giovedì, 29 novembre 2007

I momenti migliori di quando si andava alle elementari erano le cosiddette visite guidate.
Quelle che se non facevi firmare l’autorizzazione al genitore non ci potevi andare.

Al planetario, alla fattoria del nonno del tuo compagno di classe campagnolo, al museo, alla discarica a cielo aperto, alla centrale del latte.

Si partiva tutti eccitati con il pranzo al sacco, si stava in fila per due mano nella mano con l’amica/o del cuore dietro alla maestra, si prendevano d'assalto treni, autobus, pulmini, alla volta di mirabolanti avventure educative.

Personalmente, la mia gita preferita è stata in seconda elementare, alla fabbrica della ToBel.

Una marca di costruzioni per bambini che era uscita sul mercato con la velleità visionaria di far concorrenza a colossi quali Lego e Playmobil e che invece non riuscì mai a sfondare.

Probabilmente una delle ragioni del suo insuccesso fu che gli omini che produceva erano tronconi umani senza braccia né gambe.

Né naso, né occhi, né bocca.
Per non parlare di un qualsiasi accenno di organi genitali.

Cavolo, facevano davvero impressione – ora che ci penso bene.

Comunque fu davvero una gran momento vedere la plastica liquida scendere a salsicciotti nelle presse e venire trasformata in questi monconi umani.

Mentre noi tutti tossicchiavamo intossicati dai fumi della polimerizzazione.

Però, le gite didattiche sono sempre cose belle da ricordare con il sorriso sulle labbra.

..

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Detto questo, vedere oggi scolaresche urlanti in visita guidata occupare interi vagoni della metropolitana, ti fa rivalutare immediatamente la figura storica di Erode.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:58 | Permalink | commenti (33)
categoria dello spirito:osservatorio, miti e feticci
mercoledì, 28 novembre 2007

C’è questa tizia che oggi ha ritardato il decollo di una volo Ryanair perché non le volevano far portare a bordo il coccodrillo di pelouche  "grosso come un monolocale".

Pensavo fosse una burla e invece ho visto il servizio al telegiornale: lei raccontava l’avvenimento indignata perché le hostess si sarebbero permesse di consigliarle di buttare il fantoccio nella stiva con i bagagli.

- Io mi sono rifiutata: sa, le condizioni igieniche non sono il massimo..

Quella tizia con la sua protesta assurdamente caparbia è diventata il mio nuovo mito.

Non importa se è pazza, molto sensibile o semplicemente una rompicoglioni viziata: per fare quello che ha fatto ci vogliono due palle così.

- Signori, non si può decollare per colpa del coccodrillo.

Quanto mi sarebbe piaciuto fiutare l’odio purissimo che deve essere scaturito dalla folla inferocita quando ha sentito il comandante all'interfono scandire questa frase.

Comunque mentre guardo il servizio, un brivido mi percorre la schiena.

La fissità dello sguardo tipica dell’ottuso.
Il colore verdino-malaticcio.
Il materiale scadente da Trudy tarocco.

Quel coccodrillo non mi è nuovo.

Oscuro regalo di qualche anno fa.
Occultato sulle mensola più polverosa della mansarda – condizioni igieniche molto più che pessime, altro che stiva della Ryanair.

Mai cagato di striscio, né tantomeno portato in viaggio.
Lui, il coccodrillo che non fecero partire - in versione ridotta.

Ho un fantastico protagonista della cronaca italiana  in casa e non me ne sono mai accorta.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:53 | Permalink | commenti (33)
categoria dello spirito:voglio la sua testa
martedì, 27 novembre 2007

Ciao Barbara, vuoi partecipare anche tu alla colletta per il compleanno di Barb..ooooops!



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Quando una settimana fa ho visto la P.R. che entrava baldanzosa in stanza con in mano una busta, me lo sono sentita fino nelle ossa: ora verrà qui, sbaglierà e mi chiederà soldi per il mio regalo.

E così infatti è stato - nell'imbarazzo generale.

...

Comunque alla fine, venerdì i colleghi di lavoro mi hanno regalato un bell'iPod Shuffle.

E improvvisamente la vita mi sorride e mi sento molto figa con questo cosino addosso.
Se solo mi ricordassi di mettermelo in tasca quando esco di casa.

Ora devo soddisfare le aspettative di chi me l'ha regalato.
Tutti che mi vogliono trascinare al cavo USB del loro computer per pomparmi su la loro musica.

Ho declinato più volte l’offerta con scuse barbine perché non voglio che il mio iPod si riempia improvvisamente di musica latino-americana, Mario Biondi e Timbaland.

Ma adesso sono loro che mi aspettano al varco.

C'è chi scommette che  riempirò lo shuffle di "un terabyte di Anna Tatangelo" (sic) o chi crede che darò fondo ai classici della dance tunz-tunz anni 90.

