domenica, 29 aprile 2007

Che siamo tutti di passaggio.

Dunque, compagni e lavoratori, mentre il mese giunge al suo declino, strigiamoci a coorte e apprestiamoci a volgere lo sguardo verso la volta celeste di Maggio, aspettando con trepidazione il suo responso.
Tenendo ben presente che, qualunque disgrazia possa accadere, alla fine la giustizia trionferà.

Perché quando leggo che  Drew Barrymore è stata eletta da People la donna più bella dell’anno, allora sento nel mio cuore che c'è davvero speranza per tutti.

La rivincita delle bruttine disfunzionali.
Urrah.

...

Comunque, sull'ipotetica copertina del People Zodiacale di questo mese non ci può che essere un trionfante Leone con i suoi belli capelli, la lampadatura d'ordinanza, la catenona sul petto villoso e il dentino d’oro che sbrilluccica vezzoso.

Mentre nella sezione necrologi sicuramente passa a miglior vita il Sagittario.
Per tutti gli altri segni, pagine interne divise equamente tra cronaca nera, economia, gossip e sport.

Ma andiamo con ordine:

ARIETE
Continua dal mese l’ondata di impegni che ti trascina in un maggio frivolissimo e mondano. E a qualcuno tutto ciò darà fastidio. Un/a fidanzato/a gelosissimo/a, una vecchia madre bisognosa di attenzioni, il tuo cane che è da venti giorni che non lo porti giù  pisciare. Comunque tu goditi il momento: verrà poi il tempo per concentrarsi sulle cose importanti.
Tutti mi chiedono / tutti mi vogliono / sono il factotum della città.

TORO
Piedi ben piantati a terra, il nostro Toro: non c’è giorno che pensi a come migliorare la sua situazione economica. Stranamente per questo mese la parola d’ordine non sarà “usura” ma “sconfinare”. Come un’emoziontissima debuttante al ballo, farai conoscenza di un nuovo proficuo ambiente in cui parcheggiare le tue zampone e aspettare di battere cassa.
Pallino per gli affari e palle d’acciaio.

GEMELLI
E’ da un po’ di tempo che hai lo stesso sguardo interdetto di una mucca che guarda i treni passare. E’ chiaro che aspetti qualcosa, non ti è altrettanto chiaro se ciò che aspetti arriverà. Da qui la paralisi. Tu inizia ad abbandonare i verdi pascoli ed a impegnarti un po’ di più: delle notizie potrebbero arrivare da lontano e aprirti nuove prospettive sul lavoro.
E’ primavera / svegliatevi bambine.

CANCRO
Dopo mesi infuocati, dal 12 i sentimenti prevarranno sulla passione, l’affetto sulla lussuria. E tu tirerai un sospiro di sollievo. Perché – diciamocelo sinceramente: il tuo cuore di pelouche da strapazzare non ce la faceva più a reggere la recita del grande seduttore. 
Torna a casa, Zerbino.

LEONE
Inizia la Dolce Vita. Il primo di molti mesi leggeri da gustarsi con allegria e spensieratezza. A cominciare dall’amore, che ti concederà il lusso di scegliere tra diverse opzioni di partership. E poi: dinamismo e voglia di fare e una clamorosa botta di culo sul lavoro completa il quadro fastidiosamente idilliaco. 
Ma che cosa volete di più di tutto questo? Il sangue?!

VERGINE
C’è ancora più di un’estate di mezzo prima che arrivi l’algido Saturno a salvarti dalle tue paranoie. Quindi, per adesso tocca cucciarsi un altro bel mese di pochi alti e molti bassi. Solo tre parole: dolcezza, comprensione e soprattutto umiltà. Capirai tu per che cosa ti serviranno.
La lunga ventosa strada verso Settembre.

BILANCIA
C’è poco da fare, Marte è un osso duro: pensa che dal 15 riuscirà a far impazzire pure una personcina di norma così equilibrata a diplomatica come sei. Molto insoddisfatto a livello emotivo, incapperai in violenti scontri verbali e tenderai a sentirti perseguitato da tutto e tutti.
Non per niente Berlusconi è Bilancia.

SCORPIONE
Un cuore inquieto ed agitato come una palude zeppa di animaletti schifosi e striscianti: il problema è che quando tu ti senti attirato da qualcuno, ritieni semre che sia giusto rischiare. Anche se sei già felicemente in coppia. Segui il tuo istinto, ma con prudenza, soprattutto per non incorrere nelle ire del cornificato. E poi anche perché questa è più stagione di fuochi di paglia che di fiamme eterne. Non piagere salame dai capelli verderame / è solo un gioco / e non un fuoco.

SAGITTARIO
Non sempre può brillare il sole, a volte piove pure merda. Nubi passeggere – sia chiaro – ma abbastanza fastidiose per buttare giù di morale un entusiasta ciclotimico come te. Accontentati di vivere giorno per giorno senza impegnrti in progetti prematuri e dotati di un ombrello.
E anche uno scovolino per il cesso potrebbe tornarti utile.

CAPRICORNO
Accorgendoti probabilmente di essere stato nell’ultimo periodo troppo cordiale e amichevole, ti richiuderai nel tuo status classico da orso bruno brontolone. In effetti, ti sentirai deluso da qualcuno e contrarrai dei diverbi non da poco. In ogni caso, poche storie: la reazione è fuoriluogo e il torto marcio è tutto tuo.
Dice il saggio: gli orsi che sconfinano / danno l’ordine di abbatterli.

ACQUARIO
Di solito riesci a fare fessa moltissima gente, ma sono proprio curiosa di sapere che racconterai stavolta ai tuoi familiari. Alcuni contrasti in arrivo – a causa di qualche tuo comportamente poco condiviso. Cambia tattica di gioco e ti lasceranno in pace. E dal 15 in poi aspettati il prezioso aiuto di qualcuno più piccolo di te. Ti porterà fortuna.
Più piccolo di te nel senso di più giovane, non nel senso di David Gnomo.

