giovedì, 29 marzo 2007

Grande è la confusione che regna sotto il cielo: l’inverno del nostro scontento si trasformerà nella primavera della nostra disfatta.

Ma siccome è imminente il Primo d'Aprile con relativo pesce, qualora le previsioni non fossero di vostro gradimento, potete sempre accampare a voi stessi la consolante scusa che siano solo un grosso scherzone dell’oroscopatrice di questa baracca.

Che – tra l’altro – vuole cimentarsi in un piccolo azzardo propiziatorio come una qualsiasi squallida sensitiva di alieni invitata al Maurizio Costanzo Show.

Dal 12 Aprile in poi.
Non chiedetemi cosa - tanto non ve lo direi.
Ma staremo a vedere.

ARIETE
Frenetico, iperattivo, con le mani in pasta dappertutto: sarai il leader trascinante e carismatico dello zodiaco che Briatore al tuo confronto è un oscuro organizzatore di gite aziendali. Con una piccola chicca per i nati del 7-8 aprile: un incontro fortuito potrebbe rivelarsi quello della vostra vita.
E ci sei / adesso tu.

TORO
Nessuna inibizione è il mantra del mese. Credi fortemente nelle tue intuizioni per dare prospettive inedite alla tua vita e al tuo lavoro. Prendi coraggio, fatti avanti, diventa promotore di te stesso: penderanno tutti dalle tue labbra.
Comprami / io sono in vendita.

GEMELLI
Dopo tre mesi intensi, troverete il tempo di risalire dall’apnea e tirare una boccata d’aria. Con il supporto di Venere dal 13 in poi, dovreste seriamente mettervi in testa che non si può vivere da soli per sempre.
Che anno è / che giorno è / forse è il tempo di vivere con te / Le mie mani come vedi / non tremano più.

CANCRO
Mese piccante in cui metterai in pratica le tue tattiche di seduzione più raffinate. O più bieche – dipende dal punto di vista. Incontenibili e lussuriosi, vi ficcherete probabilmente in qualche situazione imbarazzante.
Il cobra non è un serpente / ma un pensiero strisciante.

LEONE
L’orgoglio prima o poi sarà la tua rovina: le situazioni pesanti sarebbero più facili da superare se ti degnassi qualche volta di accettare l’aiuto di qualche buon amico. Dal 12 potresti ravvederti e capire dove hai sbagliato. E poi la strada sarà tutta in discesa.
L’amico è / qualcosa che più ce n'è meglio è.
 
VERGINE
Bullismo is in the air: questo mese ne sarai vittima designata a causa di un dispotico Marte. Rimproveri, intolleranze, maltrattamenti. Per i cultori del genere: il filmato delle tue sevizie su Youtube.
Violentami violentami, piccolo / Violentami violentami sul metrò.

BILANCIA
La tua costanza di pastafrolla è chiamata ad un piccolo sforzo per questo mese. Per esempio diventare totalmente impermeabile alle pressioni dell’ambiente circostante che ti vorrebbe a torto veder desistere in un tuo progetto giudicato folle.
Je so’ pazzo / je so’ pazzo / nun me scassate o’cazzo.

SCORPIONE
Ti ricordi i nemici del mese scorso, quelli che ti hanno ricoperto di fango e merda? Bene, ora puoi prenderli tranquillamente tutti a calci nel culo. Godendo come un riccio.
Tu chiamale se vuoi / emozioni.

SAGITTARIO
Scendi dal pero e valuta le persone per quello che sono: cioè sempre un po’ più stronze, pusillanimi e incapaci di quello che credi.
Cerco un centro di gravità permamente / che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose, sulla gente.

CAPRICORNO
Quando arriva l’Armaggedon bisogna farsi trovare preparati e calmi. Sangue freddo e autocontrollo: siate uomini anche se siete donne. Eventi improvvisi potranno sconvolgere la vostra vita – soprattutto se siete nati dal 5 al 10 gennaio.
A che ora è la fine del mondo?

ACQUARIO
Continua il buon periodo di flirt e conquiste. Farfolloni amorosi, vacui, superficiali, sbruffoni ma fascinosissimi come non mai, abuserete di nuove vittime in totale spensieratezza senza porvi troppi problemi su che cosa sarà del vostro amore domani.
Come è bello far l’amore da Trieste in giù / l’importante è farlo sempre con chi hai voglia tu.

PESCI
La vostra pur già eccessiva sensibilità si acuirà fastidiosamente dalla metà di Aprile. Rompicoglioni in amore, sgranerete i vostri occhioni teneroni ed esprimerete le esigenze più inaudite e assurde.
Trottolino amoroso / dudu / dadada / Un gattone arruffato che miagolerà.

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categoria dello spirito:horror-scopo
mercoledì, 28 marzo 2007

Odio il treno dal lunedì al mercoledì.
Intasato in surplus dai fottuti universitari che devono andare a lezione presto.
Occupando spazio.

Di solito il mio fiuto infallibile mi fa piazzare in un imprecisato posto sulla banchina - varibile di volta in volta - che mi consente di trovarmi proprio di fronte all’apertura delle porta del primo vagone.

Di questa mia capacità paranormale si è accorto anche un tizio piuttosto scialbo, dimesso, dalla giacca blu e un’espressione perennemente afflitta sul volto.
Affetto da una particolare forma di tubercolosi a rimbalzo.

Di solito funziona così: colpo di tosse lui.
Colpo di tosse io.
Colpo di tosse lui.
Colpo di tosse io.
E poi tutti  e due insieme appassionatamente.

