lunedì, 30 giugno 2008
Più delle atlete-travone della DDR, più delle ginnaste-bambine romene, tra tutte le sportive, le tenniste sono quelle più bistrattate.

Il problema è che la gente le tratta da mignottone, non c'è nulla da fare.

Perché lanciano gemiti orgasmici quando colpiscono la pallina, perché sono strizzate in micro-completini inguinali, perché vai sul  sito di Serena Williams e non sai se effettivamente sia il suo o quello di una Beyoncé qualsiasi - non saprei.

Ora ci si mette anche questo ex-tennista rosicone, tale Justin Gimelstob, a rincarare la dose, producendosi in commenti da vero gentleman.

...

Le giocatrici sono delle ignorantelle, non vanno a scuola, non sono socievoli e se in giro ci sono meno lesbiche è solo perché il circuito è stato invaso dalle pupe russe.

Anna Kournikova  è una cagna. Ha un fisico da urlo ma una faccia da cinque. Non me la porterei mai a letto però non mi dispiacerebbe che quello stallone di mio fratello le desse una bella ripassata.

Nicole Vaidisova si è sviluppata proprio bene.

Tatiana Golovin mi fa sesso.

Alizé Cornet, bella fighetta.

...

Mmh.
Justin Gimelstob, solo tre parole:

Jenny.
La.
Tennista.



Prova a dire una sola cosa spiacevole su quella povera fanatica autolesionista e sei morto.

(per non parlare poi di Madame Butterfly, eh)
sup-postato da: Barbara23 alle ore 14:55 | Permalink | commenti (17)
categoria dello spirito:miti e feticci
venerdì, 27 giugno 2008
1.
La mise di Madonna nell'anonimissima Give it to me è pazzesca e supera di gran lunga il body color carnazza della volta prima.

Ormai bisogna accettarlo: i singoli della signora Ciccone sono inversamente proporzionali alla bellezza dei suoi abiti.


2.
Sta per tornare a calcare le scene musicali Alexia.

Seguono banalità varie: sto vivendo un periodo davvero felice, la maternità mi ha cambiato la vita, ora mi scrivo da sola i testi e ne vado fiera, canterò in un programma dedicato a Padre Pio e blah e blah e blah.

Da notare l'inevitabile cambiamento di look: ora i capelli sono corti e gialli.

- L'aspetto che avevo fino a qualche tempo fa era troppo rassicurante. Nascondeva quella che era la mia vera personalità.

Bella questa frase.
La userò anch'io la prossima volta che la parrucchiera mi sbaglierà la tinta.

...

3.
L'altra sera ero al concerto di Bruce Springsteen.
A me tutto il rock che dura più di 2 minuti e 55 secondi fa venire l'orticaria, ma devo dire che è stato lo stesso un evento piacevole.

Comunque ho controllato attentamente il labiale di quelli attorno a me e ho trovato conferma della mia teoria: sono pochi quelli che ai concerti conoscono per davvero i testi delle canzoni.

La maggior parte canta solo e indiscriminatamente una cosa tipo  "uanagana iugayeah" in loop.

...

4.
The next best thing per ragazzine in cerca di dolci idoli: i Jonas Brothers.
Tre moretti riccioloni con un singolo di esordio tanto inncouo quanto orecchiabile.

Si professano sostenitori della castità prematrimoniale.

Tutti e tre portiamo un anello di castità a un dito della mano destra, la nostra è una solenne promessa: niente sesso prima del matrimonio.


Siccome è la stessa cosa che diceva la Britney Spears degli esordi, direi che c'è proprio da fidarsi.

...

5.
The next best thing per ragazzine in cerca di emozioni forti e make-up estremo: i Cinema Bizzarre.

In pratica, la versione decolorata dei Tokyo Hotel.

Comunque hanno poco da fare le belle fighe, vorrei tanto vederli appena svegli senza tutto quel trucco e parrucco.

...

6.

La prima fatica di Scarlett Johansson come cantante si inserisce in quel labile confine tra il graffio del gesso sulla lavagna e l'uso prolungato di cottonfioc di carta vetrata nelle orecchie.

Comunque penso che venderà molto bene tra il target dei sordi.

...

7.

Non c'è scampo, da qualunque parte tu ti metta a guardarla: Riahanna ha la faccia da chihuahua.

...


8.

Sono tornati i Weezer con un singolo godibilissimo.
Tacabanda.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:46 | Permalink | commenti (23)
categoria dello spirito:musik
giovedì, 26 giugno 2008


Le nuove tastiere che ci hanno dato al lavoro hanno uno spazio tra tasti non indifferente.
Un burrone, un canyon, il vuoto tra i due incisivi di Bugs Bunny.

Abnorme.


Quindi non è stata davvero colpa mia, quando mi ci è caduto del caffé dentro, attirato per certo da tale vastità in cui liberamente fluire.

Lì per lì non ho dato grande importanza alla cosa, pensando distrattamente "Ups, asciugherà".

Ups.

Da quel momento è iniziata una tragica escalation da cui solo adesso mi sto riprendendo.

...

Le zone più colpite dall'inondazione si sono rivelate quasi subito la T, la Y, la U, la F, la G e l'H.

E passi la Y e pure l'H e fors'anche la U e mettiamoci anche la F e la G, ma, no, non penso proprio che sia possibile condurre una vita normale senza contemplare l'uso della lettera T.

