
 
Una scena di una bellezza trascendente.
 
...

Quindi io domani ci vado - anche gratis.
Non si può far abortire un progetto così sul nascere.
E, vi prego, seguite il mio esempio e venite pure voi.

...


Del resto i requisiti minimi richiesti sono - cito testualmente -  la "capacità di dimostrare le funzioni elementari delle tastiere".

E penso che spiegare il funzionamento di un tasto on/off lo sappiamo fare un po' tutti.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 09:15 | Permalink | commenti (42)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi, miti e feticci
giovedì, 14 dicembre 2006

Ora che ho ripreso a fare la vita del pendolare dopo vari mesi di fancazzismo, la sera - quando ritorno a casa sul treno - avverto disperatamente il bisogno di fare qualcosa per evitare di addormentarmi.

Perché un abbiocco improvviso mi potrebbe essere letale.

Una volta, infatti, caddi subito in sonno profondo e quando mi svegliai, stavo sconfinando in Svizzera.
Giuro.

...

Quindi, per evitare altri penosi incidenti, io sono obbligata a fare qualcosa.
Ma mi dimentico sempre di portare con me robe per passare il tempo.

E allora - guidata da un primordiale ed egoistico istinto di sopravvivenza - non posso fare altro che mettere in azione il mio sguardo obliquo.

E sbirciare tra le pagine di ciò che leggono i miei compagni di viaggio.

Più umiliante di questo c'è solo avvicinarsi in modo compromettente al proprio vicino di posto e mendicare qualche nota sparsa proveniente dalle cuffie del suo iPod.

...

Comunque non faccio distinzioni: giornaletti gratis della metropolitana, testi universitari, best-sellers da supermercato, volantini del negozio iraniano di tappeti che svende tutto.
Basta che i miei neuroni rimangano attivi assimilando delle parole stampate.

Peccato che non sempre l'impresa mi riesca facile.

...

L'altro giorno, la signora di fronte a me, stava leggendo un libro di Andrea De Carlo.

Io - dopo aver passato in rassegna con attenzione per circa un migliaio di volte la copertina - agognavo di conoscere cosa ci fosse scritto anche all'interno e mi stavo ormai rassegnando, quando la signora si alza.

Prende su la sua borsetta e se ne va.
Abbandonando il libro sul sedile.

"Che culo! Un fenomeno di book-crossing! Proprio qui di fronte a me!"

E mi approprio rapace del libro.

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Solo che, pochi minuti dopo, ho scoperto che non era book-crossing.
Era solo la signora che se n'era andata al cesso.

E si era portata dietro la borsetta perché con tutti i malitenzionati che ci sono in giro è meglio tenersi stretti le proprie cose.

Già.
Con tutti i malintezionati che ci sono in giro.

...

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O_O;

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:23 | Permalink | commenti (39)
categoria dello spirito:me myself and i, angolo della coltura
mercoledì, 13 dicembre 2006

Anche Matrix di Enrico Mentana da un po' di tempo si è arreso alla squallida logica dei talk show markettari.

Ieri sera è stata la volta di celebrare "Olé".

In onda, un breve spezzone del film, con Vincenzo Salemme che fa un'iniziezione a Massimo Boldi, poi suona il telefono, lui risponde e gli lascia la siringa infilata nella chiappa.

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No, non sono io troppo stringata a fare i riassunti.
E' che la scena si riduceva davvero solo in questo.

Regia piatta, montaggio da incompetenti, ritmo inesistente e gag puerile.

E in studio un uomo con una bull dell'acqua calda al posto della faccia e della stoppia grigia al posto dei capelli - che ad occhio e croce mi pareva il regista Enrico Vanzina - decretava tutto orgoglioso:

"Non potevamo non fare la scena dell'iniezione. Fa parte del patrimonio della comicità italiana."

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Se il valore di una nazione si misura anche dal suo patrimonio comico, allora siamo davvero messi male.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:46 | Permalink | commenti (51)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, televisione cattiva maestra
martedì, 12 dicembre 2006

Oggi ho oltrepassato una nuova frontiera del Classico Rincoglionimento Mattutino.

Mentre facevo toilette, in bagno.

Prendo un cotton fioc.
Lo inumidisco con le labbra.
Rimuovo lo sporco dall'orecchio destro.
 
Poi riporto il cotton fioc alla bocca e lo inumidisco per pulire l'orecchio sinistro.
Sempre dallo stesso lato.
 
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E' tutto il giorno che sputacchio.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:12 | Permalink | commenti (45)
categoria dello spirito:me myself and i
lunedì, 11 dicembre 2006
Avatar: ecco l'unico infantile motivo per cui lo scorso Aprile decisi di aprire un blog su Splinder.
 
Avatar.

Il fatto è che, da quando da bambina ho completato a tempo di record l'album Panini dei Mondiali di Italia 90, possiedo questa ossessione per una nomenclatura precisa e ordinata in cui al nome corrisponde un volto.