PESCI
Dategli qualcuno da amare, a questo piccolo pesciolino, è l’unica cosa che chiede. Perché c’è poco da fare: la tua disponibilità di prenderti cura di qualcuno è marchiata a fuoco nel tuo DNA. A volte è solo masochismo, ma questo mese riuscirai trovare il giusto mix di sentimenti per passare un periodo magggico con tre “g”. E potrebbero esserci pure dei marmocchi in arrivo.
Occhi da triglia e prolificità da anguilla dei Sargassi.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 18:55 | Permalink | commenti (91)
categoria dello spirito:horror-scopo
venerdì, 27 aprile 2007

Il Corriere della Sera presenta i Corti di Carta.

Susanna Tamaro, Dacia Maraini, Fabio Volo, Isabella Bossi Fedrigotti, Federico Moccia, Walter Veltroni, Valerio Manfredi, Giorgio Faletti.
 
Scopri il piacere di leggere meno spesso.
 
Una collana tascabile e compatta fatta di racconti inediti  che, grazie alla curata veste editoriale, all’estrema maneggevolezza e alla brevità di ogni volume che la compone, offre un imperdibile spaccato della moderna letteratura italiana, perfetto tanto per i divoratori di libri che per coloro che hanno poco tempo per leggere.
 
 
..
 
.
 
Quindi, recapitolando: se ho poco tempo per leggere, allora devo leggere una cosa corta?
Oppure devo leggere poco?
Ma in ogni caso è sicuro che il medico mi ha prescritto che devo leggere per forza?

Perché tenere un libro in mano mi aprirà la mente e mi farà sentire meno deficiente?
Cos'è? Una medicina?
 
E se divoro un libro tutto d'un fiato, allora poi per quanto tempo verrò esentato dalla rottura di coglioni di aprirne un altro per far vedere a tutti che sono una persona veramente colta ed intelligente?

Dura la vita dei forzati della lettura.
 
...

Io questa storia del leggere ad ogni costo non l'ho mai capita.
Certo, siamo il paese europeo in cui si legge di meno, ma sfogliare un racconto di Veltroni non ci renderà tutti automaticamente dei geni.
 
Non so, ma io sono sempre stata abbastanza scettica sul reale potere dei libri - a volte mi sembrano solo dei mediocri status symbol al pari di un'automobile, di un paio di scarpe, di un ristorante giapponese.

Se sono poi quelli che mette in vendita il Corriere della Sera - figuriamoci.
 
...
 
Ah, ma poi Fabio Volo è un bravo scrittore?
Beh, dice che prende appunti sui Moleskine e da quando Mtv lo ha mandato a Parigi a fare Italo-Francese ne ha già riempiti tre.

Bravissimo, allora.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:32 | Permalink | commenti (71)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, angolo della coltura
mercoledì, 25 aprile 2007

Ormai non sei nessuno se non hai una Seconda Vita.
Perché tutta la gente più cool del pianeta bazzica su Second Life.

Le nuove leve della creatività, uomini d'affari, trendsetters, vips, politici, il gotha dell’intellighenzia, la gente che conta.
Pure Tonino Di Pietro si è creato un quartiere generale su Second Life – figurati un po’ se non lo posso fare anch'io.
 
...

Mi metto d’impegno per crearmi un bel personaggio.

L’avatar è tutto.

Il mio biglietto da visita fisico, il modo in cui gli altri mi vedono, la prima impressione: è questo che conta su Second Life.

Devo scegliermi un aspetto gradevole e invitante.

Solo così inizierò a fare cose, a incontrare gente, a guadagnare soldi – che poi gli articoli su Second Life si sprecano, ma mica ho ancora capito che minchia ci si fa effettivamente lì sopra.
Ma l’avatar è tutto.

La mia pazienza dura due minuti circa, poi schiaccio dei pulsanti a caso ed entro nel gioco.

...

Landa desolata, spazio metafisico, mestizia assoluta.
Al confronto i quadri di De Chirico sono delle strips comiche.

L’antidiluviana scheda grafica del computer che sto usando
non mi permette di vedermi la testa.
Sullo schermo c'è un essere con una camicia da surfista, una coda di volpe tra le gambe e la testa mozza che incede incerto.
Sono io.
L’avatar è tutto.

Poi: un’anima viva.
Ha una camicia nera aderente aperta sul petto, fisico palestrato-asciutto.
Potrebbe essere benissimo l’avatar di Stefano di Dolce&Gabbana se riuscissi a vedergli la testa.
Ma ho la scheda grafica del ‘15/’18– non ce lo dimentichiamo.

Il suo nick è Boa.
E’ chiaramente Stefano Gabbana – non ho più alcun dubbio.

Mi butto e attacco bottone.
 
- Hi.

- Hi.

-  Sorry, but can you see my head? Cuz I can't see it. 

Come rompo il ghiaccio io, non lo rompe nessuno.
 
- Yes, I see it. It's strange.  Ok, now I have to go. Bye.
 
E se ne vola via.
Se ne vola via – rendiamoci conto - manco fossi un appestato.
Lasciandomi con l’angoscioso interrogativo su che aspetto abbia la mia testa.
Forse è quella di Di Pietro.
 
Ritorno solo come un cioccolataio in mezzo alla landa desolata.
Ma dove sono le cose che ho sempre letto venire magnificate?
Dove sono le città, i grattacieli, i negozi, le isole, il casting per il nuovo video di Irene Grandi, la base operativa di Hillary Clinton, i bordelli?
Dov’è la bandiera de L’Italia dei Valori?
 
All’improvviso intravedo all’orizzonte un gruppetto di persone.
Sembrano tutti bellissimi, simpatici, brillanti, divertenti.
Tipo i Ragazzi della Compagnia delle Indie.
E hanno la testa.
 
