mercoledì, 31 gennaio 2007
Tra ogni categoria lavorativa esiste una sorta di "razzismo" che porta ad una diffidenza reciproca ed a un non ben definito senso di superiorità, soprattutto quando tali categorie entrano in contatto le une con le altre in uno stesso ambito.

Nella mia piccola esperienza, ho imparato che, a questo proposito, gli stampatori sono tra una delle figure in cui questa caratteristica negativa spicca in modo più nefasto.

Burberi e perennemente incazzati come i camionisti, pigri ed indolenti come idraulici, sarcastici e spocchiosi come commessi di fumetteria e autistici come programmatori di computer - nonché accaniti tabagisti -
gli stampatori sono davvero un osso duro. 

E io con questa gente, per lavoro, ci devo trattare ogni giorno.

...

E' un equilibrio molto delicato: devo sempre stare attenta a non contraddirli troppo perché non posso permettere che mi prendano in antipatia e mi sabotino, ma nello stesso tempo devo cercare di farmi valere e non dargliela vinta quando sbagliano e non lo ammettono.

Purtroppo per una personcina sola e fragile come me questo è impossibile.
E siccome, dove lavoro, non c'è nessun altro competente in materia che mi possa dare manforte, ho deciso che mi ci vuole un vero e proprio Staff.

O meglio: ho deciso di inventarmi uno Staff.
Un gruppo di persone che non esistono.

Ma che evoco in continuazione al telefono per far capire al nemico che non sto combattendo da sola e che il mio esercito è forte ed agguerrito e potrebbe distruggerlo da un momento all'altro.

...

C'è il collega di pari grado con cui ho un'intesa intellettuale fantastica che tiro fuori quando mi serve appoggio per portare avanti un'idea che acquista così maggiore autorità se detta da due persone:

- Qui ci si chiedeva con il mio collega se non sarebbe una cosa più pratica se vi mandassimo un pdf ad alta risoluzione piuttosto che un file x-press. Va bene lo stesso, no?

C'è il Sindaco dei Grafici - una fantomatica e potentissima figura di cui mi servo quando voglio imporre assolutamente la mia volontà su una cosa che gli stampatori non hanno voglia di fare.

- Senta, lo so che siete oberati dal lavoro, ma io le riporto solo quello che mi sta dicendo il capo da sopra: ci serve quel Digital Chromalin. E ci serve entro le 15. Mi dispiace, ma 
il Capo mi dice di dirvi che dovete proprio muovervi. 

Praticamente la vecchia cara tattica dell' "io eseguo solo gli ordini" - ogni volta infallibile e ineffabile.

E poi c'è il ragazzino/stagista capro espiatorio con la faccia pustolosa e la erre moscia da Puffo Tontolone sul quale scarico tutte le colpe quando, effettivamente compio degli stupidi errori di distrazione.

- Ah, i grassetti nel file sono saltati tutti? Io non ne so nulla: è il ragazzo che si è occupato della cosa. Aspetti che ora glielo chiedo.

- ...

-  Sì, ha ammesso di aver sbagliato ad impostare i caratteri.
  Sa, sono solo i suoi primi giorni.
Ora vi manda il file giusto.

Sì, lo so - faccio schifo: zerbino con il Sindaco dei Grafici e arrogante con lo Stagista - ma se pensate che alla fine nessuno di loro due esiste per davvero,
allora credo proprio che mi assolverete.

...

..

.

Comunque, per la cronaca, fino ad ora la mia tattica si sta rivelando fruttuosa per portare avanti un clima di collaborazione pacifica tra me e gli stampatori.

L'unica mia preoccupazione è che a lungo andare tutto ciò mi possa portare ad una schizofrenia permanente.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:24 | Permalink | commenti (61)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi
martedì, 30 gennaio 2007

Voi continuate pure a idolatrare tutti in coro quello zoppo del Dottor House - prego, seguitate pure a sbavare senza motivo dietro l'ultima moda del momento.

Io, invece, mantengo salva la mia anima e continuo ad essere fedele all'Alfa ed Omega di tutte le serie televisive mediche moderne:
E.R. - Medici in prima linea.

E continuo a seguirla come se 10 anni dalla sua prima messa in onda non fossero mai trascorsi, come se fossi ancora qui con l'apparecchio ai denti, il busto e la faccia piena di brufoli a sospirare ad ogni suono di defibrillatore.

(tra l'altro io non ho mai avuto nessuna di queste tre cose, ma le ho scritte perché facevano tanto "ricordo patetico di una quattordicenne")

...

Perché E.R. mi ha dato tanto e non sto parlando solo di George Clooney.

E.R. mi ha insegnato subito quello che non sarei mai potuta diventare da grande:
Dottore.
Infermiera.
Guidatrice di ambulanze.
Portantina.


E qualsiasi altro mestiere abbia a che fare con il prendersi cura di vite umane.
Esistono già tante morti al mondo - non aumentiamole.

E.R. mi ha insegnato che all'ipocondria non c'è mai fine e quando finalmente ti sei messa il cuore in pace sul fatto che la peste bubbonica è stata ormai debellata da molti secoli e che gli untori non esistono, ecco che spunta subito un'altra malattia mortale dalla cura sconosciuta.

E.R. mi ha insegnato che tutti sono importanti, ma nessuno è indispensabile, grazie ai suoi repentini e continui cambiamenti di cast e alle morti violente
di dottori spappolati da elicotteri in caduta libera.

E.R. mi ha insegnato un valido stock di parole e brevi frasette medico-scientifiche incomprensibili ed affascinanti
da inserire a casaccio nei discorsi, tanto per fare i brillantoni:

"Laparatomia d'urgenza!"

"Dammi una clamp da quattro."

"Maschio, bianco, razza caucasica. Pupille isocoriche normoreagenti."


E.R. mi ha insegnato che basta avere una biro e - voilà - puoi praticare
fantastiche intubazioni dove vuoi, quando vuoi, con chi vuoi.

...

Per quanto riguarda, invece, il tanto celebrato Dottor Gregory House - ecco -
lui invece non mi ha insegnato proprio un bel niente.

A parte il fatto che non ho mai visto una puntata tutta intera.
Però sono sicura che non mi insegnerebbe nulla lo stesso.