Da alcune settimane oramai, ho percepito che Mister Tossicchio mi tiene d’occhio sin da quando arrivo in stazione posizionandosi esattamente dieci passi dietro di me.
E’ palese che il suo piano consista nello starmi incollato al culo come un’ombra in modo da rimanere in pole-position nelle grandi manovre per la salita sul treno.

E’ la legge della giungla, bellezza, e Tossicchio ha puntato sul cavallo giusto.

Ne è scaturito così un  muto sodalizio parassitario fondato unicamente su un concetto utilitaristico.
Io cane, tu pulce - con la differenza che a me non viene da grattarmi.

Ma ieri il mio magico intuito non ha funzionato.
Tossicchio mi ha pure perso di vista nella calca generale per l’entrata e io mi sono ritrovata in piedi sul treno a maledire gli universitari.

E poi è successo quello che a volte mi succede.
Mi sento da svenire.
Niente panico: è una cosa che so gestire da sempre – non sono una malata terminale.

Mi serve solo un po’ di zucchero e qualcosa su cui sedere.
Chiedo alla signora di fronte, appena in tempo.

- Scusi, mi potrebbe far sedere? Mi sento poco bene.

E lei – ma sarebbe anche potuto benissimo essere un robot da cucina – si alza meccanicamente, non mi guarda manco in faccia e mi cede il posto.

Io mi siedo e sbrigo diligentemente la pratica dello svenimento: mi stendo quasi in orizzontale, impallidisco, sudo freddo, mi fischiano le orecchie.

Solo qualche minuto di annebbiamento: la preziosa occasione di vedere la propria vita scorrere davanti a sé ed avere solo la breve allucinazione extrasensoriale del volto sfocato di una persona che potrebbe essere Tossicchio che mi implora:

- Oh, mia prode condottiera, guidami verso la Terra Dei Posti a Sedere Liberi!

- Abbi fede, Tossicchio, prima o poi raggiungeremo questa terra promessa dove non ci sono più il freddo, né la fame, né il dolore né gli svenimenti e scorrono copiosi fiumi di latte e miele - te lo prometto.

Finalmente il delirio mistico si interrompe e torno a riprendere forze e colore.

Mi guardo intorno: forme di vita cristallizzate immerse nel torpore dormono, assorbono musica, masturbano il cellulare -  nessuno osserva.
Il robot da cucina che mi ha ceduto tiene lo sguardo inespressivo in alto – non mi tange.

Una percezione ben precisa.
Sarei anche potuta stramazzare sul sedile e nessuno se ne sarebbe accorto.

..

.

- Con la faccia che hai avranno pensato che eri una drogata, ecco perché nessuno ti ha cagato.

Così mi ha liquidato mia madre.
E’ la legge della giungla, bellezza.

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categoria dello spirito:speculazioni, binario morto
martedì, 27 marzo 2007
So che sto per fare una cosa meschina per la quale il Dio dell’Amore mi punirà scagliandomi con il suo arco dorato una bella freccia nella chiappa.

So che quando si è innamorati si scrivono le cialtronerie sentimentali più improbabili e non per questo bisogna vergognarsene o pentirsene – mi ci metto dentro anch’io - ci mancherebbe altro.

E so che andare a ravanare tra i messaggi d’amore inviati ad un giornaletto gratis come Leggo e deridere i più meritevoli è come rubare le monetine buttate dai sognatori nei pozzi dei desideri.


..

.

Detto questo.
Il campionario di ieri presentava un caravanserraglio niente male:

1.
Al mio Lello dal tipa Bisceglie: mi piaci troppo, ma troppo! Voglio venire a casa tua.. P.s. Vendo cellulari, contattami.

...

Pensavo fosse amore e invece era tutto un business.

2.
Ti ho visto mercoledì quando uscivi dal laboratorio e mi hai subito stregato. Rispondi, ti prego!

... 

Mamma, mi sono innamorato di una cavia.

3.
Per Micia da Papero: ti amo piccola. Sei la mia vita. In bocca al lupo.

...

Noi ragazzi dello zoo di Berlino.

4.
Da Nicky a Deia: ciao amore, abbiamo attraversato gli oceani come due tartarughe per mano.. Finalmente ci siamo trovati e amati. Non perdiamo ciò che abbiamo ottenuto. Ti amo.

...

Tartaruga: the next evolution.
Non so voi, ma ho alcuni problemi a figurarmi la scena.

5.
Da Simmenthal a Manzontin: arriverà il giorno in cui perdendoci nei reciproci sguardi ci accorgeremo che non può piovere per sempre!

...

I Montecchi e i Capuleti delle carni in scatola.
Sento già che sarà un amore foriero di morte e disgrazie.

...


E in tutto ciò temo che possa intromettersi anche Montana.
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categoria dello spirito:amore e altre sciagure cosmiche, miti e feticci
lunedì, 26 marzo 2007

Adoro il nuovo banner pubblicitario che capeggia da alcuni giorni sull'home page di Splinder.

...

..

.


Mmh.
Diamo il via alla folta ridda di supposizioni.

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categoria dello spirito:mondo web, miti e feticci
domenica, 25 marzo 2007

Tragedia nel fine settimana – roba che si era sull’orlo di chiamare Chi l’ha visto?.
Mio zio è sparito per un giorno intero.

Lanciamo la clip su mio zio.

