sabato, 29 marzo 2008

Esattamente, vorrei sapere come funziona la promozione "soddisfatti o rimborsati" dello yogurt Activia.

Cioé, come fanno quelli là a scoprire se è vero o non è vero che dopo 15 giorni, nonostante tutto il Bifidus Essensis che ti sei sparato in corpo, non riesci ancora a cagare.

Leggendo
le istruzioni, sembrerebbe un'operazione molto anonima: prove d'acquisto, scontrini, busta chiusa, indirizzo.

Se non fosse per l'ultima innovativa
voce in elenco:

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Ruberei, ammazzerei, sarei disposta a spergiurare che la Marcuzzi ha le gambe drittissime, pur di leggere le magiche cinquine che arriveranno alla Danone da parte di stitici cronici e bari psicopatici di promozioni.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:54 | Permalink | commenti (28)
categoria dello spirito:merceologia daccatto
giovedì, 27 marzo 2008

Non sono una grande divoratrice pantofolaia di film, capita veramente di rado che io mi stravacchi sulla poltrona strabordante di pop-corn urlando “e facciamoci una blockbuster night!!!”.

Accade solo con un film. Uno.
Via col vento.

Arcaico, fluviale, eterno, io in Via col Vento mi ci perdo.

Il technicolor appena nato, i fondali fintissimi, la trama-tragedia, il doppiaggio very-fascio coi nomi italianizzati, i neri che parlano all'infinito.

Badrona Rosela.
Adoro.

Via col vento è una gara di fondo: verso metà noti che a Rossella è morto ancora solo un marito e pensi che non ce la potrai mai fare, quindi arriva la sonnolenza e la lotta tra nordisti e sudisti corre parallela con quella che stai combattendo strenuamente contro l’abbioccone ed è questo il momento più importante, la chiave di svolta della tua vita.

E sta proprio qui la la differenza tra un vero fan di Via col vento e un semplice millantatore: saper superare quel punto critico, digerire la pellicola, metabolizzare i repentini tiri che la sorte gioca a quella stronza di Vivian Leigh, sospendere il giudizio, annullare la propria volontà.

I buddisti lo chiamano Nirvana, per me è solo riuscire ad arrivare a “Dopotutto, domani è un altro giorno” con la lucidità necessaria per paparappare solennemente sulla musica finale.

Parà-papà.
Parà-papaà.
Parà-pappaaaaaara.
Parà-papà.

Dling-dlong.
Oh buonasera, onorevole Mastella!

(odio Vespa, mi ha cannibalizzato la colonna sonora)

Insomma, se si hanno quelle tre-quattro-otto ore libere, Via col vento è quello che ci vuole per ammazzare il tempo – non ci sono dubbi.

O se non altro per appuntarsi una miriade di frasi celebri da tenere in serbo gelosamente per i momenti più adatti.

Ma di una cosa sono certo: che vi amo Rossella. A dispetto vostro e mio, a dispetto dello stupido mondo che ci crolla intorno, vi amo. Perché siamo tutti uguali, gentaglia tutti e due, egoisti e scaltri, ma capaci di guardare le cose in faccia e chiamarle con il loro nome.

Questa, se rinasco uomo. Coi baffi.
Però è da imparare a dire tutta d'un fiato sennò non vale.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:51 | Permalink | commenti (26)
categoria dello spirito:angolo della coltura, miti e feticci
mercoledì, 26 marzo 2008

E' da un po' di tempo che tengo d'occhio le migliaia di watt risparmiati ogni ora dal Pianeta Terra grazie a Neroogle.

Dice che lo sfondo tutto maledettamente nero contribuirebbe infatti ad un risparmio energetico sulla luce del monitor.

Mmh, ci credo, non ci credo, ci credo, non ci credo.

In bilico tra coscienza ambientalista e bufala, questo motori di ricerca dark sono molti e agguerriti neri.

Non conosco personalmente nessuno che li usi come pagina iniziale, però mi raffiguro il tipo: Bestia di Satana, Puffo Naturone o magari voi, chissà.

Comunque oggi provo io ad oscurarmi.
Se non altro perché il nero sfina ed è sempre elegante.

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E anche perché voglio che diventiate tutti ciechi.

