venerdì, 29 giugno 2007

Perché ormai pure l’oroscopo è diventato precario.
Come il mio contratto – quello che mi hanno appena rinnovato di altri sei mesi.

E il bello che ormai la precarietà permea lo spirito del tempo in modo così assoluto che ci si rallegra pure perché sarebbe potuta andare peggio, sarebbero potuti essere solo tre di mesi, oppure uno, oppure a calci in culo a casa, cavolo.

Perché ormai è tutto così precario che si fanno progetti semestrali o anche di meno, ma con la stessa perizia e serietà di uno Stalin che stila il piano quinquennale.

Perché ormai è tutto così precario che quasi quasi a me piace, che quasi quasi è un alibi.

Perché io sono quella che da sempre fa l’abbonamento al treno mensile e non annuale – anche se risparmierebbe – perché la parola “annuale”, appunto, la getta nell’angoscia più atroce.

Perché precario non dura, nel bene e nel male.
E magari, affrontandolo così, anche l’horrorscopo di Luglio diventa più digeribile.


ARIETE
Pensati davanti a un bivio che ti dà la possibilità di lanciarti in nuovi progetti futuri con l’entusiasmo che solo uno come te può avere.
E ora pensa a degli spaccamaroni che ti stanno trattenendo per l’angolo della maglietta.
Non perdere troppo tempo a starli ad ascoltare, anche se è gente che giura e spergiura di stare facendo tutto questo per il tuo bene.
E’ il tuo momento: le chiacchiere ora stanno a zero, hombre.

...

TORO
Ti metteranno di fronte alle tue responsabiltà e, stoico come sempre, non te ne saprai sottrarre. Il lieto fine non è assicurato, ma è un periodo confuso e ambiguo e che solo la tua grande pazienza ti aiuterà ad affrontare alla meno peggio.
Attento alle avventure piene di promesse, ma vuote di sostanza, soprattutto se sei nato dopo l’11 maggio.
A volte va così: c’è solo da trattenere il respiro ed aspettare che passi.

...

GEMELLI
Sacrificio: una parola che pensavi non potesse esistere nel tuo vocabolario. E invece, eccoti qua: a ridurre gli impegni mondani, a diminuire le mille cazzate in cui sei sempre invischiato, a prenderti cura di gente che hai sempre trascurato.
C’è voglia di essere una persona nuova, più semplice, più attenta, più matura.
La stessa cosa che ha detto Paris Hilton appena uscita di prigione.

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CANCRO
Lo stato di grazia del mese scorso si protrae, con delle proposte piuttosto vantaggiose per i nati dal 9 al 13 luglio. Una piccola lezione però l’hai imparata dai bagordi appena trascorsi: selezionare le amicizie, sempre.
Non sei tipo da compagnie sterminate, hai solo bisogno di un piccolo gruppo fidato che ti supporti e ti dia sicurezza.
Una roba alla Padrino, con codice d’onore e teste di cavallo nel letto inclusi.

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LEONE
Tu per vocazione ti poni sempre al di sopra di qualcosa. E in questo mese volerai alto, bypassando le banalità quotidiane, il lavoro che però ti vorrebbe con i piedi per terra e le meschinità di noialtri poveri esseri umani. L’ambizione ti sta bruciando.
Vuoi sfondare e stai solo perfezionando il modo migliore per farlo.
Credici perché quest’estate tutto è possibile.

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VERGINE
Aspettando settembre e l’arrivo del Grande Vecchio (Saturno), inizi a caricarti di energia e notevoli doti intelletuali. Ti farai notare perché hai voglia di rivincite sul lavoro, vecchia carogna che non sei altro. E se sei nato attorno al 12 inizia pure a limare le sbarre in cui qualche stronzo ti ha imprigionato tanto tempo fa. Inizia la rimonta, bellezza.

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BILANCIA
Oh, quanto è bello essere innamorati. Soprattutto se si è Bilancia.
La quintessenza di un quadretto di Peynet, di una scatola di Baci Perugina, di una canzone di Minghi e Mietta. Difficile però mantenere la consueta compostezza al lavoro.
Dal 15 in poi sarà meglio stare in guardia e fare un po’ meno lo sguardo da triglia.
L'amore sarà la tua rovina, prima o poi.

...

SCORPIONE
Punto di non ritorno (e solo tu sai quanto ami i punti di non ritorno) per la tua relazione di coppia: se le fondamenta sono friabili, questo mese crolleranno.
E il problema è soprattutto tuo: è da un po’ di tempo che non riesci più a gestire a tuo vantaggio le comunicazioni, dimostrandoti rinunciatario e confuso.
Che fine ha fatto il veleno nel tuo aculeo?

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SAGITTARIO
Il tuo orticello te lo sei coltivato ben bene i mesi scorsi e ora – eccheccazzo – te lo vuoi godere. Poca voglia di avventure, quindi, e un insolito senso di responsabilità che ti investe e ti fa proteggere ciò che ti sei conquistato piuttosto che spingerti a cercare altro.
E per una volta, hai ben donde ad agire così.
Special bonus: botta di culo clamorosa per i nati dal 2 al 6 dicembre.

...

CAPRICORNO
Lo spirito battagliero non ti lascia, ma per questo mese ti limiterai a rimanere in trincea a vedere i tuoi compagni cadere al posto tuo – non senza un velato sorriso di sadica soddisfazione.
Così avulso dall’azione, attento però  non lasciarti travolgere da troppe fantasticherie: faresti la fine di Don Chisciotte contro i mulini a vento.
O quella di Lapo Elkann che vuole vendere i suoi occhiali da sole in carbonio sulle spiagge.

...

ACQUARIO
Salvate il soldato Acquario, salvatelo da se stesso.
Stai per entrare in uno dei mesi peggiori del tuo 2007, in cui ce la metterai proprio tutta per rovinare irreversibilmente i rapporti con la gente che ti sta attorno.
Conta fino a dieci, vai in vacanza in Patagonia, rinchiuditi in cantina: qualsiasi cosa per evitare che rigidità e intolleranza investano gli altri.
Come alienarsi gli amici in dieci semplici mosse (o anche meno).

...