Uomo stravagante e pseudo artista.
Tra le manie: recupera ciocchi di legno, dà qualche scalpellata qua e là e li battezza con nomi presi a caso dell’antichità classica: Ulisse, Minosse, Perseo.
Guardaroba discutibile. Vecchia spugna.

Antefatto:
Mio zio ha chiesto a suo figlio se gli prestava la Porsche nuova per andare a Treviso a trasportare dei nuovi tavolini di sua creazione in un mobilificio.

Suo figlio.
Piccola clip anche per lui.

Non ho idea di che mestiere faccia.
Però è sempre pieno di case e di soldi.
La mia premonizione che ho messo agli atti in busta chiusa ormai da tempo è:

Dopo Ricucci, dopo Coppola, sarà la volta di mio cugino.

Ma comunque.

Suo figlio gli ha risposto categoricamente di no.
Se devi andare fin là, prendi il furgone – a che ti serve la mia Porsche?

Già, soprattutto se calcoli che i tavolini sono cinque e nella Porsche non ce ne sta manco uno.

Fattostà.

Fattostà che sabato mattina mia zia si alza alle sei e non vede mio zio.
E non vede nemmeno la Porsche.
E i tavolini? Chissà se sono mai esistiti quelli.

Scatta l’allarme: il vecchio pazzo se l’è svignata.
Casa mia: il centralino Centro Crisi per parenti dispersi a cui mia zia si rivolge ogni mezz’ora.

- Sono preoccupata: non mi ha ancora chiamato!

Ma chiamalo tu!

- Io?! E perché dovrei chiamarlo io, quello scemo?!

Quello scemo.
Parole forti - odio, passione e orgoglio nell’aria.
Bon, sarà una cosa che andrà avanti per le lunghe.

...

Cose che mio zio si è portato dietro fuggendo– secondo la ricostruzione di mia zia:

1.  Foulard da artista tormentato;
2. Pantaloni a sigaretta rossi con stampa a fiori;
3. Sigari Avana al gusto di cioccolato.

Quanto pagherei per vederlo conciato in questo modo alla guida di una Porsche.
Spero che in autostrada gli abbiano fatto una foto all’autovelox.

Gran trambusto per tutta la giornata quantificabile nei tre Tavor che si è ingurgitata mia zia.

Poi – verso le tre di notte – l’artista dal foulard tormentato ritorna.
Bel bello, come se nulla fosse, senza dire una parola.

Ma con due soppresse e la Torta Barozzi – specialità di Vignola, provincia di Modena.

- Ma non eri andato a Treviso?

Sì, infatti.

Conoscendo mia zia, spero con tutto il cuore che mio zio abbia un’amante a Vignola e se la sia spassata alla grande.

Ma il problema è che ora la Torta Barozzi me la devo ciucciare io.

- Ciao Barbara, tuo zio ha portato a casa: un nome celebre, un prodotto di classe. Vieni che te ne do un po’.

Mia zia al telefono o la voce preregistrata di un call-center che tenta di sbolognarmi una partita di idrosanitari.

Comunque devo riconoscere che alla fine di torta me ne ha data un più di un po’.
Praticamente quasi tutta.
E 'un nome celebre, un prodotto di classe' non è una stronzata che si è inventata in estemporanea mia zia. C’è proprio scritto sulla confenzione.

Clip sulla torta Barozzi.

Cioccolato e caffè.
Ma legati assieme con la malta.
Lo stato dell'arte dell'occlusione intestinale.

Conto di finirla dopo Pasqua, la Torta Barozzi.
Il problema è che mi è difficile ingurgitare sostanze dalla densità pari a quella di una nana bianca.

..

.

Oggi Torta Barozzi Day, ragazzi.
Una fetta a ciascuno e così me la levo dalle palle una volta per tutti.

In attesa della prossima fuga di mio zio a “Treviso”.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:26 | Permalink | commenti (52)
categoria dello spirito:parentado, provato per voi
giovedì, 22 marzo 2007

La recente Listen di Beyoncé – canzone portante di Dreamgirls -  rappresenta tutto ciò che ho sempre chiesto di essere ad una canzone per musical: uno spreco di fiato pacchiano, rorombante, enfatico, una melodia che mi permette di dimenare le braccia e produrmi in smorfie tragiche da attrice del muto anni Venti.

Perché sì, covo una passione smodata per i musical.
Questo un po’ da sempre, a causa probabilmente di un’infanzia plagiata dai grandi classici Disney.
Ma soprattutto grazie al  professore del corso di Comunicazione Audiovisiva.

...

Si chiamava Weiner e ora non mi ricordo più se questo fosse il nome o il cognome.
Era un oscuro regista di spot pubblicitari anni 80, scapigliato, irruente, sarcastico e perennemente incazzato.
Con i suoi capelli brizzolati per via delle quintalate di forfora, costituiva la tipica manna dello studente annoiato in cerca di inedite suggestioni: un uomo così derelitto e un professore così sui generis che regalava sempre qualche piccola perla.

La moglie che lo aveva lasciato, il rifugio provvisorio negli scantinati dell’Accademia sotto ai plastici del corso di Scenografia, le pomiciate spinte durante le feste con un viados di Pittura dalle labbra a canotto.  
Insomma, ordinaria amministrazione.

Ma il fatto che fosse uno stronzo ciclotimico
gli donava quel benefit in più che me lo faceva venerare con amore.

E la mia ammirazione raggiunse appunto livelli eccelsi quando, al fine di farci capire com’è strutturato un musical, per un’intera lezione si mise a cantare e a ballare incurante della sua evidente deficienza ritmica.