Mi sono bastate, l'altra settimana, appena due o tre delle sue facce da smorfioso e la fulminante battuta pronunciata davanti a un'ecografia:
 
- Portatemi quei miociti in ufficio. Ci devo fare una lunga chiacchierata.

E ho capito che quell'uomo è chiaramente un coglione.

Suvvia.

Non parla più così nemmeno l'Uomo Ragno quando si batte contro nemici improbabili come L'Uomo Blatta e Super Sugna.

Eppure House è diventato un mito.
Bah.

...

Per me miti restano e rimangono i genuini e senza fronzoli cari vecchi medici di E.R.

O al massimo, il mio medico di famiglia che per qualsiasi problema gli venga esposto - da una ciste sospetta ad un banale raffredore, possiede un'unica, pavida ma rassicurante risposta standard:

- 'Spetta che ti faccio un'impegnativa per lo specialista.

...

..

.

Il Dottor House, come minimo, mi
trapanerebbe il cranio per scoprire se l'origine del raffreddore sia per caso cerebrale.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:31 | Permalink | commenti (88)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, miti e feticci
lunedì, 29 gennaio 2007
Mi scuserà tantissimo la violacea PurpleAngel, ma mi ero completamente dimenticata di essere stata nominata da lei, una settimana fa, per uno di quei simpatici giuochini che infestano di tanto in tanto la blogosfera:

prendi il libro che hai sul comodino, vai a pagina 123, salta le prime 5 righe e leggi le seguenti 3.

Quindi apro il libro ed eseguo diligente gli ordini:

Il suo Spazioso Futuro -
L'Orizzonte migliore - perduto -
Coraggioso Bobolink -


...

Coraggioso Bobolink.
Vabbé.

Tra tutte i bei versi che ha scritto Emily Dickinson mi sono capitati i più schifosi.

No, comunque: Emily Dickinson - brutta storia.
Intendiamoci, lei è bravissima, ma il fatto che io mi sia rimessa a rileggerla è cosa nefasta per il mio umore per tutta una serie di motivi.

Per esempio, ora come ora, potrei improvvisamente aprire un nuovo blog di poesia dal template color salvia e rosa antico, farmi chiamare Anemone Solitaria, iniziare a parlare bisbigliando come Carla Bruni e tossicchiare sangue su fazzolettini di pizzo con le iniziali di un misterioso cavaliere mascherato che ho intravisto al Ballo delle Debuttanti.

E morire domani di tisi.

Potrei.

...

Perché ho un rapporto un po' conflittuale con la poesia.
Cioè, mi piace molto, ma presa a piccole dosi.

E poi diffido fortemente da qualsiasi tipo di poeta/poetastro/poetucolo.
Dagli omini che stanno dentro i Baci Perugina e scrivono i versetti anonimi fino ad arrivare ai ragazzi che usano versi copiati male per corteggiarti.

Ma non solo.
Per esempio, c'è stato un periodo all'università, in cui mi ero iscritta ad un corso di poesia tenuto da un tizio abbastanza famoso, di cui però non mi pare carino fare il nome.

La cosa consisteva nello stare tutti in cerchio tipo Anonima Alcolisti e leggere le nostre poesie.

Quelle che scrivevo io erano cose del tipo che tutti poi mi chiedevano dove vendessero la roba di cui mi ero fatta prima di averle scritte.

Molto più semplicemente, ammucchiavo parole a caso in modo musicale e poi ridevo sotto i baffi poi nel vedere tutti che si affannavano di trovarci un significato profondo in ciò che io avevo scritto così sui due piedi.

Comunque, la cosa più divertente era questo poeta famoso piuttosto vanesio che ci leggeva i suoi capolavori e alla fine ci chiedeva sempre un parere.

Di solito - da buoni lecchini amanti del quieto vivere - non ci si sbilanciava più di tanto e lo si accontentava con pareri positivi ma generici.

Purtroppo io, un giorno, fui colta alla sprovvista e, quando ancora non ero riuscita a formulare nella mia mente un giudizio paraculo, dissi d'istinto e molto incautamente:

- Mmh.. non mi dice niente. La trovo un po' freddina.


...

Da quel giorno venni osteggiata pesantemente dal PoetaVanesio e bollata con l'agghiacciante soprannome di Miss Sentimentalismo.

Certo, sempre meglio di Miss Cappa Lorina - ma insomma.


- Allora, Miss Sentimentalismo, come la trova la poesia di oggi? E' di suo gradimento?

- Brr, che freddo che fa oggi! Miss Sentimentalismo, lei sa forse come fare a scaldare un po' l'atmosfera?

Pazzesco.
Se l'era legata al dito come un'offesa imperdonabile.

...

Ma il giorno dell'esame - inaspettatamente - filò tutto liscio e il Poeta fu gentile.
Anzi, alla fine, mi incoraggiò a continuare a scrivere poesie.

- Però devi assolutamente leggere anche un po' di poeti contemporanei italiani. Tu li conosci vero dei famosi poeti contemporanei italiani?
 
- Ehm..

- Beh, a parte me - s'intende.

(cacchio, un uomo di ottant'anni si può ancora classificare tra i poeti contemporanei? Non lo sapevo.)

- Oh, allora solo lei.

- Bene, allora puoi leggere un'antalogia curata da me.

- Ah.

- Costa 20 euro, ma se hai già qui i soldi, te la faccio solo a 18.

...

E fu quel giorno che capii improvvisamente cosa fa esattamente un poeta famoso nella vita.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:16 | Permalink | commenti (65)
categoria dello spirito:angolo della coltura
domenica, 28 gennaio 2007
1.
I Ragazzi del Club del Libro all'ora di punta in stazione.

L'idea geniale consiste proprio nella scelta del momento meno adatto per tentare di portare avanti il loro diabolico tentativo di vendita abbonamenti.
 
Essi agiscono in stormi e placcano senza pietà - tipo la finale del Superbowl  però senza nessun casco di protezione.

- Ciao, ti piace leggere? Hai due minuti per rispondere a qualche domanda?

E' la loro tipica frase di approccio.
La esclamano stancamente, senza convinzione.
Perché sono essenzialmente truppe demotivate.
Mera carne da macello messa là dove non dovrebbe stare in un orario assurdo.

Loro stessi sono consapevoli dell'inutilità delle loro parole, delle loro azioni, del Club del Libro e dell'universo intero.