E tutti ghignano, attendendo la mossa falsa che mi marchierebbe a vita come "mezza-sega musicale".

...

Ora, la domanda sorge spontanea: di cosa bisogna riempire un iPod per essere socialmente apprezzati?

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:43 | Permalink | commenti (48)
categoria dello spirito:musik
domenica, 25 novembre 2007

L’altro giorno Alicia Keys con il suo ultimo singolo No One mi ha fatto rimanere secca.

Nel video lei emetteva una sorta di suono vocalico perfora-timpani e io riuscivo a vederle tutte e quindici le corde vocali e a saggiare il contenuto del suo stomaco.

Tutto molto bello, per carità, eh.
Di quella bellezza che quasi quasi dopo un po’ ti dà fastidio.

Essì che qualche volta mi struggo al pensiero che uno dei doni che avrei tanto voluto che mi facesse il buon Dio è sicuramente quello del canto.

Non sapere cantare così, semplicemente.
Ma avere una voce della madonna, gorgheggiare come un pozzo senza fondo, ostentatare sicumera vocale chessò, a cazzo, quando proprio non se ne sente il bisogno, proprio quando gli altri vorrebbero solo che la canzone finisse.

Essere una Grande Sperperatrice di Voce.
Entrare a far parte di quella categoria di cantanti donne che hanno fatto dello spreco di fiato kithsch la loro unica ragione di vita.

Quelle che devono assolutamente dimostrare la loro abilità ad ogni strofa, parola, vocale.

Quelle che ti infilano l’acuto, il gorgheggio, il virtuosismo in ogni fottuto angolo della canzone, a loro insensata discrezione.

Quelle che non stanno zitte mai - l’horror vacui di lasciare per un nanosecondo il pezzo solo strumentale che si impossessa avidamente di loro.

Quelle che se ti danno tre parole sono chiaramente “souououououle, cuouououore, amououououore”.

...

Ed è sempre l’annosa questione tra virtuosismo e spontaneità, se sia meglio un cantante che eccelle nella tecnica oppure uno che punta tutto sull’interpretazione.

Roba che si potrebbe aprire una tavola rotonda sull’argomento ad Amici di Maria De Filippi.

Ma se per tenori e soprani hanno creato i teatri d'opera apposta per internarli e tenerli così sotto controllo, le Grandi Sperperatrici di Voce scorrazzano liberamente nel rutilante mondo del pop, ebbre del loro grande talento, foriere di ballatone strappalacrime da cinque minuti e passa.

Giorgia, Laura Pausini, Beyoncé, Celine Dion, Alexia, Barbra Streisand - tanto per dirne qualcuna: a volte le ascolti e ti chiedi che razza di abominevole crudeltà le spinga a violentarti così le orecchie con la loro bravura.

Loro e i cori Gospel: chiudetemi in una chiesa insieme a un coro gospel che performa canzoni di Natale e avrete avverato il mio peggior incubo.

...

E così le Grandi Sperperatrici di voce ci stregano con i loro gargarismi, ma per fortuna sento che dietro l’angolo per tutte loro c’è la legge del contrappasso.

Finiranno tutte come Whitney Houston.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:14 | Permalink | commenti (42)
categoria dello spirito:musik
sabato, 24 novembre 2007

Oggi, mentre attraversavo la banchina della stazione sotto un cielo plumbeo e piovigginoso, realizzavo come per la prima volta nella mia vita una cosa:

gli ombrelli sono tra noi.

Penso che siano degli accessori più bistrattati a questo mondo.
E non solo perché Rihanna ci ha imbastito sopra una canzoncina estiva e lanciato una sciattissima linea di moda.

Scomodi, poco maneggevoli, ingombranti: alzi la mano chi è contento di prenderne su uno quando esce di casa.

Gli ombrelli poi possiedono questo interessante status ontologico: sono fatti per essere persi.

Controllate: non è difficile avere a casa un ombrello non tuo che hai fottuto distrattamente da qualche parte.

Una mia amica, per esempio, veniva a scuola ogni giorno di pioggia sempre con un ombrello diverso.
Suo padre faceva il bidello.

...

Ma non è difficile anche avere un ombrello con più di tre stecchetti rotti che si flette al primo refolo di vento.

Non è difficile entrare in un negozio, sbagliare ed infilare l'ombrello nel cestino dei rifiuti.

Non è difficile avere un ombrellone agghiacciante a fantasie scozzesi.

Non è difficile avere un ombrello che quando lo chiudi pare una tagliola.

Non è difficile iniziare a volteggiare Singing in the rain quando si ha in mano un ombrello.

E soprattutto non è difficile non avere un ombrello quando inizia a piovere.

..

..

.

Io comunque, al posto dell'ombrello per ripararmi dalla pioggia sono ancora qui che aspetto una valida alternativa: i tuboni di cemento armato dei cartoni giapponesi in cui si rifugiavano i bambini tristi che scappavano di casa.