Sento che voglio fare amicizia con loro.
Nel mio cuore c’è tanta buona volontà e l’intensa voglia di venire accettata nel loro gruppo dove probabilmente parleranno di cose interessantissime e faranno cose fighissime.
 
Mi avvicino a loro.
E loro si allontanano.
Io mi avvicino.
Loro sempre più lontani.
Mi sforzo ma non li riesco a raggiungere.
E i ragazzi delle Indie scompaiono.
 
Sono tutti andati ad una festa – lo so – una fantastica festa alla quale non sono stata invitata.
Sento che voglio suicidarmi, ma non c’è neppure un albero per impiccarmi.
La solitudine.
Tonino. Dove sei Tonino?
 
...

Sopra di me – all’improvviso - sfreccia l’ineffabile Boa.
 
- Hey, Boa! Where do you go? Can I follow you?
 
Non mi caga manco di striscio.
Spero che cresca anche a lui una coda da volpe tra le chiappe e poi verrà a dirmi come ci si sente.
 
Landa desolata, spazio metafisico, mestizia assoluta.
Benvenuti su Second Life – il must-have del momento.

Esco.
Lo disinstallo con assoluto piacere.
E spengo il computer.
 
 
..
 
.
 
Con questo atteggiamento non sarò mai una persona cool.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:37 | Permalink | commenti (41)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, provato per voi
martedì, 24 aprile 2007

Premettendo che l’accoppiamento delle parole “Inter” e “scudetto” è solo frutto di allucinazione collettiva dovuta probabilmente al caldo di questi giorni, parliamo di calcio.

O meglio, di un calciatore.
Oliver Kahn, portiere del Bayern di Monaco ed ex-primo portiere della nazionale tedesca.

Muso da bucefalo, grande beone, uomo degli eccessi, genio e sregolatezza.
Oliviero Cane, l’uomo che con un rutto ti ossigena i capelli.
Oliviero Cane, l’uomo con le sue manone ignifughe ti inforna le pizze.
Oliviero Cane, l’uomo che, tutto il mondo nel 2002 per la finale Germania-Brasile tifava Brasile, ma io tifavo Oliviero Cane.

Il mio sogno sarebbe una partita di calcio Resto del Mondo V.S. Oliver Kahn.
Non so se il nostro - a 37 anni sul groppone - riuscirebbe ancora parare qualche tiro, ma di certo opterebbe per uno svolgimento teutonicamente più pratico incedendo a testa bassa e buttando giù tutti come bottiglie vuote di birra.


La vita privata di Oliviero Cane è molto bella: violento, manesco, già padre di una figlia, lascia la moglie incinta per una veejay di Mtv conosciuta in discoteca.

E immaginare Oliviero che si dimena in discoteca, dà una clavata alla veejay e la fa sua nella piazzola sul retro è già di per sé un esercizio mentale adorabile.

Ma è succosa notizia recente il repentino abbandono della veejay conosciuta in discoteca - con cui, a sua volta, ha già avuto altre due figlie - per una ragazza conosciuta nella stessa discoteca.
Miss Tirolo.

Un titolo che ti suscita subito ilarità perché ti immagineresti una campagnola brufolosa con le trecce arrotolate alla Principessa Leila e la vocetta molesta della Hunziker e invece scopri che è una notevole fanciulla in fiore.

E allora capisci che Oliviero non fa le cazzate perché è cattivo, ma solo perché è un bestione lussurioso che va dove lo porta la sua terza gambona.

E non puoi che provare simpatia per lui perché possiede l’accortezza di un elefante in un negozio di cristalleria unita all'innocenza dei bambini di compiere ogni cosa alla luce del sole.


Io non mi lamento dei gossips che avvolgono i calciatori di casa nostra, vorrei solo più fantasia e coraggio.
Vorrei che fossero tutti dei pazzi scatenati come Oliver, che mandassero a puttane la propria vita con la stessa scriteriata ma allegra carica dionisiaca.

Vorrei che fossero apertamente chiassoni, ubriachi cronici e cialtroni patentati.
E invece sono tutti impantanati nell'aurea mediocritas di una serata all’Hollywood e di una velina bionda/mora, di un libro di barzellette scritto per beneficenza e di un’inchiesta della procura di Potenza.

Mai un coup de théâtre, un’alzata di capo decente, una stravaganza degna di questo nome, un carattere che spicchi sugli altri  – tutto sempre così leccato come il gel sui loro capelli, tutto sempre così patinato come la pelle abbronzatata dei proprietari dei locali che frequentano.

Oliviero è uno squinternato figlio del tuono e del rutto, loro sono degli stucchevoli figli di Lele Mora.

A volte si intravede qualche sprazzo: uno sconsiderato saluto fascista di Di Canio, una capocciata provocata da Materazzi in mondovisione.
Ma tutto viene immediatamente ammorbato in politica, sedato, negato, insabbiato.

E’ che nel calcio da un po’ di tempo mancano gli eroi: certo, ci sono buoni giocatori, ma ci vogliono anche delle figure carismatiche, nel bene e nel male.
Perché sta tutto qui il senso del gioco, dello spettacolo fine a se stesso che diverte, esalta, affascina irrazionalmente, catarticamente.


Vorrei dei George Best, vorrei dei Paul Gascoigne, vorrei degli Eric Cantona, vorrei dei Maradona.
E tutto quello che ho è Gattuso che racconta ai bambini
la favola della Fatina Lacrimona e della Fatina Ridarella.

Vorrei meno fighetti e più Olivieri in giro.
Perché a volte è solo questione di stile.
E il fatto che Oliviero non ne abbia nemmeno un briciolo è la sua salvezza.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:31 | Permalink | commenti (45)
categoria dello spirito:presto sul mio comodino
lunedì, 23 aprile 2007
Ma dove vuoi andare / ti amo
Ti annoi, va bene / balliamo
Sei bella / ti lasci guardare
Con te non c’è niente da fare
Nascosta nei lunghi capelli
Tu balli, ma i gesti son quelli
Bambina / Ti voglio / Ti sento
Ti muovi  / mi sfuggi / mi arrendo

...

