mercoledì, 27 febbraio 2008

Non ho mai bevuto un caffé più schifoso di quello in Croazia la scorsa estate.

Roba che, rivarcato il confine italiano, come prima cosa, mi sono fiondata nel bar della stazione di Trieste a sorseggiare alcune tazzine.

E sono stata svariate ore a far scocchiare la lingua contro il palato con aria trasognata per mantenere l'aroma in bocca.

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Questo lo stato dei fatti, finché al lavoro non hanno cambiato ditta fornitrice del distributore del caffé.

Ora usano gli scarti di un'industria petrolchimica - così, ad occhio e croce.
E nella mia Caffé-Parade si è fatta subito largo verso il basso una ghiotta new-entry.

Purtroppo, più disprezzo tale bevanda intorcina-budella, più non riesco a venirne fuori.
Penso che accada lo stesso a George Clooney e il suo Nespresso.

Oggi però mi è accaduta una cosa surreale.
Stavo aspettando che il distributore finisse di fare il caffé e, sopprapensiero, ho alzato lo sportello a operazione ancora in atto.

All'improvviso, il grottesco che non ti immagini: il bicchiere, nudo e crudo come mamma l'ha fatto, era pieno di zucchero e il caffé doveva ancora scendere.

Cioé, una cosa che a dirla così pare davvero logica e io una cogliona, ma a vederla fa impressione.
Credetemi.

Un po' come sorprendere i tuoi genitori che fanno sesso in camera da letto mentre entri per prendere un fazzolettone a quadretti o spiare Babbo Natale che mette i regali sotto l'albero.

La rozza invasione nella privacy di un distributore, un tabù infranto, un coitus interrumptus a base di caffeina.

Inutile dire che h richiuso subito la finestrella, spaventata.

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Comunque, il fatto di non aver avvistato nessun topo morto o avanzi di esso nel bicchiere insieme allo zucchero mi ha rincuorato sul fatto che posso continuare ad ammazzarmi lo stomaco con quel caffé.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:12 | Permalink | commenti (30)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi, provato per voi
martedì, 26 febbraio 2008

Da Sanremo non mi aspetto capolavori.
Non voglio canzoni belle, non voglio canzoni originali, non voglio canzoni pseudo-impegnate.

Non voglio la nonna di Anna Tatangelo che canta "Il mio amico avvolto dentro l’amarezza / Mi fa tanta tenerezza".

Da Sanremo pretendo semplicemente una melodia che si lasci fischiettare il giorno dopo, una canzone mignottona, che cerchi in tutti i modi di farsi ricordare.

Qualcosa più zozzamente trash di un tormentone estivo e più molesto di Milva che boccheggia "The show must go on".
 
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E invece, né in questi anni, né tantomeno in queste ultime serate, ho ancora ascoltato nulla che possa superare la Fiumi di parole dei mitologici Jalisse.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:50 | Permalink | commenti (22)
categoria dello spirito:musik
venerdì, 22 febbraio 2008
Tra i moltepplici piacieri di leggere blog uno è senzaltro quello di scovare errori ortografichi.
E poi farli presente con tre segni di lapsus blu nei commenti.

Penso che sia una cosa tottalmente insita nella nostra natura umana di cagacazzi.
E confesso di aver avuto ankio il mio periodo da maestrina dalla pena rossa.

Un godimento quasi orgasmmatico, quello di sgamare accenti aquti al posto di acenti gravi, congiuntivi imposibbili e prognomi nei posti sbaliati.

Il problema é che a squola ci anno sempre inqulcato questa cosa bizara di dovere scrivere correttamente le parole e così, apena ne abbiamo l'occasione, passiamo da vittime cuali eravamo a carnefrici spietati.

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Comunque, come noto sconsolata ogni giorno che passa, io faccio tantissimi errori cuando scrivo.
Ma se fosse solo per il blog, chissene.

E invece infilo sempre quarche simpanico refluso nei miei lavori di graficca.

Anzi no non c'è l'ho infilo io, ma bensì li Niometti Degli Errori Ottografici, che arrivano di notte, accendono il compiuter, si sparano un po di siti porno e poi saltellano sui tasti della tastiera mandando tuto il lavoro a puttane.

Una delle teorie piu acreditate al momento, eh.

L'ultima loro bravata, fresca fresca di giornata: un bell' "ARRIVERDERCI" spalmato su diecimila copie.