Con questo angoscioso assillo conficcato in testa, ho iniziato disperatamente a sbattere a destra e a manca la tastiera sul tavolo e i tasti si sono liberati dal giogo della miscela zuccherosa di caffeina uno dopo l'altro.

A parte la G. E a parte l'H.
Per premere sulle quali mi sarebbe stato d'aiuto - tipo -  il martelletto dello xilofono.

E così, improvvisamente, la lettera T mi è parsa ben poca cosa al confronto di queste altre due simpatiche consonanti annegate nel caffé.

Non avrei più potuto sghignazzare ghghghghghhghghghhghgh.
Mai più.

Ma non mi sono persa d'animo.

...

Di quello che è successo dopo il momento in cui non mi sono persa d'animo, possiedo ora solo pochi vagi ricordi, tra cui:

Un cottonfioc artigianale costruito con un pezzetto di carta igienica e una biro.

Il pezzettone di carta da culo che rimane incastrato nella voragine tra la G e l'H.

Una pinzetta artigianale costruita con due biro.

Le new entries dei tasti della N e della B bloccati dal suddetto pezzettone che cerco disperatamente di spostare con la suddetta pinzetta.

Metà della tastiera bloccata, il pezzettone vagante di qua e di là e risate isteriche.

Sullo schermo del computer, nello spazio di ricerca di Google, mille G che continuano a susseguirsi, a mo' di sfida.

GGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGG


E la difficoltà di tutta l'operazione, aumentata dal fatto che volevo assolutamente risolvere il problemino da sola in quanto andare  in giro dicendo che la propria tastiera si è rotta perché ci hai gozzovigliato sopra è uno degli ultimi scalini evolutivi verso il basso nelle dinamiche lavorative tra colleghi.

Appena sopra il beccarsi virus da internet.


...

Ma ora veniamo alla parte assurda di questa storia, che spiega anche il motivo per cui ora sto scrivendo copiosamente utilizzando tutte quante le risorse della mia tastiera.

+a+spaqèweo' irdceoi49u546553dwaeì'qì+à*§§òpdèpsè'0e0kl_°_X:çklKL%*é*p+èP+

Bullandomene, perdipiù.

Bon, ad un certo punto, quando ormai mi ero rassegnata all'idea di una vita senza G e senza H e con un pezzettone di carta da culo infilato nella tastiera, quelle due lettere sono tornate a funzionare.

Tutto qui.
Molto rumore per nulla, insomma.
Alla fine l'avevo detto, io.

Ups, asciugherà.

ghghghghghhghghghhghghghghghghghghghghghghghghghgh

...

..

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sup-postato da: Barbara23 alle ore 14:27 | Permalink | commenti (17)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi
martedì, 24 giugno 2008
Tra tutti i frizzi e i lazzi che il genere umano potesse mai inventarsi per rallegrare la propria esistenza, i colmi sono quelli che ho sempre detestato di più.

Peggio delle freddure inglesi, peggio delle barzellette lunghissime di cui non ci si ricorda più la fine, peggio delle battute di Pippo Franco al Bagaglino - peggio.

I colmi sono roba da pivelli, già ai tempi del Corrierino dei Piccoli venivano trattati con sufficienza e usati come rubrica tappabuchi per mezze pagine.

I colmi, quando ne racconti uno, c'è sempre qualcuno che ti dirà che lo conosceva già.

I colmi, l'unico target che li può apprezzare sono gli utenti di Yahoo Answer, così ad occhio e croce.

...

Quindi non so che mi è preso l'altro giorno, quando ne ho fotografato uno vivente per strada.

Mentre lo ripetevo mentalmente, mi pareva addirittura un colmo simpatico.

- Qual è il colmo per un venditore di bonsai?

- Fare Piccin di cognome.



Hehehehehehehe.
Hehehehehehe.
Hehehe.
He.

...

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Ditemi qualcosa di molto triste che voglio piangere.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:17 | Permalink | commenti (36)
categoria dello spirito:osservatorio, speculazioni
lunedì, 23 giugno 2008


Fin dal primo momento che l'ho visto, in sella alla bicicletta come un Don Matteo garrulo e ubriaco, sapevo che avrebbe portato rogna.

Una delle figure più sciagurate della storia della pubblicità italiana.
Un millantatore di nutrizionistica sportiva.

Uno che se si soffia il naso, gli si aprono le chiappe per il rinculo.

Un uomo che si era messo in testa, ogni mattina, di spalmare delicatamente la Nutella sulle fettine biscottate di - chessò - gente come Gattuso e Cassano.

Il Cuoco della Nazionale Italiana Calciatori.

...

Siamo fuori dall'Europeo. E voglio credere che sia stato solo un problema di alimentazione.

(ora il mio tifo si riverserà copioso su nazioni dal dubbio tasso interno di democrazia: Russia e Turchia, alé)
sup-postato da: Barbara23 alle ore 15:44 | Permalink | commenti (20)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, televisione cattiva maestra
venerdì, 20 giugno 2008


Quand'ero piccola e vedevo la pubblicità in tv, ho sempre pensato che i bambini che possedevano una jeep Peg Perego con cui girare in giardino fossero un po' viziati-gasati-stronzi.

Non era roba da tutti: scorrazzare in scioltezza su quel gippone era assurto a status symbol invidiatissimo.

Ora mi domando che tipo di adulti siano diventati quei piccoli Peg-Pereghisti.