Pupo stava pensando ad Ariane.
Non la poteva ancora conoscere, ma sì, lui stava pensando a lei quando cantava l’incipit della mai dimenticata Gelato al cioccolato.

Dopo Eloisa, la stronza saccente, sono lieta di presentarvi Ariane, la stronza incontentabile dai facili costumi.

Ariane non è solo un simpatico ed istruttivo simulatore di appuntamenti per adolescenti in cerca di emozioni forti.

Ariane è un trattato di psico-patolologia femminile.
Scritto da un nerd pippaiolo con una fantasia noiosamente incamerata
nei soliti tre o quattro stereotipi di arrapamento maschile.
Ma sempre di un trattato si tratta.
 

La quintessenza femminile raccontata in poche e semplici mosse di gioco:
- Annusare ma non toccare.
- Il mio regno per un complimento.
- Amo gli uomini intelligenti, però adesso scopami.
 
...

Perché Ariane al primo approccio non vuole che le diate un bacetto sulle labbre, ma se prima le leggete una poesia, allora lei lo accetterà estasiata.
 
Perché Ariane si incazza se entrate in camera sua mentre si sta cambiando, ma se la affascinate indicandole dove si strova la costellazione del Triangolo, lei vi premierà con una sbirciatina alle sue tette.
 
Perché Ariane vi invita a nuotare nudi in piscina, ma non vuole che vi aggrappiate alle sue chiappe.
 
Perché Ariane è in perenne ostaggio dell’alcool: con quattro bicchieri inizia a spogliarsi, ma con cinque corre in bagno e il gioco è finito.
 
La sottile linea rossa tra una pomiciata e un pisciata da cavallo.
 
Perché Ariane vi esorta a conversare con lei e se la tira dicendo che è fortemente attratta dall’intelligenza e poi, al nightclub, scappa con il primo stallone da monta che incontra accusandovi di non prendere mai l’iniziativa.
 
Perché Ariane non ama posare nuda in mezzo alla strada mentre voi le scattate una foto, ma se le fate qualche complimento dicendole che sembra una vera modella, allora improvvisamente farà tutto ciò che avete sempre desiderato nei vostri sogni più bagnati.
 
 
Perché alla fine c’è solo bisogno di toccare le corde giuste.
E di ricordarsi che Ariane è un semplice cane di Pavlov con due belle bocce.
E che ad azione corrisponde sempre una reazione.
 
Puro e semplice determinismo comportamentale.
E mi chiedo quanto tutto ciò sia così distante dalla realtà.
 
 
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categoria dello spirito:provato per voi, amore e altre sciagure cosmiche
venerdì, 20 aprile 2007

E’ scoppiata la pokermania.
Italia Uno, ogni martedì, verso mezzanotte.

Torneo texano, dollari sonanti in palio.

Io le carte le uso per scopi divinatori.
Oppure al massimo oso spingermi al rubamazzo.
Quindi ammetto che non ci capisco molto di poker.

Ma questa sua versione televisiva è confezionata in maniera pacchiana, spettacolare, adrenalinica.
Americana.
La seguo.

C’è un ragazzino asiatico che tiene banco.
Ad occhio e croce assomiglia tremendamente al killer del campus in Virginia, ma un ridanciano Ciccio Valenti in telecronaca lo chiama Cucciolo Malefico e dice che è un mago del poker.

Se l’ho fatto è solo colpa vostra.
Odio ragazzi ricchi e dissoluti.

Pensieri in cui si inciampa.
Forse l’unica differenza è che non hai una pistola.
Forse l’unica differenza è che non sei in America.

Oh, my darling / oh, my darling / oh, my darling,  Columbine.

Poi c’è Temp.
Che cazzo di nome è Temp.

Siamo americani, amico.
Qui i nomi non significano un cazzo, amico.

Fa delle espressioni con il viso che mi fanno impazzire, Temp.
E’ nervoso, non riesce a bluffare.

Cowboy George è addolorato, ma ribadisce che tenere un arma sempre con sé è un sacrosanto diritto.

Ogni buon cristiano ama la sua pistola.
La lucida, si prende cura di lei, ci va a letto insieme.
Metti mai che dall’Atlantico arrivi il Re d’Inghilterra a rivendicare i diritti sulle colonie.

E' davvero molto nervoso, Temp.

Intermezzo.
Arrivano le cheerleaders.
Balletto coordinato: culi e banconote sventolati in aria.
That’s American dream, baby.

Il capezzolo c’è, ma non si può far vedere – ricordatelo Janet Jackson.
Hai fatto sesso. Non fare sesso.
L’astinenza è la migliore prevenzione.
Oppure tu succhi e io nego.


La visuale del mondo da sotto una scrivania
mette tutte le cose nella giusta prospettiva.

Turno di Bradley.
Cappellino da baseball in testa – pare uno Steven Spielberg rinciccionito.

Afrore di junkie food, di supermercati e prodotti ipertrofici, di bidoni di burro di arachidi.
Mi serve il latte, compramene una tanica.


Bradley è lento, perde subito.
A casa, le schiere di pagliacci di Ronald Mac Donald lo aspettano a braccia aperte.

Ultima manche – quella decisiva.
Cucciolo Malefico contro Temp.

Entrano gli Indiani con una danza propiziatoria.

L’acqua del fiume, l’erba della prateria, le nuvole del cielo.
Come puoi vendere delle cose che appartengono a tutti, uomo bianco?

Folkloristici, accessori, mettono sempre allegria un paio di pellerossa.
Politically correct.

Niente dura a lungo. Solo la terra e le montagne.
Seppellite il mio cuore a Wounded Knee.

Il ragazzo asiatico punta tutti i suoi dollari /punta la pistola.
Prende la mira. E spara.
Fa fuori Temp / fa fuori trentadue persone.