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Update: Oscuro-day terminata, ritorniamo a specare energia coi pixel chiari.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:42 | Permalink | commenti (34)
categoria dello spirito:mondo web
martedì, 25 marzo 2008
Quell'odore di dolce muffa, un po' rosolio, un po' malattia e medicinali.

Apri le antine di quel mobile che non può chiamarsi altro che "credenza" e tiri fuori un'immensa ciotola in silverplate piena di.

Le Rossana.
Le piastrine all'orzo.

I tronchetti Ricola al rabarbaro.

Le pasticche Valda.
Le Ambrosoli al miele.


I biscotti Ore Liete.

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E per finire, da un cassetto rivestito da carta a rombi decrepita, sbuca fuori quella rancida fragranza menta-cacao, madeleine proustiana di ogni té delle cinque che si rispetti.

After Eight.

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sup-postato da: Barbara23 alle ore 14:16 | Permalink | commenti (21)
categoria dello spirito:miti e feticci
sabato, 22 marzo 2008

Mi è preso quasi un colpo ieri, mentre aspettavo il semaforo rosso per attraversare la strada e mi sono trovata di fianco al Pupazzone Pasquale più orrido che abbia mai visto.

Fratel Coniglietto, Bugs Bunny, Roger Rabbit, il terrore sotterraneo insito nella tristissima La collina dei conigli, il coniglio con i funghi di mia madre.

I roditori dalle orecchie lunghe mi hanno sempre turbato.

Per quanto riguarda le sorprese nelle uova, invece, ho sempre pensato che i pasticcieri riescano a farle passare attraverso la parete di cioccolato con uno smaterializzatore di particelle.

Fshhhhhh… ting!

E non ammetto che nessuno venga qui, ora, a persuadermi che tutto questo è praticamente impossibile.

Per tale concorso di cause quindi, ho lasciato che il semaforo pedonale diventasse verde e poi ancora un’altra volta rosso, prima di congedarmi dalla Mini Minor del coniglione probabilmente ammalato di mixomatosi.

E ora la frase di cui si fa portavoce non riesce proprio più ad andarsene via dalla testa.

Avete mai provato la sensazione che dietro di voi qualcuno si stia avvicinando furtivo con una gran voglia infilarvi roba nel culo, gridandovi nell’orecchio "sooooorpreeeeesaaaaaa!" ?

Ecco, come se.

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sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:00 | Permalink | commenti (13)
categoria dello spirito:tu chiamale se vuoi ossessioni
venerdì, 21 marzo 2008

E' morto Capitan Findus.

Questa frase oggi l'ho vista e sentita ovunque: lavoro, metropolitana, strada, blog, radio, famiglia.

Un'umanità intera che volge il pensiero verso bastoncini di merluzzo surgelati.
Commemorazioni nostalgiche di "quando eravamo più giovani".

Perché niente, non esiste più nulla che possa tenerci uniti.
Non più politica, ideologie, religione, valori morali, movimenti artistici a fare da collante.

Solo il suono del nome delle figure mitologiche senza-tempo fatte di tubo catodico e di pubblicità, di cartone animato e di musichette trash ha ancora il potere di incantarci ed accomunarci tutti.

La nonna della candeggina Ace.
E' morta la nonna della candeggina Ace.

Capitan Harlock.
E' morto Capitan Harlock.

Il formaggino Tigre
E' morto il formaggino Tigre.

Supertelegattone.
E' morto Supertelegattone.

Disco Bambina.
E' morta Disco Bambina.

E per un istante, le nostre menti si allineano, sopraffatte.
La cognizione del tempo che passa, il bisogno di sentirsi parte di qualcosa.

Non so.

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Comunque quando mi comunicano la dipartita di qualcuno - pure oggi - provo sempre una strana sensazione in testa che mi fa commentare:

- Ma non era già morto?

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:33 | Permalink | commenti (17)
categoria dello spirito:speculazioni, miti e feticci
mercoledì, 19 marzo 2008

E comunque c'era fermento attorno al nuovo singolo di Madonna - la "vibrante" 4 minutes come è stata definita.

Un po' come pellegrini davanti alla grotta di Lourdes, un po' come descamisados argentini di fronte al palazzo di Evita - perché in fin dei conti ci sentiamo tutti un po' delle Material Girls con l'anima fasciata stretta-stretta da un body fucsia.

Ma ascoltando, i primi trenta secondi, quello che vibra é soprattutto un punto interrogativo.

