lunedì, 26 febbraio 2007
Si fa presto a dire Saturno contro, caro il mio Ozpetek, come si fa presto a far credere a tutti, attraverso un becero battage pubblicitario, che Ambra Angiolini e Luca Argentero siano due bravi attori.

Ma sappi che esistono altri sette pianeti, e tutti i loro satelliti, e le infinite stelle del firmamento, buchi neri e supernove, quasar, pulsar e immense galassie lontane, tutte lì, sempre  pronte a fornire la loro costante dose di sfiga quotidiana per ammorbare noi, poveri esseri mortali.

Per esempio, dice l'horrorscopo di Marzo:

ARIETE
Lo agognavate da tanto, troppo tempo, rapaci ed affamati come solo voi sapete essere. Ed ora - finalmente - è arrivato il momento: sesso, sesso, sesso. Rapporti bollenti e grandi gratificazioni, soprattutto per i nati dal 7 al 12 aprile.
E senza nemmeno l'aiuto del viagra.

TORO
Le sentite appiccicate al vostro polpaccio strisciare su, sempre più, mentre succhiano il vostro sangue? Sono le simpatiche sanguisughe che questo mese dovrete affrontare, esose e pretenziose di aiuti e favori. Cercate di risolvere la questione con diplomazia. Oppure strappatevele di dosso a mozzichi.

GEMELLI
Avete dei grandi progetti in mente? E' il momento di realizzarli. A tre condizioni: non montatevi troppo la testa, non fate i conti senza l'oste e siate consapevoli che le stelle non garantiscono mai il successo assoluto.
Ma che ve lo dico a fare? Tanto non li ascoltate mai i consigli.

CANCRO
Che siate degli isterici permalosi già lo si sapeva. Ma questo mese darete il peggio di voi in piagnistei e scene madri. Dal 20 andrà un po' meglio, soprattutto per chi vi sta vicino. Pessimo attore di telenovelas brasiliane, esci da questo corpo.

LEONE
Nel Monopoli di Marzo sarete voi quelli sfigati con la pedina a forma di supposta che se ne stanno in prigione fermi un giro. Periodo strano, zeppo di malumori e litigi, in cui non caverete un ragno da un buco.
Il leone si è addormentato e più non ruggirà - lalalà.  

VERGINE
Assaporerete i piaceri dell'intimità, soprattutto dal 18 in poi. Ma la situazione è incerta, le basi sono traballanti e voi siete troppo prese per chiarire e capire. Attenzione a non farvi fregare. Confuse, felici e rincoglionite.

BILANCIA
Tempesta d'amore. Per single e accoppiati, una nuova fascinosa conoscenza potrebbe sconvolgere il vostro piccolo mondo armonioso di certezze. Ed è solo il preludio di ciò che capiterà nei prossimi mesi. Prove tecniche di rivoluzione.

SCORPIONE
E' come se tutti gli altri segni dello zodiaco si fossero d'accordo per farvi pagare una volta per tutte la vostra insita stronzaggine. Aspettatevi quindi un mese in cui vi spaleranno merda sopra, senza troppo farvi male, ma insomma: pur sempre di merda si tratta. Chi la fa, l'aspetti.

SAGITTARIO

Inconsapevolmente, come la maggior parte delle cose che fate, darete inizio ad una strage di cuori. I casi quindi saranno due: o calpesterete le vostre vittime o ci inciamperete rovinosamente sopra. Passo felpato: questo sconosciuto.

CAPRICORNO
La poca sintonia con il mondo che vi circonda vi porterà ad avere grossi problemi di comunicazione. Dal 18 però, una geniale intuizione vi toglierà qualche grana sul lavoro.
Piccoli bambini autistici crescono.

ACQUARIO
Non sembra, ma anche voi esseri eterei ed ascetici a volte avete bisogno di venire rassicurati. Qualche effimero ma divertente flirt lusingherà il vostro ego e vi farà sentire belli. Beh, l'importante è crederci. 

PESCI
Il vostro abituale stato di abbiocco post-prandiale perenne verrà scosso da parecchi impegni sociali e mondani. Non fate i timidoni e partecipate attivi e carismatici.
A volte fare i presenzialisti piacioni alla Costantino può dare i suoi frutti.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 01:47 | Permalink | commenti (123)
categoria dello spirito:horror-scopo
venerdì, 23 febbraio 2007

Le suole delle scarpe che si attaccano al pavimento appiccicoso di gazzosa, montagne di scatoloni di formaggini fusi che ti sbarrano il cammino e la foga di comprare roba a caso, così, tanto per il vezzo di dire che hai speso poco prendendo tanto

Ah, il primo discount non si scorda mai.

Mi ritorna sempre in mente con estremo piacere, quando, all'incirca una decina di anni fa, nel paesino di montagna dove sono nata, spuntò quatto quatto un supermercato Lidl

Un ufo, un oggetto misterioso che calamitò l'attenzione di tutti e che ben presto divenne la terza istituzione pubblica dopo il Palazzo dei Rettori e le osterie, dando da lavorare ad un sacco di gente manco fosse la Fiat di Termini Imerese.

Certo, sapere come pronunciare esattamente il nome del supermercato che ormai era entrato nel nostro piccolo immaginario collettivo
sarebbe stato utile.