PESCI
Un mese per sfatare il luogo comune che i Pesci siano esserini timidi e fifoni.
Tirerai fuori le palle in più occasioni nel campo lavorativo e prenderai le redini nel rapporto di coppia. In particolare, odore di svolta epocale per i nati tra il 9 e il 10 marzo. Non che gli altri siano da meno, eh.
Il piccolo e putrido calamaro che divenne squalo.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:38 | Permalink | commenti (73)
categoria dello spirito:horror-scopo
giovedì, 28 giugno 2007

Raffreddore d’estate.
Sarei meno riconoscibile se avessi la lebbra e andassi in giro con una T-Shirt “I love Molokai” e un campanellino.

Il raffreddore d’estate non è solo una gran scocciatura, ma anche un segno di fallimento.
Ma cosa ti prendi adesso il raffreddore, sfigata.
O almeno così mi sembra da come mi guardano tutti.
Con pena.

Perché ho l’aspetto di un pulcino sgarrupato o di una che ha la testa intasata di merda?
E chi lo dice che queste due cose non possano andare di pari passo?

Il problema è che anche nel beccare le malattie ci vuole stile e io, quando arriva il raffreddore, svacco alla grande.
Occhi acquosi e lucidi, labbra tumefatte, narici screpolate, rantoli dall’oltretomba, aspetto generale da derelitta.

E doppie punte – così, inspiegabilmente.

...

- Ma stai a casa, no?

- No, devo lavorare. Dicono che c’è un’urgenza.

Manco fossimo in sala operatoria, cazzo.

Mi soffio il naso, ma è inutile, mi si riempie punto e daccapo.
Mi soffio il naso e penso a quanti neuroni se ne vanno via con il muco che espello.

Elaboro comportamenti da tossica.

Oggi al lavoro mi sono portata dietro quattro pacchetti di fazzoletti Scottex morbidosi.
Finiti tutti.
Ed erano solo le tre del pomeriggio.

Quindi, mi sono trovata a raccattare la carta del bagno, quella ruvida e spessa come carta da pacchi.
Facevo finta di andare a pisciare e invece mi riempivo le tasche di quella roba, con gli occhi che mi brillavano di una strana luce febbrile.
Alla fine tiravo anche l’acqua e aprivo la porta abbottonandomi la patta per rendere tutto il più verosimile possibile.

Quando sono uscita dall’agenzia, per affrontare il viaggio di ritorno, avevo la borsa piena la borsa di carta-pacco e avevo paura che quelli dell’Atm mi fermassero sotto in metropolitana per farmi dichiarare il contenuto.

Sul treno ho visto me stessa cadere in un sonno profondo: bocca aperta – probabilmente, ma ho paura di chiedere confermeuna bolla che ritmicamente entrava ed usciva dalla narice destra, farfugliando come una vecchia.

Al risveglio la bocca impastata, come se si fosse incastrato dentro un paté di fegato di Giuliano Ferrara.

- Che cosa prende un nero quando ha mal di testa?

- La bastiglia.

Per voi è una freddura, per me è la realtà.

E ancora muco e aspirine che si sciolgono e voce da transessuale e scommesse su quando finirà questa tortura – lunedì prossimo, quasi certamente, così mi fotto il week-end - e riflessioni su che cosa sia fatto veramente il muco – della stessa materia di cui sono fatti sogni?

Considerando la maggior parte dei sogni della gente – probabilmente sì.


 
Raffreddore d’estate.
Se lo conosci, mi eviti.

(etciù)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:07 | Permalink | commenti (50)
categoria dello spirito:me myself and i, il lavoro rende liberi
mercoledì, 27 giugno 2007

Di solito la passione per gli animali si esprime al suo apice da mocciosi, quando si dice che da grande si vuole diventare veterinari o allibratori di scommesse clandestine sulle lotte tra galli.

Non so voi, ma a me invece questo sghiribizzo è venuto adesso, in età matura.

Fino ad oggi con gli animali ho avuto un rapporto abbastanza distante, siccome non ne ho mai posseduto uno per problemi condominiali.

Quindi mi sono arrangiata saltuariamente con quello che potevo,
nella fattispecie piccoli animaletti viscidi e privi di suono.

Ai giardinetti, da piccola, avevo adottato un formicaio e mi divertivo ad osservare le operaie che trasportavano le briciole di pane che tiravo loro addosso e quella porcella della regina che stava sempre accoppiandosi con qualcuno.

Poi ci fu la volta dell’acquario con sette pesciolini rossi - chiamati per praticità tutti e quanti “pesce" - che diedero una fiera dimostrazione di
quanto sia vera la teoria della selezione darwiniana.
Facendosi fuori l’uno con l’altro, fino a che non ne rimase nessuno.

E infine una tartarughina d’acqua che pensavamo tutti fosse andata in letargo e invece, quando la puzza si fece davvero insopportabile e la guaina trasparente attorno a lei più densa, capimmo che era – tipo – morta da tre settimane.



Esperienze fallimentari - poche storie - ma mi sono ripromessa che con i miei prossimi animaletti non accadrà mai più.
Giorni fa, l’improvvisa folgorazione:

Avete presente quel famoso esploratore australiano biondo che circa un anno fa è stato fatto fuori da una razza velenosa?
Ebbene, ora su La7 trasmettono dei documentari con un esploratore più biondo e più scemo di lui – se è possibile.

In realtà, di solito, i documentari li schifo e li odio a meno che non riesca a prendere sonno e non ci sia quindi per caso Alberto Angela che parla di qualsiasi cosa.

Ma per conoscere quei fantastici animaloni da compagnia che sono i draghi di Komodo, ho fatto un’eccezione.

I draghi di Komodo sono lucertoloni voracissimi.
Si nutrono di carcasse in putrefazione ed è per questo che la loro bocca è sempre piena di batteri altamente nocivi.
Consci di questo letale potere, essi azzannano la preda, senza perù infierire troppo.
E poi se ne stanno in agguato buoni buoni ad aspettare che la vittima rovini a terra infettata completamente dalla setticemia.
E ci vogliono giorni e giorni di agonia prima che tutto ciò accada.


Questo e il fatto che l’esploratore avesse dei perfetti e folti capelli biondo platino lavati probabilmente con il Gatorade mi ha fatto completamente desistere dal cambiare canale.

