
Quando mi imbatto in confezioni di wurstel svuotate ai bordi del marciapiede (e sono sempre di più, da qualche tempo a questa parte), allora capisco che è passata anche di lì.
LaFama.
Non l'appetito che sviluppi pian pianino prima di cena.
E neanche il languorino e la voglia di qualcosa di buono.
Né l'attacco compulsivo di fame chimica dopo una canna, né il desiderio di fragole della gravida il 15 di dicembre e nemmeno l'ossessione malata della bulimica.
Nulla di tutto questo.
Ma nient'altro che LaFama.
LaFama è bieco istinto di sopravvivenza, è la iena che si sveglia la mattina e banchetta sulla carogna di gazzella, è accettare ciecamente di diventare l'ultimo anello della catena alimentare pur di assimilare qualcosa all'interno del proprio metabolismo.
Puro e incosciente godimento cibario che ti coglie improvvisamente nei momenti più impensati, è un grosso buco nero gastrico che ti porta ad ingurgitare qualsiasi roba utile nei paraggi con un sorriso beota e soddisfatto sulle labbra.
LaFama è ospitare un cucciolo di Alien nello stomaco e non saperlo ancora.
...
Menu LaFama chez Causacrisi
(da assurmersi rigorosamente fuori pasto sennò non c'è gusto):
_ sottilette
_ panna spray
_ snack alla paprika
_ barrette ai cereali per anoressiche (più di 3)
_ ciliegine di mozzarella
_ blister da 6 fette di salame ungherese
_ pellicine delle dita
_ pangrattato
_ spremersi un limone in bocca
...
E ricordate: non è LaFama se non c'è un <burp> finale.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 15:26 | Permalink | commenti (24)
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