Quindi pretendo che lo stesso capiti pure su un blog.
E' per questo motivo che cerco di convincere i vari utenti anonimi che bazzicano da queste parti a farsi un account su Splinder.

Perché un nick non mi basta.


Serve un'immagine che lo completi, lo ribadisca o - ancora meglio - lo contraddica del tutto.
Il mio sogno segreto sarebbe quello di trovare un giorno in giro una tenerona91.
Con un bue scarnificato come avatar.

...

Comunque, ecco alcune brevi considerazioni:

1.
A volte gli avatar sanno essere ingannevoli.
Per esempio, il mio primo avatar provvisorio - in attesa di scarabocchiare quello definitivo - è stata la prima immagine che ho trovato a caso sul mio hard disk.
Candy Candy.
 
Quasi subito mi arriva un messaggio privato di un tizio con il nick di un famoso ghiacciolo che mi abborda con un:
"Mmh.. dall'avatar sembri proprio una ragazza dolce.. posso leccarti un pochino?"
 
E io non ho potuto che rispondere:
"No. E l'immagine l'ho scelta per ossimoro."
 
...

Che stronza.
Potevo avere un primo affettuoso amichetto di blog e l'ho liquidato così in malo modo.

Dovunque tu sia, scusami.
E' che quel giorno ero nervosa perché avevo le mie cose.

2.
Un avatar è qualcosa di intimo e personale come un paio di mutande e c'è molta gente che adora cambiarlo con frequenza.

Tutto ciò - oltre ad essere sociologicamente interessante - potrebbe essere sfruttato per possibili occasioni di lucro.

Chessò, un immenso supermercato virtuale di avatar, a 0,99 cent l'uno.
Avatar esclusivi, carini, simpatichi, truci, maliconici, astratti.
Tutti lì, tutte pronti per essere riempiti con un'identità e un nome, giornalmente.

I teenager ne andrebbero matti - ga-ran-ti-to.

Cazzo, ho appena spifferato l'idea che mi potrebbe far diventare milionaria.

3.
Anche nel mondo degli avatar sembrerebbe regnare il politically correct.

Infatti, a me pare proprio che l'avatAr più gettonato in assoluto sia l'occhio.
Occhio come specchio dell'anima, occhio come mistero e seduzione, un anonimato compiaciuto di svelare un pochino di se stesso senza esporsi troppo.

Occhio come la parte del corpo che tutti dicono sempre di notare come prima cosa in una persona.

Teoricamente, perché poi in pratica le preferenze sono sempre per altro.
Ma io avatar con tette e culi non li ho mai visti.

4.
Più che una considerazione, una domanda che ormai mi arrovella il cervello:

Fass, ma quanto cacchio paghi a Splinder per essere sempre in prima fila e in bella mostra tra gli utenti on-line sull'home page?

O sei semplicemente un raccomandato?
sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:21 | Permalink | commenti (52)
categoria dello spirito:mondo web
domenica, 10 dicembre 2006

Rischio di essere monotematica, ma non posso fare a meno di notare che mia madre ha iniziato ad affezionarsi a Paris Hilton.

Penso che cominci a considerarla la figlia che non ha mai avuto.
 
Perché è innegabile che l'ereditiera platinata - grazie alla programmazione a raffica degli spot 3 - sia ormai diventata un personaggio nazionalpopolare, uno di quei volti che bussano gentilmente alla porta degli italiani ed entrano nelle loro case con un sorriso.

Come quelle Signorine Buonasera di una volta - però senza mutande.
 
...

Ora che stanno trasmettendo i nuovi spot 3, in cui la piccina balbetta nuove frasi pregnanti in italiano incerto, ma un pochino più chiaro di prima,
mia madre la segue con attenzione spasmodica.

Come una chioccia, sillaba dopo sillaba, sembra accompagnarla verso la faticosa conclusione della frase.
 
E quando la nuova bimba di mia madre esclama nella sua lingua natale importanti concetti quali "Sexy thing", "For the Christmas party" e "So stlish", lei pende dalle sue labbra a canotto e si capisce benissimo che sta pensando:

"Oh, se lei è riuscita a parlare in italiano, allora forse anch'io riuscirò a parlare in inglese prima o poi!"

Sono giochi di sguardi che si notano - tra una forchettata e l'altra di pastasciutta - ma si notano.

...

Tutto questo però avviene da parte di mia madre in silenzio, come qualsiasi adorazione da lontano impone.
Un silenzio ammirato, quindi, ma che cela soprattutto una sua imbarazzante mancanza.

Io sono sicura che lei non si ricorda come si chiama.
Figuriamoci se le rimane impresso un nome inglese per più di due minuti.
 
...

Tanto per dirne un'ennesima, l'altra sera continuava a dire:
 
- Eh, ma avete sentito cosa ha detto Ueb? Eh, sai cosa ha detto Ueb?
 
E si stava riferendo al povero Piergiorgio Welby.
 
Ueb.
 
...
 