Come dire: ma al giorno d'oggi si può seriamente pensare di fare un disco di un qualche presunto successo senza avvalersi della prestigiosa collaborazione di Timbaland, Justin Timberlake e Pharrell Williams dei Neptunes, i soliti noti della discografia che tira?

La risposta sembra di essere - squallidamente - no.
Manca solo il Coro Alpini Monte Caviojo e poi li hanno mixati tutti-ma-proprio-tutti, eh.

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D'altra parte trenta secondi sono pochetti, ok.

La speranza che al trentunesimo la canzone svolti inaspettatamente e si trasformi in una qualsiasi cazzo di altra cosa che non sia questo onnipresente merdoso tappeto sonoro plastificato è flebile, quasi inesistente ormai.

Alto potenziale dance, beat urban e hip-hop - lo chiamano.
Stay tuned, se potete.

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(comunque la butto lì, a priori: sarà il peggior album di Madonna di sempre)

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categoria dello spirito:musik, voglio la sua testa
lunedì, 17 marzo 2008

La notizia di un possibile ritorno di una nuova serie di Beverly Hills 90210 mi ha messo in uno stato di totale fibrillazione.

Perché Beverly Hills è e sempre sarà il telefilm perfetto.

Spiagge, tette, fighi e intrighi: senza tutta quella melassa e quella psicologia da quattro soldi che si trovano nei teen-serial di questi anni.

Perché a un filosofeggiamento di Dawson e Joey sul senso della vita in riva la fiume ho sempre preferito Kelly e Donna che parlavano di french manicure prendendo il sole.

Io Beverly Hills lo adoravo a partire dalla sigla.
L'ho sempre ritenuta l'allegoria dell'amicizia.

Sì, insomma, quel saluto lì, alla fine, che si fanno tutti dinoccolati con le mani, ho sempre pensato che da grande avrei voluto anch'io avere un gruppo di super-amici fighissimi e salutarli in quel modo.

E avere un'amica secchiona come Andrea.
E avere un amico che fosse una pippa assurda nel rap come David.
E avere un'amica biondissima come Kelly.
E avere un amico con un'onda impossibile tra i capelli come Brandon.
E avere un amica davvero decerebrata come Donna.
E avere un boy-friend ombroso e solitario come Dylan.
E avere un'amica complicata come Brenda.

E avere un cameriere/servo come Nat Busicchio del Peach Pit.
Busicchio.

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Ma il migliore, per me, è sempre stato quel bamboccione ricciolo, quel Big Jim biondo, il Mister Beach Volley 90210, insomma: Steve, alias Ian Ziering.

Un personaggio mai valorizzato del tutto, purtroppo.

A lui capitavano sempre le sottotrame cretine
tipo "ubriachiamoci tantissimo con i ragazzi della confraternita e poi facciamo scherzi alle matricole", non possedeva uno spessore psicologico tale da percorrere il deserto della California in moto come Dylan o aprire una boutique su Rodeo Drive come Kelly.

Ma Steve c'era, sempre.
Con un sorriso smagliante, la fisicata da sturbo, Steve si è fatto tutte le dieci serie, senza un graffio, un cedimento o una sottoforma di maturazione, continuando imperterrito a brillare nella sua fantastica vacua essenza da Golden Boy della Costa Ovest. 

Perché se tutto poteva cambiare e stravolgersi da una puntata all'altra, potevi però stare sicuro che almeno lui avrebbe continuato a fare lo stesso di sempre.

Cioé il nulla, ma con dei denti bianchissimi.

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E il fatto di sapere che ultimamente ha partecipato alla trasmissione televisiva Dancing with the star e l'abbia pure vinta mi fa davvero piacere e spero che sia di buon auspicio per un rilancio della sua carriera.

Un po' meno piacere me lo fa il fatto di sapere che Dancing with the star è la versione americana del nostro Pio-Ospizio-Per-Celebrity-Di-Serie-Zeta Ballando con le stelle e che probabilmente esiste un equivalente di Paolo Belli oltreoceano.

Ma passerà. 