Il tip-tap sulla cattedra - osò addirittura il tip-tap sulla cattedra.
L’uomo della mia vita - se non fosse stato che il suo cuore battesse già per il viados.

...

E così quell’esibizione penosa ma esplosivamente coinvolgente mi fece capire all'improvviso che la nostra esistenza sarebbe tutta più semplice se da un momento all’altro ci mettessimo senza senso a ballare e a cantare motivetti accattivanti.

Più musica nella nostra vita: liberata da quelle macchinette per autistici chiamate iPod e gettata in pasto a tutti attraverso dei mega altoparlanti: questa è la mia utopia, questo è il mio piano politico per le prossime elezioni.

Votabarbara Votabarbara Votabarbara.

Comunque secondo me il posto più coreografico per inscenare un musical non è – contrariamente a ciò che tutti potrebbero pensare – il palco di Amici Di Maria De Filippi.

Ma la stradina sotto casa mia, la sera, portando fuori la spazzatura.
Le luci dei lampioni che illuminano il palcoscenico d’asfalto, gli occhi dei gatti randagi come tanti faretti puntati sulla star dello show, la vecchina paralitica che spia da dietro le tende in qualità di suggeritrice.

Il cielo stellato sopra di me e i sacchi della monnezza accanto a me – che stanno a guardare.
Io che canto e ballo.

Ecco la mia playlist di questo mese:

Life is a Cabaret – Liza Minnelli da Cabaret;
Die holle rache kocht in meinem herzen
l'aria della Regina della Notte da Il Flauto Magico di Mozart;
La notte vola - Lorella Cuccarini da l'omonimo programma.

Ora fate outing anche voi

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categoria dello spirito:me myself and i, musik
mercoledì, 21 marzo 2007

Leggendo questo blog sembra quasi che la mia esistenza si basi soltanto nell’andare per treni e incontrare gente assurda.

E temo che sia proprio così.

L’altro giorno si è rimaterializzata una vecchia conoscenza che ricompare ciclicamente nella mia vita come una cometa di Halley portatrice di rogne.

L’energumeno di Forza Nuova.

Esso è un ragazzo nerboruto che mi abbordò circa tre anni fa in stazione con la classica frase:

- A che ora arriva il treno?

E la sciagurata sottoscritta rispose.

Da quel giorno, la mia vita è segnata da questo piattolone gigante che compare sulla banchina della stazione quando meno me lo aspetto e si attacca al mio fianco con la stessa tigna di una macchia di unto.

Come può uno scoglio arginare il mare – cantava il poeta.
Come fa uno scoglio a scrostarsi via dai coglioni un mollusco – si sarebbe dovuto chiedere.

Perché esistono tante, troppe cose che mi turbano di questo individuo.

Perché non è normale che una persona – dopo due secondi e mezzo che ti conosce - inizi a raccontarti la storia della sua vita.
E perché soprattutto non è normale che esordisca con questa premessa:

- Al liceo ho avuto una forte crisi di nervi perché non riuscivo mai a prendere dieci. Mi fermavo a otto e mezzo. Sono stato ricoverato parecchio tempo. Avevo sbalzi d’umore, ero violento. Oh, ma adesso sto bene.

In pratica, un modo romanzato e pittoresco per intimare:

- Ti faccio pena vero? Allora sopporta le mie chiacchiere dall’inizio alla fine e forse non ti farò del male.

Forse.

L’energumeno parla tanto.
Parla, straparla e invade il mio spazio vitale, standomi vicino in modo imbarazzante, costringendomi a vedere i punti neri traboccanti del suo naso, le cispe degli occhi, i piccoli sputazzi che escono dalla sua bocca.

Ed ogni tentativo di fuga è inutile: se faccio un passo indietro io, fa un passo avanti lui.
In altre parole, è il classico tipo a cui si chiede: “Dove vai?” e poi ci si dirige nella direzione opposta alla sua.

E – credetemi - io l’ho già fatto molte volte.

...

Come se non bastasse, è pure paranoico.

- Cosa stai guardando?

- Niente.

- No. Tu quando ti parlo guardi di là. Che cosa?

- Non sto guardando di là.

- E perché stamattina hai la voce più bassa?

- Perché è mattina presto.

- Ma le altre mattine l’avevi normale. Mi stai prendendo in giro?

- Forse perché ho un po’ di mal di gola.

Non è una voce bassa da mal di gola.

- Oh, allora forse perché sto facendo una cura di testosterone importato dall’ex Germania Est perché voglio diventare uomo?

- Ecco, lo vedi? Mi stai prendendo in giro.

- …

Ma mi vuoi dire cosa stai guardando?

E tutta questa pantomima sotto la fulgida egida di un ciondolo di Forza Nuova che mi fissa dal suo grosso collo taurino lanciandomi bagliori inquietanti.
Un giorno me l’ha pure chiesto:

- Sono iscritto ad un partito. Indovina quale?

Chissà, camerata, chissà.

Ma l'ultimo nostro incontro si è rivelato un punto di svolta.

Metropolitana – passiamo per il tornello d'entrata.
Tutto accade surrealmente in un nanosecondo: varco la sbarra, mi volto e lui è ancora dietro, accerchiato da tre controllori come un evaso da Alcatraz che frigna ad alta voce:

- Il mio biglietto non funziona! Fatemi passare! Fatemi passare, io sto con lei!

Ditone flaccido puntato contro di me.
Ditone flaccido e tutti gli occhi della folla attirata dalle urla belluine.