Probabilmente quello che ci metteva tutti in difficoltà era l'inconsueto dittongo finale "dl" che causava la circolazione di una ridda di fantasiose e tutte molto verosimili versioni: Lidol, Laidol, ElleDiElle, Lsd.

Ma l'apice dell'incertezza di pronuncia venne toccato quando una mia vicina di casa mi confidò:

- Mi hanno assunto da Liedholm.

Non ho mai capito se significava che andava in Svezia a fare la calciatrice.
Sta di fatto che da quel giorno non l'ho più vista.

...

Comunque, nel corso degli anni, l'offerta di questo magico discount si è fatta sempre più variegata, acquistando una discreta visibilità anche grazie a brevi ma incisivi spot televisivi.

Le celeberrime offerte Lidl della settimana.
Che quando passano in tivù, alzo il volume a palla e guai a chi mi disturba.
Perché io stravedo per loro assolutà genialità.

Ciò che le rende assolutamente uniche nel panorama delle offerte è lo sprezzo totale verso tutto ciò che è convezionalmente considerato come
"offerta utile e vantaggiosa per il maggior numero di persone".

Spulcio dalle offerte di questa settimana:


- Svettatoio con segaccio a 8,99 euro
- Tagliarami telescopico a 17,89 euro.
- Forbice per potatura a 1,99 euro
- Carta abrasiva 20 fogli a 1,99 euro
- Vanga, pala o forca a 10,98 euro

...

...

.

Ecco, se da domani volessi intraprendere la carriera di serial killer, inizierei col fare una capatina alla Lidl.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:42 | Permalink | commenti (59)
categoria dello spirito:speculazioni, merceologia daccatto
giovedì, 22 febbraio 2007

L'altro sabato passavo raminga e pensosa per una strada periferica del paesello.

E proprio lì - a pochi metri dallo struscio provincial-mondano della via principale -tra una vetrina di parrucchiere riflettente vecchie bisbetiche in attesa della loro messinpiega settimanale e un gruppetto di teen-agers emuli dei Gemelli Diversi impegnati in una gara di free-style o in un attacco di delirium tremens, sono stata folgorata da un angoscioso interrogativo.

C'era un ragazzo seduto su uno scalino, infagottato nel suo solido Woolrich, una cosa a metà strada tra sbava di mucca e gel fissativo tra i bei capelli e telefonino d'ordinanza per le mani.

Si stava producendo in un'animata conversazione.

Il tono surrealmente alto manco fosse il più infimo degli attori di Scherzi a parte, l'articolazione delle frasi così convinta da risultare poco convincente e il tipico piglio che ho visto
solo nei tronisti della De Filippi più facinorosi.

- Minchia, ti amo. Mi devi troppo credere.

- Ci sono dentro da matti anch'io, amore, certo che ci sono dentro.

- No, amore, mi devi ascoltare: io voglio la favola.

Squarci di romanticismo d'inizio secolo, tra merde di cani ai bordi della strada e quattro forsennati affetti da una forma perniciosa di ballo di San Vito sullo sfondo.

...

..

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Ed è stato a quel punto che mi sono chiesta se è Federico Moccia a imitare la vita
o è la vita che imita Federico Moccia.

Oppure se hanno entrambi un regista occulto che scrive loro pessime battute.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:28 | Permalink | commenti (52)
categoria dello spirito:speculazioni, voglio la sua testa, amore e altre sciagure cosmiche
mercoledì, 21 febbraio 2007

Archiviata del tutto l'allucinazione pre-natalizia dell'Uomo Playmobil, salvo magiche apparizioni dell'ultima ora o lo scalpo sanguinolento della sua ragazza che appare davanti alla mia porta, mi accingo ad aggiornare la classifica settimanale "Barbara: una potenziale ninfomane":

3. Il giudice della procura di Bolzano visto su Un Giorno in Pretura mentre interrogava un gruppo di Hell's Angels;

2. Un tizio amico di una mia amica a cui ho letto i tarocchi dicendo balle ignominiose per compiacerlo;

1. Il programmatore web del posto in cui lavoro.

Trattasi di losco figuro che avevo menzionato agli albori e di cui già l'astuto Asmodeo aveva intuito l'enorme potenziale.

Praticamente è il tipo che avevo scambiato per donna che si era acceso una scoreggia in bagno.

Per amor di verità, ho scoperto, dopo una serie di indagini e appostamenti, che non era stato lui, ma la receptionist lampadata e ricciolona.
Che è stata licenziata qualche settimana dopo.

Non voglio fare la maliziosa, ma i due fatti potrebbero essere collegati fra di loro.

...

Comunque, quest'uomo.
Prima di tutto - precisiamo: non è bello.
Anzi, piuttosto sull'orribile con brio, direi.

Una sorta di Figlio di Satana biondo, un Marilyn Manson struccato, un albino rachitico e apatico che si è autodefinito in un momento di desueta ilarità "un pezzente".

Eppure sento dell'empatia nei suoi confronti.
Purtroppo sono fatta così: mi attirano più gli atteggiamenti stravaganti che le forme estetiche consolidate, i caratteri assurdi piuttosto che le mere perfezioni dei corpi.

E con un tipo del genere, ci sguazzo dentro alla grande.