Lo sanno benissimo che in quei momenti di trance agonistica - quando tu sei alle prese con la tua maratona quotidiana per non perdere il treno delle 19:30 - l'iperventilazione non ti permette nemmeno di rispondere in malo modo, ma solo di farti avanti di pesocome un sacco di patate, sperando di superare la loro barriera.

...

Per ora ci sono sempre riuscita, ma se un giorno non ci si dovesse più sentire, sappiate ai defunti in questa tragica battaglia di sopravvivenza spettano onore, gloria e un monumento al valore civile.
 
2.
Il nuovo concetto di Ufficio Postale come bazar.

Non so i vostri, ma il mio Ufficio Postale - già tristemente noto per altre vicende - da un po' tempo è stato rimesso tutto a nuovo.

Sono sbucati da tutte le parti libri, puzzle, giocattoli per bambini
e una simpatica cassiera cicciona dall'aria annoiata.

Probabilmente merce rubata - ma non è questo il punto.


Il punto è che tali cose occupano una spazio fisico.
Uno spazio fisico considerevole - e non sto solo parlando della cassiera cicciona dall'aria annoiata.

L'idea geniale consiste nel fatto che, per ovviare a questo problema di spazi, hanno ben deciso di togliere tutte le sedie per far posto alle mensole, i banconi e gli scaffali.

Ho visto delle scene ignominose: anziani affaticati dal peso degli anni e degli acciacchi
stramazzare al suolo sotto gli alteri sguardi di plastica di Action Men esperti in arti marziali e Brats.

Ho visto me stessa sedermi per disperazione sul termosifone e alzarmi dieci minuti dopo
con il culo a righine tutto brasato.

Ho visto addirittura gente convincersi a comprare qualcosa e andare alla cassa con Va' dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro
con l'aria tutta soddisfatta di chi pensa di aver comprato un best-seller appena uscito.

...

Io sono fermamente convinta che, se nell'aria c'è il presagio di una qualche rivoluzione nei confronti dell'ordine precostituito,
ebbene, essa inizierà da qui.

Usando gli scatoloni delle lavagnette magiche Fisher-Price come barricate.

3.
La spazzolina pulisci-spazzola.

Una spazzolina con tanti dentini in acciaio che toglie fino all’ultimo capello!


Così leggo dal sito.

Più che un'oggetto geniale, un concetto geniale.
Ridondante all'inverosimile, un estenuante gioco di specchi infiniti, un circolo vizioso che si alimenta continuamente di nuove suggestioni.

Esisterà pure una spazzolina pulisci-spazzolina-pulisci-spazzola?


E quando anche la spazzolina pulisci-spazzolina-pulisci-spazzola sarà tutta piena di capelli che si fa?

Ci si degna finalmente di usare le manine
per rimuoverli oppure esiste una terza spazzolina?

...

Roba che Branduardi potrebbe farci una nuova Alla Fiera dell'Est e vincere il Premio Tenco.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 17:16 | Permalink | commenti (62)
categoria dello spirito:speculazioni, provato per voi
giovedì, 25 gennaio 2007

"Chiedete di me, domani mattina, e vi diranno che sono muto come una tomba"

Lo diceva Mercuzio in Romeo e Giulietta prima di stramazzare morto ammazzato al suolo, lo dico io stasera in preda ai primi sintomi dell'influenza.

Nasali, bronchiali e - tragicamente - intestinali.

Quindi, prima che lo scagozzo mi tenga occupata sulla tazza del cesso nei giorni a venire, lascio a voi tutti, scritto qui, il mio testamento.

...

..

.

Che consiste - ovviamente - nell'Horror-scopo per Febbraio.

Unito ad un censimento-in-progress della popolazione zodiacale che abitualmente bazzica da queste parti, in modo da monitorare mese per mese le situazioni astrali di tutti.

Dunque:

ARIETE
Irritabilità e nervi a fior di pelle fino al 22. Attenzione a non ferire qualcuno con delle stronzissime reazioni insofferenti. Una sindrome premestruale lunga 22 giorni.

Arieti famosi: Aries, Fiodor, Frittole, Grig-io, Indimedium, Miss Diky, Miko, Monicanta, Ossimorosa, Pensierosa, Sara Sidle, Valina.   

TORO
Udite, udite: Sua Altezza Toro, si decide a chiedere scusa ad una persona che ha offeso molto tempo fa. E così, una strana situazione si normalizzerà d'incanto.
Bastava davvero poco per capirlo, ma si sa che sei un po' de coccio.

Tori famosi:
Alicesue, Ares, ChesterWilliams, Fassbinder, GenioDemente, MagicaDoremì, Shadow.  

GEMELLI
Causa scarsa concentrazione, battuta d'arresto sul lavoro. Sono poco consigliabili le decisioni troppo impulsive. Non puoi stare fermo e farti ibernare per un mese? Faresti sicuramente meno danni. 

Gemelli famosi: ABS, Anonimia, Blixxxa, Convallaria, Enrico, Litx88, Montgolfier, Netstar, Psicosere, StephenD, Zer0percento.   

CANCRO
Intriganti rapporti grazie ad un'inaspettata carica seduttiva. Otterrai quello che vuoi senza nemmeno il bisogno di chiedere. 
Come Sharon Stone in Basic Instinct nella scena dell'interrogatorio sulla sedia - ma ancora più sexy. 

Cancri famosi: Almost30, Captain's Charisma, DonnaViolinista, Mucio, Pagly, PaolaHewson, Selimpia, Sfortunata, Tantoantipaticaquantostronza, Vanilla.    

LEONE
Rifletti sulla tua proverbiale arroganza e presunzione e chiediti se non sia ora di contenerti un pochino. E se non ci penserai tu, lo faranno gli altri.
I dittatori - prima o poi - li impiccano.

Leoni famosi: BoldItalic, LadySolitude, Mony, PeloBagnato, Ottaluna, Pinno, PurpleAngel, Sophie, SuperElena, SweetMisery, Valealsole.    

VERGINE
Il tuo self-control verrà provato da una serie a catena di piccoli incidenti e malintesi. Evita di fare la vittima e sfogati con un po' di sano esercizio fisico.
E per esercizio fisico - bada bene - non si intende una 24-ore di pulizia della casa.

Vergini famose: Bret, Daniela, Divara, GiacominoLosi, Krossroads, Mikinova, Nalkila, Rainbow, Verdementa.   