Io sto con lei.

Ed è stato in quel momento, mentre lo vedevo dimenarsi e piagnucolare come un  verme e millantare scompostamente la mia conoscenza come lasciapassare per la metropolitana, che ho realizzato.

Semplicemente, con lucidità: tolleranza zero per gli scocciatori.

Non me ne frega nulla che tu sia grande, grosso e di Forza Nuova.
Se osi rovinarmi un altro cruciale inizio di mattinata con la tua presenza, sei morto.

Oppure  - molto più probabilmente - sarò morta io, ma almeno ci avrò provato.

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categoria dello spirito:voglio la sua testa, binario morto
martedì, 20 marzo 2007

Credo nel destino, nei piani del Fato, nei disegni divini;

credo nelle coincidenze, nei messaggi in bottiglia, nelle occasioni da prendere al volo;

credo nelle parole in codice, credo nella Ruota della Fortuna, credo nei sentieri tracciati nel cielo;

credo nelle ancore di salvezza, credo nella sincronicità degli eventi, credo nei significati ultimi di qualunque azione.

Credo negli sms che mi arrivano improvvisamente dalla TIM:

"Hei tu, molla gli sfigati e diventa animatore Samarcanda! Ti aspetta un’estate da urlo in villaggi da sogno. Chiamaci!"

..

.

Hei tu.

Sono solo un po’ perplessa: meglio un’estate da urlo in villaggi da sogno o un’estate da sogno in villaggi da urlo?

Perché sennò aspetto il prossimo sms.

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categoria dello spirito:speculazioni
lunedì, 19 marzo 2007

Spicca ultimamente in televisione e sibila fastidiosamente nel mio cevello il fantasmagorico spot delle nuove zuppe colorate That’s Amore Findus – quelle con un losco e subdolo coniglio bianco che grida ad una sprovveduta donzella:

- Cerca i colori, Alice. I colori sono magiciiiiiiiiiiii!

No, caro il mio bianconiglio maniaco sessuale, i colori sono tossiciiiiiiii.

Una pausa pranzo a caso della scorsa settimana - mi dirigo verso lo stanzino delle provviste e trovo una P.R. fissare con sguardo bovino il microonde.

- Che mangi di buono?

- Sto scaldando una zuppa That’s Amore.

- Figo.

E passiamo dieci minuti, così, di fronte al forno microonde, scrutando ipnotizzate una scodella con all’interno degli agghiaccianti dadoni color arancio Chernobyl.

Che sembrano non avere intenzione di scongelarsi.

Intanto, dietro di noi si crea la fila.

- Che mangi di buono?

- Sto scaldando una zuppa nuova That’s Amore.

- Figo.

Curiosità ed impazienza per il risultato della cottura, chiacchiere su ricette della nonna e diete a zona, proclami di supremazia dello spezzatino untuoso rispetto alle solite zuppette fighette da single.

E si passano altri cinque minuti così, ad osservare i dadoni che iniziano a liquefarsi in una strana strana sostanza collosa, mentre lanciano sinistri bagliori fosforescenti.

..

.

Ci sono voluti quattro tirate di catena del cesso per sbarazzarsi definitivamente dell’allegra e appiccicosa zuppa colorata Findus.

E per questa nuova settimana la P.R. mi ha promesso che porterà quella color rosso emoglobina.
Mai stata così contenta che sia già lunedì.
 

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categoria dello spirito:il lavoro rende liberi, provato per voi
venerdì, 16 marzo 2007

Chi trova un amico, trova un tesoro.

Amici del cuore.

Make it last forever / friendship never ends.

Amicizie di vecchia data.

...

- No, dai, facciamo così. Mi attivo con tutti gli altri impegni e appena ho un buco libero che non so come riempire, ci vediamo. Ti tengo aggiornata, ok?

Mi tieni aggiornata, ok
Me, la tua agenda e il tuo commercialista.

...

..

.

Ecco, per come la vedo lucidamente io,  penso che, appena farà un po’ più caldo mi stamperò una bella t-shirt con questa cover vintage:

E andrò a sputare sulle loro tombe.

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categoria dello spirito:speculazioni, voglio la sua testa
mercoledì, 14 marzo 2007

A volte mi sveglio grondante di sudore nel cuore della notte e penso allarmata:


- Oh accidenti, sul blog ho in ballo quattro catene che non ho ancora cagato!


Sono giunta alal conclusione che, per liberarmi da questo senso costante di persecuzione, la cosa migliore sarebbe iniziare a rispondere a qualcuna.

Quindi, mi cimento con quella propostami simpaticamente da Leetah e mi accingo ad elencare le cinque frasi più ricorrenti sulla mia boccuccia di rosa.

...


- Sì. No. Anzi. No, no. Sì, dai.


Eterna indecisa? Svogliata intepretazione di un orgasmo?
No, soltanto ignobile cazzara.

E’ solo che, quando la gente parla, spesso e volentieri, la mia testa galleggia distratta per altri lidi e allora, appena sento un tono interrogativo nella voce che si sta rivolgendo a me, mi parte di default una patetica escalation di monosillabi, nella speranza di azzeccare prima o poi la riposta giusta.


- Vuoi formaggio?

- Hai finito quel lavoro?
- Mi ami?


Sì. No. Anzi. No, no. Sì, dai.

Solo una è la riposta che penso per davvero, ma nessuno capirà mai quale.
Probabilmente nemmeno io.

 

 

- Non prima di quattro mesi, ma non oltre i nove.