Se proprio dev'essere una cosa scomoda, poco maneggevole ed ingombrante, almeno facciamolo con stile.
Andiamo in giro rotolandoci in questi tuboni.

Non deve essere difficile.
E voglio proprio vedere se esiste un bidello al mondo che me li fregherebbe.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:27 | Permalink | commenti (32)
categoria dello spirito:merceologia daccatto, tu chiamale se vuoi ossessioni
mercoledì, 21 novembre 2007

Oltre alle castagne, esiste un altro penoso incoveniente di stagione.

Il vassoio in silverplate annerito sul tavolo del soggiorno.
Vai a dormire che è vuoto, ti alzi che è pieno.

Di specialità Ferrero.

Perché?
Perché è così - e basta.

Perché a volte piove pioggia gelata, altre volte merda, altre volte ancora praline di cioccolato.
Ed non è sempre facile percepire la differenza.

Mia madre ne fa incetta in modo compulsivo.
Mia madre ha paura di passare l'autunno/inverno senza.
Mia madre è uno scoiattolo.

Chiudi credenze vuote la sera, le riapri al mattino piene di quelle fottute scatolette in plastica da 24 pezzi.

Per gli ospiti - dice.
Ma chi cazzo vuoi che venga da noi - e dillo che sei una tossica di specialità Ferrero.

...

Strani fenomeni accadono quando casa mia si riempie di queste simpatici prodotti dolciari.
I cioccolatini nuovi si mescolano con i vetusti sul fondo del vassoio.

Stratificazioni di ere geologiche di cioccolato
si mescolano - e fortunello chi si becca quello vecchio di tre anni.

...

Il mondo delle specialità Ferrero mi abbaglia con le sue forme variegate - quella piramidale istilla in me un terrore senza nome - e con i suoi colori metallizzati da pacchetti regalo.
E mi respinge, inevitabilmente.

Non che non mi piaccia sfondarmi di cioccolato - la mia dose giornaliere di Lindt non me la toglie nessuno.

Ma alle specialità Ferrero dico basta, o quantomeno "pietà!".
Ecco le mie pagelle personali:

Ferrero Rocher: sarò sfigata io, ma ci trovo dentro sempre nocciole muffe.
Mi chiedo se succedeva lo stesso alla squinzia in giallo che si faceva Ambrogio. 5 e mezzo.

Mon Chéri: immagine inquinata totalmente dopo l'agghiacciante performance di Serena Autieri che ulula Splendido Splendente con le sue corde vocali di amianto.
6 meno meno.

Pocket Coffee: il mio preferito. Niente da ridire sul Pocket Coffee.
C'è più caffé in un Pocket Coffee che nel liquido che scende giù dalla macchinetta del caffé al lavoro. 6 e mezzo.

Raffaello: moscio. Ricoprire una palla di roba friabile con scaglie di cocco e darle un nome da parrucchiere non è stata proprio l'idea del secolo, eh. 2

Opera: addocchiato al supermercato in un sofisticato packaging. Così di primo acchito non ho abbastanza elementi per stroncarlo. Peccato.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:30 | Permalink | commenti (58)
categoria dello spirito:parentado, provato per voi
martedì, 20 novembre 2007

- Uhuhuhuh, c’è già dentro qualcuno. Dai, che devo giusto-giusto fare soltanto un filino di pipì!

- Beh, figa, sbrigati che dopo io devo cagare un cordone di merda.

- Uh.

..

.

Dialoghi da attesa-da-cesso che si ha la fortuna di auscultare soltanto quando una leggiadra P.R. con la vescica di pan di zucchero e un rude informatico biondo s’incontrano davanti alla porta di un bagno unisex occupato.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:54 | Permalink | commenti (32)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi
domenica, 18 novembre 2007

E’ uscito un nuovo libro per la serie Astrologia light in salsa glamour.

Parla di affinità zodiacali ed è scritto da quel simpaticone di Antonio Capitani, l’uomo secondo i cui oroscopi su Vanity Fair non importa di che segno tu sia: questa settimana tu scoperai.

Ottimista, Capitani, troppo ottimista.

...

In ogni caso, il suo è un libercolo molto divertente che descrive il ménage delle varie coppie zodiacali.

Ci sono restata secca quando ho notato che il contenuto di – chessò – Scorpione+Bilancia è uguale al contenuto di Bilancia+Scorpione – il che, se ci pensate, è perfettamente ragionevole, ma così istintivamente mi pare tanto 'na mezza fregatura.

Quindi, in mezz'oretta mi sono già letta in piedi in libreria tutto quello che mi poteva interessare per evitare di comprarmelo.

Capitani, prenditela con i commessi della Feltrinelli che non mi hanno sbattutta fuori - che ti devo dire.

...

Comunque la teoria delle affinità zodiacali è una degli aspetti più interessanti dell'astrologia.