BILANCIA
Ti verrà richiesta una cosa per te molto difficile: una decisione rapida. Fallo o rischierai di perdere una buonissima occasione.
Come seviziare mentalmente una Bilancia in una sola semplice mossa.

Bilance famose: Achrome, Clizia, Francesc@, Gavagai, Leetah, Kira, MilesFaber,  Opperbacco, Patsy, Pilla,  PiperitaPatty, ShinyHappyLau.    

SCORPIONE
Solo per questo mese ancora, hai voglia di salvare il salvabile. Grazie al tuo magnetismo animale, riuscirai a stordire potentemente partners perennemente incazzati e prede impossibili.
Wilma, dammi la clava.

Scorpioni famosi: AntaresBlu, Asmodeo, Bambolina, Lakedaimon, Viola, Scatterhead, Rosario, Tabori.  

SAGITTARIO

Calo di vivacità, appannamento generale: cavalcando l'onda dell'entasiasmo del mese scorso hai commesso qualche cazzata. E a 'sto giro ti tocca pagarne le conseguenze. 
Giove ti protegge, ma tu sei il solito simpatico pasticcione di sempre.

Sagittari famosi: Amantacris, BadApple, Barbara23, Bryehn, Crimson, Francy, LaRiflessiva, R0bin, Sspleen, Unachelasalunga.  

CAPRICORNO
Ascolta per una buona volta il tuo istinto e segui un'intuizione a prima vista balzana. Sarà più efficace del tuo solito, prevedibile, modo di agire.
Im-prov-vi-sa-zione. Se sai come si sillaba, ora impara come metterla in pratica.

Capricorni famosi: Giangina, Lettrice, Lucilla, Merchesa, N0vecento, UnCannocchiale, Valona. 

ACQUARIO
Ti scopri novello imprenditore e decidi di iniziare ad investire. Se nei prossimi mesi giochi bene le tue carte e scegli dei buoni collaboratori, avrai un discreto successo economico.
Anche un'altra persona aveva iniziato così ed ora è il simpatico capo dell'opposizione.

Acquari famosi:
Babelez, Campanellino77, Domenico, Dora, Estrelle, IlGuizzo, Sierramaestra, Svampitas/Nana, Vadoalmax.   

PESCI
Un amore struggente ti farà girare la testa. Ma attento a non illuderti, come il tuo solito, che sia "forever".  Da Tre Metri sopra il Cielo a Tre Metri Sotto Terra.

Pesci famosi:
Emmart, FraTinkerbell, Ghebuz, MonicaGellerBing, Urside.

...

(ho cercato di fare più mente locale possibile sui vostri segni. Per qualsiasi omissione e/o imprecisone, fatevi sentire.)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:31 | Permalink | commenti (135)
categoria dello spirito:horror-scopo
giovedì, 25 gennaio 2007
Grande festa da queste parti lo scorso week-end: per la gioia e il tripudio di tutta la cittadinanza è giunta una delegazione del Mercatino di Natale direttamente dal Trentino.

In ritardo di circa un mese sulla tabella di marcia perché
probabilmente avevano trovato traffico.

Mentre mi facevo largo tra le gli allegri effluvi del vin brulé e delle grappe, l'odore affumicato dello speck e i colori sbiaditi dei controversi soprammobili Thun, una casetta di legno ha decisamente attirato la mia attenzione.
 
All'interno, un vero, bellissimo, cowboy.

O meglio: un prestante ragazzo con un cappellaccio da pseudo-cowboy in testa che faceva tanto Brokeback Mountain ma più stile Heath Ledger etero che Jake Gyllenhaall omo.
 
Vendeva sottaceti e sughi pronti.
Quando si dice la poesia.

Mi avvicino e riesco ad osservare da vicino colui che entra di prepotenza al primo posto della mia hit-parade settimanale "Barbara: una potenziale ninfomane", che adesso così si delinea:

1. Cowboy Trentino.
2. Tizio che ho visto sul marciapiede mentre si bullava della sua moto.
3. Uomo delle piadine dal limitato guardaroba ma dall'interessante profilo etrusco.

Mi accorgo subito che non è solo bello, rude e selvaggio come un qualsiasi cowboy dovrebbe essere, ma pure un abile venditore, grazie all'illuminante slogan che esclama a voce spiegata tra una piccola folla di astanti.

- Aglio miracoloso! Aglio miracoloso!!
Venite ad assaggiare l'aglio che non puzza!

L'aglio che non puzza.
Quando si dice la poesia. E due.
 
- Signora, vuole provare un po' di aglio miracoloso?

- Oh, noooon soooo! Sono indecisa. E' che ho già la bocca buona.

Ok, se in un ipotetico linguaggio cifrato "ho già la bocca buona" significa "ho la bocca che sa di merda", allora - dopo aver sentito a piene narici l'agghiacciante zaffata che proveniva dalla vecchietta vicino a me mentre pronunciava questa frase - posso confermare che, sì, la signora aveva già la bocca buona.

- E tu? Non vuoi provare un po' di aglio miracoloso? Non puzza! A prova di bacio!

Cacchio.
Dice proprio a me.
Una frase potenzialmente comica rovinata dalla magnetica strizzatina d'occhio di un bellissimo cowboy trentino.

E la velata promessa che forse - chissà - il bacio ci potrebbe essere veramente, anche solo per dare una prova in diretta a tuti gli astanti che - avete visto? - quest'aglio è davvero miracoloso.

La mia volontà - obnubilata dalla strepitosa cowboytudine del tipo unita all'aperto e schietto accento trentino che tanto mi piace - per qualche secondo ha ciondolato sul sottile confine tra la credulità da sagra paesana e la razionalità che "No, Barbara, diceva per finta. Non ti darà mai un bacio se compri l'aglio".
 
E poi è stata riportata alla realtà dalla vecchia che starnazzava schifata:
 
- Ah, ma quest'aglio mi puzza in bocca! Sei fortunato giovanotto che a me comunque l'aglio che puzza piace.

Non avevo davvero dubbi, signora.

...

..

.

Comunque alla fine, mi sono comportata in modo maturo e non ho ceduto alla capacità affabulatoria e al fascino del Cowboy Trentino.

No, non mi sono fatta infinocchiare dalla fallace promessa di un bacio e non ho comprato l'aglio.