 

Questa va forte quando leggo i tarocchi.
E’ perché ho scoperto che alla gente non basta un riferimento temporale vago come tra non  molto  e simili.
E quindi mi sono creata questo mantra rassicurante che permette a tutti di segnarsi sul calendario un periodo di tempo piuttosto mirato ed aspettarlo con fiducia.

 

Perché si vive meglio se si hanno chiare in mente delle date precise.
Che siano vere o meno è un fattore del tutto secondario.


 

- Oh, scusa, è che avevo il cellulare da un’altra parte e non ho visto la tua chiamata.

 

Col cacchio.
L’ho vista eccome, brutto rompicoglioni.

 

 

- Ora sposto di uno zic.

 

Lo zic è l’unità di misura per eccellenza del grafico precisino.
Difficile da spiegare a parole cosa sia uno zic, in quanto esso non può venire quantificato attraverso i canonici millimetri e qualsiasi altro termine di misurazione usato da voialtri esseri approssimativi.

Lo zic è la quintessenza della pedanteria, l’anelito alla massima perfezione, uno stato mentale, un  nuovo modo di vivere e di interpretare la realtà.

Intrigante, no?
Se volete, ve la presto così vi potete fare un giro e poi mi sapete dire.



- Zac.

No, non vi sto prendendo per il culo.
Oltre a zic io dico spesso zac.

Simpatica onomatopea del taglio netto e preciso, la cui testimonial onoraria è sicuramente Lorena Bobbit, esprime la mia soddisfazione quando termino di compiere qualsiasi azione.

Per esempio, ora posso dire con soddisfazione:

- Ho concluso questa catena. Zac. Ora ne ho solo altre tre in sospeso. Zac.



Ah, comunque sono magnanima e questa catena non la passo a nessuno, ma costringo tutti voi a scrivere nei commenti la vostra frase più ricorrente.
Zac, zac, zac.

 
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categoria dello spirito:me myself and i
martedì, 13 marzo 2007

- Quali sono gli strati dell’atmosfera?

- Ehm.. troposfera, ehm.. ehm-ehm-sfera.. aehm.. alcune altre sfere.. ah, ho già detto latopospera?

- Parlami delle piogge acide.

- Ehm.. che sono delle piogge che.. uhm.. avevano rovinato la natura. Perché sono acide.

- Come si formano le precipitazioni?

- Oh, ma perché? Dovevo studiare anche questo qui? Non mi pareva importante.

..

.

Crescere significa evolvere, maturare, cambiare punti di vista ed opinioni.
Crescere significa dire e fare cose che hai giurato non avresti mai e poi mai detto e fatto.

Crescere significa provare la lezione di Scienze della Terra alla tua pupilla di ripetizioni ed esclamare con aria superba, scuotendo la testa con gravità alla fine di un’interrogazione penosa, la frase primigenia di tutte le frustrazioni scolastico-adolescenziali:

- Mi spiace dirtelo. Ma non ci siamo proprio.

La Barbara di dieci anni fa mi odierebbe come odiava la sua prof quando glielo rinfacciava.
Ma la Barbara di oggi capisce finalmente che il potere logora chi non ce l’ha.

Poi comunque è finito tutto a tarallucci e vino con lei che mi ha ubriacato di parole esponendomi una lunga nonché approfondita osservazione sulle differenze sostanziali tra esposizione scritta e rappresentazione filmica.

Oggetto in questione - nella fattispecie: Ho voglia di te.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:55 | Permalink | commenti (45)
categoria dello spirito:me myself and i, voglio la sua testa
lunedì, 12 marzo 2007

Non riesco a comprendere la logica perversa di quella gente che, per il semplice fatto di conoscere due persone aventi caratteristiche simili, insiste nell’accopiarle insieme con mezzi degni di una ruffiana assatanata, manco fossero gli ultimi due panda sulla faccia del pianeta.

Tipo stasera, l’amica di amici di una mia amica:

Oh, ma tu abiti nello stesso paese di Corrado! Allora dovete mettervi assolutamente insieme! E poi lui è troooooppo sweet!

E tu non hai nemmeno il tempo di chiedere che minchia significa essere troppo sweet che ti ritrovi con il cellulare in mano, il numero già composto e una voce che ti risponde dall’altro capo:

Pronto?

E così non puoi fare altro che coprire un po’ l’odore della grande figura di merda che ti stanno facendo fare, tentando un approccio amichevole:

- Ehm.. ciao! Sono Barbara! Paola mi ha detto che siamo concittadini, eh?

- Già. Magari ci siamo pure beccati per caso da qualche parte.

- Beh, se studi o lavori, allora sicuramente ci saremo visti in stazione chissà quante volte!

- Oh, non penso. Io vado alla Bocconi in BMW.



..

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Eutanasia di un amore troppo sweet.
Rapida, veloce, indolore.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 02:07 | Permalink | commenti (51)
categoria dello spirito:amore e altre sciagure cosmiche
venerdì, 09 marzo 2007
Di sicuro è un problema tutto e solo mio, ma ci sono rimasta male.
 
Insomma, esistono degli oggetti che tu hai sempre creduto non seguire le normali leggi di produzione industriale, generati ma non creati, caduti per miracolo dal cielo.

Oggetti dal sapore mitologico sui quali non ti poni nemmeno la domanda "Da dove vengono?" perché pensi che esistano da sempre, come le piramidi in Egitto, Babbo Natale o Giulio Andreotti.