La freddezza è uguale.
La facilità pure.

Dopo tutto è un suo patriottico diritto.
The pursuit of happiness.

And the winner is.
Ringraziamo i padri pellegrini.
Uomini e donne di buona volontà.

Ma non deve essere un bel giorno quello del Ringraziamento se sei un tacchino.

..

.

Ammetto che non ci capisco molto di poker.
Come non capisco molto dell’America.

E poi che che cazzo di nome è Temp.

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categoria dello spirito:voglio la sua testa, televisione cattiva maestra
giovedì, 19 aprile 2007

 

E’ ritornato, come un cervo a primavera.
E’ ritornato il mio Uomo Playmobil.

Lunedì si è presentato sulla banchina della stazione con nonchalance, come se questi quattro estenuanti mesi di assenza fossero stati bruscolini.

Senza il giaccone invernale – gli agili fasci muscolari palpitanti che traspaiono dagli abiti leggeri - è ancora più chiara e cadenzata la sua andatura da ritmo anni Settanta.

E’ ufficiale: lui si dinoccola.
A volte svicola, ciondola, ancheggia.
Di certo non cammina.

Arrivato, ha creato subito un’interessante configurazione, posizionandosi immediatamente dietro a Tossicchio che a sua volta era posizionato, come al solito, dietro di me.

Praticamente avremmo potuto metterci le braccia gli uni sulle spalle degli altri e formare il trenino degli sfigati, ballando la conga fino a Milano, raccattando di stazione in stazione altri sfigati come noi.
Ciuf-ciuf.

Comunque, i sogni muoiono all’alba: appena l’entusiasmo iniziale per il ritorno dell’omino dinoccolato è scemato, ha preso sopravvento in me una sensazione di disagio.
Il tempo è stato inclemente con te, Uomo Playmobil.

La sua scodellona di capelli non esiste più e al suo posto capeggia un’incipiente stempiatura.
Mi chiedo come sia possibile un tracollo del genere in soli quattro mesi e ho come l’impressione che l’unica spiegazione plausibile sia che in inverno lui indossasse un toupé.

Quindi basta: sarà che era proprio la scodellona a provocarmi effetti erogeni, sarà che sono una volubile scostante del cazzo, fattostà che ormai l’Uomo Playmobil potrebbe tornare latitante per altri quattro mesi, per quanto mi riguarda.

E’ passato l’attimo fuggente.
Seguono tristi meditazioni sulla caducità della vita, la vacuità dei nostri desideri, le passioni che si accendono e che si spengono ad intermittenza, vanità delle vanità e tutto è vanità.

E’ sempre così, anche per le questioni importanti: simpatie per qualcuno, un hobby, un posto di lavoro - cose per cui hai dato l’anima fino ad un momento prima.
Arriva un punto in cui non me ne potrebbe più fregare di meno.
Serenamente.

Ditemi che capita anche a voi – vi prego.

La cosa positiva è che però trovo sempre un rimpiazzo su cui riversare di nuovo tutto il mio entusiasmo.
The next best thing da osservare in treno: il piccolo contenitore dei rifiuti dalla forma ovale che si trova sotto il finestrino.

Sono letteralmente rapita dalle vertiginose profondità che esso asconde al suo interno.
How deep is your love – come inneggiavano i Bee Gees.

L’altro giorno ci ho visto dentro una bottiglietta d’acqua non schiacciata, un giornaletto tutto appallottolato, un brick di succo di frutta, un sacchetto di patatine, un pacchetto di sigarette, lerciume vario ed eventuale.

E non mi capacitavo.
Tutto in così poco spazio: mistero.
Eccolo trovato il buco nero dei conti di Trenitalia.

Da qualche parte, sotto sotto, sono sicura che ci deve essere anche il toupé dell’Uomo Playmobil.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:26 | Permalink | commenti (34)
categoria dello spirito:speculazioni, binario morto
martedì, 17 aprile 2007

I film con il The davanti danno sempre un’idea di definizione, qualità, prestigio – quell’autorevolezza carismatica che solo un articolo determinativo può donare.

The Untouchables di Brian De Palma
The Big Lebowski dei fratelli Cohen. 
The rerum natura di Lucrezio.

Grossomodo.

Peccato che il recente The Illusionist – storia di magia ed intrighi agli inizi del Novecento - non sia altro che un The Prestige fiacco e imbolsito girato da un bradipo catalettico.

E poi la prossima volta che vedo una qualsiasi cosa costruita sulla logora convenzione del finale all’inizio e a seguire lunghissimo flashback, mi metto ad urlare – giuro.

Comunque, tra i protagonisti, spicca Jessica Biel, eletta pochi giorni fa la donna più sexy del mondo.

E quando arriva qualcuno a scalzare Scarlett Johansonn dal primo posto in classifica per me è sempre il benvenuto.

Aria nuova in cucina dove la patata è regina.

Comunque è commovente vedere come anni e anni di onorata carriera da figlia del Reverendo in Settimo Cielo, non abbiano stroncato definitivamente la voglia di vivere di Jessica che è ancora qui che lotta insieme a noi.

E poi ci si lamenta di papi e cardinali.
E’ il Reverendo di Settimo Cielo il Grande Burattinaio di tutte le Ingerenze.

Mascellone alla Ridge e moglie-coniglia.
Fumare è peccato, educare i figli come dei deficienti no.
Concezione bene/male tagliata con la scure.
Figliuolo, fai la scelta giusta.

Signore e Signori, pieghiamoci tutti al volere di The Reverendo.

Nel frattempo, a Topolinia, Scarlett, con i labbroni tumidi e l’occhio languido - la ventenne meno credibile nella storia delle ventenni meno credibili - per farci capire che, nonostante il secondo posto, lei è ancora sexyssima, rilascia dichiarazioni malandrine di chiarezza adamantina:

Credo che gli esseri umani non siano istintivamente monogami e io non sono una monogama convinta.
Contrariamente a quanto si pensa, non sono libertina.
E' un errore pensare che io sia sessualmente disponibile.
Ma ciò non esclude che io abbia una mentalità aperta riguardo al sesso.
E non dico neppure di essere una monogama convinta.