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Ma o come l'impresione che non è l0 unico orrore che o scrito oggi.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:36 | Permalink | commenti (33)
categoria dello spirito:speculazioni, tu chiamale se vuoi ossessioni
giovedì, 21 febbraio 2008

E diamole l'attenuante di essere stata sodomizzata per anni da Gianni Boncompagni con un auricolare.

E consideriamo che non si esce vivi dall'adolescenza e soprattutto da canzoni come "Margheritando il cuore  / m'ama-non-m'ama-sì-che-mi-ama".

E comprendiamo il fatto che comunque essere la compagna di Francesco Renga è un'impresa difficile, quanto meno per il nido di pellicani che lui tiene nascosto nella cofana.

E pensiamo che in ogni caso ci vuole talento anche ad assumere sempre quell'aria da diafana sciuretta triste-tenebrosa-impegnata che si sforza di emettere una voce di diaframma per ricordare che è un'attrice.

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Però Ambra, che nella nuova Pubblicità Progresso invita a usare il preservativo per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili, ti fa venire voglia di infilarti in testa un mega-preservativo per proteggerti da Ambra.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:53 | Permalink | commenti (29)
categoria dello spirito:voglio la sua testa
mercoledì, 20 febbraio 2008

Nonostante il freddo di questi giorni e la primavera che sembra ancora un miraggio, in agenzia sono spuntate improvvisamente le Fioriere.

Chiamasi "Fioriera": stagista tendente dal belloccio allo strafigo che dove lo metti sta.

E proprio come le fioriere, questi individui trendy adornano la stanza in totale immobilità, profumandola di fragranze a metà strada tra la violaciocca, Dolce&Gabbana e il testosterone.

Peccato che "utilità" sia un'altra cosa.

Non è che sono cattiva io, ma quando un bello-del-ballo arriva da me con un cd da visionare e, invece di schiacciare il pulsante di apertura slot, preme il tasto di spegnimento, beh.

Beh.

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Secondo me la categoria del "maschio-bello-ma-scemo" dovrebbe essere tirata in ballo più spesso.

Che non è vero che sono solo le bionde ad essere stupide: anche i metrosexual con basetta rasata al millimetro, perspicaci come un termosifone di ghisa e che si occupano di non meglio precisate "relazioni pubbliche" non sono da sottovalutare.

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Quindi: Fioriere - attenzione: sono tra di voi.
E non fanno nemmeno rumore.

(e non sono nemmeno sexy, dai, diciamocelo una volta per tutte)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:26 | Permalink | commenti (25)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi
martedì, 19 febbraio 2008

E' iniziata la campagna elettorale e subito si scatena la fantasia dei partiti nel trovare slogan che coniughino al loro interno propaganda ed utopie.

Roba che ti fa rimpiangere che Goebbels non sia più in circolazione, comunque.

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A me piacerebbe diventare la mente diabolica che scrive cartelloni elettorali.
Mi sarebbe piaciuto stare fianco a fianco con un Berlusconi arrapato che mi diceva:

- Chissenefraga dei programmi elettorali, cerca di trasmettere un messaggio implicito sulla mia potenza sessuale, cribbio!

E l'aver vergato l'ormai mitico "Rialzati, Italia".

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In questi giorni, speravo di imbattermi in qualche cartellone d'impatto, chessò, una Daniela Santanché candidato premier de La Destra vestita da strappona come Jennifer Lopez o un Pierferdi Casini con sguardo da cantante confidenziale e l'occhio malandrino e invece ho potuto solo ammirare l'abilità dei parolieri del Partito Democratico.

Il faccione di Veltroni capeggiava fiducioso ad ogni angolo della stazione.
Sembrava il tipico sguardo indecifrabile di uno che ha sta maturando una grossissima scoreggia.

O forse era solo in stato di post-nausea dopo essersi fatto un giretto sul suo pullman verde pisello.

Bizzarramente, c'era scritta una frase del tipo:
"Non pensate a quale partito. Pensate a quale paese."

Sarò disfattista, qualunquista, pessimista e tanti altri -ista ma a me solo uno n'è venuto in mente.
Quel.

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sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:29 | Permalink | commenti (28)
categoria dello spirito:pollitica
domenica, 17 febbraio 2008

Serie di scatti fotografici alla propria tazza del cesso in vari momenti della giornata, della settimana, del mese, dell’anno.

Ne verrebbe fuori una panoramica interessante.