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Se tanto mi dà tanto, col tempo, non hanno potuto fare altro che peggiorare.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:24 | Permalink | commenti (22)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, miti e feticci
giovedì, 19 giugno 2008


Anche nella musica, è solo questione di prospettive temporali.
Gli anni che passano smussano i difetti, esaltano i pregi, tolgono il brutto, fanno restare solo il bello.

Se la visione delle cose da vicino è inevitabilmente presbite, quella delle cose da lontano è pericolosamente miope.

Non si può che sospendere qualsiasi giudizio e aspettare di beccarsi i decenni che ritornano di moda, uno dopo l'altro, in un eterno ciclo di poche e confuse idee.

...

Per quanto riguarda gli Anni 90, non so come verranno musicalmente definiti tra venti, trenta, quarant'anni.

Gli anni dell'invasione Brit-pop, quelli della dance, della scena di Seattle e del grunge, delle boy band, della Mtv generation - chissà.

Ma se la memoria mi cade sul Sound Transizionale Pop Tardo Anni 90 che furoreggiava multiforme alle radio in maniera molesta e perniciosa :

_ Spaceman – Babylon Zoo
_ If you believe – Sasha
_ Sentimento Pentimento – Neri per Caso
_ Blue (da ba dee) – Eiffel 65
_ Old Pop In An Oak – Rednex
_ Bye Bye Bye – N'Sync
_ Boom Boom Boom – Vengaboys
_ That don't impress me much – Shania Twain
_ Thumbthumping - Chumbawamba
_ Truly madly deeply – Savage Garden
_ Barbie Girl – Aqua

_ Narcotic – Liquido
_ Lemon Tree – Fools Garden
_ If ya gettin' down – Five
_ Say it once - Ultra

...

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sono certa che un giorno tutto questo verrà rivalutato.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 15:10 | Permalink | commenti (34)
categoria dello spirito:musik
mercoledì, 18 giugno 2008


Arriva qualche giorno di caldo
e - toh - la gente impazzisce.
Si sente autorizzata a svestirsi, svaccarsi, infilarsi infradito, braghe corte, canotte slabbrate.

Passo col treno davanti a un’anonima stazione di provincia e sembra di essere a Jesolo Pineta.

L’estate non ha stile, questo è.
Io amo il rigore invernale, la sobrietà dell’autunno, l’eleganza pastello della primavera.

Ma l’estate è cafona. Trovatemi un solo modo di vivere l’estate che non sia cafone.

A parte abbigliarci tutti come modelli di Moda Mare Capri, il che è perfettamente utopistico, visto che la maggiorparte del guardaroba estivo lo recuperiamo dalle bancarelle dei cinesi e da Tezenis.

Arriva qualche giorno di caldo e - toh - ti ritrovi circondato da nugoli di moscerini senza aver fatto nulla, le suole delle scarpe ti si impastoiano con l’asfalto, boccheggi e produci strani odori, i marciapiedi si riempiono di madri-padri passeggino-muniti e oltretutto…

...

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.

Pensavo a tutto questo, qualche settimana fa, in vista del solito post di rito sul caldo estivo.

Forse qualcuno di lassù si è risentito e ora subiamo tutti la giusta, scrosciante punizione.

Per dire, io in questi giorni:

A. Indosso due paia di calze.
B. Ho la canottiera. Dentro le mutande.
C. Possiedo una collezione di muffe nelle polacchine di casa.

...

Ok, si può vivere in modo piuttosto cafone pure la Stagione delle Piogge.

...

(tra l'altro oggi c'è il sole: oh, sono seeempre sul pezzo)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 09:53 | Permalink | commenti (19)
categoria dello spirito:me myself and i, osservatorio
lunedì, 16 giugno 2008

Simboli odiosi della grettezza, della meschinità, della stupidità e dell’egoismo insiti nell'essere umano sono quelli che sui mezzi pubblici si siedono esternamente nelle file da due posti.

E’ chiaro che lo fanno perché non vogliono che nessun altro si sieda accanto a loro, e, bloccando il passaggio per il posto più interno, sanno che scoraggeranno buona parte dei passeggeri a chiedere loro il permesso ed imbucarsi.

Subdoli e crudeli – contano sul fatto che la mattina presto o la sera tardi la tua capacità di rivolgere la parola a qualcuno ed articolare una richiesta di senso compiuto è praticamente pari allo zero.

Mi ci stavo arrovellando sopra oggi, lanciando occhiate di fuoco a un tizio seduto esternamente, al quale, per l’appunto, mi scazzava chiedere permesso per sedermi nel posto di fianco al suo.

E lui lo sapeva.

Detto così, sembra quasi colpa mia che ho avuto la dabbenaggine di non volermi sedere, ma non fatevi ingannare: è solo una loro tattica per passare inosservati e farci impazzire tutti.

Mi sono sentita manipolata mentalmente.

(nella foto: Sieditore Esterno e Sieditore Interno a confronto - per una società più civile, impariamo a riconoscerli)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:19 | Permalink | commenti (21)
categoria dello spirito:binario morto
domenica, 15 giugno 2008
 
Quando si organizza una grossa manifestazione sportiva, l'impresa più ardua consiste nel trovare una mascotte adatta.
 
Ci riflettevo l'altro giorno, osservando Flix e Trix, i due emblemi gemelli di questo sfigatissimo Europeo svizzero-austriaco.

L'impressione generale è quella di due pupazzi ricchioni con la mascellazza alla Ridge e i capelli di Dragon Ball. 
 