Ma, nell'ordine:

Un barattolo di Sugo dell'Imperatore Francesco Giuseppe.
Un barattolo di Sugo dell'Orso.
Un barattolo di Sugo Edelweiss.
Un barattolo di Sugo all'Ortica.

Che poi, a casa, ho scoperto essere tragicamente la stessa sbobba pesante e indigesta declinato in quattro barattoli dall'etichetta diversa.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:12 | Permalink | commenti (44)
categoria dello spirito:provato per voi, amore e altre sciagure cosmiche
martedì, 23 gennaio 2007

L'ultimo telefilm di cui mi sono innamorata in ordine cronologico è The Office, in onda su Mtv di giovedì alle 22:00.

Lo trovo originale, arguto, brillante e pieno di personaggi interessanti.
Uno su tutti, David Brent, il prototipo del capo ipocrita, gigione e rompicoglioni.

E non ho potuto fare a meno di riscontrare alcune caratteristiche in comune con il mio odiosissimo ex-capo.

1.
Membro di una band.

Non è stato lui a rivelarmelo.
Sono stata io costretta a chiederglielo.

Sennò non l'avrebbe più finita di tamburellare sulla mia scrivania canticchiando come un cretino "Dum-da-da-dum".

- Wow, hai davvero un gran bel senso del ritmo! Suonerai mica in una band?

- Sì, brava, come hai fatto a capirlo?

A volte basta davvero poco per fare contento qualcuno.

- E suoni la batteria, scommetto.

E a volte basta davvero poco per farlo improvvisamente contrariare.

- Ah, no! Macché batteria! Batteria?! No, no, io sono la seconda chitarra e faccio i cori.

Sti cazzi, manco mi avesse rivelato che in realtà era colui che manovrava i fili della premiata ditta Lennon-McCartney.

- Ma che genere fate?

- Oh, siamo una cover band, per lo più.

- Ah, bello, cover di chi?

- Te lo spiego bene dopo a pranzo, ora devo andare telefonare.

...

Ovviamente la questione è caduta sospettosamente nel dimenticatoio.
Fino a quando non si è fatto spedire in ufficio un pacco gigante.

Il che mi fa saltare direttamente al punto

2.
Paranoico.

Il mio ex-capo era terrorizzato dai pacchi postali.
Cosa che sarebbe stata anche buffa, se la questione non mi avesse riguardato da vicino.

E invece - tra le altre cose - ero io l'addetta ad aprire alla porta.
Ogni volta che un simpatico fattorino giungeva alla porta, sembrava che portasse un pacco bomba direttamente dal quartier generale di Al Qaeda.

- Barbara, chi ha portato questo pacco ?

- Un fattorino.

- Un fattorino. Quale?

- Mah, era tipo.. sudamericano.
 
- Ma sudamericano più peruviano o più filippino?

- Beh, le Filippine in verità non..

- Barbara, cavolo, quando arriva un pacco tu devi sempre trattenere il fattorino alla reception e poi chiamarmi!

- Sì, ma eri impegnato e io non pensavo..

- Perché, Barbara, non si sa mai quello che puoi trovare in un pacco.

E si andava avanti così per dieci minuti, mentre il mio self-control veniva messo a dura prova.
Poi di solito, quando lui si abbassava e portava l'orecchio al pacco in questione per auscultarlo, mi congedavo, non prima di aver accarezzato l'idea di piantargli una taglierina nelle schiena.

Una mattina, dopo infiniti indugi e tentennamenti, il capo si decise ad aprire un pacco insolitamente grande che conteneva un mega-impianto stereo che aveva deciso di regalarsi.

Da quel momento, quel piccolo gioiellino tecnologico iniziò a risuonare tutto il giorno per le stanze dell'agenzia al servizio di un unico,  tristissimo cd:
 

Il best of di Laura Pausini.

"Dum-da-da-dum".

E in questo modo abbiamo tragicamente chiarito il punto 2.

3.
Fine umorista.

Di prima mattina, al mio capo piaceva darci la carica con una bella barzelletta. 
 
Si piazzava nel bel mezzo della stanza, catalizzava l’attenzione di noi tutti e iniziava a raccontare.
 
Dicesi "classico pessimo raccontatore di barzellette" uno di quelli che si mettono a ridere a metà della narrazione o che dimenticano la fine o che te la spiegano subito dopo.
Lui era un mix di tutte queste tre cose messe insieme.
 
I momenti più atroci della mia vita li ho passati ascoltando le sue barzellette, mentre pensavo convulsamente a cosa avrei dovuto fare una volta che la narrazione fosse finita.
 
Far finta di ridere? Applaudire? Pretendere un bis?
 
Di solito, tagliavo la testa al toro, e alzavo la cornetta, fingendo di essermi ricordata di telefonare urgentemente a qualcuno.
Facevo finta addirittura di improvvisare un discorso, tanto era il mio imbarazzo.

I momenti più atroci della mia vita, appunto.
 
4.
Frustato sessualmente e/o killer di prostitute

Una volta, insieme ad una mia collega, ero a bordo della macchina del capo in direzione del ristorante dove si sarebbe tenuta la classica cena di Natale.

Percorrevano una statale in cui spuntavano già, timide, le prime prostitute.
Il mio capo non aspettava altro.

- Oh, guardate, le prostitute! Qui è pieno di prostitute. E sono pure puntuali: arrivano alle 20 precise, non sgarrano mai di un minuto.

- ...

- Ma a volte io mi chiedo: com'è la vita delle prostitute? Deve essere dura la vita delle prostitute. A me sinceramente fanno schifo, le prostitute.
 
- ...

- Le prostitute.. chissà come vivono le prostitute. E voi ragazze? Che cosa avete da dirmi sulle prostitute? Fanno schifo anche a voi le prostitute?

...

..

.
E - a parte l'aver sopportato tutto ciò - quello stronzo mi deve ancora pagare 900 euro.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:53 | Permalink | commenti (44)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi
lunedì, 22 gennaio 2007

Tempo di influenza, tempo di shopping farmaceutico.

Prima di tutto c'è da segnalare la nuova Cibalgina Doll  tutta liscia, accattivante e rosa in una confezione altrettanto liscia, accattivante, rosa e quindi irresistibilmente trendy.