La sua è una presenza inquietante, per lo più muta, border-line e subdola: digita codici arcani di fronte ad uno schermo nero, aggredisce la macchinetta del caffé con sordi grugniti di protesta, cammina rasente alle pareti come una sottiletta Kraft marcia.

Ma il meglio di sé - a mio modesto parere - lo dà quando, asociale e sprezzante delle convenzioni sociali come pochi, aspetta di uscire sul balconcino a fumare quando se ne vanno via tutti gli altri, intabarrandosi tutto con un cappuccio nero deforme.

Un eroe schilleriano di incommensurabile tragicità.

Con un punto debole, come tutti gli eroi che si rispettino.
La pausetta dell 11 e un quarto.

Quando estrae fuori dal suo Eastpack logoro, l'orrore precofenzionato: un cigolio sinistro, un abbacinante riflesso di carta stagnola rosa, un "bababababa" che romba minaccioso nell'aria. 

Il cornetto alla ciliegia Bauli.

E non pago di cotale trucida bestialità, poi si ciuccia pure un succo di frutta.
Quelli con la cannuccia a righine rosse e le figurine di Bugs Bunny dentro.

E la tensione sale.

Ma mai come l'altro giorno, quando, nella stanza dove lavoro ,se ne erano andati via già tutti.
E improvvisamente qualcuno mi sibila alle spalle.

Lui.
Che mi fa sobbalzare il cuore con la frase che agogno sentirmi dire da una vita:

- Senti, la vuoi una stampante per fogli A3?

Voi non potete capire.
Una gigantesca stampante A3. Il mio sogno di bambina.
Per me equivale ad una dichiarazione d'amore.

- Ah, ehm.. intendi..  gratis?

- Sì, qui ne abbiamo una vecchia, praticamente è un catorcio di merda, non sono nemmeno sicuro che funzioni ancora. Il fatto è che io mi scazzo a portarla in discarica.

...

Che vi avevo detto? E' amore.

...

..

.

Chissà se domani per portarmi la stampante a casa dovrò pagare il biglietto del treno anche per lei.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:14 | Permalink | commenti (49)
categoria dello spirito:
lunedì, 19 febbraio 2007

Dopo la caduta del Muro di Berlino, la geopolitica mondiale è essenzialmente divisa in due settori.

Quelli pro-William.
E quelli è pro-Harry.

Io mi schiererei pure in uno svizzero silenzio neutrale se non fosse che
mia madre è pro-William.

E quindi io di rigetto sono pro-Harry.

Quel simpatico pel di carota con il muso da cavallo, cafone e perennemente ubriaco.

Tutto deriva dal fatto che, fin dalla mia più tenera età, quando alla tv appariva il biondo e angelico William, mia madre mi ha sempre fatto una testa così con le sue manie da "piccola reginetta del ballo":

- Toh, guarda com'è ganzo il principino Uilliams! Oh, ma guarda che ti sta facendo l'occhiolino!
Adesso sono sicura che viene in Italia e ti chiede in sposa!
 
Soleva ripetermi queste cose - davvero.
E io ho sempre annuito per farla continuare e vedere fino
a quale punto estremo di cazzate potesse spingersi.

Tipo quella volta che l'ha buttata lì:

- Barbara, ma quando diventi principessa, chiamerai la tua povera mamma a palazzo da te? Vi aiuto un po', vi faccio una pastasciutta, un po' di pulizie.

Fantastico.
Mi madre con un Mocio Vileda umido in una mano e uno scolapasta nell'altra che si imbatte per caso nei corridoi di fronte alla Regina Elisabetta.

E finisce che si ritrovano a giocare accanite a canasta davanti ad un bicchiere di sherry.


...
 
In ogni caso, capita sempre che, di fronte alla tv - grazie al fantastico Tg5 di Carlo Rossella che se ogni giorno non fa un servizio sulla Famiglia Reale Britannica sta male - io e mia madre litighiamo sulle bravate del piccolo Harry.

Lei lo attacca esaltando il virtuoso fratello, io lo difendo biecamente e senza vergogna.
 
Harry si presenta ad una festa in uniforme nazista?
Embé, che c'è di strano? I nazi possono essere stati non proprio delle brave persone, ma si vestivano da dio.

Harry va in giro nei pub a palpare le ragazze?
Poverino, non è colpa sua. E' in ostaggio dei suoi ormoni.

Harry si droga?
Lo fa anche quell'ipocrita di William, ma lui è più furbo
e non si fa beccare.

In pratica, mi sono sempre arrampicata sugli specchi pur di non dar ragione a mia madre e ammettere che
quella fighetta di William è migliore di suo fratello.

A tal punto che ora mi sono davvero affezionata a quella piccola peste.
Come se fosse uno pseudo-vip sprovveduto appena uscito dal Grande Fratello e io il suo Lele Mora pronto a parargli il culo in ogni momento.

Ma ora Harry se ne va in guerra.

Tremo al solo pensiero dei guai che potrà combinare.
Sarebbe più sensato mandare al fronte un pagliaccio su un monociclo con al collo il cartello: "Sparatemi, please".

...

Ma questa volta, ho fiducia in lui.
Covo in cuore il sogno segreto che riesca a fare bella figura al fronte e al ritorno in Inghilterra inizi finalmente a compiere gesti di un certo spessore.