Una cosa molto triste, insomma, che però è perfettamente in linea con la tendenza generale delle mascotte sportive da sempre.
 
Se ce ne sono di memorabili, state sicuri che è per la loro bruttezza.
Voglio, dire, alcune di loro non le metterebbero nemmeno in palio al tiro a segno dei peggiori luna park di provincia.
 
...

Una veloce selezione:

Olimpiade di Monaco di Baviera, 1972.
Waldi, un cane bassotto stronzo e dalla freddezza inquietante, ricordato con amore da tutti, in special modo dalla rappresentanza israeliana - immagino.
 
Olimpiade invernale a Lake Placid, 1980.
Roni the Raccon, un procione il cui sguardo ha la fissità tipica delle bestiole schiacciate a morte dalle auto ai bordi della strada.
 
Olimpiade invernale di Calgary, 1988.
Howdy e Hidy, una coppia di ridanciani orsi polari che, dietro al loro perenne sorriso, nascondono probabilmente tragiche storie di abusi familiari.
 
Olimpiade invernale di Albertville, 1992.
Magique, metà uomo e metà stella, è chiaramente un sonaglino da neonato capitato al momento sbagliato nel posto sbagliato.
 
Olimpiadi di Atlanta, 1996.
Izzy, un essere astratto schizofrenico e ripugnante. Creato con la tecnica del "chiudiamo gli occhi e lasciamo andare la matita: qualcosa salterà fuori".
 
Olimpiadi di Atene, 2004.
Athena e Phoibos, due esseri smilzi come suppostoni che non voglio sapere nemmeno cosa stiano a simboleggiare.
 
Olimpiadi invernali di Torino, 2006.
Neve e Glitz, in pratica, due pezzi di dentiera.
 
Mondiali di calcio in Germania, 2006.
Goleo, un leone gobbo e spellacchiato. Me lo immagino a fine giornata, davanti a molti boccali di birra vuoti, in preda a una ciucca triste.
 
Prossima olimpiade in Cina, 2008.
Beibei, Jingjing, Haunhuan, Yingying, Nini.
Cinque pokemon molto incazzati con il Tibet. 
 
Prossimo Mondiale di nuoto a Roma, 2009
Diva, una rana dalla bocca e dalle gambe larghe, uscita fuori dopo un battagliato concorso indetto in tutte le scuole materne d'Italia.
 
...
 
Ma il meglio del meglio si è avuto ai Mondiali di Italia '90 con Ciao.
Come dire, una sezione trasversale di un filamento di DNA sarebbe stata più friendly.
 
Evviva le mascotte.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:19 | Permalink | commenti (21)
categoria dello spirito:voglio la sua testa
venerdì, 13 giugno 2008


Il fatto che Google Adsense faccia comparire tra i link sponsorizzati sul mio account di gmail

Vaginoplastica.net Le tecniche laser di Beverly Hills ora anche a Milano

mi fa sentire l'essere più misero e tapino su questa terra.

Perché lui pensa che avrei bisogno di una cosa del genere?

...

Comunque, vaginoeccetera.it  è un sito decentissimo e plausibile, l'ho navigato mentre mangiavo e non mi è venuto da rimettere.

Tre le affermazioni presenti, qualche highlights degna di nota:

Ci si opera la vulva come si opererebbe un naso che non piace, o non piace più.

L'intervento viene condotto con l'ausilio di un laser a diodi di ultima generazione controllato da computer.

L'imene può essere ricostruito o riparato al fine di riportare la paziente a una condizione di simil-verginità. L'intervento è indicato per le pazienti che vivono in culture che valorizzano la verginità per ragioni sociali, culturali o religiose.

Ho cinquant'anni e vorrei avere una vagina più stretta e tonica.
Sono troppo vecchia per questo intervento?

...

..

.

Contrordine: penso che si tratti di nausea a scoppio ritardato.
Mi sta salendo dentro ad ondate.

Ha iniziato dalla parola "diodi" in poi.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 14:15 | Permalink | commenti (26)
categoria dello spirito:mondo web, merceologia daccatto
giovedì, 12 giugno 2008
Le banche dati di immagini sono posti che, per esigenze di lavoro, bazzico spesso all'ardimentosa ricerca della foto giusta per esprimere il concept giusto.

Insomma, cose che potrebbe fare benissimo anche una scimmia ammaestrata, ma facciamo finta di ammantarle di una qualche aura professionale, eh.

Entrare in una banca immagini è un'operazione da non sottovalutare.

Le chiavi di ricerca sono tarate ad minchiam:
cerchi spiagge ti danno montagne, cerchi donne eleganti dallo sguardo perso e pensoso e trovi puttanoni truccati come Moira Orfei.

Alla fine, l'immagine che si sceglie non è mai quella che si voleva in partenza, ma quella alla quale sei arrivata dopo cinque ore di ricerche e ti scazza andare avanti ancora.

Insomma, una scelta dettata chiaramente dallo Sfinimento piuttosto che dalla Creatività.

...

Ebbene, ieri, avendo inserito la supponentissima keyword "paradisi tropicali", dopo infinite scartabellate e indecisioni e scartamenti, sono giunta a questa foto:


Cosa possa centrare con i miei paradisi tropicali non ne ho idea, chi possa mai voler usare un giorno una cosa così ributtante nemmeno (grafici di volantini informativi sul Viagra? Produttori di sanitari a norma per anziani?), ma di tre cose sono certa:

A. Un'altro di questi scherzetti dai signori della banca immagine e ci rimango secca.

B.
Spero che almeno uno dei due stia fingendo.

C.
Se sei vecchio, fai il vecchio
.
Scricchiola di artrite, lamentati su qualsiasi cosa e passa il tempo a  leggere i necrologi sui muri delle chiese.