Confesso di averla addocchiata come una gazza ladra addocchia una parure di diamanti e di averla fatta subito mia.
Ora mi bullo portandomi il blister in borsetta e offrendo le magiche pillole rosa a tutti, spacciandole per un nuovo tipo di caramella.
 
...

Spostandoci invece nel settore più specifico dei farmaci per i malanni di stagione, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
 
Gli spot in televisione si sprecano e si assomigliano un po' tutti seguendo una semplice e lineare trama che manco Vladimir Propp con il suo schema di analisi delle fiabe avrebbe saputo fare di meglio:

1.
Presagio del malanno in arrivo mediante starnuto scaccoloso e/o tosse scatarrosa;
2. Amico/a saputello/a o marito/moglie rompiscatole che suggerisce l'uso di questo o di quel farmaco;
3. Miracolosa guarigione in due secondi e ripresa delle attività abituali fischiettando in allegria.

Praticamente la sagra dell'aria fritta.

Fino a ieri, quando ho visto lo spot dello Zerinol Flu.
Finalmente un brivido di rischio in questo paradiso di miracolose e rassicuranti pozioni dalla guarigione istantanea.

La svolta terrorifica che mi ha tanto scosso arriva alla fine,
come ogni coupe de theatre che si rispetti. 
Dopo averne declamato le prodigiose proprietà salvifiche, una voce nell'oscurità, esclama minacciosa:

Attenzione. Può avere gravi effetti collaterali.

Gravi.
Gravi?!

E' proprio questa parola che mi stona paurosamente e rimbomba con prepotenza
nella mia testa da ipocondriaca.
Non penso di averla mai sentita in nessuno spot di medicinali.

Cioè, capisco gli effetti collaterali - ogni farmaco he ha qualcuno.

Come l'Aspirina che mi fa uscire sangue dal naso, o il VivinC che mi fa abbassare la pressione, o la Tachipirina che mi fa delirare.

(sì, ok, ho un equilibrio fisico di marzapane - ma se sono ancora viva, vuol dire che comunque ho la pellaccia dura)

Ma in che senso gravi effetti collaterali?
Non fatemi spaventare.

Che senso ha mettere in vendita come farmaco da banco una cosa che ha gravi effetti collaterali?
Quale sarà il suo target di riferimento a parte gli aspiranti suicidi?
 
...

..

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Urgono chiarimenti e testimonianze di gente che lo ha provato ed è ancora in vita.

 

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:39 | Permalink | commenti (56)
categoria dello spirito:speculazioni, merceologia daccatto
sabato, 20 gennaio 2007

In prima elementare avevo un compagno di classe che millantava di possedere un poster di Cristina D'Avena trovato sul Corrierino dei Piccoli.

Tutta nuda con solo un anellino sulla figa.
 Furono le sue precise testuali parole.

Questa travolgente affermazione fece scoppiare in classe un tripudio di maliziosa curiosità infantile.

I maschietti iniziarono di nascosto ad alzare le gonne di noi femminucce, le femminucce cominciarono a dare calci in mezzo alle gambe dei maschietti per sentire quello che c'era in mezzo.

Poi arrivarono i tempi di Sabrina Salerno e Jo Squillo che, senza mutande sotto la minigonna inguinale, cantavano a Sanremo Siamo donne, fomentando ulteriormente le nostre morbosità infantili.

Si pronunciavano parole forti come tette o culo con lo sguardo birichino di chi sa che sta compiendo una marachella, si mostravano clandestinamente sui banchi ritagli di foto di vip in topless presi dalle Novella 2000 delle mamme, si mimavano strani gesti allora poco chiari ma già terribilmente irresistibili
con un temperino ed una matita.

Eravamo bambini e ci divertivamo così - stupidini e morbosetti  - come è normale che sia a quell'età.

...

Ma mi chiedo se sia normale che oggi i mass media si comportino allo stesso modo.
Quando parlano di sesso - intendo.

Come se spiassero dal buco della serratura una cosa sporca e strana
con un atteggiamento immaturo, bambinesco e pruriginoso.

Mi chiedo se sia normale considerare notizia e fare servizi sensazionalistici su una donna che, dopo aver scelto per alcuni anni la carriera di attrice porno, è ritornata a in ospedale a lavorare come infermiera.
 
Mi chiedo se sia normale che il giornalista, con un sorrisino gongolante e viscido sul viso, le chieda:
 
- Ma lei nella sua carriera non ha mai recitato vestita da infermiera, eh, eh, EH?!?
 
Mi chiedo se sia una cosa normale andare avanti a parlare fitto fitto, già da alcuni mesi a questa parte, della scena d'amore in sedia a rotelle tra Monica Bellucci e Riccardo Scamarcio in Manuale d'amore 2.

Mi chiedo se sia una cosa normale imbastire gran parte della puntata dell'altra sera di Porta a Porta sulle dinamiche di tale episodio, come se una scena di sesso al cinema fosse una cosa mai vista prima.

O meglio ancora: come se il sesso stesso fosse una cosa mai vista prima.

Mi chiedo se sia normale che Bruno Vespa prima di tutto abbia porto a Scamarcio, soffregandosi le mani e ridacchiando come un bambino scemo, la domanda che ovviamente tutti gli italiani vogliono sapere:

- E allora? Com'è andata?
 
- Intende recitare in questo film?

- No, la scena con la Bellucci. Chi di voi due era più.. ehm .. portato?

Mi chiedo se sia normale che nei suoi occhi abbia intravisto la stessa luce di quando noi bambini giocavamo incastrando la matita nel temperino.
 
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Magari pure lui in camera tiene appeso come il mio compagnuccio delle elementari il poster di Cristina D'Avena nuda.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 19:09 | Permalink | commenti (69)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, televisione cattiva maestra
giovedì, 18 gennaio 2007

Vanno ancora di moda le raccolte punti?

Io non lo so proprio.
L'ultima che ho fatto è stata nel 1988, per avere l'orologione da parete della Pavesi che però aveva le lancette che facevano troppo casino e non mi facevano dormire e quindi è sempre rimasto appeso alla parete senza pile come mero oggetto di bellezza.

Poi il nulla.

Ma non sono così presuntuosa da pensare che le cose cessino di esistere nel momento stesso in cui io le smetta di fare.

E infatti le raccolte a punti esistono ancora.
Purtroppo.

Perché questi fenomeni promozionali, messi nelle mani delle persone sbagliate, possono avere effetti devastanti.