Chessò, tipo tramare dietro le quinte come un vero personaggio shakespeariano, rinchiudendo a chiave nelle scuderie Carlo e Camilla e fregando il trono al fratello.

Oppure convincere Robbie Williams a cantare di nuovo con gli altri Take That.

In barba a Carlo Rossella, a mia madre e
a tutti quelli che gli vogliono male.
Vai, Harry, ce la puoi fare.

...

..

.

Ho come l'impressione che il giorno della partenza in Iraq non si presenterà.
E lo ritroveranno qualche giorno più tardi in una pozza di vomito ricoperto di lische di pesce in qualche vicolo di Londra.

E mia madre vincerà ancora una volta.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:23 | Permalink | commenti (50)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, presto sul mio comodino
domenica, 18 febbraio 2007

Capita che uno sia così abituato ad usare le cose che non si accorge nemmeno più di come siano fatte.

Poi un bel giorno ti cade lo sguardo su ciò che ti stai applicando sulle mutande e rimani di stucco.
 
Linee blu.
Per canalizzare il flusso ed assorbirlo nelle zone appositamente rinforzate -
dicono.

Figo.
Improvvisamente mi sono sentita  avere tra le gambe
lo stato dell'arte degli assorbenti esterni.

...

..

.
 
Comunque, come sospetto da anni, io devo avere il flusso antigravitazionale.
Perché praticamente è andato dappertutto a parte che sulle linee blu.

...

Una nuova sfida per gli ingegneri della Lines.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 21:42 | Permalink | commenti (70)
categoria dello spirito:provato per voi
venerdì, 16 febbraio 2007

Qui il tempo passa, la forfora cade e la pelle invecchia, ma io continuo  imperterrita ed inconsapevole a dare ripetizioni di matematica.

Io e la mia pupilla abbiamo trovato un dignitoso equilibrio: ci barcameniamo tra il 6 meno meno e il 6 più, troviamo un certo perverso divertimento nello scomporre i polinomi e  ci viene circa il 70% delle espressioni al primo colpo.

E per quelle sbagliate c'è sempre la sua amica secchiona a cui telefonare.

E poi si è instaurato un bel rapporto di scambio proficuo di conoscenze; io le snocciolo regole su regole con la solita chiara premessa:

- Non chiedermi perché si fa così. Sì, è vero potremo andarcelo a vedere sul libro, ma poi sono sicura che non capiresti tu e di certo non capirei io. E poi sono già le dieci meno un quarto. Tu fallo senza pensarci. L'automatismo è il segreto della felicità.

E lei mi fa conoscere le nuove mode del rutilante mondo dei teenagers.
Tipo, sapete qual è il nuovo idolo delle ragazzine?

Non dite Scamarcio come ho detto io facendo la figura della fessa obsoleta.
Il mito del momento è "il figo che fa Step Up".

Né lei né le sue amiche sanno come si chiami di preciso, sanno solo per certo che è figo.

Per la serie: non esistono più le ragazzine adoranti di una volta.
Io con le mie amiche sapevano nome, cognome e segno zodiacale di chiunque.

Le approssimative di oggi, invece, sanno solo che recita in Step Up,
Che per la cronaca, dovrebbe essere la solita cagatona alla "ballo, amore e fantasia". 

Comunque, la parola d'ordine della settimana è  "il figo che fa Step Up".
Ditelo un po' in giro e farete un figurone.

...

Tutto quindi stava andando piuttosto bene fino a ieri sera, quando la ragazzina mi chiama inaspettamente per avere delucidazioni su un'altra materia di cui ha un compito in classe domani.

C'è solo un'altra disciplina che mi può mettere ancora più in crisi della matematica: la fisica.

L'ultima volta che ho aperto un libro di fisica è stato quando ho studiato per la maturità, giurando a me stessa con la stessa veemenza di una Rossella O'Hara sulla collina di Tara, che mai più nella vita sarei venuta a contatto con un argomento tanto tedioso, incomprensibile e astruso.

Io sulla fisica ci sputo sopra e la fisica ha sempre sputato sopra a me: ci ignoriamo, ci mettiamo i bastoni fra le ruote, ci odiamo a viceda.

Se il mondo fosse sul punto di collassare su se stesso e allora Bush e Blair decidessero che solo le persone più intelligenti del pianeta si possono salvare imbarcandosi su una navicella diretta su Marte, sono sicura che rimarrei a terra perché all'ultimo momento preferirebbero sostituirmi con un fisico.

Ma vaffanculo.

Comunque all'inizio mi sono armata di tutta la mia buona volontà e ho iniziatoa ripassare con lei il libro, cercando di trovare un filo logico nel capitolo:
"Temperatura, energia e calore".

Il termometro, il mercurio, gradi Celsius, gradi Kelvin, energia termica, energia cinetica, delta ti, ti max e ti min, isolanti e conduttori, joule e calorie, calore specifico e calore latente, energia chimica.

Ecco, penso che il mio cervello abbia deciso di scollegarsi e andarsi a fare una grappa con gli amici al bar, al primo paragrafo, quando tentavamo di capire come abbia masi fatto il benemerito Signor Celsius a tarare un termometro.