Niente sguardi assatanati né sesso spinto sotto la doccia, ti prego.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 13:46 | Permalink | commenti (23)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi, voglio la sua testa
mercoledì, 11 giugno 2008


La mattina, durante il mio tragitto da pendolare in treno, incontro diverse stazioni in cui scende una marea di gente.

Io la chiamo La Fiumana.

Vedere La Fiumana, anche se protetta dal finestrino del vagone, è sempre uno spettacolo destabilizzante: un gruppone di carne da macello assonnata e rincoglionita che cerca a tentoni il sottopassaggio dell'uscita della stazione.

Perché, non so voi, ma a me le folle hanno sempre messo spavento.

Che sia sotto il balcone di Palazzo Venezia o sotto la finestra di San Pietro, al concerto dei Black Sabbath o davanti a un Euronics alla ricerca di un ventilatore sottocosto, l'unione indifferenziata di tanti individui è una cosa che mi trasmette sempre un senso di allarme.

Come dire: un respiro all'unisono, un cuore, un'anima sola.
E un unico neurone in condivisione.

Il solo modo di sopravvivere alla visione de La Fiumana è cercare di neutralizzare la sua potenziale carica drammatica.

Basta infilarsi un qualsiasi supporto musicale nelle orecchie e premere "play" sulla propria selezione di Canzoni Da Fiumana.

Ora, non so bene come stiano le cose, cioè se è la musica che si adatta al ritmo di marcia de La Fiumana o è La Fiumana che capta il ritmo della musica.

Fattostà che questi combaciano perfettamente l'uno con l'altro, creando un'armonia senza pari, alla quale si aggiunge il movimento del lento ripartire del treno.

Insomma, come una carrellata al cinema, solo che lo schermo è il mio finestrino.

E si parte.
Con le note che iniziano a dare un senso alla massa omogenea, scandiscono il suo passo ora leggero ora epico, fanno risaltare particolari che prima non avevo notato – volti stanchi, giacche macchiate, sorrisi tristi, corpi caricati a molla, occhi sfuggenti: la noia della frenesia quotidiana.

Ci sono mattine in cui La Fiumana mi sembra una mandria di bufali delle praterie, altre in cui la sento un po' come una mesta compagnia di deportati & internati, altre ancora in cui mi chiedo per quale astrusa convenzione sociale tutta quella gente alla stessa ora debba convogliarsi verso un unico posto definito alla meglio con l'appellativo di "lavoro".

Dopo quest'ultimo pensiero, di solito capita che arrivi la mia fermata e allora, scendendo e immergendo me stessa in un'altra fiumana, mi arrendo all'astrusa convenzione sociale di cui sopra.

Un'altra volta ancora.
Canticchiando.

La Fiumana - Favourite Soundtrack

01_ Adagio in Sol minore - Albinoni
02_ We shall overcome – Joan Baez  
03_ Make me a smile (Come up and see me) – Steve Harley / Cockney Rebel  
04_ Tema del violino - Schindler's List
05_ Inno Nazionale Sovietico - Coro dell'Armata Rossa 
06_ The Future – Leonard Cohen
07_ Rivers of Babylon - Boney M
08_ Sugar Baby Love -  The Rubettes
09_ London Calling – The Clash
10_ Fiocchi di cotone per Jeanie – Cristina D'Avena

sup-postato da: Barbara23 alle ore 10:32 | Permalink | commenti (23)
categoria dello spirito:musik, binario morto
lunedì, 09 giugno 2008

 

Labello.
Labello.
Labello.

Se il Labello si chiamasse Lobrutto non lo comprerebbero così in tanti.

D’estate metto il mio Labello in frigorifero così non si scioglie.

All’inizio mi scandalizzavo quando vedevo gli uomini che usavano il Labello, poi ci mi sono abituata.

Il plurale di Labello è ancora Labello.

Sarebbe interessante studiare casi di sovradosaggio di Labello.

Se mi finisse la margarina, userei il Labello.

Il concorrente diretto del Labello si chiama Labrosan ma non riuscirà mai ad imporsi perché ha un nome da pomata ad uso ginecologico.

Il sito del Labello è troppo da teenagers - mi fa venire l'epilessia.

Uno dei piccoli piaceri della vita è scavare disperatamente con le unghie nel Labello quasi finito per recuperarne gli ultimi pezzi.

Fare di cognome Labello sarebbe fichissimo.

Una volta in stazione mi rubarono dalla tasca dello zaino, ma non mi arrabbiai molto perché, oltre ai soldi e alle chiavi di casa e al cellulare, mi presero quella fetecchia terribile del Labello Gold & Shine che basta una passata e ti calcifica le labbra.

Non ho più intenzione di rivangare la leggenda metropolitana secondo cui uno degli ingredienti del Labello sarebbe lo sperma di maiale.

Se mi finisse la colla stick, userei il Labello.

Quando ti si inceppa il meccanismo del Labello e non sale più su, sono cazzi.

Non tutti gradiscono essere baciati dopo che ti sei messa una quintalata di Labello sulle labbra.