E ho fatto bene.
I draghi iniziano a cibarsi della preda.
Il giovanottone - che per la cronaca si chiama Austin Stevens e dichiara di essere erpetologo - si trova esattamente dietro di loro, appeso ai maroni – i pettorali pompati, non un filo di sudore, i capelli perfettamente al loro posto - e inizia a gracchiare:

- Fantastico! Guardate come straziano gli stomaci di questo bufalo d’acqua! Ragazzi! Questa è quella che io chiamo vera e propria frenesia elementare! Uh-uh!

L’uso inaspettato del plurale di “stomaco”.
Frenesia. E non solo alimentare.
Un tono a metà strada tra il buon Dan Peterson del wrestling e le telecronache delle partite di calcio brasiliane.

- Grandioso amici! Ormai sono così vicino a questi ferocissimi draghi che se mi attaccassero in questo momento non avrei più tempo di scappare! Sarei spacciato!
Uau!

No, cavolo.
Sono io a dirlo: uau.



..

.

Poi non ricordo davvero cosa sia successo all’esploratore ipervitaminico, ma ho come l’impressione che lo vedremo presto nella prossima puntata.

Ora c’è solo una cosa che mi preme sapere:
dove vendono draghi di Komodo.
Anzi, di più: dove vendono i draghi di Komodo e lo scalpo del biondo.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:26 | Permalink | commenti (46)
categoria dello spirito:tu chiamale se vuoi ossessioni
domenica, 24 giugno 2007

Mimare un rapporto sessuale.
Di fronte a una platea di giovani coetanei.
Da soli.
Epprovateci voi, se vi riesce.

...

Benvenuti nel magico mondo dell’air sex, la nuova trovata giapponese che ho appreso solo da poco leggendo un articolo.
Date le premesse, pensavo che il pezzo mi facesse ridere di più e invece alla fine mi ha lasciato un fondo di innominabile tristezza.

Tutto si basa sul concetto della classica air guitar: simulare una finta schitarrata in aria, magari un assolo virtuosistico ed esagerato.

E come esistono allegri campionati di questa sorta di disciplina, ne esistono anche di quelli in cui gli sfidanti si scontrano senza esclusione di colpi fingendo amplessi.

Alzata di spalle e chissenefrega: sono giapponesi, è un altro modo di pensare.
Voglio dire: è gente che ha inventato distributori di mutandine sporche di liceali per sniffate istantanee.

Ma non so bene dove finisca la cultura e inizi l’alienazione.

...

Sugisaku J-Taro, il ragazzo che si fregia dell’onore di aver inventato questa specialità, nicchia:

L’air sex l’abbiamo inventato, io e alcuni amici, perché non riuscivamo a battere chiodo. Insomma, eravamo senza ragazze. Ma avevamo voglia, disperatamente voglia, di fare l’amore.

Curiosamente, ne parla come se per questa mancanza di sesso non ci fossero altre soluzioni e sappiamo tutti che, pagando o provvedendo da soli, ce ne sono parecchie – e quindi mi chiedo se sia una giustificazione del tutto sincera.

Poi arrivano delle parole che mi suonano familiari:

Lo scopo è affinare la tecnica migliore.
Se non sei convinto di quello che stai facendo, non hai possibilità di vincere.
Conosco un sacco di trucchi.

E subito mi vengono in mente gli anime sportivi del Sol Levante – le catene sui polsi di Mimì Ayuhara, gli occhi di fuoco delle schiacciate di Mila Azuki e un tripudio di onde cinetiche – ricordo le parole dell’allenatore di Mark Lenders o dello stuzzicadenti che gli pendeva perennemente dalla bocca - Mark su un scoglio, i gabbiani che giravano sopra di lui ponderando se cagargli in testa o meno - e l’allenatore con una spaventosa barba da alcolizzato che ruggiva:

- Vai Marrrrrrk, tira alle onde!

<sciaff>

E capisco che l’air sex non centra quasi nulla con una legittima e naturale masturbazione, ma ha a che fare con la Playstation e i livelli sempre più difficili che si susseguono nei videogiochi, con Goku che da SuperSayan 2 si trasforma in SuperSayan 3, con le combinazioni giuste dei tasti del computer che danno ricchi bonus di punteggio, con le onde energetiche e il Fulmine di Pegasus, con il "dai la cera, togli la cera" di Karate Kid, con un vecchio monaco buddista che impiega una vita intera per apprendere come pennellare un ideogramma nella maniera più perfetta possibile, con un asfissiante spirito di competizione, con l’harakiri del samurai sconfitto.

Meglio non fare caso a quello che le donne in platea possono pensare di me durante un’esibizione di air sex.
Perchè in quel momento occorre farsi prendere totalmente da se stessi, dai propri gesti.
Non ci sono messe misure: l’alternativa è il disastro.

...

Nella foto in alto, potete ammirare un ragazzo che si distingue per l'assoluta tecnica con cui padroneggia i suoi contorcimenti sul palco. 
Si fa chiamare Cobra.
E' vergine.
E' il campione incontrastato del campionato giapponese di air sex.

L'alternativa è il disastro.

..

.

Alla fine sono quasi contenta che di certo qui questa roba non prenderà mai piede, ma in compenso scommetto aumenteranno gli stupri di gruppo filmati col videofonino.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 19:13 | Permalink | commenti (62)
categoria dello spirito:speculazioni
venerdì, 22 giugno 2007

UOMO/1
Ugly Betto da un paio di giorni accoglie la gente alla reception con una camicia marrone.
Non bruna, marrone.
Marrone merda.

La parvenza di serietà e autorevolezza dell’agenzia dove lavoro
sta andando allegramente a farsi fottere.

...

DONNA/1
Ho letto una notizia scema di uno scoiattolo che ha assalito due persone.
Ho scritto un sms ad una persona che se ben ricordo – e lo ricordo come se fosse ieri - avrebbe trovato interessante questa notizia.
Ho scritto un sms perché
non trovavo la voce per chiamarlo di persona.

E’ stato domenica. Mercoledì notte non mi aveva ancora risposto.

...

UOMO/2
Mio padre l’altra mattina si è svegliato con la parola “bubbone” in bocca.

- Bubbone, bubbone, mi è uscito un bubbone.

In bagno, mentre pisciava, attraverso la porta.

- Bubbone, bubbone.

In cucina, mentre beveva acqua dal frigo.