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:16 | Permalink | commenti (33)
categoria dello spirito:presto sul mio comodino, miti e feticci
venerdì, 14 marzo 2008

Un barattolo mezzo vuoto di Häagen-Dazs che riempie il frigo

L'edera che corre selvaggia in giardino

Languire tutta la domenica pomeriggio a letto

Far collezione di sacchetti per il vomito degli aereoplani

Conservare fiori secchi tra le pagine del diario di Holly Hobbie

Mangiare nella ciotola del cane

Scoppiare a piangere senza motivo scorgendo i Teletubbies alla tv

Indugiare sulle labbra di marmo degli angeli del cimitero

Scrivere frasi ingiuriose sullo specchio appannato del bagno

Ammalarsi di sifilide

Avere un poster di Klimt alla parete

Svegliarsi all'alba di soprassalto e sospirare "ohimé"

Sbiancarsi i denti fino alla nevrosi

Ghignare alle falene che si bruciano sulla lampadina dell'abat-jour

Innamorarsi perdutamente di un manichino

Fare squilli a numeri di cellulari a caso durante la notte

Comprare un grammofono

Fotografare furtivamente piedi di donna per strada

Vestirsi ancora con fantasie Naj Oleari

Stare a mollo nella vasca da bagno con la Nona di Beethoven nelle orecchie

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Ma soprattutto, la Decadenza è essere a metà marzo e non avere ancora disfatto l'abero di Natale in salotto.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:32 | Permalink | commenti (29)
categoria dello spirito:speculazioni
mercoledì, 12 marzo 2008

E ciclicamente arriva una canzone stupidina, senza pretese, a prendere in ostaggio le tue meningi.

La mia di questo periodo è quella di Leona Lewis, Bleeding Love.

Prima di tutto perché la canta una che si chiama Leona.
E anche a me piacerebbe da matti chiamarmi Leona.
Roaaaarr.

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Bleeding love è fantastica e non solo perché ti viene voglia di cantarla a squarciagola ogni volta che ti cambi un assorbente grondante.

Keep bleeding, keep keep bleeding love
I keep bleeding
Keep bleeding, keep keep bleeding love

Bleeding love è LA canzone da coreografare di questo periodo.

La ascolti e ti senti subito Brian & Garrison, fai mulinare le braccia, sgambetti, ti svacchi per terra, vinci il televoto.

Ecco alcuni dei tricks di mia invenzione che mi sento di svelare:

Secondo 20: sbattere porta.
Secondo 33: rabbrividire con braccia conserte.
Secondo 51: momento “crazy” con l’indice.
Minuto 1 e 3 secondi: avanzare ieratico verso telecamera immaginaria.
Minuto 1 e 54 secondi: inciampare con grazia.

Da qualche parte, verso la fine: struscio matto e disperatissimo sul pavimento.

Per tutta la durata della canzone: spingere mento avanti e indietro.
Con convinzione.

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Comunque prima di Leona ci sono state, tra le tracks a coreografia spontanea più martellanti nella mia testa: Push the button delle Sugarbabes e Shut up and drive di Rihanna.

E a volte mi pare proprio di comprendere il dramma che devono passare le veline.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:52 | Permalink | commenti (22)
categoria dello spirito:musik
martedì, 11 marzo 2008

Ultimamente le capigliature maschili annoiano.

Nessun rasoio, nessuna falce, nessuna mietitrebbia riescono più a scolpire un’emozione sui virili cuoi cappelluti.

A meno che.

A meno che qualcuno non prenda subito in mano un articolo che parli del premio Oscar Questo non è un paese per vecchi.

In cui sia presente almeno una fotografia di quel grandioso demente che è Javier Bardem.

Un bel primo piano.

A meno che qualcuno non entri subito nel primo parrucchiere che gli capiti a tiro.
E abbia il buon senso di porgere l'articolo e chiedere:

che stavolta il taglio lui lo vuole così:

...

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E pregherò stanotte, affinché al mio risveglio l’indomani tutta la città sia invasa da fantastici Uomini-Paggetto-Psicotico.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:24 | Permalink | commenti (21)
categoria dello spirito:presto sul mio comodino, angolo della coltura
lunedì, 10 marzo 2008

Dopo 10 mesi e 18 giorni, dopo miliardi di telefonate a vuoto, dopo quintali di carta straccia da buttare, dopo torme di fattorini sudamericani inferociti, Ugly Betto, il goffo receptionist della mia agenzia, se n'è andato.

Come un ladro nella notte, piano piano, senza far rumore.
Semplicemente sparito.