Mi piacerebbe collezionare Labello di tutti i colori, ma non ho pazienza.

Ci sono fragranze che la Labello dovrebbe evitare di produrre.
Per esempio, secondo me, avere le labbra che puzzano di melone non piacerebbe a nessuno.

Quando ritrovi un Labello vecchissimo in una borsetta che non usavi più da tempo, ti senti un po’ come se avessi vinto alla lotteria.



..

.

Se mi finissero le supposte, userei il Labello.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:10 | Permalink | commenti (32)
categoria dello spirito:merceologia daccatto
domenica, 08 giugno 2008
Si dice che chi, per esprimere un concetto, impiega dieci parole, quando ne bastano cinque, è capace di commettere qualsiasi crimine.
 
Assolutamente d'accordo, ma ci sono casi in cui l'estrema brevità può dar adito a malintesi destabilizzanti.

...

..

.
 
Per esempio, è da un po' di giorni che temo che il mio contatto email sia finito in mezzo ad un giro di newsletter per allegri pedofili vacanzieri.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:41 | Permalink | commenti (15)
categoria dello spirito:mondo web, speculazioni
venerdì, 06 giugno 2008

Sono già passati sei giorni dall’inizio di giugno, ma non preoccupatevi: ho espressamente fatto in modo che gli influssi planetari su cui si basa il mio horrorscopo abbiano inizio solo da

tre
due
uno

Ora.

ARIETE
Versione fast: due faccine libidinose, una che esclama”Eureka!”.

Versione buonista: non posso prometterti che sarà l’amore della tua vita, ma di certo, se sei nato dal 7 al 12 aprile, ti stai avvicinando ad un radioso periodo di dolci coccole e teneri sentimenti. Per tutti gli altri, qualche problemuccio lavorativo che però saprete risolvere egregiamente uscendo dagli schemi e scegliendo la soluzione apparentemente più folle.

Versione nuda e cruda: vabbé, la solita squallida avventura scopa&scappa, ma del resto è questo l’amore che ti piace. Il problemuccio lavorativo in realtà è un troiaio di dimensioni colossali: la soluzione folle sarà quella di licenziarti.

...

TORO
Versione fast: due faccine infastidite, una che porta pazienza.

Versione buonista: impedimenti, discussioni - l’ambito familiare sarà quello più interessato. Bruscolini nell’occhio che ti freneranno per tutto il mese e metteranno alla prova la tua pazienza. Ma anche le piccole esperienze negative ti sono di nutrimento, mattoni che costruiscono un’autoscienza sempre più matura. E tu sei un essere saggio, disposto a sopportare un po’ di male per arricchirti dentro.

Versione nuda e cruda: il toro non è un animale saggio, è una bestia incazzata nera con due coglioni grossi così. Non ha nessuna autocoscienza né altri aggeggi interiori new age: dategli da dormire, mangiare e trombare e lui è contento così. Impediteglielo e lui macinerà lentamente rabbia sulla sabbia dell’arena. Sbuffando dieci, cento, mille volte. Fino a quando non vedrà qualcosa di rosso apparirgli davanti.

...

GEMELLI
Versione fast: due faccine convinte, una che fa l’occhiolino.

Versione buonista: hai deciso di essere te stesso al cento per cento. Approfitta di questa sicurezza che ti senti addosso per dire sempre quello che pensi e difendere le tue idee. Ti toglierai molte soddifazioni e ti sentirai rinnovato nell’animo.

Versione nuda e cruda: “Essere te stesso” non è che un’altra maschera che inscenerai sul palcoscenico di questa vita che pretendi sempre di vivere da protagonista. In realtà non credi tu stesso a una sillaba di quello che dici. E la sola vera soddisfazioni che ti togli da sempre è mentire per il gusto di mentire.

...

CANCRO
Versione fast: due faccine da triglia, una da stronzo-insensibile.

Versione buonista: non ti stai impegnando come dovresti in amore. Fai un esame di coscienza: sei sicuro di volere la cosa giusta o solo quella che ti fa più comodo? Per avere amore, prima di tutto, bisogna donarlo. Impegnati e vedrai che non ci sarà più motivo di lamentarti.

Versione nuda e cruda: sei una piccola sanguisuga emotiva, una cozza psicotica che tenta ad un ogni occasione di attaccarsi disperatamente allo scoglio.
E poi ti chiedi pure perché gli altri abbiano paura di legare troppo la loro vita alla tua.
Rivedere il tuo concetto di “amore” sarebbe cosa gradita, grazie.

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LEONE
Versione fast:
una faccina impaziente, due mooooolto ambiziose.

Versione buonista: il tuo desiderio d’affermazione sta raggiungendo vette sempre più alte. Attento a fare il tuo gioco (vincente) sempre nel rispetto degli altri, lasciando spazio al dialogo e alla tolleranza. Ciò che ti rende speciale, infatti, è che, quando vuoi, sai essere anche un campione d’umiltà.

Versione nuda e cruda: anche quando sei umile sei odioso. Tutto quello che dici e che fai è rivolto all’esterno e atto a creare un’immagine vincente di te. Gli altri sono solo putrido pongo da sacrificare all’altare della tua immane fregola di vittoria. E questo mese saprai manipolare per bene molta gente.

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VERGINE
Versione fast:
tre faccine stordite.

Versione buonista: qualunque cosa spiacevole accadrà, si risolverà ben presto e per il meglio, grazie a un colpo di fortuna donato da un benevolo Giove in trigono. Un abbraccio forte forte di sostegno, credici un po’ di più, smack.