- Bubbone, bubbone, bubbone.

In sala, mentre tirava su le tapparelle.

- Barbara..

- Sì?

- Ho un bubbo, bubbo, bubbone.

Da quando è in pensione, non sa più cosa inventarsi
per tirare fino all’ora di pranzo.

...

DONNA/2
A pranzo con una P.R.
Ha ordinato
“una bella bistecca ai ferri ché oggi ho proprio fame.”

Poi l’ha rimandata indietro perché era troppo al sangue.
Quindi l’ha rimandata indietro di nuovo perché era troppo cotta.

Alla fine ha mangiato due spinaci e alla cameriera ha detto di non preoccuparsi perché tanto a lei la carne fa comunque impressione.

...


MOSCA/1
C’era una mosca in camera mia che non mi dava tregua.
Camminava sul comodino e faceva bzz bzz a intermittenza.

Ho preso un fazzoletto e l’ho schiacciata.
Buttata nel cesso, tirato l’acqua.

E’ morta inutilmente - tanto non riuscivo a prendere sonno a prescindere dal bzz bzz.

...

DONNA/3
Mia madre – nota poliglotta - a tavola ha raccontato per tre volte la stessa storia, variando di volta in volta una parola:

- Aveva un troller.
- Aveva un roller.
- Aveva un trollé.

Tentava di dire “trolley”.
L’ho capito solo ora.

...

UOMO/3
Il tizio della notizia sullo scoiattolo, rispondendo al cellulare, ha sentito una voce impacciata che annaspava, tentando assurdamente di rompere il ghiaccio:

- Ma lo conoscevi quello scoiattolo? Cioé, tipo: di persona?

Erano le 2 e 46.
Poi ha buttato giù.
Voleva richiamare, ma poi ha pensato che sarebbe stato meglio andare a fumare una sigaretta in giardino.

...

WHITNEY HOUSTON/1
Quando ascolti Whitney Houston cantare One moment in time - 16 volte per la precisione stasera sul mio iTunes
senti che potresti diventare una persona migliore.

Poi ti viene in mente che ora lei ormai è ridotta ad un relitto in putrefazione e le è venuta pure la faccia che sembra un cocker e capisci che non c'è pericolo che qualunque cosa tu senta possa davvero accadere.

...


UOMO/4
L’informatico biondo mi ha fatto mostrato tutte le foto che scatta come hobby, senza nemmeno che glielo chiedessi.
Sono davvero artistiche e lui è davvero bravo,
ma quando mi parla mi tratta come se fossi una deficiente.

Finalmente una persona sincera.




..

.

Se le guardi da una certa distanza, le situazioni, le persone - gli uomini, le donne, le mosche che ronzano attorno - non sono altro che una patetica parata di figurine.

Ora mettete sul tavolo le vostre e vediamo di fare qualche scambio.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:32 | Permalink | commenti (60)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi, parentado, amore e altre sciagure cosmiche
giovedì, 21 giugno 2007

Giorni fa ho comprato un paio di scarpe nuove.
Graziose, estive, leggere.

Oggi le ho indossate per la prima volta e, mentre camminavo verso casa, hanno iniziato a farmi male – ma male tipo tagliole e fitte lancinanti - ma non ci ho prestato attenzione perché pensavo dipendesse dal fatto che mi ci dovevo ancora abituare.

Poi il sole si è oscurato, un forte vento nero ha iniziato a spirare da Ovest
e ho sentito qualcosa di caldo scendermi sui piedi.

Colava dai calcagni.
Sangue.
I calcagni erano praticamente bucati.
Sui mignoli mi sorridevano
due vesciche gonfie di pus.



..

.

Giorni fa ho comprato un paio di scarpe nuove.
Graziose, estive, leggere.

Attirata dall’estetica, non mi sono minimamente posta il problema che potessero – chessò mandarmi in cancrena i piedi.

Ora sulle mie scarpette nuove langue una malinconica patina bruna rappresa. 
E il mio water è pieno di garze rossastre che galleggiano.

...


Oh, ma non tutto è andato storto oggi – per fortuna che le note positive non mancano.
Per esempio, ho scoperto un portentoso rimedio contro l’afa.

Immagino che basti far notare in qualche modo a Trenitalia che sarebbe ora di spegnere il riscaldamento nei vagoni e poi il gioco è fatto.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:11 | Permalink | commenti (49)
categoria dello spirito:me myself and i, binario morto
mercoledì, 20 giugno 2007

Non sono mai stata una grande consumatrice di poster, causa madre con la fissa delle pareti immacolate.

Un giorno, in un raptus di ribellione adolescenziale, attaccai senza criterio
tutti i poster del Cioé che avevo accumulato.

In particolare, ce n’era uno cafonissimo di
Shannen Doherty a cavallo di una motocicletta - giubbotto di pelle, zinne traboccanti dal reggiseno e stivali rossi che pareva gridare “masturbati, masturbati!”.

E camera mia divenne – senza che me ne accorgessi - il retrobottega di un elettrauto.

Fino a quando non arrivò mia madre a farmi staccare tutto quanto e a cancellare i segni dello scotch con una miracolosa gommina magica. 

La quale cazzutissima gommina, invece,  non fece altro che allargare ancora di più i segni dello scotch e, per nascondere agli occhi dei padroni dell'appartamento il papocchio prodotto, mia madre ci dovette attaccare sopra di nuovo i poster.

...

Cambiavo i poster con regolarità perché comunque non avevo alcun mito particolare: mettevo e toglievo svogliatamente i soliti
Take That, Luke Perry, Brian Austin-Green, Tiffani-Amber Thiessen e Mark Paul Gosselaar  – così, tanto per sentirmi parte della media, così, tanto per onorare le pseudo-celebrità per adolescenti degli anni Novanta come era scritto da qualche parte nei Dieci Comandamenti.

Tra i poster che ebbero vita più breve: le Spice Girls su una motoslitta vestite come tanti omini della Michelin e il dentino marcio di Mel C che luccicava mefitico.

E la nazionale di Usa 94 - un poster regalo del benzinaio sottocasa - con Franco Baresi che aveva una faccia così decrepita che mi intristiva non appena vi appoggiavo sopra l'occhio.