Perciò, invece di annaspare senza senso per altre venti pagine,  ci siamo guardate negli occhi e abbiamo convenuto la più universale di tutte le leggi fisiche:

"Il corpo migliore per scrivere al computer bigliettini da nascondere nell'astuccio è il 4."

...

..

.

Mi auguro con tutto il cuore che  il Figo di Step Up protegga la mia pupilla nel compito di domani.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:09 | Permalink | commenti (62)
categoria dello spirito:repetita stufant
domenica, 11 febbraio 2007
C'è stato un momento oscuro della mia vita in cui - alla ricerca di soldi facili - ho partecipato a qualche concorso letterario.

Ovviamente mi buttai su cose che venissero incontro alle mie capacità mentali, nella fattispecie, quindi, fiabe per bambini.

Capitò che rientrai nei cinque finalisti e fui invitata alla serata della premiazione finale.
 
...
 
Arrivata nel paesino prescelto, capisco subito che quella sarebbe stata un'infausta serata quando una vecchina del luogo mi dirotta dalla suggestiva piazza principale ad una squallida palestra delle elementari.

Infatti, è da quando sono piccola che ho una teoria tutta mia sulle palestra delle scuole elementari: là dentro non ci può accadere nulla di buono.

Una teoria che aveva sempre funzionato quando nell'ora di ginnastica mi riempivano di lividi a palla avvelenata, una teoria che ha funzionato perfettamente anche quella sera.

...

Prima della premiazione vera e propria, mentre si aspettava tutti con trepidazione l'avvento di Morgan, special guest star della serata, il sindaco invita sul palchetto un sedicente attore comico per qualche breve scenetta rivolta all'infanzia.

Il nostro attore, chiaramente sotto l'effetto di qualche psicofarmaco o comunque troppo preso dal suo furor artistico, inizia nell'ordine e in rapida sequenza a:

1. Gridare in faccia a bambini a caso della giuria: "Tuo padre è un coglione! Tuo padre è un coglione!" ;

2. Declamare un breve monologo in cui parla dei momenti migliori della giornata per masturbarsi;

3. Mimare a piene mani il suddetto monologo;

4. Sollevare un bambino definito "grasso" e portarlo di peso nell'angolino più buio e lontano della palestra abbandonandolo là al proprio destino;
 
5. Ritornare a prendere il bambino abbandonato nell'angolino più buio della palestra per farlo smettere di piangere come un vitello appena scannato;

6. Inizare a sfilarsi di dosso i vestiti rimanendo per un attimo nudo.

...

Ed è a questo punto, che si scatena il caos primordiale.


I genitori tra il pubblico irrompono in scena trascinando via i loro figliuoli da tale scabroso spettacolo.

Il sindaco al microfono cerca di dissociarsi italicamente dallo spettacolo:
 
- Io non ne sapevo niente! A me aveva detto che veniva qua a raccontare Capuccetto Rosso!

Il pubblico sugli spalti si aizza contro l'attore gridandogli "Vergogna, vai a casa!", mentre lui - carico di cotanto odio nei suoi confronti - opta per un'uscita di scena sdegnosa ed impettita, non prima di aver esclamato la madre di tutte le frasi:
 
- Vergogna a voi, il mio spettacolo è molto meglio di qualsiasi cosa i vostri figli vedano in tv!

Standing ovation.

...

All'improvviso sbuca un Morgan più funereo del solito da dietro un materassone arrivato là chissà quando, che mette un sigillo tombale sull'increscioso incidente con la diplomatica frase:
 
- Riconosco l'alto valore artistico della perfomance, ma sinceramente non me la sentirei mai di far vedere a mia figlia Anna Lou queste cose.

Cioé, non ho capito.
Quella trucida di Asia Argento sì, e questo simpatico cialtrone nudista no?

...
 
..
 
.
 
Comunque.

Comunque dopo un momento del genere, mentre tra il pubblico era caduto un silenzio agghiacciante, la cosa più imbarazzante sarebbe stata dover scendere dagli spalti per ritirare il quinto premio.

E, ovviamente, nel momento stesso in cui lo penso, accade.

Il mio nome scandito al microfono, io che scendo i gradini manco fosse la scalinata dell'Ariston, io che ricevo la stretta di mano del Sindaco di Marzapane, Morgan con in mano quattro libroni come un commesso triste qualsiasi, io che capisco improvvisamente che quei quattro libroni sono il mio quinto premio, io che realizzo finalmente che non vincerò mai 1000 euro, io che tento di sfoderare il mio miglior sorriso di circostanza, io che mi metto in posa per una ridanciana foto con Morgan.

Io che voglio morire.

Soprattutto perché sento che al primo posto arriva la fiaba di un barbone che vuole suicidarsi ma poi alza lo sguardo vede la luna e decide che la vita è bella e non si suicida più.

Intensa.

...

Mio padre, che per tutto il tempo precedente era stato a sbirciare dietro le quinte per evitare di addormentarsi e per vedere se in giro c'era della gnocca, guardandomi ritornare tra gli spalti mesta, mi rincuora rivelandomi con noncuranza:

- Ah, guarda che dietro c'erano due tizi che hanno detto ai bambini della giuria di votare la fiaba del barbone. Dicevano che l'autore è uno del posto e così almeno i soldi non vanno fuori. Ma non l'avevi capito che finiva così?

