
Ugly Betto è Dio.
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Insomma, Dio dopo che si è fatto prestare un completo tre taglie più grande di lui e senza il beneficio della chirurgia plastica, ma sempre Dio è.
Mi sono resa definitivamente conto di ciò oggi, quando, passando in amministrazione, l’ho visto con le braccia piene di bolle, certificati e scartoffie dettare legge alle Tre-Segretarie-Arpie che pendevano dalle sue labbra e ciondolavano grandi “sì” con la testa.
Credo che abbia inventato un qualche nuovo metodo di archiviazione o un sistema per ricavare denaro con la sola imposizione delle mani sullo schermo del computer – non me ne intendo molto– ma di certo il ragazzo ci sa fare.
E questo perché possiede l'entusiasmo del novellino che vuole primeggiare a tutti i costi e mettersi in evidenza: nei suoi occhi acquosi – attraverso i fondi di bottiglia di Orangina – si intravede una scintilla di ambizione che mi sgomenta, come il fatto che abbia quasi trent'anni, mentre io credevo che ne avesse tipo undici.
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E’ affettato, zelante, formalissimo.
Ci manda mail salutandoci con un glaciale “Gentili collaboratori e collaboratrici”, facendo lunghissimi preamboli quando il succo del discorso è che è stato rinvenuto un portachiavi a forma di Winnie The Pooh per terra.
Che non mi stupirei fosse proprio il suo – per giunta.
L'altro ieri si è addentrato negli oscuri meandri della mia stanza al grido serissimo e impostato di:
- Reparto grafico, c’è posta per te.
E il reparto grafico sono solo io.
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E’ guardingo, inquisitore, occupatore di spazi.
Una volta sono entrata con altri colleghi in sala riunioni.
Ci voltiamo e ce lo troviamo magicamente appiccicato alle chiappe a pulire il tavolo tipo Casalinguo Disperato da cartacce varie che un attimo prima non c’erano - mi ci giocherei le palle.
E' inopportuno, disturbante, sega-nervi.
A parte il fatto che non ho capito il nesso logico tra i due eventi, ma poi: se una porta è chiusa a chiave, uno stracazzo di motivo ci sarà, no?
Insomma, è stata la peggiore pisciata della mia vita.
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Inoltre, sembra benvoluto da tutte le P.R. che - si sa - sono in costante ricerca di animaletti domestici e cicisbei ai quali dare importanti incombenze come attaccare giacche all'attaccapanni e prenotare taxi.
Più di una volta, ho sentito risuonare nel corridoio il suo nome affiancato da “ma che dolce che sei!”, “che carino!”, il che, per un uomo, equivale all’istantanea archiviazione nella sfigatissima lista degli 'amichetti', ma sempre meglio di un calcio nel culo – immagino.
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In conclusione, tutti i miei timori su di lui sono confermati.
Striscia un rantolo dallo stanzino di fianco alla nostra stanza e tonfa il rumore sordo di qualcosa che cade a terra.
- Ehrm, scusate - urghhhhh - qualcuno può venire ad aiutarmi - arghhhhh - a sostituire questo boccione pieno d’acqua?
- No.
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E poi mi chiedete perché ami alla follia quello scortese uomo biondo.