Poi, lungo periodo tranistorio e aniconico in cui non ho più attaccato nulla, ma comunque stavo bene lo stesso.



Attualmente, invece, sulle mie pareti capeggia:

1.
Il castoro dell’Ipana – una marca americana di dentrificio anni 50 dagli
spot irresistibili.

Se lo fissi con attenzione, ad un certo punto, ti sembra che il simpatico castoro ti squadri con
occhietti cattivi e che ti voglia sfondare l’addome con i suoi incisivi.

2.
La copertina di Road to Ruin dei Ramones – album non eccelso, ma comunque stiamo sempre parlando dei Ramones, mica cazzi.

3.
E la copertina di Transformer ,  Lou Reed.

...

Insomma tutta gente che conoscerei con piacere.
Se non fossero castori immaginari o per tre quarti morti.

Per fortuna Lou è ancora vivo e vegeto.
Una volta ho letto da qualche parte che un suo fan lo incontrò in un locale – erano ancora gli anni 70 e lui si comportava da stronzetto all’ennesima potenza -  e ad un certo punto Lou rimorchia questo tipo e gli dice che lo ecciterebbe moltissimo se lui andasse a casa sua a
farsi guardare mentre caga su un vassoio d'argento.

E fu questa fu la molla che mi fece attaccare l'immagine della copertina del suo album alla mia parete.

Imperscrutabili sono le vie che conducono ai poster.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:19 | Permalink | commenti (53)
categoria dello spirito:miti e feticci
martedì, 19 giugno 2007

Morire già di per sé è scocciante.
Venire uccisi, poi – figuriamoci.

E inoltre, tutto può accadere nella vita - non si può mai sapere.

...

E’ per questo che da stasera, dopo quello che ho visto su Canale 5, ho deciso che aggiungerò una nuova preghierina alla mia novena prima di andare a dormire.

Oltre alla sempre-disperatamente-verde:

Dammi la voglia, la forza e la costanza - orsù, ti scongiuro - di riuscire a lavarmi i capelli più spesso durante la settimana,

io ci butto dentro anche questa:

Se muoio di morte violenta,

fai che Vespa non ci costruisca sopra un plastico,

fai che Studio Aperto non venga a casa mia a ravanare tra i cassetti in cerca di un diario per farci un servizio,

ma soprattutto fai che Mentana non produca una fiction per Matrix con titoletti appealing del tipo "Preparativi al massacro”, gli orari in basso a destra come fosse X-Files e colonna sonora firmata Cesare Cremonini.

Il fottutissimo Cesare "vespe truccate Anni 50 / girano il centro facendo i novanta" Cremonini.



E se proprio deve accadere, che chiamino quantomeno Jessica Alba per la mia parte - chissenefrega della veridicità dei fatti.



..

.

(ma Mentana - cioé - quando invece è lui che va a dormire - la sua preghierina è qualcosa del tipo "fai che qualcuno sgozzi, evisceri e compia atti di necroflia con le cervella di qualcun altro che c'ho proprio bisogno di una bella erezione e di un po' di audience"?)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:21 | Permalink | commenti (51)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, televisione cattiva maestra
domenica, 17 giugno 2007

Quando sento un valzer, quando inizia una polka, quando vedo una fisarmonica, quando vibra un tango, quando non può essere che mazurka, io ci rimango secca.

In contemplazione.
Sonora, visiva.

E capisco che probabilmente in un’altra vita io devo essere stata una cantante di liscio, una regina delle balere, un giovane apprendista talentuoso avvelenato per invidia con piadine al cianuro da Raoul Casadei.

Gli anziani che ballano il liscio.
Non credo esista spettacolo migliore.
A parte una mosca che si dibatte spacciata ed incastrata in una ragnatela – ovviamente.

Ho avuto questa sensazione molte estati fa al mare.
Passeggiata serale, il cono d’ordinanza, i caricaturisti ai bordi delle strade.
Passo davanti a un gazebo: c’è un’orchestrina che suona in una festa sponsorizzata dalla casa di riposo del luogo.

La meglio terza età ci stava dando dentro sulla pista: i movimenti lenti ed impacciati, le gambe varicose e intorpidite, i vestiti buoni della festa, un’andatura da via crucis.

Gli orchestrali erano omini con camicie variopinte al limite dell’accecamento, baffetti impomatati, abbronzatura, dialettica ineffabile e probabilmente nomi simpatici come Demo, Olindo e Otis.
Le cantanti permanentate stavano attaccate ai loro orecchini iperbolici e le fisarmoniche andavano su e giù come un respiratore accanto a un letto d’ospedale.

Io osservavo la scena e pensavo che quella combriccola avrebbe dovuto far pagare il biglietto per farsi vedere in pubblico.

E che io avrei fatto meglio ad assoldare un killer che mi sparasse al primo accenno di vecchiaia.

Ma nonostante l’evidente baracconata, c’era dello struggimento genuino in quelle note, un ritmo suadente, un’intonazione nostalgica nella voce che incrinava un po’ la mia repulsione.

Le coppie vorticavano incerte, di sicuro sbagliavano i passi e si calpestavano i piedi, ma ridevano e ricominciavano da capo - la brezza di mare, il velluto della notte – e ho pensato che in qualche modo, per qualche momento, si siano sentite libere, dagli acciacchi, dagli anni, dall’impaccio.

Nel movimento, annullare il movimento, fermare un istante, farlo languire per un attimo e poi un attimo ancora sulla nota più dolorosa e - anche se per poco, anche se non dura - il corpo che non esiste più, ma qualcos’altro che si stacca e vola, prima di atterrare di nuovo, pesante sul suolo – l’asfalto della piazzetta, le suole dei sandali consunti.

E se volando, questo qualcosa fosse troppo rapito dalla bellezza di quel momento, se non sopportasse più di distaccarsi dall’estasi del suono più alto, allora magari era una cosa che si auguravano tutti a quella festa – morire sulla pista da ballo, sotto il gazebo, in un notte d’estate con l’abito buono e Olindo che canta.

...

Poi un pout-pourri di successi Anni 60 ha accelerato il ritmo della sera e dei pensieri: il Ballo di Simone - i vecchi che erano tutti là a battere forte le mani e a farle vibrareNel Continente Nero paraponzi-ponzi-pò, Marina Marina Marina ti voglio al più presto sposar, e vedrai sventolar Bandiera Gialla.