Non è infatti da sottovalutare la quantità di cose che si buttano via nel water sperando che il flusso dello sciacquone se le porti tutte via con sé.

Interesse a metà ta l’antropologico, il filosofico e il merceologico.

Soggetti collaterali da tenere in considerazione nello studio fotografico: lo scopino incrostato, Mister Muscolo Idraulico Liquido e le tipiche Riviste-Da-Portarsi-Al-Cesso.

Comunque io aspetto con ansia il giorno in cui le tazze di tutti i cessi del mondo acquisteranno il dono della parola – chissà che cosa diranno.

A parte “Blurp, basta!” – intendo.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:35 | Permalink | commenti (13)
categoria dello spirito:speculazioni, tu chiamale se vuoi ossessioni
mercoledì, 13 febbraio 2008

Spade lucenti, cavalli al galoppo.
Carri stridenti.

Qua e là qualche schioppo.

Lungo la Senna c'è ormai chi combatte.
Il re tentenna, ma la gente si batte.

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Ecco, più o meno questo, per oggi.
Ora vado a infilarmi quei cazzo di micro-shorts in viscosa sintetica che si è fatto tardi.

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Sigla.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:21 | Permalink | commenti (30)
categoria dello spirito:miti e feticci, blog depoca
lunedì, 11 febbraio 2008

A volte i blogger si dileguano, come ladri nel cuore della notte – implodono come supernove, si levano dai coglioni, i blogger.

Un giorno mio fratello e mi ha detto:

- Ho visto il Myspace di una persona morta.

Era una ragazza. Aveva un Myspace.
Era una Ragazza-Myspace.
Poi un giorno si è suicidata.
E il suo Myspace era ancora lì.

Con i commenti di utenti che fanno wow-wow, lol e smile.
E poi la notizia da parte di un amico personale – così dice.
Che chiede per favore di smettere di postare inviti a concerti perché tanto non ci potrà più andare.

Nel dubbio che sia tutto vero o no, ci rimani stranito.

Da sempre l’uomo ha cercato vie per eternare il proprio ricordo attraverso i secoli.
Affinché ogni generazione a venire sentisse parlare di lui, in qualche modo.

Prima bisognava avere un certo talento per tutto ciò – chessò: scrivere la Divina Commedia o far scoppiare una Guerra Mondiale.

Oggi basta un blog.
Il web è piccolo, le vie che conducono alla ragnatela sono infinite – vedrai che qualcuno prima o poi capiterà sul tuo diario personale a leggere i cazzacci tuoi che hai offerto agli altri consapevolmente.

Tra dieci, venti, cento anni.
Il tuo corpo putrefatto sottoterra e le tue belle parole definitè lì sullo schermo.
I vermi che giocano tra le cavità orbitali del tuo teschio e la gente che ti scrive ancora commenti divertiti sul post in cui parli di che cosa hai cagato l’altro ieri dopo pranzo.

Ma anche no, grazie.
Bisognerebbe infilare un punto nel testamento di ogni persona proprietaria di un blog: lascio la password a Tizio affinché alla mia morte vada a schiacciare il pulsante “delete”.

Bum.
Io sottoscriverei subito.
Dopo di me, il diluvio.

Perché sono sicura che lo Studio Aperto del futuro si specializzerà su stralci di vita e pensieri di blogger morti con Gocce di Memoria di Giorgia in sottofondo.

Ciao piccolo blogger, ci mancherai.
E ora: un bel servizio su un canile.

Perché qui non ci rende conto che siamo di fronte – per la prima volta nella storia dell’umanità – ad un’emergenza reale in un mondo virtuale.

Affollamento di carcasse di blog.
Ora siamo tutti entusiasti, ora abbiamo tutti voglia.
Ora siamo tutti vivi.
Ma poi?

I nostri putridi e obsoleti pensieri dovranno essere condannati per l’eternità a fluttuare nell’iperspazio?
 
Pagine morte, link defunti, cimiteri degli elefanti.
Forse nasceranno nuove categorie di fruitori: gli archeologi di blog, i necrofili di blog.
Forse qualche frettoloso ci manderà  l’Invito di Amico su Splinder e sarà indispettito perché non rispondiamo loro.
Forse qualcuno aspetterà invano un post che non arriverà mai più.