Ora potrei stare qua e snocciolare anch'io tutte le possibili schermaglie amorose tra i 12 segni, il che significherebbe 144 combinazioni diverse - ma di cui la prima metà sarebbe uguale alla seconda metà e sei per sei fa trentasei e il pi greco vale tre virgola quattordici e..

Mmh

Oppure, per una volta tanto in astrologia, si potrebbe tentare un'operazione inversa - un bel "Dal particolare all'Universale" - un gustoso vademecum su chi scegliere e chi evitare se proprio ti devi innamorare di qualcuno, scritto di prima mano dai diretti interessati.

Perché sulla carta Ariete-Vergine è una via crucis e Cancro-Pesci è il regno delle coccole in terra, ma insomma, alla teoria è consigliabile applicare sempre una sana dose di realistica pratica. 

...

Quindi, forza: sputtanate o raccomandate le vostre combinazioni zodiacali del cuore.
Ma soprattutto sputtanatele - che fa più ridere.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:07 | Permalink | commenti (49)
categoria dello spirito:horror-scopo
giovedì, 15 novembre 2007

Vabbé, hanno chiamato un bambino Oceano e che sarà mai?

A me inquietano maggiormente  i sempre più frequenti Lorenzo, Leonardo, Tomaso con una "m", Lucrezia, Matilde, Vittoria, Benedetta.

E’ questo il nuovo trend dei nomi che vanno forte – almeno dalla chiacchiere che sento in giro.

Tutti nomi che suonano da ricchi stronzi – mi scuseranno.

...

Il problema è che sta diventando sempre più difficile dare un nome a un bambino.

O ti butti sul settore merceologico-markettaro come ha fatto Ilary Blasi con la sua Chanel o sennò non fai un figlio – non so che dire.

Bisognerebbe inventare nuovi nomi forse.
Quando ero più piccola ero convinta che esistesse il nome Giusanna.

Sono andata avanti così per un bel po’ di anni, poi ho realizzato che c’è Giuseppe e c’è Susanna, ma difficilmente si sentirà in giro una Giusanna.

Beh, secondo me ora è venuto il momento di rispolverarlo.
Giusanna™, Alesco™, Mattuca™, Giorgessa™, Stetrizia™, Malberto™.

E così via, fino ad esaurimento scorte.

E poi vendi i diritti.
Giocherelloni disposti a rovinare l’autostima dei propri figli li trovi sempre in giro, per fortuna.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:54 | Permalink | commenti (52)
categoria dello spirito:speculazioni, tu chiamale se vuoi ossessioni
mercoledì, 14 novembre 2007

Ieri sera tentavo di spiegare il metabolismo cellulare alla mia pupilla.

Penso che pagare una per leggerti ad alta voce il libro, sottolineare in fucsia le parole chiave e gesticolare pesantemente nel tentativo di far capire come fa il DNA a galleggiare nel citoplasma sia l’ultima frontiera della coglioneria, ma siccome la tizia che viene pagata sono io, chiudo un occhio.

Comunque è difficile spiegare cose senza poter usare nelle frasi nessuna subordinata.
Quando inizio ad ampliare il discorso con un “che”, un “affinché” o - azzardo - un gerundio, la pupilla sgrana gli occhioni pittati da Maybelline New York e mi si stranisce.

Mi è stato molto d’aiuto, quindi, il caro e vecchio Esplorando il corpo umano, quel cartone animato che ci ha resi tutti cosapevoli del fatto che il nostro corpo sia abitato da strani omini iperattivi che fanno un po’ quel cazzo che vogliono.

Scusate, mi viene da grattarmi.
Ok, posso andare avanti: la mia mano ha smesso.

Mentre parlavamo dell’efficiente attività degli enzimi, mi sono venuti in mente a come erano rappresentati nel suddetto capolavoro animato: dei metalmeccanici pelati e incazzosi con cacciavite in mano  - e sono caduta in una spirale di paranoia perché immagino che a loro volta, anche loro debbano essere composti da cellule piene di  metalmeccanici pelati e incazzosi con cacciavite in mano - e così via in un vicolo senza uscita in cui mi sono rifugiata per non prestare attenzione alla pupilla.

Poi per sbaglio, lei ha mosso il mouse del suo computer, ha disattivato lo screensaver e sul desktop c’era una foto di lei fatta con la web cam in posa provocante.

Come se Rihanna si facesse un avatar su Splinder con il suo famoso ombrello infilato in bocca – tanto per intenderci.

E mi sono ributtata a capofitto nella fantasmagoria degli enzimi degli enzimi degli enzimi degli enzimi degli enzimi degli…

...

..

.

(nella foto: quello che viene fuori su Google se digito enzimi.
Ovviamente un brutto scherzo a cui non voglio credere. I miei enzimi sono diversi.)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:19 | Permalink | commenti (24)
categoria dello spirito:miti e feticci, repetita stufant
martedì, 13 novembre 2007

Ore 21:30 circa.
Un Paolo Bonolis già sudato come un verme urla "Italiaaaaaani" e dà inizio a Ciao Darwin.