Pensavamo fosse malato - lui e il suo fisico così gracile.
E invece una fonte a lui abbastanza vicina ha annunciato la ferale notizia: Ugly Betto non c'è più.

E ci siamo rimasti tutti un po' così, straniti, anche se c'era da aspettarselo.

Da qualche tempo a questa parte, infatti, aveva iniziato a parlare fitto fitto con la fotocopiatrice.

E non faceva altro che contorcersi in ginocchio ad arrotolare posteroni 4x4 sulla moquette del corridoio principale.
Storti.

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Abbandonare il proprio posto di lavoro, senza dire niente a nessuno.
Esiste senz'altro una soddisfazione perversa in tutto ciò e anch'io una volta l'ho provata.

Fare finta di nulla, dire ciao, ci vediamo domani, dai, che a sto giro te lo offro io il pranzo.
 
E poi non presentarsi più.

Non sentendosi minimamente in colpa, ma anzi godendo nel pensare alla faccia che faranno quando la mattina dopo si sveglieranno nella merda e troveranno il tuo cellulare tragicamente spento.

Andarsene via, senza nessun obbligo, senza alcuna penale da pagare, senza alcuna remora.
Se non il dubbio morale che forse sarebbe stato più corretto dare - chessò - un piccolo preavviso.

Ma poi pensi che le regole del precariato non sei stato mica tu a deciderle.

E puoi guardare oltre, sospirando un bel vaffanculo a tutti quanti.

...

Ben fatto, Betto.

(nella foto: l'intensa espressione di Ugly Betto che apprende di essere stato il receptionist più longevo tra quelli passati sotto le forche caudine della mia agenzia)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:46 | Permalink | commenti (21)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi
domenica, 09 marzo 2008

Sono onnivora.
Mangio di tutto, rutto, mi sbrodolo – sono una fogna.

Per necessità, mi posizionerei sul fondo della catena alimentare insieme alle iene, gli avvoltoi e Bruno Vespa.

Credo essenzialmente nell’istinto carnivoro insito nell’essere umano e non mi scandalizzo se il cameriere, al ristorante, il filetto me lo porta bello cotto al sangue.

Tuttavia non ho nulla da dire contro i vegetariani.
Ma odio il terrorismo alimentare.

E queste affissioni splatter che sto vedendo in giro sono davvero un colpo basso.

L’avessero scritto una volta sola “per piacere”.
Ma due volte.

Sono turbata.
(e visitare il relativo sito non mi ha affatto calmata)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:59 | Permalink | commenti (27)
categoria dello spirito:speculazioni, voglio la sua testa
venerdì, 07 marzo 2008

Un po’ di sere fa a Voyager, un Roberto Giacobbo in grande spolvero ha annunciato che partirà presto alla volta dell’Argentina sulle tracce di Hitler, quello vero, non il pupazzo con i baffi che l’Armata Rossa ha rinvenuto morto nel suo bunker berlinese.

Tutto ciò per dire che al mondo esistono cose molto più cialtrone delle mie simpatiche profezie mensili.



ARIETE
Da quando, tenero moccioso, giocavi a nascondino ad oggi, hai sempre odiato con tutto il cuore contare. Eppure marzo è il mese ideale per  fare un po’ di sana matematica - un bilancio dello stato delle tue cose, tra crediti e debiti. Per questa ardua ma necessaria impresa, circondati di persone positive e pazienti: sapranno sostenere i tuoi accessi d’ira e probabili scoramenti.

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TORO
Ti starai chiedendo quando inizia finalmente questo cacchio di sfavillante 2008 che le stelle ti hanno tanto promesso. Dai, chieditelo. Ok: “adesso” – è questa la risposta alla tua (spontanea) domanda. Preparati in questi giorni a una svolta lavorativa. Poi seguirà tutto il resto - piano piano, poco poco. E così a Pasqua potrai mangiarti l’ovone con grondante goduria e senza brutti pensieri.

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GEMELLI
Di solito sei tu che prendi in contropiede la vita e la ubriachi di fandonie, idiozie e coriandoli. Ma stavolta saranno gli avvenimenti del mese che ti disorienteranno alquanto: non aspettarti nulla di quanto aspetti, ma aspettati solo quello che non ti aspetti. E scusa per l’eventuale mal di testa. Ma marzo sarà un mese indecifrabile. Superalo senza impazienza e con un pizzico d’intuito.