Prendete, per esempio una persona a caso - diciamo mia madre.
E prendete un patrimonio preziosissimo di punti che ha accumulato dopo mesi e mesi di spese sfrenate all'Esselunga.

Un patrimonio per cui va fiera, il metro di paragone con cui lei e sua sorella si fronteggiano nelle lunghe telefonate pomeridiane.

Un patrimonio che ha pensato per lungo tempo di sfruttare per prendere qualcosa di utile per la casa - chessò una macchina del caffé, un computer portatile, un bel phon a ioni attivi per sua figlia.

Chessò.

E, invece - all'improvviso - il raptus.

Il cospicuo patrimonio di punti scelleratamente sperperato in tre bizzarri oggetti:

1.
Il telecomandone universale della Meliconi.

- E questo per chi è, scusa?

- Per te. Il tuo è rotto.

- Il mio non è rotto. Sta benissimo.

- ...

- Mamma?!

- Sì, lo so, ma questo era più simpatico. Perché è gommoso.

2.
Un portariviste in pelle umana.

Un'orrida valigetta da lavoro riciclata che dovrebbe fungere da portariviste.
Da notare che in casa abbiamo già una cesta in vimini che svolge bene il compito di contenitore di letture cartacee.

- E come me lo giustifichi 'sto obbrobrio?

- Arreda bene.

3.
Un coltellino multiuso svizzero.

- Mamma, devi per caso andare in spedizione nella giungla?

- No, ma tua zia ha detto che lei lo ha preso e funziona benissimo!

(Mia zia. Sapevo che c'era sotto il suo zampino. La loro gara di emulazione continua.)

- Perché? La zia come lo usa?

- Beh, se lo tiene in tasca e nell'occorrenza lo usa.

- Ma tipo?

- Se ha qualcosa fra i denti tira fuori il mini stuzzicadenti.

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A questo punto mi chiedo: tutto ciò è troppo poco per richiedere una perizia psichiatrica su entrambe?

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:48 | Permalink | commenti (41)
categoria dello spirito:parentado, miti e feticci
mercoledì, 17 gennaio 2007
 Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
E così i giorni passavano e io mi stavo dimenticando del mio Uomo Playmobil.

Fino ad oggi, quando - sulla banchina della stazione - aspettando il treno, è successo qualcosa che me lo ha riportato prepotentemente in testa.

E' ricomparsa lei.
La sua fidanzata.

O almeno: quella che io - mediante una serie di elucubrazione mentali unite ad un po' di intuito femminile - ritengo essere la sua fidanzata.

La nana scrofolosa da cui sento di non avere nulla da temere - tanto per farvi rimembrare.

Che d'ora in avanti,  chiameremo Livia Turco, per un semplice motivo.
Sono identiche.


A parte quel cespuglio incolto di capelli neri che ho velocemente schizzato per fornirvi un identikit preciso.
Quindi se la vedete in giro, sparate a vista.

...

Perché la odio.
Ma non la odio solo per gli ovvi e molto sciocchi motivi che tutti avrete capito.
La odio perché trasuda antipatia e acidità da tutti i pori della merdosa giacca che si ritrova.

L'ho osservata attentamente, lei, con quella sua faccia rattrappita e l'aria scocciata, che ghermiva rapace il telefonino e ci digitava sopra qualcosa con i suoi artigli puntuti.

Cosa scriveva mai di prima mattina?
Qualcosa del tipo:

"Faccio finta di scrivere qualcosa al cellulare così la gente mi vede e pensa che io sia una personcina interessante"

Oppure scriveva proprio a Lui?

"Cazzo, sono le 7 e 54 e TU non mi hai ancora dato il buongiorno! Se un insensibile - ti odio!"

Praticamente la quintessenza della fidanzata rompicoglioni.
Ne sono quasi sicura.

...

Questi ed altri simili sono i pensieri che mi sono passati per la testa stamattina.
Ovviamente perché di pensare alle cose serie, non ne avevo voglia.

Però, una cosa è certa: il mio fervore investigativo verso l'Uomo Playmobil è ritornato.

Forse non riuscirò mai a fare un discorso di senso compiuto con lui, forse non sarò mai capace di strapparlo dalle mani di Livia Turco, molto più che probabilmente non tromberemo mai in piedi nei cessi del treno come mi ero prefissata,
però io qualcosa di lui lo voglio proprio scoprire.

...

..

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Se da domani, nelle vostre stazioni troverete circolare un annuncio come questo, non preoccupatevi.
E' solo un mio piano.


sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:16 | Permalink | commenti (45)
categoria dello spirito:amore e altre sciagure cosmiche, miti e feticci, binario morto
martedì, 16 gennaio 2007

Da sempre credo nella capacità evocativa della parola, nel suo essere molto di più che una semplice concatenazione di suoni.

La parola è potere.

E ora ve ne svelerò una.
Potentissima.

La parola must di questo primo semestre del 2007.
Il suono che tutti devono avere pronto in bocca, ad ogni evenienza.
Il codice d'accesso per il Club dei Fighi:

Banalmente.

A prima vista: un avverbio tristarello e incolore.
Solo a prima vista.

Lenta ma inesorabile, sta portando avanti la sua invasione, comparendo nelle frasi di tutta la gente che frequento.

Amici e posto di lavoro.
Con degli effetti sconcertanti.

...

Il budget stanziato - banalmente - è più basso rispetto rispetto a quello dell'anno scorso.

Potresti chiedere ai tarocchi se banalmente per il 2015 troverò l'Amore?

Devi banalmente pensare che stiamo cercando soluzioni complesse ma facili da gestire.

Oggi a pranzo - banalmente - mangerei una salsiccia.

...

Banalmente, banalmente, banalmente.
E io non ci capisco più nulla.

Mi fa impazzire proprio perché mi sfugge una regola costante al suo utilizzo: a volte, questa parola mi sembra vicina al significato di semplicemente, altre di pressapoco, altre ancora mia pare di più una roba alla supercazzola di Amici Miei. 

Molto più verosimilmente, penso che banalmente debba essere inserita tra le classiche parole jolly: abbastanza lunghe da dare l'impressione a chi le pronuncia di esprimere un concetto profondo e musicali quanto basta da poter essere inserite quando più cacchio lo si vuole.

Banalmente, banalmente, banalmente.

...