Corpi visibili, ma in un certo qual modo ologrammi eterei ed impalpabili appartenenti ad un altra dimensione, incorruttibile ed aliena alle nostre povere logiche mortali.
 
E poi invece ti crolla un mondo quando scopri questo:

 
Un sito pulito, curato, esauriente.
Abbacinante nella sua calma ed ordinata assurdità.

Stampi per ostie.
Da piccola avevo un kit per fare pasta e pizza con il Didò che era identico.

Secchiello acciaio inox 11x13 cm.
Dov'è Mastrota in questi casi, quando serve?
 
Zaino a spalla in pelle completo per celebrazioni.
Gli acchiappafantasmi, sono arrivati gli acchiappafantasmi.

Pugnale argento Addolorata.
Santa Faustina in Vetroresina.
Prossimamente: la Madonna Bionica.

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Ma chissà dove tengono la sezione fetish con tutti i cilici?
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:35 | Permalink | commenti (45)
categoria dello spirito:speculazioni, merceologia daccatto
giovedì, 08 marzo 2007
Sul luogo di lavoro, esistono regole da tenere bene a mente e rispettare per poter sopravvivere. Ecco le ultime tre che ho scoperto:

Caffeinomani: se li individui, li eviti.


I tre peggiori esponenti della Setta degli Adoratori della Macchinetta del Caffé sono i seguenti:

- quello così stordito che ha perso completamente la cognizione causale/temporale.
Sbaglia clamorosamente tutti i tempi e ti chiede con tono monocorde se vuoi del caffé nei momenti meno opportuni.

Mi sono sentita rivolgere la fatidica domanda mentre mi sparavo un'insalatona di tonno e fagioli messicani o appena dopo che mi ero lamentata di avere un terribile mal di stomaco.

O molto più semplicemente mentre ne stavo già sorseggiando uno.

- quello spilorcio ma paraculo che attende astutamente che tu finisca l'ultima goccia di caffé nel bicchierino per chiederti poi subitaneamente:
 
- Mi prendo un caffé. Ne vuoi uno anche tu?
 
- No grazie, l'ho appena finito.

- Oh, scusa, non me n'ero accorto, sennò te lo chiedevo prima. Dai, la prossima volta.

Che sistematicamente arriverà sempre un attimo dopo di quando ne avrai bisogno.

-
quello fanatico della macchinetta in quanto oggetto che produce caffé.
Non si capacita di come possa uscire del caffé da un parallelepipedo di ferro e plastica ed, entusiasta, rinnova ogni giorno una piccola liturgia in onore di tale glorioso mistero.

Perché, per chiederti se vuoi un caffé, lui deve per forza mettere in scena una pantomima lunghissima e assurda venata di anticaglie linguistiche a cui tu sei obbligato a partecipare:
 
- Vuoi tu una bevanda calda al gusto di caffé?
 
- Grazie, voglio io tale bevanda.

- Quale quantitativo di saccarosio desideri?
 
- Una quantità media che si attesta circa alla seconda tacca dell'ingranaggio distributore.

Chissà quanti caffé berrei in più nello stesso lasso di tempo se la conversazione si esaurisse in un semplice:
 
- Caffé?

- Du' palle, grazie.
 
...

Biglietti da visita: la qualifica giusta per la persona giusta.
 
Io sono quella che fa i biglietti da visita.
Colei da cui dipendono le pubbliche relazioni di moltissime p.r. ed account.

La fessa che li produce per tutti ma non ha il diritto di averne uno proprio.
Del resto non mi lamento.

Diffido con simpatia dai cialtroni che si sfilano un biglietto da visita dal portafoglio e te lo danno.
Molto meglio incidere un numero di cellulare sulla pelle viva della mano con la biro o scriverlo direttamente sullo specchio con il rossetto.

Comunque mi trovo in questa posizione privilegiata di detenere il potere pur essendo subalterna.
Basterebbe qualche battito in più sulla tastiera, una svista qua, un'aggiunta là e
rovinerei con poco sforzo la reputazione già scarsina delle mie colleghe.

Francesca G.
Creatrice di documenti Word da 162 MB che poi non si aprono.
 
Maria S.
Venditrice di fumo e merda.

Sabrina D.
Battona.

Il problema maggiore nella vita delle P.R. è trovare delle qualifiche adatte ad un lavoro che di per sé di qualifiche vere e proprie ne ha poche.
Di solito più pompose e altisonanti sono, più la persona in questione non fa un cazzo e soprattutto non sa un cazzo.
 
Penso che ormai loro stesse vadano alla cieca, traendo spunto da quel fantastico feticcio figlio del nostro tempo che altri non è se non il Generatore Random di Qualifiche Stronze.
 
 
...

Relazioni tra colleghi: mai puntare ai più sfigati.
 
Ieri - all'ennesima pausetta delle 11 dell'informatico Marilyn Manson biondo - non ho resistito e mi è scappato un ambiguo:

- Ma che bel cornetto che hai!
 
Imbarazzo visibile, poi capisce: il cornetto Bauli che sta addentando - ovviamente.
E poi è venuto fuori che magari domani ne porta uno anche per me.

Chiederà a sua madre di metterglielo nello zainetto.


...

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sup-postato da: Barbara23 alle ore 03:13 | Permalink | commenti (43)
categoria dello spirito:
mercoledì, 07 marzo 2007

Hai un marito ridicolo.

Una migliore amica di nome Paris Hilton.
Che ti ha fatto scordare a cosa servono le mutande.