E subito dopo, per rendere il pensiero il più lucido e disteso possibile, precisa di non essere una ragazza promiscua.

Pitum-pitum-pà.

...

Scarlett, fermati un attimo, che mi sta venendo mal di testa.
Facciamo come The Reverendo, tagliamo la questione con l'accetta.


Perché promiscuo è un termine tanto problematico quanto suggestivo.
L’ultima volta che l’ho sentito ero alle elementari e studiavamo quei nomi che hanno una sola voce per il maschile e il femminile.

L'acciuga.
Il caribù.
La beccaccia.

E la maestra si raccomandava con apprensione di non includere anche Scarlett Johansonn - per l'amor del cielo.

Ma è anche vero che, sei hai l’aspetto da ragazza promiscua e ti comporti da ragazza promiscua, allora o sei una che sa recitare bene la parte o sei davvero una ragazza promiscua.
In ogni caso, sei Scarlett Johansonn.

E non ci vedo nessun male in tutto ciò – anzi.
Quindi, perché non dirlo, Scarlett.

Sempre che tu abbia capito davvero quello che hai dichiarato.
Pitum-pitum-pà.

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categoria dello spirito:voglio la sua testa, angolo della coltura
domenica, 15 aprile 2007

A volte la penitenza consiste nell’andare per ipermercati.
Quelli immensi, sterminati – reparti infiniti, luci accecanti da tavola operatoria.

Spazi che si estendono e sgomentano.
Angoscia.
Che non è tanto quella da film dell’orrore – un bell’urlo e via - ma piuttosto un sordo vuoto dell’anima.

...

L’uomo all’entrata che ti placca e ti sigilla nel cellophane i sacchetti delle compere effettuate prima in altri negozi.
Li fa scendere giù per un tubo, poi una specie di mannaia che trancia nel punto giusto.
Infine, un grosso adesivo che stride come gesso su lavagna passando tutto intorno al cellophane.

La mummificazione deve essere un procedimento più allegro.

Vuoto dell’anima.

Il reparto dei frigoriferi.
Quelli alti e grossi - le ghiacciaie piene di ripiani, ante, antine, sezioni.
Di solito non c’è mai nessuno da quelle parti – forse perché si sente un inspiegabile freddo.

Rimango solo io che cerco di comprendere questo ammasso che mi incombe sopra.
E ogni volta ho la netta sensazione che se aprissi lo sportello, mi cadrebbe addosso un cadavere congelato crivellato di colpi.

Vuoto dell’anima.

Il salame sotto grasso.
E’ un salame sottovuoto circondato da una cosa bianchiccia e molliccia.
Grasso – spero che sia grasso.

Il contadino ridente sull’etichetta mi assicura che è tutta roba buona.
Ma non posso fare a meno di pensare allo sperma di maiale nei lucidalabbra, a Fight Club e alla clinica delle liposuzioni.

Vomito dell’anima.

Così poi mi devo sfogare.
In qualche modo, per non impazzire.
Non riesco a rimanere passiva circondata da tutta quella merce plastificata, inscatolata, raggrumata.
Morta.

E quindi: le buste di cibo già pronto.
Le migliori sono quelle di fagioli borlotti già cotti al vapore.

Le palpo e sento i fagioloni teneri sotto le mie mani.
Ma è un gioco al buio: potrebbero essere pure vermi cresciuto a steroidi, per quanto ne so.

E poi inizio a schiacciare.
Spiaccico e riduco in poltiglia.
Distruggo il contenuto di una busta.
Ne distruggo un’altra.
Di solito arrivo fino a cinque.

E intanto penso che, se a rovinare il cibo si fa peccato, allora l’intero ipermercato un giorno o l’altro sprofonderà tra le fiamme dell’inferno.



..

.

Se la prossima volta, quando aprirete una busta di fagioli borlotti già pronti, troverete solo una melma marroncina splattata, non arrabbiatevi con me.

Ma pensate che sono solo una povera vittima da ipermercato.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:22 | Permalink | commenti (39)
categoria dello spirito:speculazioni, miti e feticci
giovedì, 12 aprile 2007

Nomina una persona senza problemi di grandezza.
Io di sicuro non alzo la mano per dire quanto sia felice di appararire così piccolo.
(Non che ci sia un problema con questo).


Non ho ben capito: è un problema o non è un problema?
Lanciamo il sasso e poi tiriamo indietro la mano?

...

Beh, ma in ogni caso che vi frega?
Tanto ormai ci sono i Wonderjocks.

Gli uomini desiderano esaltare la loro grandezza in ogni minimo aspetto, anche sotto i pantaloni. AussieBum ha così creato Wonderjock, un prodotto destinato al pubblico maschile. Questo nuovo capo consente agli uomini di trasformarsi in veri e propri superdotati, e di poter essere fieri delle nuove dimensioni acquisite.

...

..

.

Ah, quando si dice il potere dell'arte della retorica, di un buon testo persuasivo, di un'ipnotica intro animata.

Non possiedo roba con cui riempirli, ma, leggendo il comunicato stampa e navigando sul testosteronico sito, mi è come venuta una voglia irrefrenabile di indossare un paio di Wonderjocks.

...

Unico neo del sito:
Io continuo a cliccare sulla sezione Membrima mi sa che hanno dimenticato di inserire le foto.


sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:55 | Permalink | commenti (53)
categoria dello spirito:merceologia daccatto
mercoledì, 11 aprile 2007

Nella logica della comunicazione interna ad un ufficio, poter molestare con una mail inutile tutti i colleghi in un colpo solo, usando un unico semplice indirizzo universale è una tentazione forte.
Troppo forte da non essere continuamente abusata.