Che la gioventù è bella e il tuo cuore batterà.

Ed era una danza macabra o forse solo un inno alla vita – di certo un’espressione verticale di un desiderio orizzontale – che fosse stato sesso o una cassa da morto non avrei saputo dirlo.

Non è che non mi piacciono i vecchi, è che fondamentalmente ho paura.

..

.

Ma dopo un bel po’ di anni da quella visione, quando giro per i canali regionali e vedo tutte quelle feste del liscio piene di anziani che sorridono enigmatici, sono quasi tentata dal disdire il contratto con il killer.

E quasi quasi ci metterei la firma per trovarmi tra cinquant’anni a ballare la polkauna sera d’estate, sotto il gazebo, con l’abito buono e Olindo che canta.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 19:15 | Permalink | commenti (46)
categoria dello spirito:musik, speculazioni
venerdì, 15 giugno 2007

Credo che esista un errore di fondo nel modo in cui giudichiamo noi stessi.

Facciamo della gran letteratura sul nostro animo, sulla sua sorprendente profondità, sullle molteplici personalità che ci portiamo dentro.
Crediamo di essere una fonte inesauribile di frizzi e lazzi, un mondo di idee e spunti, ma alla fine agiamo sempre e solo su quelle quattro o cinque tracce preconfezionate, seguendo un solco inciso fin dall’inizio.

Voglio dire - niente di personale - ma io la gente che scrive vezzosa nei profili di Splinder “uno, nessuno e centomila”  - magari pure con l’occhiolino - la prenderei a mazzate.

Perché non siamo proprio quei tipetti interessanti e piene di risorse che ci illudiamo di essere.

E non centrano nulla cose come l’appiattimento della società o il bieco conformismo, ma il semplice fatto che, signori, ricordiamoci di non essere altro che degli scimmioni senza pelo fatti di istinti innati.
Smettiamocela di tirarcela così tanto.

Ad azione, reazionenon esistono varianti, non c’è possibilità di clamorosi diversivi – si ritorna sulle stesse idiosincrasie, sugli stessi errori, ciclicamente.
E l’astrolgia sguazza in questo determinismo riduzionista dove non c’è speranza perché non c’è redenzione.

Per esempio, provate a prestare orecchio alla gente che vi circonda o – se siete davvero bravi – a quello che dite voi stessi, ogni giorno, e vi sorprenderete di notare come il disco sia sempre incantato sui medesimi rumori di fondo che fanno pressapoco così:

ARIETE
La scintilla primigenia.
L’impulso iniziale.
L’esplosione vitale, brutale, inaspettata.
Un eiaculatore precoce.

- Mi eccita: lo voglio.
- Lo farò ad ogni costo e me ne strafotto delle conseguenze.
- Cerchi rissa?
- Ommerda, troppo presto. Hai un kleenex?

...

TORO
Il seme fecondo che tocca il suolo.
La grassa terra primaverile.
I verdi pascoli su cui nutrirsi.
Un divano con plaid macchiato d’unto e piscio di gatto.

- Cosa c’è da mangiare?
- Te lo scordi: ci tengo alla mia dignità.
- Lo farò più tardi. Se ne ho voglia. Ma penso di no, comunque.
- Tieni d’occhio tu la creatura che a me mi si impazzisce la maionese.

...

GEMELLI
La folata di vento imprevedibile.
L’aria vivace di maggio.
Le nuvole che giocano a nascondino.
Una Sindrome di Disturbo Compulsivo con balbuzie.

- Faccio cose, vedo gente.
- La vita è bella perché è varia.
- Non ho mai detto bugie. Ehm.. a parte quest’ultima affermazione.
- Di cosa state parlando? Eh? Eh?! EH?!

...

CANCRO
La fonte che sgorga dal profondo.
Il ruscello che rinfresca la vallata.
Le correnti sottomarine.
Er Piagnone dello zodiaco.

- Lo intuisco dal tuo sguardo.
- Questo non me lo dovevi fare.
- Posso esserti utile?
- Se te ne vai penso che mi butterò di sotto. Ma tu non ti devi sentire in colpa, eh.

...

LEONE
La fiamma sicura di una candela
Il falò inestinguibile di un deposito di copertoni.
L’incendio che percorre la foresta.
Un megalomane in fissa con i capelli cotonati.

- Qualunque cosa tu sappia fare, io la so fare meglio. E con una sola mano.
- Ti spiego, è molto semplice: tu hai torto e io ho ragione.
- Non credo che potrai sostituirmi tanto facilmente.
- Cosa ne pensi della mia abbronzatura?

...

VERGINE
La terra esausta dopo il raccolto.
Le spighe depositate nei granai.
I solchi profondi dell’aratro.
Uno stitico con problemi di ritenzione idrica.

- Si poteva fare meglio.
- Va bene, però io aggiungerei anche.. e cambierei pure..
- Non hai pudore. Non hai rispetto di te. Sei un essere immorale.
- Mi sacrifico solo per il gusto di fartelo pesare.

...

BILANCIA
Il dolce vento di inizio autunno.
La danza delle foglie secche nel vento.
Le nuvole che si accarezzano nel cielo pastello.
Kate Moss che fuma sigarette al mentolo e si fa solo di polvere rosa.

- Dubbio amletico: camicia a uno o due bottoni?
- Ooooooh! Sono letteralmente rapito dalla tua bellezza.
- Non ho detto di no. Ho detto solo che, tendenzialmente, da parte mia, ci potrebbe essere un'opzione a  declinare l’invito.
- Sono depressa. Andiamo a fare shopping.

...

SCORPIONE
La pozzanghera di fango.
Lo stagno brulicante di vita.
La melma sotto le suole degli stivali.
Una cisterna autospurgo in stato di abbandono.

- Questa me la paghi.
- Sei mio. Solo mio. Muahahahahahahah.
- Ti avverto: arriverò fino in fondo.

(solo tre frasi perché lo Scorpione parla poco: di solito scrive pizzini)

...

SAGITTARIO
Il fuoco placato.
La cenere che cova nel caminetto.
La brace rossa che non si spegne.
Una buccia di banana in mezzo alla strada.