E oggi, rotti gli indugi, ho beneficiato dei suoi magici poteri anch'io.

- Barbara, scusa, quando pensi che sarà pronta l'impaginazione del catalogo?

- Ehm.. non prima di domani - temo.

- Uhm.. è un po' tardi.

- No, beh.. ma banalmente.

- Ah, ok, allora è perfetto!

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Da un  tono preoccupato e un po' cazziante ad uno rilassato ed entusiasta in meno di 5 secondi.

I've got the power.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:23 | Permalink | commenti (42)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi, speculazioni
lunedì, 15 gennaio 2007
Antiche superstizioni dicono che fotografare qualcuno significa rubare un po' della sua anima.

Non so se sia per questo motivo inconscio, ma io odio le fotografie.
Farle e vederle - è uguale.

Non sopporto porre come filtro tra me e il momento che sto vivendo una macchina fotografica.
Mi pare stupido, innaturale.

Mi basta e avanza il ricordo, i suoi contorni sfumati, le sue enormi capacità metamorfiche.

E poi in foto faccio cagare.
Ma questa è un'altra storia.

...
 
Detto questo, capita che la Mia Amica Depressa, sia stata in vacanza per tre giorni a Praga.

Non c'è nulla di più terribile di una persona depressa che assapora qualche giorno di felicità.
Ti straccerà i coglioni per mesi e mesi su quanto sia stata bene in quei giorni e su quanto stia male adesso.

Ma a parte questo - che è già una gran scocciatura - capita che lei ami fare foto.
Molte foto.

Purtroppo abitiamo a 400 kilometri di distanza
così stasera non posso partecipare ad un'agghiacciante serata diapositive che ha organizzato a casa sua.

Ma che bella cosa la distanza, a volte.

...

Tuttavia, pare che abbiano inventato una cosa chiamata Internet.
E capienti caselle di posta da 1 GB.

E pare che l'Amica, per coinvolgermi nella sua allegra serata-diapositive a distanza, abbia pensato bene di inviarmi le foto più significative.

Diciamo una sessantina.
Suddivise in altrettante sessanta diverse email perché l'imbranata non conosce l'esistenza delle cartelle zippate.

Non penso di avere abbastanza costanza psicologica per scaricarle una ad una.


...

Quindi vi avverto che sto per cestinare tutte le mail.

E poi mi fingerò morta per non dovere mai commentare le foto che mi ha inviato.

...

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Reggetemi il gioco.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:46 | Permalink | commenti (54)
categoria dello spirito:me myself and i
domenica, 14 gennaio 2007
Mia madre - tra le altre cose :

Una donna che prende morbosamente a cuore i fatti di cronaca nera.
L'ascoltatrice modello di Bruno Vespa.
Quella che accende la TV alle 18:26 precise per gustarsi Studio Aperto.

...
 
"Se la sente di perdonare i colpevoli?"

"Oggi un piccolo angelo è volato in cielo."

"Sembrava  gente normale. Buongiorno, buonasera, niente di più."
 
E così via, di mostruosa banalità in mostruosa banalità.

Tutte, lei se le sorbisce stoicamente tutte.
E poi ne parla copiosamente a tavola, ci rende partecipi in famiglia.
Le piace - dice.
 
Le piace.

...

Però stavolta ha esagerato.

"Erba. Hanno confessato. Era lei l'orchestra."
 SMS inviatomi l'11/01/2007 - ore 13:04.

...

L'informazione lampo secondo mia madre.
Sintetica ai limiti della cripticità.

Era lei l'orchestra.

...

..

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Maledetto il giorno in cui le ho insegnato a scrivere sms.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 21:53 | Permalink | commenti (59)
categoria dello spirito:parentado, televisione cattiva maestra
sabato, 13 gennaio 2007

Forse roso interiormente dai sensi di copa che prova per avere sempre il suo faccino scheletrico tra gli utenti on-line, il buon Fassbinder l'altro giorno mi spedisce questo screenshot e per poco non mi fa venire un infarto:

Il mio momento di gloria sull'home page di Splinder.
I miei 15 minuti di celebrità.
Il mio muso isterico tra un angelo col cappotto, un mostriciattolo, una luna malinconica, una piastrella di ceramica della cucina di mia nonna e un tamarro.

Ora posso anche chiudere baracca e burattini, farmi prendere sotto da uno schiacciasassi e morire in pace.
Io ho già dato.

O forse no.

Dopo una gioia così grande, io ora sento il bisogno di condividere.
Ho l'altruistica necessità di far provare anche ad agli altri meno fortunati di me cosa si prova.
Praticamente ho in mente un business.

Ditemi: cosa ci vedete in quest'immagine?

Io, un'unica cosa: soldi a palate.

Rifacendomi alla stessa logica d'accatto delle foto a tradimento che ti scattano a Gardaland quando scendi giù dalle montagne russe, vi presento:

Un momento significativo per il tuo ego da immortalare per sempre.
Un'opera pop-web-blog dal sapore warholiano.

Quadretti degli utenti on-line componibili.
Da incorniciare e appendere nel salotto buono di casa.
Cose che non troverai mai in un'Ikea qualunque.

Piccole opere d'arte istantanea che necessitano di un'accurata e costante manodopera: immagino un ampio turn-over di dipendenti che scrutano notte e giorno l'home page di splinder
con il dito pronto per scattare lo screenshot richiesto.

Ovviamente penso di prendere dei bambini pakistani per abbattere i costi di produzione.

Sarà una nuova organizzazione del lavoro in chiave causacrisistica.

...

E per i più esigenti, grazie alle potenti tecniche del fotoritocco,
la possibilità di comporre il quadretto a piacimento.

Volete il vostro amichetto di blog alla vostra sinistra?
Desiderate la faccia del tamarrone alla vostra destra?
Oppure pretendete che in tutte e sei le caselle capeggi il vostro avatar?

Niente di più facile.

...

Oddio.
Sono inebriata dai vasti panorami di conquista economica che mi si prospettano di fronte agli occhi.

E per il 2014 il mio obiettivo è uno solo: un quadretto in ogni casa.
In tutto il mondo.

...

..

.

Ah,
Fass, dimenticavo:
Tieniti la tua bella citazione in grassetto che mi hai raccomandato di mettere.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:03 | Permalink | commenti (66)
categoria dello spirito:mondo web
venerdì, 12 gennaio 2007