Versione nuda e cruda: disadattato è troppo poco. Come termine rende solo approssimativamente l’idea di come apparirai agli altri questo mese, soprattutto per quanto riguarda le questioni professionali. Cazzo di problemi hai? – verrebbe da urlarti addosso. Il bandolo della tua matassa personale sembra continuare a perdersi tra mille paure nascoste. E autoboicottarsi non è una mossa genialissima, eh.

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BILANCIA
Versione fast:
tre faccine sollevate.

Versione buonista: dopo troppi mesi passati a dover fingere di essere perfetto e felice, ora finalmente tutto ciò ti verrà naturale. Una spontanea serenità pervaderà la tua vita e ti aiuterà ad accettare di buon grado le piccole imperfezioni che anche tu possiedi. Un buonumore che ti renderà molto ricercato da tutti, come antidepressivo naturale, capace di donare luce ed allegria.

Versione nuda e cruda: l’anelito alla perfezione alla quale tendi spasmodicamente ti rende un mostro infelice e incompleto. Nel tuo profondo odi tutti perché, prima di tutto, odi te stesso: a volte ti comporti peggio di una top-model anoressico-cocainomane. Questo mese cercherai di fare un po’ pace con te stesso, ma sta pure sicuro che gli altri ti verranno a cercare perché devi loro – come minimo – dei soldi.

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SCORPIONE
Versione fast:
una faccina serena, una scoraggiata, una scalpitante.

Versione buonista: abbi pazienza e metti in pratica la saggia arte del “far finta di niente”. Sul lavoro infatti, ti capirà di sentirti sottovalutato e poco apprezzato, ma tu lascia correre. Prima di tutto perché potrebbe essere la tua suscettibilissima sensibilità ad esagerare la situazione e poi perché scendere sul campo di battaglia ora non conviene.

Versione nuda e cruda: sul lavoro sei una checca isterica petulante e umorale da far schifo. Sottovalutato e poco apprezzato? Ringrazia che non ti prendano a calci in culo dalle 9 alle 18. Il tuo sport preferito è recriminare con occhioni grumosi di rancore e vendicarti con mezzi subdoli: una segreta spirale d’odio si sta innescando da sotto la tua scrivania. Si salvi chi può.

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SAGITTARIO
Versione fast:
tre faccine sbuffanti.

Versione buonista: la routine quotidiana ti sta sempre più stretta. Per evitare qualche sciocchezze e improvvise mattane, fatti un regalo e organizza una vacanza o un piccolo viaggio. Qualunque cosa che possa farti sentire “un altro”, almeno per un po’. Mettiti alla prova con mete desuete o attività faticose: solo così riuscirai a quietare l’insoddisfazione che stai vivendo.

Versione nuda e cruda: la voglia d’avventura ti divora l’anima, il bisogno di creare qualche casino irreparabile si fa strada nella tua vita piatta e triste come quella di un impiegato del catasto. Vorresti essere Indiana Jones, ma sei solo un logorrroico che tra il dire e il fare preferisce il dire. Al massimo ti farai un fine settimana a Milano Marittima, vedrai.

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CAPRICORNO
Versione fast:
due stelline che dormono beate, una che addocchia qualcosa di brillante da qualche parte, lontano.

Versione buonista: mentre i pianeti veloci si disinteressano placidamente di te, i pianeti lenti stanno macinando pian pianino il tuo successo che sarà stabile e duraturo, ma al momento poco visibile. Per fortuna che possiedi il dono della lungimiranza e della fermezza e sai godere appieno di questa lenta ma costante svolta.

Versione nuda e cruda:
Lungimiranza e pazienza un cazzo, sei l’essere più egoista dello zodiaco e di certo non te ne può fregare di meno se un branco di grosse palle di pietra che fluttuano nello spazio vogliono portati al successo in un futuro remoto. E infatti ti dimostrerai per tutto il mese voglioso e capriccioso di cose che non ti spettano. E attuerai ogni mezzo per prenderle.

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ACQUARIO
Versione fast:
tre faccine che roteano gli occhi e vanno in orbita.

Versione buonista: non si può domare il tuo cuore sempre inquieto. Se una nuova sirena chiama tu sei pronto a lasciare tutto per buttarti in mare per andare a raggiungerla. Smarrire il senso della realtà e buttarsi a capofitto in strane relazioni è un tuo tipico modus operandi che anche questa volta porterai a compimento, attratto da una passione che ti stimola pubicamente e cerebralmente.

Versione nuda e cruda: ai miei tempi di chiamava voglia di scopare, eh. Ma tu ammanti tutto di alti significati, sembra sempre che ogni tua nuova conquista sia una creatura speciale nata per essere la tua anima gemella. Ma ancora una volta ti stancherai, finirà l’elettricità iniziale e la tensione si abbasserà. Sei fatto per stare da solo e lo sai bene. L’amore è solo un esperimento che ami ripetere disastrosamente con la stessa testardaggine di uno scienziato pazzo.

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PESCI
Versione fast:
tra faccine lacrimose.

Versione buonista: il tuo modo di intendere l’amore è assolutista: una completa identità di vedute, una comunione di animi perfetta. Non sempre può essere così e, soprattutto i nati dall’8 al 14 marzo, si potrebbero accorgere che c’è qualcosa che non funziona più nel loro rapporto. Sii comprensivo e cerca di capire che l’amore è anche dare spazio e libertà di fare scelte diverse a chi si vuol bene.