E come ogni settimana, della gente inizia ad avviare le pratiche per cambiare cittadinanza sulla propria carta d'identità.

...

Ore 21:40 circa.
Gara antropologicamente politically correct tra Bianche V.S. Nere.
"Loro di costituzione si allargano di fianchi" - è l'accusa infuocata che le prime lanciano alle seconde.

Vengono presentate le due madrine: per le Nere due tette chiamate Ainett Stephens e per le Bianche l'algida Laura Freddi.

...

Ore 22:11
L'indirizzo IP 151.65.200.15x - presumibilmente uomo, bianco, di razza caucasica, pupille isocoriche normoreagenti, molto arrapato - digita scivoloso su Google: Laura freddi nuda.

Ore 22:12
Il suddetto indirizzo IP arriva sul mio blog, non trova nulla di quanto il buon Google gli aveva promesso e va a spararsi sconsolato una sega di rimpiazzo - chessò - sulla
nuova compagna di Gianfranco Fini.

...

O almeno, così mi immagino che siano andate le cose, mentre ammiro estasiata
le mie statistiche delle chiavi di ricerca.

Ora mi concentro sulla possibile storia dell'I.P. che alle 19.46 ha cercato "come risolvere un matrimonio di merda".

...

Piccole storie di indirizzi IP in tempo reale - provateci.

...

UPDATE:

23:50 -> laura freddi culo
23:53 -> culo laura freddi

Altri due IP diversi.
E' fantastico constatare che stasera molti fan di Laura Freddi andranno in bianco.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:15 | Permalink | commenti (34)
categoria dello spirito:mondo web, televisione cattiva maestra
lunedì, 12 novembre 2007

Ci entro cinque giorni alla settimana su sette.
Con lo stato d’animo di chi ha il bisogno impellente di liberarsi di qualcosa.

Eppure solo oggi che ho cagato con più lentezza mi è balenato agli occhi: sconcertante, assurdo.

Perché nell’unico cesso del posto dove lavoro, sul mobiletto accanto al water, ci sono sempre dai tre ai sei rotoli di carta igienica – tutti rigorosamente già iniziati?

Questo significa una solo cosa: c’è gente che ha schifo di pulirsi il culo con lo stesso rotolo usato da un altro.

E in Africa ci sono bambini che muoiono di fame – no, così per dire.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:41 | Permalink | commenti (36)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi
domenica, 11 novembre 2007

Il delitto di Perugia è perfettamente fotogenico.
Ha sex appeal da vendere, è intrigante, è giovane, è sessodrogamorte come piace a noi.

Del resto, la vittima si è fatta icona ogni sera al telegionale nella sua foto di streghetta di Halloween dalle labbra troppo rosse.

E’ come se da Novi Ligure in poi, l’arte del delitto mediatico abbia trovato la sua pienezza in quest’ultimo.

Il suo perfezionamento, il suo punto di arrivo.

Certo, fare meglio è sempre possibile, ma per ora rimaniamo senza fiato ad ammirare le enormi potenzialità di questo caso.

Il suo è un cast di prima scelta che fa subito molto Dawson’s Creek: l’americana faccia d’angelo, il fidanzato bravo ragazzo con gli occhialini senza montatura sul naso e la special guest star dell’uomo nero che ha il ritmo nel sangue.

Lo scenario è suggestivo, inedito: the dark-side of Perugia e il suo universo cosmopolita di ragazzi che da tutto il mondo vanno lì a studiare, tra le altre cose.

Le dinamiche sono perverse quanto basta per far eccitare noialtri del popolo bue & sovrano che abbiamo capito tutto della vita perché ogni venerdì sera seguiamo CSI.

Compaiono tutti i liquidi che ci interessano: prima alcool, poi lo sperma e infine il sangue.

Ci sono i giornalisti che si riempiono la bocca di parole, che ci portano a fare un viaggio nel presunto mondo dei gggiovani traviati dalla tecnologia, dove tutti ormai vivono in funzione della loro faccia riflessa sulla schermo del computer, dove quello che sei è rappresentato da foto, parole e filmati schiocchi su myspace colorati.

Spiegazioni così articolate che per tutto risultato fanno sì che mia madre non abbia ancora capito bene cosa sia, ma di certo ora è convinta che blog=male assoluto.

E tutto fa brodo, si va avanti così, aspettando la prossima entrata in scena - che siano i RIS, un avvocato difensore particolarmente loquace o un testimone a sorpesa poco importa.

Pendiamo dalle labbra dell’ultima edizione di Studio Aperto che di certo avrà qualche minchiata esclusiva da mostrarci.

Ed è subito evento, un bel giocone multimediale in cui partecipare tutti insieme, ricco di stimoli, immagini, parole.

Delitto che piace perché non fa male, perché non capita a te: incuriosisce, s’insinua morboso.

E’ morbido, ti prende, è ricco di luci e ombre:  è un film da gustare.

Non impressiona nemmeno: “morta sgozzata”, “lago di sangue” sono solo parole, ascoltate così tante di quelle volte che non si sentono nemmeno più addosso, nella pelle, come spine - ti scivolano soltanto, stereotipi nemmeno troppo originali.

La lama che taglia, le carni che si lacerano, il corpo nudo sul pavimento freddo che aspetta la fine dell’agonia: non è questo che ci interessa, cosa ce ne frega di come si possa essere sentita la vittima - a noi piace concentrarci su chi resta, sui cattivi&vincenti.

Perché comunque è tutta fiction, vero?

Cioè, è roba che leggo sui giornali, che vedo alla tivù – roba che non mi tange - non mi devo sentire in colpa se dopo anni e anni di esposizione, non mi fa più né caldo né freddo, vero?
 

Però ho da protestare contro chi si occupa della programmazione: nel giro di poco più di una settimana prima la donna uccisa dal rom, poi Meredith e proprio oggi il tifoso laziale morto.

Insomma, troppa grazia, centellinate le cose con più cura, sennò non riesco più a starvi dietro.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 19:34 | Permalink | commenti (34)
categoria dello spirito:speculazioni, televisione cattiva maestra
giovedì, 08 novembre 2007

L’autunno è quello che è: foglie morte e cuoio cappelluto che si squama, ma c’è un aspetto che davvero odio sopra ogni altra cosa.
Le castagne.

Alle elementari c’era questo diktat della maestra di fare delle cornicette geometriche sui quaderni alla fine dei compiti.
E se era autunno, stai sicuro che andavi di castagna.

Probabilmente è da questa insana pratica che inizia la mia idiosincrasia.

Io le castagne le abolirei.
Come sapore, come colore, come odore.

Caldarrosta.
Castagna matta.
Castagnaccio, ippocastagno, occhi castagni.
-agni - agni - agni-
Marron glacé, la marronata, Roberto Maroni.

Note positive: non esiste il Badedas alla castagna.
E visto che lo fanno con qualsiasi cosa vivente-e-non a disposizione, una motivazione molto forte contro la castagna ci sarà.

Puzza di castagna nell’aria.
Quando ero piccola c’era un omino che vendeva castagne sull’Ape Cross per cinque mesi all’anno e per gli altri sei mesi gelati.

Di febbraio andava in qualche clinica a disintossicarsi.

Non so dove prendesse le castagne da arrostire, probabilmente accattava quelle cadute dagli alberi del parco.

Quando ti compravi un cartoccio da lui eri fortunato se trovavi meno di dieci vermicelli.

Un cartoccio erano solo millelire e con cinque mila eri costretto a rubare per tutta la settimana le merendine degli altri a ricreazione, però avevi il plus che alla fine potevi aprirti una piccola coltura di vermi da pesca.

Ma quanto costano oggi i cartocci di castagne?
Mi pare di aver intravisto un sobrio servizio al telegiornale in cui si parlava di emergenza.
Come per la pasta, gli orsi bruni che schiattano e i voti mancanti al Senato.

Sarebbe propria l’unica cosa che mi piacerebbe sapere essere stata affossata dall’inflazione.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:19 | Permalink | commenti (34)
categoria dello spirito:tu chiamale se vuoi ossessioni
lunedì, 05 novembre 2007

- Sono preoccupata: domani mattina devo uscire mentre c’è la donna che mi pulisce casa.

- Vabbè, ma in casa c’è lo zio, no? La tiene d’occhio lui nel caso tu non ti fidassi di lei.

- E brava sveglia, proprio per questo sono preoccupata. Quella là poi è capace di accusarlo di averla molestata perché vuole un risarcimento.

- Oddio, ma da dove ti vengono queste idee?

- L’ho visto su Forum.

Cancellate Forum dai palinsesti, vi prego.
Mia zia non può continuare a vivere così.
Lei crede che sia vero.

Ma proprio tutto-tutto, pure Fabrizio Bracconieri che fa la guardia giurata.

Lei prende appunti quando lo vede.
Lei archivia tutti i casi nel suo quadernetto.
Perché lei sa che non passa giorno in cui non possano tornarle utili.

Le liti condominiali, per esempio.

Bucato steso gocciolante proprio sopra il tuo balcone, alberi potati male che ti entrano dalla finestra frantumandoti il vetro, raid di vicini armati di mazza e martello che vogliono darti una lezione, così perché li stai sul cazzo - insomma,
normale amministrazione.

E lei - indominata cintura nera - pensa sempre di avere la meglio su tutti brandendo vittoriosa la frase Santi Licheri ha detto che..”.

Di Tina Lagostena Bassi si fida un po’ meno invece.