Quindi, siccome mia madre non ci sta ad essere presa allegramente per i fondelli un'altra volta da me - se ne sta zitta senza commentare, chiusa in uno stoico mutismo.

Solo una volta si è lasciata scappare un "Oh, guarda ma come è gonfia in faccia!", con lo stesso tono di voce apprensivo con cui direbbe "Oh, povera, ti sei sbucciata un ginocchio!"

Ma poi si è subito ammutolita e non ha più proferito verbo per paura che glielo chiedessi:
 
- Com'è che si chiama lei, che non mi ricordo, mamma?

...

Ma la prossima volta che mi capita non avrò pietà e lo farò.

Se mi dice ancora Marisetto, salto in macchina e giuro: faccio il carosello per le vie del paese.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 19:38 | Permalink | commenti (39)
categoria dello spirito:parentado, televisione cattiva maestra
sabato, 09 dicembre 2006
Avete presente quei noiosi cataloghi premi?
Beh, la prossima volta che ne sfoglierete uno, pensate a me.
 
Proprio in questi gaudiosi giorni di vacanza, infatti, un altro posto con cui sono in contatto me ne ha affidato uno da realizzare, così, nel "tempo libero".
 
Trattasi di mastodontica opera omnia con una sessantina di pagine e più di 150 premi.
 
Teoricamente sarebbe anche una cosa divertente da fare: io adoro stare lì a posizionare i numerini di pagina, perdermi tra i mille colori delle mille fascie di punti, scegliere il carattere più adatto tra miriadi di caratteri tutti simili tra loro.
 
Chiamatela perversione, ma è così.
 
Purtroppo, prima del piacere c'è sempre il dovere.
Che consiste nell'andare a reperire tutte le immagini dei premi e i relativi testi descrittivi su Internet.
 
Non pensate che sia facile.
E' da ieri pomeriggio che mi trovo impantanata in un'infinità tra siti ufficiali, siti commerciali, siti di case d'asta norvegesi e un fantomatico e inquietante posto chiamato Il Blog degli orologi.
 
...

Da tutto ciò sorge spontanea una riflessione che mi sono sempre fatta fin da quando ho iniziato a fare cataloghi e monografie.
 
Io sono tenuta a scrivere testi descrittivi per ogni prodotto.
Questo significa che in teoria dovrei avere una conoscienza dilatata che spazi dalle moto 125 cavalli ai trapani a punta di nuova generazione passando per le lavatrici a carica frontale classe energetica A.
 
Questa conoscenza mi consentirebbe di scrivere informazioni sensate e corrette, prediligendo le cose essenziali da quelle superflue, fornendo così un utile servizio al consumatore.
 
Ovviamente queste conoscenze da tuttologa io non le possiedo e non conosco una benemerita minchia di quello che dovrei sapere.
Quindi scrivo robe a caso.
 
Ho un metodo infallibile:
copio e incollo pezzi di testo, li cucio insieme pescando a sorte da una rosa ristretta di congiunzioni, decido di tenere o eliminare parole a secondo della bellezza del loro suono, a volte gioco il jolly della frasetta 'alte prestazioni ' da inserire nei punti strategici.
Poi shakero il tutto per qualche secondo e servo.
 
E nessuno mi ha mai detto niente.
La gente che supervisiona i vari cataloghi che ho fatto, li ha sempre approvati senza modifiche.
 
Quindi: o sono un genio io, o nemmeno loro sanno di cosa si sta parlando.
O meglio ancora: non leggono nemmeno e danno subito l'ok.
 
Mi piace cullarmi con questa teoria distruttiva: anche la gente che poi sfoglia il catalogo non caga i testi nemmeno di striscio, ma guarda solo le immagini.
 
Praticamente esisterebbe un ampio circolo vizioso in cui dall'inizio della produzione fino alla fruizione finale di un catalogo nessuno apporterebbe un minimo controllo sul testo.
 
Fantastico.
E' l'inno della vacuità di quello che sto facendo.
Il che me lo fa amare ancora di più.
 
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Ah, già che ci sono:
siccome non posso ripetere per ogni collana che trovo l'aggettivo preziosa ed elegante e raffinata me li sono già giocati prima con una friggitrice e un navigatore satellitare, suggeritemi voi qualche altro bell'aggettivo accattivante.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:37 | Permalink | commenti (38)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi
giovedì, 07 dicembre 2006

Un tempo noi avevamo il Grillo Parlante: saccente, austero e implacabile.

La spaventosa voce di uno che si è appena fatto i gargarismi con la ghiaia che ti chiedeva senza pietà come si scrivesse "CHIAVE".
 
E che, sistematicamente, ti mortificava, mandandoti in confusione e compromettendo per sempre le tue certezze infantili sulla grammatica italiana, con un sonoro:

"NON HO DETTO "CHIAVE", MA "CHIAVE", BIMBA DEFICIENTE, "CHIAVE!"
 
(giuro che il mio diceva così. Ma forse era una versione era difettosa, non saprei)