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CANCRO
Un altro mese elettrico e fumantino in cui proprio non resisterai a stare con le cheli nelle cheli. Ti è presa la fissa che devi rimettere a posto tutto ciò che a tuo giudizio non va. Dal lavandino intasato in casa fino alle mine antiuomo nelle zone di guerra – il tuo cervello non conosce filtri. Davvero lodevole, ma tieni presente una cosa, Supergranchio: le vie dell’inferno sono lastricate dalle buone intenzioni. Nun te allargà.

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LEONE
Continua anche questo mese il tuo brillante tentativo di alienarti la gente e perdere amicizie. Abbiamo capito che ci tieni sempre a primeggiare, ma non ti conviene andare avanti così. Da metà in mese in poi, per fortuna, il monarca della savana scoprirà la democrazia e si deciderà a riprendere un dialogo interrotto: sembra proprio essere la tua ultima possibilità prima di essere bollato definitivamente come “stronzone assoluto” – non fartela scappare.

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VERGINE
Si dice di te che tu sia un tipo modesto. Bah, è tutta tattica – e in fondo in fondo tu lo sai, furbastro. Perché dentro di te l’ambizione brucia come in pochi altri segni e le tue mire puntano decisamente in alto. Quello che ti manca è la determinazione necessaria, ma con Marte positivo non ci dovrebbero più essere problemi. E’ arrivato il momento giusto. Quello con tutte le lettere maiuscole – ci siamo capiti?

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BILANCIA
Meglio che tu faccia un pensierino su una bel viaggetto, dal 12 in poi. Ne hai davvero bisogno, ossessionato come sei da fantasmi del passato e da un senso di responsabilità che ti sta schiacciando come un’asfaltatrice. Tranquillizzati, bellezza: il mondo va avanti anche senza le tue presunte “verità”. Prenditi una vacanza dal tuo cervello, dai.

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SCORPIONE
Un mese schizoide, nettamente diviso in due: nella prima parte ti sembrerà perdere il controllo su cose che pensavi già consolidate della tua vita e questo ti getterà in un profondo vortice di frustrazione. Ah, la tragedia – tu l’adori. Nella seconda parte, invece, arriverà la Rivelazione: quello che ti sta accadendo non è altro che l’inizio della tua libertà. Lascia scorrere, dunque.

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SAGITTARIO
Come tutte le anime candide, sei fermamente convinto che “volere è potere”. Ma se il tuo volere si arrocca in cazzutissima ostinazione diventa frustrazione. E’ questo è “no buono” (le anime candide sono così, per farti capire, devi usare con loro un linguaggio tagliato con la scure). E allora, se questo è "no buono", cos’è “buono”? Comprati un Chupa Chups e siediti ad aspettare.

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CAPRICORNO
Il problema di quest’anno per tutti i Capri Campioni dello Zodiaco potrebbe essere quello di vivere troppo di rendita. Senza slanci, senza progetti, vivere come se tutto vi fosse dovuto e cagaste soldi e fortuna ogni giorno: non vi state un po’ annoiando? Provate un piccolo rischio, un brivido d’azzardo – qualcosa che vi faccia ricordare quanto è bello a volte non sapere quello che vi aspetta dietro l’angolo.

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ACQUARIO
Saresti la felicità di un santone New Age, visto che ogni tre per due senti il bisogno di ritrovare te stesso. E così inizia per te un’altra fase di paturnie, dopo due mesi in cui ti eri mosso in territori dignitosi e normali. Niente di sconvolgente comunque: i soliti kilowatt di energie sprecati in qualche investigazione su anima e mondo. Per la prima decade, però potrebbe esserci un considerevole aumento di potere sul lavoro.

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PESCI
Probabilmente avrai molti progetti per questo mese. Beh, scordateli. Sembra proprio che l’amore voglia stordirti. Un amore appassionante, totale, da cogliere al volo e con cui crogiuolarsi come un porco nel fango. E alla fine ti ritroverai sedotto, ma abbandonato, con tutti i tuoi progetti marzolini incompiuti. Ma te la sarai goduta, oh, come te la sarai goduta. Slurp.

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categoria dello spirito:horror-scopo
giovedì, 06 marzo 2008


Un mio collega al lavoro ha teorizzato "l'odore da pigiamino".