Due marmocchi dai nomi assurdi da tirare su.
Hai pure un tetto sotto cui rifugiarti, un conto in banca da capogiro, un passato di successi e un futuro dalle dignitose prospettive.

Eppure stai male.
Stato mentale alterato da alcool e anfetamine.
Un corpo sformato da gravidanze ed eccessi.

Fans armati di videofonino che non aspettano altro che vederti collassare in una pozza di vomito per avere un filmato da mettere su Youtube.

Ti rasi i capelli a zero e creano subito una bambola a tua immagine e somiglianza che finirà sugli scaffali di qualche nerd dalla masturbazione facile.

Entri ed esci da una clinica di disintossicazione con la porta girevole.
Proclami di essere l’Anticristo e vuoi impiccarti con delle lenzuola.

E secondo la Cnn che cosa mai ti potrà salvare?

Un concerto di star riunite in tuo onore promosso da Bono.
Utilissimo, certo.

Ti buttiamo tutto il nostro amore giù nel brutto-brutto-brutto pozzo dove sei cascata, povera Britney.
E già che ci siamo, cogliamo l'occasione per promuovere il nostro ultimo singolo in uscita.

Se si verificasse davvero questa eventualità mi auguro che Britney salga sul palco e roteando gli occhi  stacchi la testa a morsi a tutti manco fosse un Ozzy Osbourne ringalluzzito alle prese con un pipistrello.

A cominciare da quel sopravvalutato di Bono.
Se Anticristo deve essere, che Anticristo sia fino in fondo.

...

Ma non ho proprio idea di che ne sarà di Britney Spears.
So solo che nel bene e nel male è stata un'inevitabile sottofondo della mia adolescenza.

Inevitabile come il morbillo, la diarrea dopo una giornata con il culo sul marmo e un terzo seguito di Notte prima degli esami.

Io non la potevo soffrire, ma mi sorprendevo nel vedermi canticchiare le sue canzoni.
Dicevo che era un’artista da quattro soldi, ma imparavo magicamente ogni sua coreografia.
Mi auguravo per lei capelli a doppie punte, alito fognato, un fidanzato rospo e tutta la sfiga possibile e immaginabile, ma ora non gioisco.

E non ho davvero idea di che ne sarà di lei.
Magari è tutta una finta, un lancio pubblicitario in grande stile per una nuova svolta dark ideato da qualche uomo marketing perverso.

Oppure è tutto vero e andrà a finire in gloria.
Con gente che tra qualche anno sarà pronta a giurare che Britney non è morta ma vive in un'isoletta sperduta nei Mari del Sud insieme ad Hitler, Jim Morrison, Elvis e John Lennon.

Ma per ora c'è solo la Cnn e la grande ideona del concerto organizzato da Bono.

Lasciarla stare, ecco quello che potrebbero fare.
Lasciarla libera di uccidersi o libera di salvarsi – poco importa.
Ma libera.

...

E accanirsi un po' di più su quella furbetta di Paris Hilton.
Chissà come si intonerebbe bene il suo occhietto strabico con una bella rasata di testa.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:27 | Permalink | commenti (54)
categoria dello spirito:musik, voglio la sua testa
lunedì, 05 marzo 2007

Otto meno un quarto circa, il gregge di pendolari stancamente si dispone sulla banchina della stazione aspettando il treno merci che lo deporti in qualche ufficio laggiù, nella metropoli.

Morale logoro come una gomma da masticare, trance da iPod nelle orecchie, sguardo opaco, pensieri pesanti, parole biascicate.
 
- Come va?
 
- Cazzo vuoi che vada? Da lunedì mattina.

...

All'improvviso, lo spirito dionisiaco balza tra le erbacce e i bulloni marci del binario sottoforma di due gatti randagi.
Che copulano selvaggiamente.
 
Un modo sobrio e misurato con cui la natura ci dice:
"Ué, ragazzi, sta arrivando la primavera."

Il gregge pendolare fissa magneticamente i suoi grossi occhi bovini sugli agili movimenti ritmici dei felini.
Che vanno avanti, avanti, avanti - manco fossero sul set di un porno slovacco.

Gridano, stridono, se la godono alla grande.
Il gregge sbalordito ridacchia, tossicchia, ma fissa.

A detta di qualcuno fra i presenti, lei forse finge, 
ma in ogni caso lui è uno stallone da monta notevole.
 
Un modo delicato e pieno di tatto con cui la natura ci dice:
"Siete solo un branco di coglioni. Andate, andate a lavorare. Intanto noi qui si scopa."
 
...

Poi, da lontano, un tremore sotto i piedi, una sagoma coi fanali, un fischio: il treno che arriva.
Il gregge  si risveglia dall'ipnosi, bruscamente.

Un modo carino e cortese con cui le Ferrovie dello Stato ci dicono:
"Il treno arriva sempre in ritardo, ma stamattina - visto che sembra che vi stiate divertendo - ve lo facciamo arrivare in anticipo."

I gatti si staccano e scompaiono dietro la staccionata, forse per una sigaretta.

Atmosfera satura.
Il gregge ridacchia, tossicchia, respira.

Saliamo sul treno, tutti con una strana luce negli occhi.

...

..

.

Penso che stamattina abbiamo sfiorato l'orgia collettiva in vagone per un pelo.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:32 | Permalink | commenti (40)
categoria dello spirito:speculazioni, binario morto
domenica, 04 marzo 2007
Buddha.
Non c'è niente di costante, tranne il cambiamento.

Confucio.
Quel che non desideri per te, non farlo agli altri.
 
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