...

E ora, a quanto pare, è andata oltre e si è messa in testa la storia della donna delle pulizie con l'accusa facile.

La cui soluzione è presto detta, grazie al fantastico tribunale in cartongesso di Rete 4:

- Le dico che vado a fare un giro qui vicino e che potrei tornare da un momento all’altro. Così non si azzarda.

La cosa divertente è che mia zia si preoccupa della donna delle pulizie che potrebbe inventarsi false accuse, quando mio zio - l'artista - non avrebbe molti scrupoli a renderle vere.

Che tutto ciò resti fra di noi, eh.

...

..

.

(ah, a tutti gli appassionati di legal drama: domani si svolge finalmente dal giudice di pace il già citato spettacolo: "Ok, ho detto troia, ma mi riferivo al tuo alano, non a te, vecchiaccia")

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:27 | Permalink | commenti (40)
categoria dello spirito:parentado, televisione cattiva maestra
sabato, 03 novembre 2007

Hey there Delilah
I know times are getting hard
But just believe me, girl
Someday I'll pay the bills with this guitar
We'll have it good
We'll have the life we knew we would
My word is good

Hey there Delilah - Plain White T's


...

Previsioni ad ampio raggio, previsioni a breve termine.
Un mese è probabilmente il limite accettabile.
Più in là si va nella paranoia, nel circolo vizioso del “dovrei/potrei”, nel regno degli imprevisti e delle probabilità del Monopoli.

Il mio ideale sono le previsioni giornaliere che ti proiettano sul telone in metropolitana.
Quelle senza parole, fatte con i pallini.
Salute due palle, amore due palle, lavoro (soprattutto) due palle.

Senza andare troppo sul personale, una leggera infarinatura. E domani si vedrà.

Perché purtroppo più di un tot la mia mente non ce la fa a pensare in avanti.
Ma - senza ironia - stimo molto chi ci riesce.

Oggi ho sentito una ragazza che è stata mia vicina di casa per molto tempo.
Quattro anni più piccola, abbiamo giocato insieme, l’ho vista crescere, poi d’incanto non è più bambina e si risveglia di già ragazzina.

Anche non chiamandosi Georgie.

Mi ha comunicato che lei e il suo ragazzo hanno deciso che si sposeranno nel 2010.
Voleva sapere da me se sarebbe stata una buona annata, astrologicamente parlando.

E che vuoi dire di fronte a cotanta fede nell’avvenire, a questa fiducia nella capacità di gestire il futuro, a questa sicurezza o ansia di sicurezza che dirsivoglia, a questo sentimento che è di certo amore reciproco, ma anche per l’abitudine, per gli scenari che in primo luogo nascono nella nostra mente, per lo status quo?

Prima arrivateci al 2010, poi te lo dico.

Comunque 2010: tre palle – la butto lì.
Vai con le ragionevoli previsioni mensili:

ARIETE
1. Non vedere ogni persona come un potenziale nemico.
2. Le cose in realtà vanno molto meglio di quanto tu non ti sia messo in testa.
3. Più camomille e meno caffè.
Ecco i tre comandamenti per questo mese in cui continua il malumore autunnale fatto di baruffe, fraintendimenti e porte sbattute in faccia (da te), soprattutto per i nati tra il 26 marzo e il 5 aprile.
Li seguirete come dei docili Mosé? Purtroppo sappiamo entrambi la risposta.

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TORO
Il vaccone con le corna è uscito dal recinto della vecchia fattoria e non ce n’è più per nessuno. Davanti a te vedi rosso e, incaponito come sei, macini progetti, cogli occasioni, sfidi l’opinione dei più. E non sbagli un colpo.
Un panzer, un’asfaltatrice, un tritarifuti pervaso da lucida follia: ecco cosa sei diventato grazie alla carica di Saturno. Con ampi margini di miglioramento.
Bonus: eccellenti opportunità per i nati del 5-6 maggio.

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GEMELLI
E l’amore anestetizzerà qualsiasi altra preoccupazione.
Nella fattispecie: problemi familiari per la prima decade, economici per seconda e terza.
Niente di grave comunque. Un po’ perché non te ne accorgerai, un po’ perché per te sta diventando facile risolvere problemi e non sto parlando del cubo di Rubik.
Avrai l’intuizione necessaria per cogliere segnali invisibili per migliorare la tua situazione lavorativa: c’è un mondo di possibilità che finora hai ignorato.

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CANCRO
Anche i granchi si incazzano. Niente di personale contro nessuno, solo voglia di rivalsa e un po’ di sana stronzaggine. Dai, che anche voi siete uguali a tutti gli altri.
Un mese battagliero, proiettato al cambiamento, grazie a un inaspettato opportunismo che non ti farà davvero guardare in faccia a nessuno.
In particolare, salto qualitativo in ambito lavorativo per i nati da 2 al 9 luglio che richiederà – badate – uno sforzo di apertura mentale.
In sostanza andate alla grande, ma attenti a non alienarvi quelli che vi credono ancora dei teneri e timidi batuffoli.