La descrizione è stata vaga ma affascinante: l'odore da pigiamino è un concetto impossibile da spiegare a parole, ma va di pari passo con i segni del cuscino sulla faccia appena svegli e il detergente alla calendula.

Dice che la nostra stanza ne è intrisa profondamente.
 
Quando lo dice si muove come un segugio verso di me, con le narici frementi.
Staziona per un poco sopra il mio capo, poi se ne ritorna alla sua scrivania.
Non dice nulla, ma io capisco.

Sono io che odoro da pigiamino.
E non ho il coraggio di chiedergli se sia un bene o un male.

...

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categoria dello spirito:il lavoro rende liberi
martedì, 04 marzo 2008

Tra tutte le materie scolastiche, Geografia è sempre stata la più bistrattata – una cenerentola malcagata per un paio di orette la settimana.

Dal mio punto di vista, inspiegabilmente.

Viaggiare è bello, anche se è solo con la mente, percorrendo le linee di un atlante, passando in rassegna colori e forme delle bandiere, memorizzando montagne e fiumi, stati cuscinetto e repubbliche delle banane.

...

La capitale del Burkina Faso è Ouagadougou.

In Lettonia, Estonia e Lituania spendi poco e trovi bella figa.

Di tanto in tanto, spunta qualche stato che proclama la sua indipendenza per dare la possibilità a Trivial Pursuit di aggiungere nuove domande.

Conoscenze geografiche random – tutti noi ne spurghiamo parecchie nel corso della nostra vita.

Comunque, sono alcuni giorni che sto facendo la lotta della mia vita con questo gioco.
Il più classico degli atlanti muti su cui devi indicare la posizione di una città.

La velocità e la promessa di poter rilevare il tuo quoziente d'intelligenza geografica aggiunge mordente e rende il tutto molto più competitivo.

Per ora sono ferma al livello 8, con un quoziente di 108.
Mi hanno fregato varie cose, tra cui non avere la più pallida idea di dove cacchio siano le Isole Comore.

Che mi hanno fatto venire il sangue così amaro che pretendo che vengano cancellate dalla carta geografica da un maremoto di proporzioni bibliche.
Ora.

...

Facciamo che si ritorna tutti alle elementari con il moccio al naso e vi sfido a fare meglio.
(ci vorrà molto poco - ho come l'impressione)

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categoria dello spirito:tu chiamale se vuoi ossessioni
martedì, 04 marzo 2008

Se io fossi un tonno, morirei in una tonnara, mi inscatolerei, mi distribuirei in tutti i supermercati e mi farei spezzare dai migliori grissini sulle tavole degli italiani.

Ma soprattutto, se io fossi un tonno, mi farei chiamare Giò Di Tonno.

Il binomio nome/cognome più entusiasmante che abbia mai sentito.
A memoria d'uomo, Giò Di Tonno vince e stravince su tutti - non c'è nome d'arte che tenga.

Ipnotico.
Con quella faccia un po' così.
Da gioditonno.

...

E ora, dopo la vittoria sanremese, voglio "gioditonno" come neologismo sullo Zanichelli.

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categoria dello spirito:musik, miti e feticci
domenica, 02 marzo 2008

 

Le camere d'albergo è meglio non viverle prestando loro troppo attenzione perché rischi di ammalarti.

La bruciatura di sigaretta sul copriletto, la macchia di sperma sulla moquette, il bicchiere dei gargarismi tutto rigato.

Le briciole incastrate nei buchi della cornetta.
Odore di naftalina dagli armadi.

Un pelo che fa capolino dallo scarico della doccia.
Il telecomando della tivù, al tatto un po' umidiccio.

Materasso che ti inghiotte, carta igienica che ti sfrega.
Acquarelli decrepiti alla parete, saponette e cuffia per la doccia che non ti viene manco voglia di portare via.

Abat-jour semi-distrutta, un nugolo di moscerini che sembrano girarle attorno.
All'abat-jour e pure a te.

...

Ma la mia paranoia segreta è morire collassata sul letto - accappatoio infeltrito, asciugamano a mo' di turbante sulla testa, bottigliette mignon e pezzi di arachidi sparsi - ammazzata dal frigobar.

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categoria dello spirito:osservatorio, tu chiamale se vuoi ossessioni