No, non l'avevo capito.
Sarà perché a quel tempo credevo ancora nelle fiabe.

...
 
Me ne esco dalla palestra ancora scossa, proprio mentre giunge per il gran finale la Fata Garbatella, una signora vestita tutta di rosa con tanto di cappello a punta, deputata a blaterare di qualche iniziativa di solidarietà.

- Ciao bambini! Il Sindaco Veltroni mi ha mandato fin qui al Nord per portarvi il suo messaggio. Uh, uh, uh!

Uh, uh, uh.
Penso che miglior conclusione per una vicenda così assurda non ci poteva essere.

...

Ah no, forse sì.
Il giorno dopo ho telefonato ad un negozio di libri usati per vedere se avrei potuto guadagnaci qualcosa rifilandogli il mio premio:
 
1. Dizionario Zanichelli di enigmistica

2. Dizionario Zanichelli dei libri introvabili

3. Dizionario Zanichelli dei giochi linguistici (due copie)

- Ah, guarda sono libri che non interessano a nessuno, pensa che la scorsa settimana li avevamo anche noi in magazzino e poi per fortuna ce ne siamo sbarazzati.

...

Chissà chi è quel fesso che li ha a casa ora.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 20:29 | Permalink | commenti (73)
categoria dello spirito:me myself and i, angolo della coltura
venerdì, 09 febbraio 2007

Compito: un cartoncino per San Valentino.
 
Esecuzione: un normale foglietto con all'estremità un biechissimo cuore.
 
E non statemi a sindacare sulla poca originalità - il tempo è poco le cose da fare tante.

...

Commenti a caldo sul risultato visto dal vivo: caruccio, carino, bellino, cicciolo.
 
Ergo: è stato apprezzato nell'ambito di una collaudata simbologia elementare rassicurante ed affidabile.
 
Ma, all'improvviso, il commento fuori dal coro, la variante impazzita, il pensiero trasversale alternativo che ribalta ogni cosa, il lazzo dionisiaco che mette in atto un cortocircuito concettuale, le leggi gestaltiche che si coalizzano contro il mio lavoro e le mie innocenti intezioni:
 
- Se stringi gli occhi e vedi la sagoma, pare due chiappe.
 
...

..

.
 
E da quel momento nessuno ci ha visto più un cuore, ma solo chiappe, chiappe, chiappe.
 
Oppure - nel migliore dei casi - due coglioni.

...

..

.

Da rifare.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:39 | Permalink | commenti (79)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi, speculazioni
giovedì, 08 febbraio 2007

Con il nuovo spot della 3, che, per inciso, usa come colonna sonora un'immonda cover di Do ya think I'm Sexy? - a tavola si ritorna finalmente a parlare di cose serie con mia madre.
 
Paris Hilton.
 
In questi mesi però qualcosa è cambiato nell'atteggiamento della genitrice: da tenera chioccia accondiscendente verso una figlioletta sperduta nei meandri della lingua italiana ad una perfida matrigna che l'altro giorno ha esclamato una frase netta e tagliente che mi ha gelato il sangue:
 
- Pfui, quella scemetta di Parisilton!
 
Incredibile.
Ha imparato a pronunciarne il nome con sufficiente scioltezza da accantonare per sempre la fantascientifica ipotesi di Marisetto.
 
E - soprattutto - non la tratta più con tenerezza.
Si è permessa pure di mettere in giro un malevolo pettegolezzo nei suoi confronti.
 
- Ho sentito che beve ed è una sporcacciona.
 
Non voglio assolutamente sapere da chi, dove e quando l'ha sentito.
Ma temo ci sia lo zampino di Michele Cucuzza.
 
- Non capisco perché sono andati a prendere lei per la pubblicità. Non sa parlare. Con tutte le belle ragazze italiane che ci sono!
 
- Tipo?
 
- La Megàne.
 
Che, per la sdrucciolevole logica di mia madre, non è l'auto, ma Megan Gale, indimenticata precorritrice della saga Bonazze&Cellulari.
 
Che tra l'altro è pure australiana.
Ma non facciamo troppo i puntigliosi.
 
...
 
In ogni caso, la cattiveria di mia madre si sta spingendo oltre, prendendo di mira non solo Paris, ma pure un'altra bionda televisiva.
 
Thais, la velina brasiliana di Striscia la Notizia.

E' da un po' di tempo che segue con particolare attenzione gli interminabili messaggi promozionali prima del notiziario satirico, quelli con un Gabibbo petulantissimo, Giorgio Mastrota che fa da tappezzeria e le veline che mettono a frutto le loro lezioni di dizione blaterando di questo o quel prodotto come se fossero in apnea.
 
Quando parla Thais, mia madre sghignazza.
 
- Che hai da ridere?

- Zitta, zitta, aspetta: ora lo dice.
 
- Cosa?

- Aspetta, fammi sentire.

- Ma cosa?!
 
- Ultraflex: l'adesivo di Mapei che si adatta ad ogni tipo di piastrèle.
 
Piastrèle.
Con la e oltremodo aperta ed una sola l.

Ecco quello che dice Thais.
Ecco quello che fa ridere con superbia mia madre.
 
- Hai sentito? Sembra handicappata: piastrèle ! Dio mio, piastrèle !
 
- Mamma, ti credo, è straniera.
 
Ma mia madre non vuol sentir ragioni e continua a sguazzare lì, in sollucchero su quella vocale aperta e la doppia consonante sparita, ripetendo alla sfinimento la parola incriminata, di giorno, di notte, ridendo malvagia e trionfante. 
 
Perché probabilmente l'ha fatta diventare una questione di puntiglio.
E dopo i miei continui sfottò per la sua discutibile pronuncia di qualsiasi lingua straniera, è andata alla ricerca di qualcuno con cui potersi confrontare e vincere il paragone.

Una sfida virtuale tra lei, Paris Hilton e Thais.
In cui lei è vincente perché è l'unica a saper parlare fluidamente in italiano.

Perché in effetti lei è italiana - ma come ho già detto - non siamo puntigliosi.

...

Comunque è da un po' di giorni che  la promozione Mapei è finita.
Ora c'è quella dei sughi pronti Star.
E la parola d'ordine della settimana è:
 
- Mmh, questa verdura è proprio verdurròssa !

...

..

.

Immaginate l'estasi di mia madre.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:38 | Permalink | commenti (49)
categoria dello spirito:parentado, televisione cattiva maestra
martedì, 06 febbraio 2007

Il mio abbonamento settimanale: orari di entrata e di uscita dalla metro tutti spaventosamente simili fra loro.
Ore fisse e irrevocabili, minuti che si rincorrono uguali in un diabolico circolo vizioso.

Confesso che a volte esco più tardi per vezzo, solo per dare un tocco di imprevisto a questo tabellario così monotono.

Ci tengo all'originalità, io.

Una visione sconsolante che mi fa capire quanto la vita sia condizionata da orari innaturali, da quanto si sia tutti inquadrati in una tabella di marcia senza un vero scopo finale.
 
Andiamo avanti per inerzia come zombie che non si accorgono nemmeno più di quello che passa loro sotto i piedi.
Potremmo calpestare un piccione e strascicare le sue molli interiora per qualche centinaio di metri e non ce ne accorgeremmo nemmeno.

Così, tanto per dire la prima immagine che mi è venuta in mente.
 
Il fatto è che mi sto disumanizzando a poco a poco - è una consapevolezza sempre più forte.

...
 
Oggi, per esempio, sono riuscita a prendere il treno al volo.
Nella mia trance agonistica sognavo di gareggiare alle Olimpiadi nel circuito finale della maratona con Giampiero Galeazzi mi faceva la telecronaca.

Non sembra, ma sono piccoli incentivi che aiutano.
 
Mettendomi a sedere, mentre il treno già stava partendo implacabile, ho visto fuori dal finestrino arrivare tutta trafelata una ragazza, che da tempo ormai considero la mia nemesi.

Una sorta di gatto appeso ai maroni che mi ritrovo sempre accanto - in qualsiasi vagone io vada - a parlare del suo imminente matrimonio e di quanto sono belle le bomboniere leopardate che si è fatta fare.
 
In tutto ciò c'è un preciso significato cosmico che al momento mi sfugge.

Comunque la Nemesi aveva perso il treno.
Viso demoralizzato e un un muto "Vaffanculo" assorbito dai finestrini sporchi.

Condannata ad aspettare il treno delle nove meno dieci.

Al freddo, con tre sacchetti della spesa in mano e probabilmente la vescica sul punto di scoppiare ed un'unghia spezzata.

...

..

.
 
Mi vergogno ad ammetterlo, ma improvvisamente mi è spuntato: grosso, cattivo e più molesto di un foruncolo sul naso il venerdì sera.
 
Un sorriso.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:12 | Permalink | commenti (66)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi, binario morto
domenica, 04 febbraio 2007

Domenica mattina. Siete ancora in pigiama con gli occhi scaccolosi e l'alito pesante.
Vi suonano alla porta e vi trovate davanti un fattorino con un grosso mazzo di rose.

Prendete il mazzo, contate le rose ed arrivate fino al considerevole numero di 77.
Dopodiché, voi che fareste?

Telefonereste a me - ovviamente.
La Madonna delle Grazie di tuttte le pene d'amore.

- Barbara.

- Dimmi.

- Mi sono arrivate 77 rose a casa.

- Uh, ammiratore segreto?

- No, è M.,
il mio ex.

- Le hai rispedite al mittente, vero?

- Beh, no, sai..  ricevere 77 rose è una cosa che non capita spesso nella vita.

- Mah, non so. Dipende molto da chi te le manda.

- Sì, lo so, lui è uno stronzo, ma, Barbara: 77 non sono 3. Sono 77.

- E quindi adesso che fai?
 
- Beh, sai 77 rose.. sono un bel numero.

- E questo che significa?

- Cioè, poverino,
chissà quanto avrà speso..!

- Tu ti ricordi chi è lui, vero? Cioè, io non lo conosco, sei stata tu a raccontarmi tutto.

- Sì, me ne rendo conto, ma..

- Uno che ti prometteva nel week-end di portati al lago e poi invece ti teneva chiusa dentro a casa sua, usandoti come schiava sessuale fino alla domenica sera?

- 77 rose.. e dovresti sentire che buon profumo!