- Tranquillo, ce la faccio da solo.
- No, vabbé, ho cambiato idea.
- O la va o la spacc.. oh, cazzo!
- Senti, non ce la faccio a mentire: mi stai sulle palle, ti trovo orrendo e non provo alcun piacere a stare con te. Ecco, ora mi sento meglio. Spero che apprezzerai la mia sincerità.

...

CAPRICORNO
La zolla gelata di brina.
Lo strato coriaceo del terreno che resiste all’inverno.
La roccia eterna della montagna.
Erich Priekbe, ma meno simpatico.

- Chi va piano va sano e va lontano.
- Il tempo è danaro, figliuolo.
- Ti schiaccerò, sei solo un mollusco.
- Non posso parlare al telefono. Credo che ci stiano intercettando.

...

ACQUARIO
La pungente aria che sferza le guance.
Un cielo immobile di cristallo.
L’elettricità del vento di gennaio.
Un entusiasta volontario per qualsiasi esperimento che abbia a che fare con la trapanazione del cranio.

- E’ atterrato un ufo in giardino. E’ il terzo questa settimana.
- Siamo sulla stessa lunghezza d’onda.
- Dici davvero? Beh, non mi meraviglio.
- Che c’hai due euri messi male da prestarmi?

...

PESCI
Gli abissi occulti e sinuosi.
Le maree oceaniche.
I flussi e riflussi perpetui delle onde.
Un Jack Nicholson tutto di pelouche.

- Sono confuso.
- Non ce la faccio più ad andare avanti in questo modo.
- Ti offrirei una caramella, ma in credenza mi sono rimasti solo barbiturici.
- Fondamentalmente io sogno la pace nel mondo e tante casette di marzapane.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:06 | Permalink | commenti (81)
categoria dello spirito:horror-scopo
mercoledì, 13 giugno 2007
Ancora incerti, ci trasciniamo verso un’altra estate, tra Crocs fameliche come i coccodrilli da cui prendono il nome e tormentoni musicali ancora in divenire.

Tra parentensi:

sono pronta a scommettere sulla fortuna del pernicioso Cupid's Chokehold dei Gym Class Heroes  - quella del video con una sorta di
Principe di Bel-Air dei poveri come protagonista.

Poi direi Irene Grandi dopata con i Baustelle, spero nella in quella grezza di Amy Winehouse e la sua You Know I’m No Good e infine tutti noi si confida nell’arrivo di un
ciofecone latino-americano che fa tanto Riviera romagnola e piste da ballo insaponate.

Ah, e mi compiaccio di sentire che il nuovo singolo dei White Stripes -  Icky Thump - è un raffinato brano con prolungati riffoni in apnea da guitar hero, contorsionismi country-rock e abrasioni poco melodiche.

Il che - in parole povere - significa:

- Francé, a' stronzo, e vammi a po-po-po-pizzare questo se ci riesci.

Chiusa parentesi



E’ a causa quindi di questa effettiva penuria di tormentoni codificati e facilmente adottabili, che fino ad oggi ho aspettato con ansia l’arrivo del catalogo D-Mail in modo da
aggiornarmi rapidamente sui must dell’estate di quest’anno.

Faccio brevemente mente locale sul concetto su cui si arrota il prodigioso catalogo
D-Mail

Se pensi che sia una cagata assurda non conforme agli standard della CEE, noi ce l’abbiamo. 


e inizio a sfogliare assetata di conoscenza, notando subito che in questa edizione estiva c’è un incremento notevole di strumenti di tortura gratuita su piccoli animali.

Scaccia-talpe con vibrazioni, racchetta fulmina-insetti, ViadiQui Disabituante per cani e gatti – qualunque cosa voglia dire - e un mini distruggi documenti a manovella che userei impropriamente, ma con grande soddisfazione personale.

Poi mi rifaccio gli occhi su una miriade di piccoli gioiellini mai-più-senza come l’oliera spray, il cappellino con ventola e pannello solare per alimentarla, la chiavetta USB salva-alito e il Super-Kegel per tonificare l’interno coscia e risolvere alcuni problemi della sfera intima.

Ma poi – finalmente- trovo il must-have che cercavo.
Perché è indubbio che ci sia bisogno di un Nuovo Gioco Dell’Estate.

Dopo il frisbee, le racchette, le bocce, il beach-volley, costruire cose con gli stecchi Ducali, il limbo e le piste delle biglie tracciate con il culone dell’amico chiatto:

Il set da calcio gonfiabile.

Sì, riconosco che avrebbero potuto lavorare un po’ di più sul nome che non evoca di certo
quello che questa meraviglia promette.

Un. Grosso. Pallone.
Manone.
E piedoni.

Immaginate infiniti tornei sul bagnasciuga.
Gente rincoglionita dal sole a picco che annaspa con manone e piedoni che schiaffeggiano l’aria immobile, rallentano i movimenti, intorpisdiscono i sensi già ottusi dallo sforzo agonistico.

Si cade per terra, ci si contorce come carapaci divelti sulla sabbia a 40 gradi, mentre il pallone abnorme fluttua interrogativo sulle teste.

Chi lo colpirà? Chi farà gol?

Perché cazzo nella confezione non ci hanno messo
pure una porta gonfiabile?

Sudore, lacrime, abnegazione e l’amaro sapore del sale in bocca.

E nel 2012 l’ammissione ai giochi olimpici insieme al tiro a bersaglio al coccobello, il petting a pelo d’acqua e la staffetta 4x4 in materassino.



..

.

Chi lo vuole me lo faccia sapere che scrivo pure il suo nominativo sul modulo D-Mail,
che almeno ci dividiamo le spese di spedizione.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:02 | Permalink | commenti (43)
categoria dello spirito:musik, merceologia daccatto
martedì, 12 giugno 2007

Dicono che sia il luogo in cui si nasce a determinare buona parte del nostro carattere.

Aridi come il deserto, generosi come la campagna, aperti come il mare, molli come un pendio, saggi come un monumento, grandiosi come un grattacielo, cordiali come un borgo, dolci come un lago, selvaggi come la brughiera, tamarri come Busto Arsizio.

E' il vostro caso? - chissà.


Ho trovato su Youtube un breve filmato di uno scorcio della mia città natale in cui ormai è da molto che non torno.