Molto in auge è anche la diretta conseguenza di tale scellerato gesto, cioè indirizzare a tutti la propria risposta personale alla mail universale.
Per esprimere di solito lunghi e pregnanti concetti che tutto il mondo vuole conoscere, quali:

Perfetto.
Vabene.
Vab.
Ok.
Sì.

Comunque, sino ad ora sono tre le tipologie di email comuni che mi hanno fatto sibilare con tutto il cuore gli insulti peggiori:

1. Le email di invito.
Quelle grondanti simpatia, tipo:

Ehi, ragazzi, oggi è il mio compleanno. Siete tutti desiderati in sala riunioni per brindare insieme!

Cazzo, ma invita tua sorella.
I festini d’ufficio sono i momenti che odio di più in assoluto.
Riunioni pseudo conviviali di rara tristezza, popolate da tartine di pannolenci che si ancorano nello stomaco per tutto il resto della giornata e spumante scadente.

Classica formazione a cerchio, tutti in piedi attorno al tavolo di vetro con le ditate di unto in superficie a guardarsi nelle palle degli occhi, fingendo disinvoltura e dissimulando gioia e partecipazione ad libitum.

E poi fastidioso, incombe sempre il problema delle braccia.
Te le senti pesanti come non mai, delle ingombranti propaggini che pendono inutilmente.
Non ho ancora capito come e dove posizionarle in queste occasioni.

Se le incroci sembra che tu stia sulla difensiva, se le fai scivolare morbide sui fianchi ti pare di essere un orango, se te le metti in tasca sei un cafone.

Forse una soluzione geniale potrebbe essere quella di metterle al collo di chi ha organizzato la festa e poi stringere forte.

...

2. Le email di richiesta d’aiuto.
Quelle bisunte di ruffianeria tipo:

Chi di voi è così gentile da darmi una mano con la stampante? C’è un piccolo problema.

Provare a rivolgersi alla base spaziale di Houston, no?

Comunque ovviamente – poiché tutti si guardano bene dal rispondere - dopo una decina di minuti l’insistente bisognosa viene di persona da me.

- Barbara, tu che sei una creativa.

Ecco, io che sono una creativa.
A parte il fatto che mi sembra sempre che il tono usato sia più di insulto che di opinabile constatazione.

A parte questo.
Di solito si inzia così e si finisce con me che cambio il toner della stampante.
Perché sennò quelle si sporcano le mani di inchiostro.

Io creativa, invece, l’inchiostro me lo ciuccio e godo come una matta a smerdarmi tutta – penseranno loro.

...

3. Le email foriere di belle notizie.
Quelle imprevedibili, un’allegra folata improvvisa di vento che scompagina i tuoi piani, muta il tuo umore, ti fa riflettere sull’effimerità di tutte le cose che popolano l’universo.

Di chi era il buonissimo Kinder Maxi King in frigorifero? Perché ora non c’è più.
Mi è venuto un attacco di fame e me lo sono mangiato.
Scusateeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!

..

.

Potevo ripondere.
Potevo rispondere in mille modi, anche usufruendo della legge del taglione.

Ma non l’ho fatto.

Perché sono una creativa e se ho fame posso sempre nutrirmi di inchiostro del toner.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:27 | Permalink | commenti (44)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi
martedì, 10 aprile 2007

- Va bene, Elisabetta, pure oggi hai fatto il tuo bel markettone, ora tira fuori il regalo vero.

- Flavio, è questo il regalo vero.

- Una lettera aperta su Chi di Alfonso Signorini?

- Sì, amore.

- Firmato “la tua topolina”?!

- Sì, tesoro.

Alfonso Signorini?!?

- Sì, caro. Bello vero?

- Ma vaffanculo.

Spero  - ma ho i miei dubbi  - che stamattina così si sia svolto il dialogo tra Briatore e la Gregoraci, la quale, non sapendo più cosa donare al suo spumeggiante partner per il compleanno, ha optato per l’orrida dichiarazione d’amore pubblica.

S
enza nemmeno darmi il tempo di cogitare un’opinione precisa, un banner pubblicitario, in loop a lato della notizia, ha espresso un sintetico ma ficcante giudizio su tutta la faccenda:

Il gradino più alto della scala evolutiva.
Perché anche i banner hanno un’anima.

...


In ogni caso, la scusa di “non sapevo cosa regalarti, tu hai già tutto” è vecchia come il mondo.
Personalmente l’ho sentita un po’ troppe volte per non capire che il confine tra la sincera difficoltà di eguagliare un sentimento con qualcosa di materiale e la tirchieria più pidocchiosa è davvero labile.

Comunque, se la buonariuscita o meno di una storia si basasse solo sui regali che si ricevono, allora non ci sarebbe davvero speranza per nessuno.
Pensa un po’ che per me non c'è speranza nemmeno se non tengo conto di questo discrimine.

Forza, che si sputino i rospi e si confessi il regalo più brutto ricevuto dai proprio lui/lei.
Tanto peggio di quello della Gregoraci non ce ne possono essere.

...

..

.

Beh, forse il mio.
Dirò solo tre parole: candelabro -  trovato - immondizia.
Però me l’aveva ripulito.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:02 | Permalink | commenti (54)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, amore e altre sciagure cosmiche
venerdì, 06 aprile 2007

16 anni.
Diverso.

Rispetto a quale valore assoluto, in nome di che cosa, secondo quali canoni – non è dato sapersi.
Giudicato, marchiato, acclamato come diverso perché è così che funziona da sempre - altrimenti come farebbero gli altri a sentirsi tranquillamente normali?

16 anni.
Colpo al cuore e volo a terra.
E il diverso toglie gentilmente il disturbo.

Tra le altre cose – i normali lo chiamavano Jonathan.
Punta dell’iceberg di ben altro, ma la pochezza culturale dei mass media è tanta e il Grande Fratello tira ancora.