Versione nuda e cruda: sentimentalmente parlando, incappare in te è come sedersi su un Chupa Chups dimenticato per sbaglio su un divano. E chi lo stacca più dalle chiappe adesso? Il problema è che sei così cieco ed egoista da non capire che quello che tu chiami “amore” assomiglia tanto al suo opposto. Beato chi ti lascia.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:17 | Permalink | commenti (39)
categoria dello spirito:horror-scopo
giovedì, 05 giugno 2008

Capisci di essere definitivamente fuori dal fantastico tunnel dell'Istruzione Superiore, quando, se ti parlano delle nuove riforme del Ministero, caschi dal pero.

E soprattutto, non te ne può fregare di meno.

Esattamente quello che è capitato a me, l'altro giorno, quando la mia pupilla mi ha spiegato angosciata che quest'anno, se hai insufficienze in qualche materia, vieni rimandato a settembre.

Perché sì, nonostante il fitto silenzio da parte mia presso di voi, le mie ripetizioni serali con la ragazzina del piano di sotto si sono svolte con regolarità per tutta la durata dell'anno scolastico 2007/08.

E ora, giunti quasi alla soglia delle meritate vacanze estive, mi sento in grado di fornire un veloce resoconto delle suddette ripetizioni.

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Non abbiamo mai superato il 6 nei compiti in classe.
A onor del vero, a volte non l'abbiamo manco sfiorato.

Siamo mediocri.
Che era esattamente l'obiettivo che ci eravamo prefisse fin dall'inizio.

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La mia pupilla quindicenne si sta facendo grande.
Va in giro con una borsetta minuscola da passeggiatrice, esce con un ragazzo diverso ogni sera, è consapevole del potere della sua bellezza.

E penso che abbia contratto la candida.


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Sua madre è una presenza sempre più nefasta: a parte il fatto che non paga mai, ma poi non posso sopportare le madri in accapatoio e sigaretta in mano che vengono a disturbarmi mentre studiamo.

Per chiedermi se questo sarà l'anno del Leone.
Poi apre l'antina sotto il lavandino, prende una bottiglia di Campari e se la porta in camera da letto.

Personalmente è una scena che ogni volta mi tocca da vicino il sistema nervoso.

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I radicali sono una delle cose più difficili della matematica.
Credo.

Comunque, se io li capisco poco, la mia pupilla ancora di meno.
Alla richiesta "Applica la regola e porta il 5 sotto radice", lei risponde genialmente scrivendo √5.

Volevo dargliela buona, ma proprio non ce l'ho fatta.

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Comunque queste sono le ore peggiori.
Prego che non venga rimandata a settembre o quella donna in accappatoio di sua madre mi darà la bottiglia del Campari in testa.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 14:01 | Permalink | commenti (24)
categoria dello spirito:repetita stufant
mercoledì, 04 giugno 2008


Un'idea geniale nasce dall'unione di tante piccole cagate.

La tentazione ancestrale di fare fotocopie e/o scansioni di parti del proprio corpo. Chiappe e non solo.

La curiosità bastarda di sapere cosa c'è dentro le tasche di tutti quelli che ti circondano.

La voglia di protagonismo che acceca disperatamente ognuno di noi.

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Trovo che questo sito sia un ottimo riassunto di tutto ciò.
Ed è davvero fantastico.

Anche se mi pare che i contenuti delle tasche siano poco spontanei.
Troppi oggetti fighetti che concorrrono a creare una composizione interessante.

No, per dire, se dovessi partecipare io al "Face your pockets Project", la mia faccia sarebbe sommersa di pezzettoni di Scottex usati e monetine da un centesimo che qualunque negoziante mi sta rifilando per resto da qualche tempo a questa parte, perché probabilmente si sono messi tutti d'accordo per farmi impazzire, merda.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 14:17 | Permalink | commenti (17)
categoria dello spirito:mondo web, provato per voi
martedì, 03 giugno 2008
Ognuno ha il suo punto di scomparsa.
Un luogo d'elezione in cui far perdere le proprie tracce per sempre.

< Puf >

In caso di creditori assillanti, esili forzati, stalker molesti, catene via email infinite, scadenze di lavoro incombenti.

O magari giusto per il gusto di sparire.

Così inaccessibile e ben nascosto che manco Federica Sciarelli e la troupe di Chi la visto riuscirebbero a trovarti.

Potrebbe essere una spiaggia tropicale oppure una fortezza inespugnabile di cuscini costruita sul letto o magari un barattolino di Pringles.

Il momento di accesso al proprio punto di scomparsa io me lo immagino pressapoco come un mix tra fumo da mortaretti & risata isterica che va piano piano in fade-off ed Edith Piaf che canta "Je ne regrette rien" mentre vortici di petali di rosa puzzolenti ti oscurano la visuale.

< Puf >

Esistono anche i punti scomparsa forzati.
Per esempio: ci sono due/tre persone il cui punto di scomparsa mi auguro sia prossimamente un tombino aperto in mezzo alla strada.

...

Per quanto mi riguarda, il mio punto di scomparsa l'ho trovato nei giorni scorsi.
Lassù, proprio sul picco più alto.

< Puf >
< Puf >
< Puf >



Cazzo, non funziona.
Sono ancora qui.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 14:01 | Permalink | commenti (16)
categoria dello spirito:me myself and i