Primavera che pare autunno inoltrato, luce di bruma, bava di pioggia sulla strada, l’eco di qualche auto fantasma che sfreccia, salite irte che si inerpicano.
E montagne – che occupano i cieli.

Mentre il torrente si muove verso un vicinissimo fiume sacro alla patria – così è inscritto sul marmo - più in là, su un ponte molto più alto, probabilmente, una voce sta sussurrando a qualcuno di buttarsi di sotto per non far perdere alla città in questione il primato italiano in suicidi.

...

Nothing to do, nowhere to go.

E montagne – che occupano i cieli.

...

Diciamo che il testo di un’ipotetica Frangetta di questa cittadina avrebbe solo pochi versi ripetuti all’infinito.

Imbocchiamo l’autostrada
E andiamocene via di qua.


Tunz tunz tunz

Solo due versi perché purtroppo non bazzicano più gli squadroni di alpini di leva da abbordare o da cui essere abbordate il sabato sera durante le vasche in piazza.


Eppure, lacrimavo come una scema.
Lacrimavo per la bellezza incompresa e perché - volente o nolente - di questa roba io ci sono inzuppata.

Commozione. Cerebrale.


Per fortuna, il momento lirico è stato deturpato dal commento sottostante di un tizio che - pur non conoscendo quello di cui sta parlando - rimette tutto nella giusta prospettiva.

Che posticino accogliente.. mi ricorda un cimitero!
Shit.


...

Lo ringrazio.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:24 | Permalink | commenti (59)
categoria dello spirito:me myself and i
domenica, 10 giugno 2007

L’esimia Merchesa, giorni addietro, mi ha rifilato un’impegnativa catena di sapore politico.

Dopo essermi fatta una breve opinione della faccenda aggiornandomi di qua e di là, direi che i tempi sono maturi per rispondere.

...

1. Come mai un blog così orientato politicamente?

Perché credo in Daniela Santanché.
E nel frattempo studio da capopopolo, da Evita Peròn.
E avviso tutti: sono pronta a rischiare. So di avere il consenso.
I miei circoli “D donna” - dove “D” sta per Daniela - vanno fortissimo.
Abbiamo raggiunto quota 513 *

...

2.
Ti dà soddisfazione? Un aggettivo per definirlo?

Sì. Daniela Santanché.
E vedi queste peonie bellissime?
Non sono libera di andare dal fioraio qui sotto e comprarle.
Nonostante ciò, alcuni pensano che io sia una stronza
*

...

3.
Se potessi scegliere, chi vorresti tra i tuoi lettori?

Daniela Santanché.
La sua poltrona ricoperta di paiettes argentate.
E i caloriferi dorati del suo ufficio milanese *

...

4. Cos'é la politica per te?

Daniela Santanché.
Sulla parete, un quadro stile Andy Warhol.
Soggetto: Daniela Santanché *

...

5. Hai mai pensato di "passare dall'altra parte" (non sessualmente, politicamente)?

Sì, Laura Ravetto.
36 anni, deputata di Forza Italia.
Parla con il Cavaliere almeno una volta alla settimana.
(per il resto ingoia?)

Non si ferma mai.
Bionda, sexy, occhi verdi che bucano lo schermo.
Quando cammina, corre.
Anche sui tacchi a spillo.
Berlusconi le ha affidato un progetto ambizioso.

La bellezza? – dice - Mi ha aiutato.

Per lei, tradirei Daniela Santanché.

...

6. Quali sono, secondo te, i valori più importanti dello schieramento in cui credi?

Beh, prima di tutto: Daniela Santanché.

Poi a seguire a breve distanza: il ragazzino della manifestazione romana di ieri, con un cappuccio in testa e una bottiglia in mano pronta ad essere gettata contro gli scudi della polizia, che urla ad Haidi Giuliani:

- E levati, stronza.

...

7. Temi cardine del dibattito attuale sono il ruolo della Chiesa e la posizione degli omosessuali. Qual é la tua posizione al riguardo?

Rosari di Tiffany per tutti.
Come Laura Bush, che ieri  ha omaggiato in questo modo Flavia Prodi che le aveva a sua volta donato una borsetta di Tod's.

...

8. Internet e la politica: rapporto importante e possibile?

Assolutamente.
Il sito di Daniela Santanché (L'Onorevole).

...

9. Ti senti rappresentata/o dall'attuale classe politica italiana? E da quella straniera?

Sì, certo. E mi ritengo soddisfatta perché:

Berlusconi: George ha promesso,
verrà in Sardegna.

T'appartengo. Prometti? Prometto. Giura.

Però mi dispiace per Vladimiro Putin, che per quest'anno, si dovrà accontentare di prenotare in un villaggio Alpitour ed avere la solita avventura con l’animatore figo come tutti gli altri poveri mortali.

...

..

.

Comunque, avendo nel mio portafoglio - tra le innumerevoli tessere di partito - quella del FLC - Fronte Liberazioni Catene, dò in pasto questa catena a chiunque se la voglia pigliare, rispondere anche solo parzialmente, usare come arma di ricatto, eccetera, eccetera, eccetera.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 17:51 | Permalink | commenti (42)
categoria dello spirito:pollitica
giovedì, 07 giugno 2007

Tra le cose che amo: leggere le trame dei telefilm sul giornaletto della tv.

Che volete che vi dica: ci tengo ad essere sempre aggiornata su quello che accade in giro.

Anche perché in pratica è come seguirli senza la scocciatura delle pause pubblicitarie
e di vederli per davvero.



Ad esempio:

Alcune signore di Vienna benestanti spariscono misteriosamente.

Il cadavere di una bellissima donna viene rinvenuto sotto le foglie secche di un parco.

In un ospedale psichiatrico avvengono strane morti.

Stefan Lanz scopre di essere sieropositivo e sconvolto dalla nostizia decide di vendicarsi dei suoi amici.

Il Commissario Rex: musica per le mie orecchie.
Perché lo ammetto: lo amo alla follia come molte altre serie poliziesche di area germanofona.
Allegria alle stelle, ritmo, senso dell’umorismo e spensieratezza, facce da psicopatici sia tra i buoni sia tra i cattivi e un fonte inesauribile di idee fresche per atti a delinquere e omicidi vari ed eventuali.

La mia puntata preferita di sempre è "Der Puppenmörder", quella del