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LEONE
E’ da un po’ di tempo che l’oroscopo non si dimostra eclatante per il re della savana. Questo vi rode, ma tant’è, meglio navigare a vista di questi tempi.
Certo, voi preferireste “vivere” che “vivacchiare” o peggio ancora “sopravvivere”, quindi chissà come giudicherete questo Novembre un po’ così, costellato di momenti piacevoli in compagnia degli amici più cari, ma anche di fastidiose incomprensioni che a voi sembrano atti di lesa maestà.
Forse solo i nati dal 12 al 18 agosto saranno pienamente soddisfatti: un evento inaspettato e una situazione sbloccata come per magia.

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VERGINE
Alla cosca delle Vergini che parcheggia su questo blog: se venite a lamentarvi ora, vi ammazzo. No peggio, vi entro in casa senza mettere su le pattine.
Il vecchio Saturno sta macinando ormai quasi a pieno regime: giornate mai noiose e banali vi porteranno incontri, scambi di idee, progetti inusuali per il futuro, intuizioni. Addirittura sarete in grado di stanare il tordo che vuole tendervi una trappola.
E per i nati dal 2 al 7 settembre un evento improvviso cambierà la vostra situazione sentimentale. In positivo, non andate subito a pensare male, gioie mie.

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BILANCIA
E’ che voi siete bravi a rigirare la frittata come volete, a incipriare fatti e parole per renderli più lievi, ma questa volta non ve la caverete così facilmente. I nati dal 7 ottobre in giù devono fare mea culpa. Su cosa lo sapete voi.
E non trinceratevi dietro rigide posizioni. Non è elegante, ergo non è da voi.
Per tutti gli altri le cose vanno meglio, riuscirete a togliervi pure qualche soddisfazione. E se avete dei soldi che vi avanzano, rischiateli in qualche investimento. E’ un buon momento – lo dice pure Alan Friedman.

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SCORPIONE
Occhi che brillano come braci nell’oscurità, tenaglie che si muovono assasine: prosegue il tuo percorso-sfida. Contro gli altri, solo con te stesso, in ogni caso ti senti caricato da una missione che ci tieni a portare a termine il più brillantemente possibile. E poi c’è di più.
Il rapporto con gli altri migliora, ti sentirai partecipe delle gioie altrui, in un moto di inaspettato altruismo. E magari sarà la volta buona in cui imparerai a parlare un po’ di più al plurale (non nel senso di maiestatis).

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SAGITTARIO
Mese dell’autocritica. E questo costa, soprattutto per qualcuno che è sempre in prima fila a spararle a zero. Sugli altri. Non è difficile in realtà: si tratta di isolare un campo (consigliabile quello familiare, tanto per iniziare), rivolgere la tua attenzione sui problemi che ci sono, non fare il cazzaro, riconoscere errori e pecche e chiedere scusa.
E qui finisce la prima lezione del fantastico Processo di maturazione sagittale 2007.
La seconda, a data da destinarsi.

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CAPRICORNO
Apro gli occhi e penso a te. Cammino per la strada e penso a te. Sbuccio le cipolle e penso a te: il lavoro. Del resto, stiamo parlando del Sergente Capro e del suo piano di conquista del mondo. Riconoscimenti e promozioni illustri per i nati di fine dicembre e per quelli tra il 4 e l’8 gennaio un bivio importante per la carriera.
Di fronte al quale c’è solo da imboccare la strada nuova.
Signorsì? Signorsì, signore.

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ACQUARIO
Mese di meditazione zen questo, in cui a prima vista potreste sembrare quasi imbambolati. Forse vi hanno sedato, ma forse c’è dell’altro. Perché la vostra calma è solo apparente.
Dentro stanno ribollendo progetti, fantasie, desideri rinnovati. Il tutto condito di una consapevolezza interiore che non può che farvi bene dopo tutto ciò che hai passato.
E occhio ai nuovi incontri, potrebbero essere un simpatico diversivo senza troppe pretese per movimentare senza sconvolgere questo mare pacato e tranquillo.

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PESCI
Chi l’avrebbe detto che si potesse usare la parola “intelligenza” anche per voi, Pesci?
Ok, non fraintendete, non siete ai livelli di Sandra Milo, ma le vostre enormi umanità, sensibilità e dolcezza non sono sempre erette da altrettanta lucidità.
In questo mese però i nati delle prime due decadi riusciranno in un miracolo: mediare tra cuore e ragione trovando una strada geniale per risolvere un problema importante.
Gli altri dovranno rimandare i loro progetti per ragioni economiche, per fortuna riusciranno a fiutare che non è proprio il momento. E’ già un passo avanti, fidatevi.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 21:30 | Permalink | commenti (70)
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