E si iniziano a distribuire le colpe.
A snocciolare le cause, gli effetti, le azioni, le conseguenze.
A buttarla in polemica, a buttarla in politica, a buttarla in vacca.

Ma all’improvviso - il cinico colpo di genio – l’arte segreta del comunicato stampa che arriva prontamente a precisare, a riparare, a ripristinare chiarezza laddove si era creato il dubbio, il sospetto, la confusione.

Non volesse mai il cielo che.

Sul Corriere della Sera di oggi ci tiene infatti a far sapere Maurizio Braca, manager di Jonathan Kashanian:

Jonathan è rimasto molto colpito e assolutamente dispiaciuto di essere stato usato inopinatamente come strumento di derisione.
Ma hanno usato un’icona sbagliata: lui è un dandy, non un gay.

E che ci sia di monito per la prossima volta.
Se suicidio deve essere, che almeno si usino le icone giuste.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 17:42 | Permalink | commenti (44)
categoria dello spirito:speculazioni, voglio la sua testa
giovedì, 05 aprile 2007

A tutti è capitato una volta nella vita di assistere all’inaugurazione di qualcosa.
Le mie preferite sono le inaugurazioni squallide di posti squallidi con ospiti squallidi.

Un caso per tutti: ipermercato di periferia spinta con un imbolsito Stefano Tacconi che lanciava in aria sacchetti di patatine Amica Chips gridando come un coglione:

- Chips, chips, chips!

Lui non lo sapeva ancora, ma di là a poco si sarebbe redento e avrebbe ritrovato l’antico smalto perduto partecipando per ben due settimane all’Isola dei Famosi.

Ovviamente Ikea ha tutto un altro stile.
Apprendo dai giornali di ieri e mi rammarico di essermi persa cotanto spettacolo:

Venite a scoprirci sotto una nuova luce.

Lampada a sospensione Knappa 19, 95 €.

Inaugurazione nuova Ikea di Corsico.
Invece di tagliare un nastro, si comincia con il taglio del tronco alle 10, e la colazione con aringhe e vodka, fino alle 11.  Per tutto il giorno sarete accompagnati dalla musica di un’orchestra itinerante e i vostri bambini si divertiranno in compagnia dei vichinghi, di Pippi Calzelunghe e dell’alce.

A parte il fatto che ho appena deciso che Knappa sarà la mia parola d’ordine per i prossimi anni a venire fino a quando non ne troverò un’altra d’altrettanto fulgido appeal.

A parte il fatto.
Parliamone.

Il taglio del tronco la trovo un’idea carina e niente di più.
Ma l’escalation di assurdità che la seguono dopo è di una bellezza commovente.

Allegre famigliole ebbre di vodka ed avvolte in una nuvola di fiatella puzzolente di aringa braccate da un’orchestra itinerante di trecento elementi.

Corsie che si estendono all’infinito, mobili che osservano dall’alto, implacabili come i nomi con cui sono stati battezzati: Skimra, Trettioen, Barnsling, Goosa Mjuk.
E Knappa – non dimentichiamoci di Knappa.

E all’improvviso arrivano loro: Pippi Calzelunghe, i vichinghi e l’alce.
Le migliori menti della Scandinavia tutte riunite a Corsico.

Come se a Inculanden in provincia di Stoccolma, in rappresentanza dell'Italia, si presentassero Sbirulino, due centurioni figuranti del Colosseo e Rutelli che tenta di parlare inglese.

Insomma: cosa mi sono persa.

Avrei una lunga lista di curiosità da soddisfare.
Cosa suona un’orchestra all’Ikea?
Pippi Calzelunghe e la motosega che avranno usato per tagliare il tronco: siamo sicuri che sia una cosa intelligente lasciarle vicine l'una all'altra?
E i vichinghi: quanti e con quali intenzioni.

Ma soprattutto: l’alce.
Notare bene: non hanno scritto 'un alce'.
E’ quell’articolo determinativo che fa capire che all’Ikea le cose si fanno sul serio.

Forse era un alce vero così drogato di tranquillanti da non avere più il controllo dello sfintere anale.
Ma f
orse era il Sindaco di  Svezia in persona camufatto all’interno di un enorme pupazzone cornuto - chissà.



..

.

Se qualcuno ci è andato – di grazia – mi fornisca una recensione dell’evento.
O altrimenti se la inventi – non credo faccia poi molta differenza.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:00 | Permalink | commenti (42)
categoria dello spirito:merceologia daccatto
mercoledì, 04 aprile 2007

La decadenza del sistema scolastico.
Violenza durante le lezioni.
Nessun rispetto per i professori.

Pensi che tutto stia placidamente seguendo il corso naturale delle cose, quando accade un fatto che getta una luce inquietante sull’orizzonte degli eventi conosciuti.

Come ci ha insegnato da tempo immemorabile l’algida Signorina Rottermeier, esistono delle gerarchie, dei ruoli, delle distanze da rispettare.

Se sono la tua insegnante non potrò mai essere la tua migliore amica.
A seconda delle mie abilità gestionali, la tua carnefice o la tua vittima designata - questo sì.
Ma amica mai.

Ad aiutarti con i compiti di casa non vengo né in pace né in fratellanza: vengo solo per soldi.

La stessa identica cosa che potrebbe dire una battona - del resto.

Ma forse il mio atteggiamento non è stato abbastanza chiaro, forse tutti quei polinomi mi hanno confuso e reso labile il netto confine che dovrebbe esserci tra alunno ed insegnante.

Con il risultato che ormai, con la mia pupilla quattordicenne di ripetizioni siamo arrivati a questo punto di non ritorno:

- Come compito d’italiano c’era da parlare di un'amica speciale. Io ho descritto te.

..

.

Avrei preferito con tutto il cuore che cospargesse la mia sedia di puntine  e mettesse il filmato della dolorosa chiappata su Youtube.

(no, comunque, penso che non avrò mai il coraggio di leggere quel tema)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:29 | Permalink | commenti (39)<