- Uno che ti tradiva regolarmente con turiste straniere raccattate in Piazza Duomo e poi te lo raccontava il mattino dopo perché non poteva sopportare il senso di colpa?

- L'ho detto pure a mia sorella. Dice che a lei, al massimo, gliene hanno spedite 50.

- Uno che quando ci stavi insieme ti eri ricoperta di bolle sulle braccia ed eri dimagrita di 7 kili?

- Perché mandare rose è senza dubbio un gesto di classe. Da veri signori, capisci?

- Uno che ti chiamava "la mia regina" e che poi ti regalava sempre vestitini da mignottona perché lo eccitava da morire mostrarti ai suoi amici così?

- 77 rose sono davvero gratificanti
per la mia vanità femminile. Mi fanno stare meglio.

- Uno che ha cercato in tutti i modi più scorretti di metterti incinta anche se tu non volevi perché adorava l'idea megalomane che venisse al mondo una creatura in cui scorresse il suo stesso sangue?

- E insieme alle rose c'era pure un biglietto: "Un piccolo pensiero per una persona speciale".

- Uno che è venuto fin sotto a casa tua il giorno di Natale alle 8 di mattina a urlare e a fare il violento perché lo avevi lasciato, facendoti fare figure di merda con i vicini di casa?

- Cioè, mi rendo conto di tutto, ma, capisci, è bello sapere che c'è qualcuno che ti ammira, che ha delle attenzioni così carine e pure per te.

- A me pare solo voglia di scopare.

- E se fosse cambiato? Cioè: 77 rose. Forse dovrei tornare insieme a lui.. di certo rivederlo prestissimo per ringraziarlo.

...

..

.

Può darsi che sia io che non capisco nulla - che sia troppo grezza.
 
Però è davvero brutto vedere un'amica trastullarsi sul baratro di un inferno che l'ha fatta stare molto male negli anni scorsi.

...

77 rose rosse: il prezzo per un amore incondizionato.
Prendete nota, uomini, prendete nota.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:34 | Permalink | commenti (73)
categoria dello spirito:amore e altre sciagure cosmiche
venerdì, 02 febbraio 2007
Spicca tra i commenti di oggi, una confessione a cuore aperto che vince la riservatezza che da sempre contraddistingue il suo autore:

Cara Barbara, in questo periodo devo dire che mi sono sentito molto trascurato da te.
Trascurato tanto. Trascuratissimo.
Se esistesse issimissimo penso che sarebbe il caso di usarlo, ma sì: trascuratissimissimo.

Lo so che i panni sporchi si lavano in casa o sul giornale nazionale di massima tiratura, ma tu sei sempre cosi impegnata con il tuo blog , rispondi ai miei commenti con distrazione, quasi noncuranza e non mi vieni mai a trovare e non dire che ti sei dimenticata perché lo so che monitorizzi continuamente il blog con Shinystat.

La mia dignità di blogger è ferita.

Per questo ti chiedo di non chiedermi di non chiederti di chiedermi scusa.
Capito?
 
...

Ti dirò, Scatter, penso di non aver capito proprio benissimo visto l'ora tarda, ma ispirandomi a un ormai classico della letteratura epistolare, mi viene da risponderti:
 
Caro Scatter,
eccoti le mie scuse. Ero recalcitrante in privato, perché sono giocosa ma anche orgogliosa. Sfidata in pubblico, la tentazione di cederti è forte.
E non le resisto.
Ci conosciamo da pochi mesi, ma a me pare già una vita.
Un blog adorabile, il tuo, che stai tirando su con la cura e il rigore amoroso di quella splendida persona che sei, e che sei sempre stato per me dal giorno in cui ci siamo conosciuti e apprezzati.

Abbiamo fatto insieme più cose belle di quante entrambi siamo disposti a riconoscerne in un periodo di turbolenza e di affanno. Ma finirà, e finirà nella dolcezza come tutte le storie vere.
Le mie giornate sono pazzesche, lo sai.
Il lavoro, i problemi, gli spostamenti, la stanchezza dopo 9/10 ore di fronte al computer, l'Uomo Playmobil e altri cazzi vari: una vita sotto costante pressione.

La responsabilità continua verso gli altri e verso di sè e anche verso un blog che si ama e verso i suoi commentatori e pure verso i blog dei suoi commentatori, tutto questo a volte diventa davvero troppo per me e quindi preferisco spegnere il computer e fare altro.

Ma la tua dignità non c'entra, la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore
anche quando sembra che non ti caghi manco di striscio. 
Ma monitorizzazioni continue con Shinystat, no, credimi, non ne ho fatte mai.
Di solito uso Technorati.

Scusami dunque, te ne prego, e prendi questa testimonianza pubblica di un orgoglio privato che cede alla tua collera come un atto d'amore. Uno tra tanti.

Un grosso bacio
Barbara.

...

..

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A questo punto, secondo me, se pretendete scuse da qualcuno o se volete fare le scuse a qualcuno, è il momento buono e il posto giusto per farlo.

Non siate recalcitranti, suvvia.

...

E a proposito: il prossimo che viene qua e mi cazzia perché lo trascuro ed è da tanto che non passo più sul suo blog, lo sbrano.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:30 | Permalink | commenti (62)
categoria dello spirito:me myself and i, mondo web