Sono cose pazzesche su cui riflettere – ma mi sono saltate in mente ieri quando, prendendo spunto dal Delinking Day dell’emerito Chico Trapella, riaggiornavo il mio trascuratissimo blogroll e notavo che molti blog erano stati chiusi o abbandonati da tempo remoto.

E ho pensato che le parole, la mano che scrive, le persone - beh - sicuramente sono altrove.
Eppure i blog sono qui.
E continuerebbero ad esistere nonostante noi.

Troppo scarto.

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A volte i blogger spariscono, come ladri nel cuore della notte – implodono come supernove, si levano dai coglioni, i blogger.

Non ho idea di dove vadano a finire, ma qualunque posto sia, credo che almeno sia

reale.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:50 | Permalink | commenti (31)
categoria dello spirito:mondo web
venerdì, 08 febbraio 2008

Nei prossimi giorni, per un concorso di San Valentino, Federico Moccia selezionerà l'sms più romantico tra quelli che compariranno a rotazione su un maxi-schermo in una piazza di Milano.

Posso prevedere il tipo che ne uscirà vincitore: sarà un sms che conterrà le parole "cuore, cielo, xké, motorino", avrà la zeppola e sarà scritto da un undicenne.

Il discount dei buoni sentimenti, nulla a che vedere con l'sms per eccellenza di questo San Valentino 2008 che si avvicina.

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Sarkozy, quel tizio vestito da Scarface che abita all'Eliseo.
All'ex-moglie Cecilià, una settimana prima del matrimonio con Carlà.

Se torni annullo tutto.

Solo quattro parole.
Che però nascondono un mondo.

Un mondo chiamato "Pfui, uomini"

Un mondo in cui la farsa tra queste fantastiche marionette con l'accento sull'ultima lettera del cognome, si fa sempre più cialtrona e interessante.

Se torni annullo tutto.

Parole così disperate che ti verrebbe voglia di mandarle alla lista dei tuoi ex e poi magari a gente a caso così, tanto per vedere che effetto fa.

Se torni annullo tutto.

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Moccia, se hai le palle, premia questo.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:12 | Permalink | commenti (25)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, amore e altre sciagure cosmiche
giovedì, 07 febbraio 2008

Francamente questa è la stagione più deprimente per la frutta.
Non c'è nulla da mangiare in giro a parte mele e mandarini.

E se per le mele possiedo un occhio non indifferente, con i mandarini ho più di un problema.

Ed è qui che vi voglio.
Metodi furbi per individuare mandarini sani.
Buoni, gustosi, succosi.

Che quando li metti in bocca non ti sembra di stare addentando una felpa sudata dopo l'ora di ginnastica.

Perché il problema è che tra i mandarini veri si nascondono delle letali imitazioni infide e bastarde.

Che, come quelli veri, ti guardano colorati e paciosi e hanno la vitamina C che strizza l'occhio civettuola.

Poi però ti saltano in bocca ed è subito muffa.

Oh, mi piace piangere sul piatto contemplando la visione di un pessimo mandarino da me appena sputato.
Un arancio pallido struggente.

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Quindi questo e poi tutta un'altra serie di altri problemi:

1. Pelare-Mandarino: che palle, eh?

2. Cagatelle bianche-Mandarino: ma provocano stitichezza?

3. After Mandarino: cosa fare per l'odore che lascia sulle mani?

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:29 | Permalink | commenti (21)
categoria dello spirito:provato per voi, tu chiamale se vuoi ossessioni
mercoledì, 06 febbraio 2008

Suona la sveglia.

Scendi letto.
Ti scaccoli la cispa dagli occhi.
Metti su il tè.
Pisci.
Bevi té.

Ti lavi e ti vesti.
Ti pettini approssimativamente.
Infili scarpe.
Vai stazione.
Aspetti treno.
Sali treno.

Cadi in un sonno comatoso.

Scendi treno.
Ti risvegli quanto basta dal sonno comatoso per prendere metro.
Scendi metro.
Entri palazzo.

Sali scale.
Entri ufficio.
Accendi computer.
Apri email di lavoro:

"Ciao cara, un favore: mi puoi ingrandire un po' quest'immagine? E' URGENTE, grazie."

Chiudi email di lavoro.
Spegni il computer.
Esci ufficio.
Scendi scale.
Prendi metro.

Prendi il primo treno al volo.

Scendi treno.
Vai a casa.
Ti rintani di nuovo sotto le coperte.

(o almeno immagini di poter fare tutto ciò)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:59 | Permalink | commenti (15)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi