giovedì, 17 luglio 2008
E capitava proprio l'altro ieri di discutere, sorseggiando té e sgranocchiando pasticcini nella mia casetta di legno, tra pelouche, bambole di porcellana e seggioline minuscole.

O, fuor di metafora, mi rompevo la minchia al telefono ascoltando monologare una mia amica di cose da femmine.

- Ma quindi il bilancio della serata com'è? Positivo?

- Oh, ottimo! Sono sicura che ci rivedremo.

- Quindi vi siete scambiati i numeri di cellulare?

- Oh no, non mi ha chiesto nulla. E di certo non sta bene che glielo chieda io.

- Ah.

- Ma è proprio questo il lato positivo! Io so che lui voleva chiedermelo, ma ha intuito che non mi sarebbe affatto piaciuto che alla prima uscita lui ci provasse così spudoratamente! E quindi non me l'ha chiesto. Ha voluto partire col piede giusto.

...

..

.

Te lo chiederà sicuramente alla seconda uscita, tranquilla.
Che però gli sarà un po' difficile da organizzare, non avendo il tuo numero.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:49 | Permalink | commenti (23)
categoria dello spirito:amore e altre sciagure cosmiche
venerdì, 08 febbraio 2008

Nei prossimi giorni, per un concorso di San Valentino, Federico Moccia selezionerà l'sms più romantico tra quelli che compariranno a rotazione su un maxi-schermo in una piazza di Milano.

Posso prevedere il tipo che ne uscirà vincitore: sarà un sms che conterrà le parole "cuore, cielo, xké, motorino", avrà la zeppola e sarà scritto da un undicenne.

Il discount dei buoni sentimenti, nulla a che vedere con l'sms per eccellenza di questo San Valentino 2008 che si avvicina.

...

Sarkozy, quel tizio vestito da Scarface che abita all'Eliseo.
All'ex-moglie Cecilià, una settimana prima del matrimonio con Carlà.

Se torni annullo tutto.

Solo quattro parole.
Che però nascondono un mondo.

Un mondo chiamato "Pfui, uomini"

Un mondo in cui la farsa tra queste fantastiche marionette con l'accento sull'ultima lettera del cognome, si fa sempre più cialtrona e interessante.

Se torni annullo tutto.

Parole così disperate che ti verrebbe voglia di mandarle alla lista dei tuoi ex e poi magari a gente a caso così, tanto per vedere che effetto fa.

Se torni annullo tutto.

...

Moccia, se hai le palle, premia questo.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:12 | Permalink | commenti (25)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, amore e altre sciagure cosmiche
martedì, 29 gennaio 2008

- Ooooh, ti posso togliere la scaccola dal naso?

Su, non guardatemi così: la vedi, è sporgente, è grossa, è invitante - a chi non verrebbe il raptus di recuperarla con la punta delle dita? - se non per attrazione morbosa verso le pallottole di muco almeno per spirito di decoro.

E invece, no, mi si tarpano le ali, mi si ferma sul nascere, mi si dice amorevolmente, ma con estrema chiarezza:

- No, grazie, ma i mobili in casa me li sposto da solo.

...

..

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Naso zona off-limits.
Ultima frontiera dell'intimità tra persone.
Non l'avevo ancora sentita.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:58 | Permalink | commenti (25)
categoria dello spirito:speculazioni, amore e altre sciagure cosmiche
lunedì, 29 ottobre 2007

It was good what we did yesterday.
And I'd do it once again.
The fact that you are married,
Only proves, you're my best friend
Pale blue eyes - Velvet Underground

Lui guarda lei.
Lei guarda lui.

E non posso non notarlo – mi si sono stazionati nei sedili di fianco, cavolo.

Lui le sfiora il ginocchio.
Lei non si ritrae.
Sono da poco passate le sette e mezza, la gente sonnecchia nello scompartimento.

Lei gli accarezza la mano, mentre guarda binari inevitabilmente paralleli.
Fingendo calma.
Non c’è molto da vedere, ma del resto non c’è nemmeno molto di cui parlare.

Lei fa un cenno, lui le si avvicina.
Annuisce.
E indugia.

Indugia, anche il treno, che si ferma alla stazione.
La gente scende, la gente sale.

Prima volta che ne vedo così tanti in gruppo: emo boy con molta lacca sui capelli.
L’occhio si distrae.

E ritorna quando le labbra si stanno già allontando.

Si entra nella zona in cui inspiegabilmente il telefonino non ha campo.
E pare tutto più leggero se si guarda il riflesso delle cose nel finestrino.
O negli occhi di qualcuno.

I movimenti impercettibili si moltiplicano.
Stilizzando pensieri costretti dai cappotti.

Un occhio aperto, un altro chiuso.
Il Milan ha perso, Cassano è pazzo.
Stasera, stasera, rimaniamo a casa.


E la gente sale e la gente scende.
Fa così per due, tre, quattro, cinque volte.

Mentre lui guarda lei.
Mentre lei guarda lui.

...

Il suono di un messaggio irrompe.

- Tuo marito?

- Mio marito, sì.

Sorriso.
Tutto è già stato collaudato, tutto è indolore, tutto è ingoiato.
Amaro.

Lui lascia andare la mano di lei.
Lei mette a posto la borsa, si rassetta il cappotto, si alza.

La gente sale, la gente scende.
E non puoi non notare lo sguardo di chi rimane.

..

.

Magari sono tutti e due dei gran cornuti, magari il marito di lei ha mandato l'sms mentre cavalcava la segretaria, magari qualcuno ci sta soffrendo molto, magari è la classica pochade piccolo-borghese o magari ci mettiamo anche un bel chissenefrega.

Però gli amori clandestini in treno hanno sempre il loro perché.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:37 | Permalink | commenti (22)
categoria dello spirito:amore e altre sciagure cosmiche, binario morto
venerdì, 07 settembre 2007

Che vita sarebbe senza soprannomi.
Insomma tutti ne abbiamo qualcuno, tutti ne diamo qualcuno.

I soprannomi sono ispirazioni divine che scendono dal cielo, uno ti vede in faccia o magari ti sente parlare e pensa - zac - "sei fritto, ciccio, d'ora in poi io ti chiamerò così."

E la tua complessa identità di individuo umano viene improvvisamente annullata a sfavore di
un limitante e beffardo nominativo.

Io sono specializzata in soprannomi antipatici e offensivi.
E non dite che non ve ne eravate accorti.

...


Il mese scorso in compagnia di un po' di amici ho beccato un'altra amica con un nuovo tizio con cui esce.
Requisito essenziale dei Nuovi Tizi Con Cui Esce è che abbiano pure loro Vodafone.
Dice che le dà un senso istintivo di familiarità.

Il tizio in questione, comunque,  ha mugghiato il suo nome stringendo mani su mani, per poi continuare a fissare i suoi infradito e a lanciare alla sua bella sguardi torvi e minacciosi che pressapoco volevano tutti esprimere un sofferto e complesso concetto del tipo:

- Allora, cazzo, muovere il culo e andarsene, no?!

Ragazzo tanto caro e simpatico.

Eh, il momento cruciale della presentazione agli amici dei Nuovi Tizi Con Cui Si Esce.
Secondo me è un banco di prova fondamentale.
Perché è facile essere carini e gentili con qualcuno che sai che poi te la dà.
Ma dimostrarsi cordiali e alla mano anche con tutto il resto del mondo, ecco che qui il gioco si fa duro.

Diciamo che lui non ha superato l'esame.
E quindi è scattato, di prepotenza, il soprannome stronzo:

In coro, mentre lui trascinava l'amica via tutta di fretta con le infradito che sgommavano sull'asfalto - ci è uscito, così, spontaneo:

- Testa Di Martello! Oddio, Testa Di martello!

Come il
criminale nemico dell'Uomo Ragno.
La stessa fronte spaziosa come una tavoletta per il bucato.
Uguale. E spiaccicata.

I soprannomi sono ispirazioni divine che scendono dal cielo.

...


Ora, dopo alcune settimane dalla sua genesi,  Testa Di Martello spadroneggia.
Il solo pronunciarne il nome instilla in tutti una grande ilarità.
Immaginate poi a ricordarne la fronte.

Nelle chiacchierate, nelle telefonate, sulle email, se si deve parlare di lui, quello è il suo nome.
Come tanti piccoli cospiratori, riduciamo in segreto la sua complessa identità di individuo in un nomitavivo beffardo e limitante.
E godiamo.

...

..

.

Il problema è che prima stavo scrivendo un sms alla mia amica - l'unica all'oscuro del soprannome, ovviamente:

"Ciao! Come va? Tutto bene con Testa Di  Martello?"

E l'ho spedito prima di aver capito l'errore madornale che stavo commettendo.

Non ho ancora ricevuto risposta.
Io comunque - se volete - chiamatemi Testa di Cazzo, eh.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:41 | Permalink | commenti (63)
categoria dello spirito:me myself and i, amore e altre sciagure cosmiche
venerdì, 22 giugno 2007

UOMO/1
Ugly Betto da un paio di giorni accoglie la gente alla reception con una camicia marrone.
Non bruna, marrone.
Marrone merda.

La parvenza di serietà e autorevolezza dell’agenzia dove lavoro
sta andando allegramente a farsi fottere.

...

DONNA/1
Ho letto una notizia scema di uno scoiattolo che ha assalito due persone.
Ho scritto un sms ad una persona che se ben ricordo – e lo ricordo come se fosse ieri - avrebbe trovato interessante questa notizia.
Ho scritto un sms perché
non trovavo la voce per chiamarlo di persona.

E’ stato domenica. Mercoledì notte non mi aveva ancora risposto.

...

UOMO/2
Mio padre l’altra mattina si è svegliato con la parola “bubbone” in bocca.

- Bubbone, bubbone, mi è uscito un bubbone.

In bagno, mentre pisciava, attraverso la porta.

- Bubbone, bubbone.

In cucina, mentre beveva acqua dal frigo.

- Bubbone, bubbone, bubbone.

In sala, mentre tirava su le tapparelle.

- Barbara..

- Sì?

- Ho un bubbo, bubbo, bubbone.

Da quando è in pensione, non sa più cosa inventarsi
per tirare fino all’ora di pranzo.

...

DONNA/2
A pranzo con una P.R.
Ha ordinato
“una bella bistecca ai ferri ché oggi ho proprio fame.”

Poi l’ha rimandata indietro perché era troppo al sangue.
Quindi l’ha rimandata indietro di nuovo perché era troppo cotta.

Alla fine ha mangiato due spinaci e alla cameriera ha detto di non preoccuparsi perché tanto a lei la carne fa comunque impressione.

...


MOSCA/1
C’era una mosca in camera mia che non mi dava tregua.
Camminava sul comodino e faceva bzz bzz a intermittenza.

Ho preso un fazzoletto e l’ho schiacciata.
Buttata nel cesso, tirato l’acqua.

E’ morta inutilmente - tanto non riuscivo a prendere sonno a prescindere dal bzz bzz.

...

DONNA/3
Mia madre – nota poliglotta - a tavola ha raccontato per tre volte la stessa storia, variando di volta in volta una parola:

- Aveva un troller.
- Aveva un roller.
- Aveva un trollé.

Tentava di dire “trolley”.
L’ho capito solo ora.

...

UOMO/3
Il tizio della notizia sullo scoiattolo, rispondendo al cellulare, ha sentito una voce impacciata che annaspava, tentando assurdamente di rompere il ghiaccio:

- Ma lo conoscevi quello scoiattolo? Cioé, tipo: di persona?

Erano le 2 e 46.
Poi ha buttato giù.
Voleva richiamare, ma poi ha pensato che sarebbe stato meglio andare a fumare una sigaretta in giardino.

...

WHITNEY HOUSTON/1
Quando ascolti Whitney Houston cantare One moment in time - 16 volte per la precisione stasera sul mio iTunes
senti che potresti diventare una persona migliore.

Poi ti viene in mente che ora lei ormai è ridotta ad un relitto in putrefazione e le è venuta pure la faccia che sembra un cocker e capisci che non c'è pericolo che qualunque cosa tu senta possa davvero accadere.

...


UOMO/4
L’informatico biondo mi ha fatto mostrato tutte le foto che scatta come hobby, senza nemmeno che glielo chiedessi.
Sono davvero artistiche e lui è davvero bravo,
ma quando mi parla mi tratta come se fossi una deficiente.

Finalmente una persona sincera.




..

.

Se le guardi da una certa distanza, le situazioni, le persone - gli uomini, le donne, le mosche che ronzano attorno - non sono altro che una patetica parata di figurine.

Ora mettete sul tavolo le vostre e vediamo di fare qualche scambio.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:32 | Permalink | commenti (60)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi, parentado, amore e altre sciagure cosmiche
lunedì, 23 aprile 2007
Ma dove vuoi andare / ti amo
Ti annoi, va bene / balliamo
Sei bella / ti lasci guardare
Con te non c’è niente da fare
Nascosta nei lunghi capelli
Tu balli, ma i gesti son quelli
Bambina / Ti voglio / Ti sento
Ti muovi  / mi sfuggi / mi arrendo

...

Pupo stava pensando ad Ariane.
Non la poteva ancora conoscere, ma sì, lui stava pensando a lei quando cantava l’incipit della mai dimenticata Gelato al cioccolato.

Dopo Eloisa, la stronza saccente, sono lieta di presentarvi Ariane, la stronza incontentabile dai facili costumi.

Ariane non è solo un simpatico ed istruttivo simulatore di appuntamenti per adolescenti in cerca di emozioni forti.

Ariane è un trattato di psico-patolologia femminile.
Scritto da un nerd pippaiolo con una fantasia noiosamente incamerata
nei soliti tre o quattro stereotipi di arrapamento maschile.
Ma sempre di un trattato si tratta.
 

La quintessenza femminile raccontata in poche e semplici mosse di gioco:
- Annusare ma non toccare.
- Il mio regno per un complimento.
- Amo gli uomini intelligenti, però adesso scopami.
 
...

Perché Ariane al primo approccio non vuole che le diate un bacetto sulle labbre, ma se prima le leggete una poesia, allora lei lo accetterà estasiata.
 
Perché Ariane si incazza se entrate in camera sua mentre si sta cambiando, ma se la affascinate indicandole dove si strova la costellazione del Triangolo, lei vi premierà con una sbirciatina alle sue tette.
 
Perché Ariane vi invita a nuotare nudi in piscina, ma non vuole che vi aggrappiate alle sue chiappe.
 
Perché Ariane è in perenne ostaggio dell’alcool: con quattro bicchieri inizia a spogliarsi, ma con cinque corre in bagno e il gioco è finito.
 
La sottile linea rossa tra una pomiciata e un pisciata da cavallo.
 
Perché Ariane vi esorta a conversare con lei e se la tira dicendo che è fortemente attratta dall’intelligenza e poi, al nightclub, scappa con il primo stallone da monta che incontra accusandovi di non prendere mai l’iniziativa.
 
Perché Ariane non ama posare nuda in mezzo alla strada mentre voi le scattate una foto, ma se le fate qualche complimento dicendole che sembra una vera modella, allora improvvisamente farà tutto ciò che avete sempre desiderato nei vostri sogni più bagnati.
 
 
Perché alla fine c’è solo bisogno di toccare le corde giuste.
E di ricordarsi che Ariane è un semplice cane di Pavlov con due belle bocce.
E che ad azione corrisponde sempre una reazione.
 
Puro e semplice determinismo comportamentale.
E mi chiedo quanto tutto ciò sia così distante dalla realtà.
 
 
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:21 | Permalink | commenti (56)
categoria dello spirito:provato per voi, amore e altre sciagure cosmiche
martedì, 10 aprile 2007

- Va bene, Elisabetta, pure oggi hai fatto il tuo bel markettone, ora tira fuori il regalo vero.

- Flavio, è questo il regalo vero.

- Una lettera aperta su Chi di Alfonso Signorini?

- Sì, amore.

- Firmato “la tua topolina”?!

- Sì, tesoro.

Alfonso Signorini?!?

- Sì, caro. Bello vero?

- Ma vaffanculo.

Spero  - ma ho i miei dubbi  - che stamattina così si sia svolto il dialogo tra Briatore e la Gregoraci, la quale, non sapendo più cosa donare al suo spumeggiante partner per il compleanno, ha optato per l’orrida dichiarazione d’amore pubblica.

S
enza nemmeno darmi il tempo di cogitare un’opinione precisa, un banner pubblicitario, in loop a lato della notizia, ha espresso un sintetico ma ficcante giudizio su tutta la faccenda:

Il gradino più alto della scala evolutiva.
Perché anche i banner hanno un’anima.

...


In ogni caso, la scusa di “non sapevo cosa regalarti, tu hai già tutto” è vecchia come il mondo.
Personalmente l’ho sentita un po’ troppe volte per non capire che il confine tra la sincera difficoltà di eguagliare un sentimento con qualcosa di materiale e la tirchieria più pidocchiosa è davvero labile.

Comunque, se la buonariuscita o meno di una storia si basasse solo sui regali che si ricevono, allora non ci sarebbe davvero speranza per nessuno.
Pensa un po’ che per me non c'è speranza nemmeno se non tengo conto di questo discrimine.

Forza, che si sputino i rospi e si confessi il regalo più brutto ricevuto dai proprio lui/lei.
Tanto peggio di quello della Gregoraci non ce ne possono essere.

...

..

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Beh, forse il mio.
Dirò solo tre parole: candelabro -  trovato - immondizia.
Però me l’aveva ripulito.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:02 | Permalink | commenti (54)
categoria dello spirito:voglio la sua testa, amore e altre sciagure cosmiche
martedì, 27 marzo 2007
So che sto per fare una cosa meschina per la quale il Dio dell’Amore mi punirà scagliandomi con il suo arco dorato una bella freccia nella chiappa.

So che quando si è innamorati si scrivono le cialtronerie sentimentali più improbabili e non per questo bisogna vergognarsene o pentirsene – mi ci metto dentro anch’io - ci mancherebbe altro.

E so che andare a ravanare tra i messaggi d’amore inviati ad un giornaletto gratis come Leggo e deridere i più meritevoli è come rubare le monetine buttate dai sognatori nei pozzi dei desideri.


..

.

Detto questo.
Il campionario di ieri presentava un caravanserraglio niente male:

1.
Al mio Lello dal tipa Bisceglie: mi piaci troppo, ma troppo! Voglio venire a casa tua.. P.s. Vendo cellulari, contattami.

...

Pensavo fosse amore e invece era tutto un business.

2.
Ti ho visto mercoledì quando uscivi dal laboratorio e mi hai subito stregato. Rispondi, ti prego!

... 

Mamma, mi sono innamorato di una cavia.

3.
Per Micia da Papero: ti amo piccola. Sei la mia vita. In bocca al lupo.

...

Noi ragazzi dello zoo di Berlino.

4.
Da Nicky a Deia: ciao amore, abbiamo attraversato gli oceani come due tartarughe per mano.. Finalmente ci siamo trovati e amati. Non perdiamo ciò che abbiamo ottenuto. Ti amo.

...

Tartaruga: the next evolution.
Non so voi, ma ho alcuni problemi a figurarmi la scena.

5.
Da Simmenthal a Manzontin: arriverà il giorno in cui perdendoci nei reciproci sguardi ci accorgeremo che non può piovere per sempre!

...

I Montecchi e i Capuleti delle carni in scatola.
Sento già che sarà un amore foriero di morte e disgrazie.

...


E in tutto ciò temo che possa intromettersi anche Montana.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:17 | Permalink | commenti (42)
categoria dello spirito:amore e altre sciagure cosmiche, miti e feticci
lunedì, 12 marzo 2007

Non riesco a comprendere la logica perversa di quella gente che, per il semplice fatto di conoscere due persone aventi caratteristiche simili, insiste nell’accopiarle insieme con mezzi degni di una ruffiana assatanata, manco fossero gli ultimi due panda sulla faccia del pianeta.

Tipo stasera, l’amica di amici di una mia amica:

Oh, ma tu abiti nello stesso paese di Corrado! Allora dovete mettervi assolutamente insieme! E poi lui è troooooppo sweet!

E tu non hai nemmeno il tempo di chiedere che minchia significa essere troppo sweet che ti ritrovi con il cellulare in mano, il numero già composto e una voce che ti risponde dall’altro capo:

Pronto?

E così non puoi fare altro che coprire un po’ l’odore della grande figura di merda che ti stanno facendo fare, tentando un approccio amichevole:

- Ehm.. ciao! Sono Barbara! Paola mi ha detto che siamo concittadini, eh?

- Già. Magari ci siamo pure beccati per caso da qualche parte.

- Beh, se studi o lavori, allora sicuramente ci saremo visti in stazione chissà quante volte!

- Oh, non penso. Io vado alla Bocconi in BMW.



..

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Eutanasia di un amore troppo sweet.
Rapida, veloce, indolore.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 02:07 | Permalink | commenti (51)
categoria dello spirito:amore e altre sciagure cosmiche
venerdì, 02 marzo 2007
Nonalzarequellacornettanonalzarequellacornettanonalzarequellacornetta.
 
Ma poi alla fine è sempre più forte di me.

Perché c'è un perverso piacere nel sentire che stracazzo vogliono dall'altra parte del filo.

Perché è come se al telefono la gente si sentisse particolarmente autorizzata a pronunciare
le più funeste e sconsiderate atrocità.

Cose che in carne ed ossa non avrebbe mai e poi mai il coraggio di dirti.
Ma che con l'alibi della distanza fisica
ti sbatte in faccia senza alcun ritegno.

...

Come il compagno di stanza al lavoro che congeda tutti al telefono con un mostruoso suono a metà strada tra un'onomatopea di natura aliena e il balbettio singhiozzante di un bambino cretino
.

Ciaciaciaciaciaciaciaciaciaciao.


Al fornitore che ritarda le consegne, al cliente che non vuole pagare, alla fidanzata che lo aspetta giù di sotto per mangiarsi un cartoccio di anelli di cipolla a pranzo.

A chiunque - supersonico, tonitruante, sconcertante.
Ciaciaciaciaciaciaociaciaciaciao.

Sto progettando di cucirgli le labbra con la spillatrice.

...

Come chi viene fuori all'improvviso con richieste ragionevoli e sobrie:

- Pronto Barbara, è un'emergenza. Avremo bisogno di stampare 1200 fascicoli da 41 pagine l'uno.
E poi bisognerebbe graffettarli e assemblarli nelle cartelle stampa. E poi dovresti prenotare un taxi e farcele portare qui.

- Va bene, mandami il file.
 
- Grazie Barbara. Sei super!
 
- Figurati. Ciao.

- Ah, Barbara, 'spetta, prima mi sono dimenticata. Mi hanno detto di dirti che - tipo - gli vogliono pronti per le tre e mezza. Cioè, tipo.

E in quel momento
sono di poco passate le due e un quarto.
Super Barbara dei miei coglioni.

...

Come chi ti telefona alle quattro e mezza di notte e ti sorprende nel sonno più profondo con un angoscioso interrogativo al quale sarebbe più intelligente arrivarci da solo:

- Perché non stiamo più insieme?

- Umptfgr.. ooooh.. ciao.. stavo.. dormendo.. sgrumpft.. cosa.. sgrrumpft .. cosa hai detto che vuoi? 

- Ah, aspetta, non ho più credito. Magari me lo puoi scrivere domani
per email, ti va?

...
 
O come chi - somma nefandezza - dà piena dimostrazione di come l'uomo, con l'uso esclusivo dell'emisfero cerebrale sinistro, abbia intrapreso una decadente strada verso l'autorefenzialità più triste e deprimente.
 
La constatazione che lo scavo in profondità porta in superficie solo dolore e orrori deliranti, la messa in evidenza che la psicoanalisi, posta nelle mani di gente incapace di intendere e volere, causa guai di entità inenarrabile.

In altre parole, la frase dell'amica newage/depressa che tutta seria ti confida :
 
- Sai, stavo riflettendo su me stessa e mi sono resa conto che.
 
...

..

.

Stavo riflettendo su me stessa.
Uno specchio, la mia amica crede di essere uno specchio.

Tutto il resto non lo so, non me lo ricordo, non ha importanza.
O solamente può essere che lei abbia iniziato a rendersi conto di così tante cose, ma di così tante, che anch'io mi sia resa conto che si faceva tardi e l'abbia a malincuore congedata.
 
Ciaciaciaciaciaciaciaciaciaciao.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:49 | Permalink | commenti (42)
categoria dello spirito:il lavoro rende liberi, speculazioni, amore e altre sciagure cosmiche
giovedì, 22 febbraio 2007

L'altro sabato passavo raminga e pensosa per una strada periferica del paesello.

E proprio lì - a pochi metri dallo struscio provincial-mondano della via principale -tra una vetrina di parrucchiere riflettente vecchie bisbetiche in attesa della loro messinpiega settimanale e un gruppetto di teen-agers emuli dei Gemelli Diversi impegnati in una gara di free-style o in un attacco di delirium tremens, sono stata folgorata da un angoscioso interrogativo.

C'era un ragazzo seduto su uno scalino, infagottato nel suo solido Woolrich, una cosa a metà strada tra sbava di mucca e gel fissativo tra i bei capelli e telefonino d'ordinanza per le mani.

Si stava producendo in un'animata conversazione.

Il tono surrealmente alto manco fosse il più infimo degli attori di Scherzi a parte, l'articolazione delle frasi così convinta da risultare poco convincente e il tipico piglio che ho visto
solo nei tronisti della De Filippi più facinorosi.

- Minchia, ti amo. Mi devi troppo credere.

- Ci sono dentro da matti anch'io, amore, certo che ci sono dentro.

- No, amore, mi devi ascoltare: io voglio la favola.

Squarci di romanticismo d'inizio secolo, tra merde di cani ai bordi della strada e quattro forsennati affetti da una forma perniciosa di ballo di San Vito sullo sfondo.

...

..

.

Ed è stato a quel punto che mi sono chiesta se è Federico Moccia a imitare la vita
o è la vita che imita Federico Moccia.

Oppure se hanno entrambi un regista occulto che scrive loro pessime battute.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:28 | Permalink | commenti (52)
categoria dello spirito:speculazioni, voglio la sua testa, amore e altre sciagure cosmiche
domenica, 04 febbraio 2007

Domenica mattina. Siete ancora in pigiama con gli occhi scaccolosi e l'alito pesante.
Vi suonano alla porta e vi trovate davanti un fattorino con un grosso mazzo di rose.

Prendete il mazzo, contate le rose ed arrivate fino al considerevole numero di 77.
Dopodiché, voi che fareste?

Telefonereste a me - ovviamente.
La Madonna delle Grazie di tuttte le pene d'amore.

- Barbara.

- Dimmi.

- Mi sono arrivate 77 rose a casa.

- Uh, ammiratore segreto?

- No, è M.,
il mio ex.

- Le hai rispedite al mittente, vero?

- Beh, no, sai..  ricevere 77 rose è una cosa che non capita spesso nella vita.

- Mah, non so. Dipende molto da chi te le manda.

- Sì, lo so, lui è uno stronzo, ma, Barbara: 77 non sono 3. Sono 77.

- E quindi adesso che fai?
 
- Beh, sai 77 rose.. sono un bel numero.

- E questo che significa?

- Cioè, poverino,
chissà quanto avrà speso..!

- Tu ti ricordi chi è lui, vero? Cioè, io non lo conosco, sei stata tu a raccontarmi tutto.

- Sì, me ne rendo conto, ma..

- Uno che ti prometteva nel week-end di portati al lago e poi invece ti teneva chiusa dentro a casa sua, usandoti come schiava sessuale fino alla domenica sera?

- 77 rose.. e dovresti sentire che buon profumo!

- Uno che ti tradiva regolarmente con turiste straniere raccattate in Piazza Duomo e poi te lo raccontava il mattino dopo perché non poteva sopportare il senso di colpa?

- L'ho detto pure a mia sorella. Dice che a lei, al massimo, gliene hanno spedite 50.

- Uno che quando ci stavi insieme ti eri ricoperta di bolle sulle braccia ed eri dimagrita di 7 kili?

- Perché mandare rose è senza dubbio un gesto di classe. Da veri signori, capisci?

- Uno che ti chiamava "la mia regina" e che poi ti regalava sempre vestitini da mignottona perché lo eccitava da morire mostrarti ai suoi amici così?

- 77 rose sono davvero gratificanti
per la mia vanità femminile. Mi fanno stare meglio.

- Uno che ha cercato in tutti i modi più scorretti di metterti incinta anche se tu non volevi perché adorava l'idea megalomane che venisse al mondo una creatura in cui scorresse il suo stesso sangue?

- E insieme alle rose c'era pure un biglietto: "Un piccolo pensiero per una persona speciale".

- Uno che è venuto fin sotto a casa tua il giorno di Natale alle 8 di mattina a urlare e a fare il violento perché lo avevi lasciato, facendoti fare figure di merda con i vicini di casa?

- Cioè, mi rendo conto di tutto, ma, capisci, è bello sapere che c'è qualcuno che ti ammira, che ha delle attenzioni così carine e pure per te.

- A me pare solo voglia di scopare.

- E se fosse cambiato? Cioè: 77 rose. Forse dovrei tornare insieme a lui.. di certo rivederlo prestissimo per ringraziarlo.

...

..

.

Può darsi che sia io che non capisco nulla - che sia troppo grezza.
 
Però è davvero brutto vedere un'amica trastullarsi sul baratro di un inferno che l'ha fatta stare molto male negli anni scorsi.

...

77 rose rosse: il prezzo per un amore incondizionato.
Prendete nota, uomini, prendete nota.
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categoria dello spirito:amore e altre sciagure cosmiche
giovedì, 25 gennaio 2007
Grande festa da queste parti lo scorso week-end: per la gioia e il tripudio di tutta la cittadinanza è giunta una delegazione del Mercatino di Natale direttamente dal Trentino.

In ritardo di circa un mese sulla tabella di marcia perché
probabilmente avevano trovato traffico.

Mentre mi facevo largo tra le gli allegri effluvi del vin brulé e delle grappe, l'odore affumicato dello speck e i colori sbiaditi dei controversi soprammobili Thun, una casetta di legno ha decisamente attirato la mia attenzione.
 
All'interno, un vero, bellissimo, cowboy.

O meglio: un prestante ragazzo con un cappellaccio da pseudo-cowboy in testa che faceva tanto Brokeback Mountain ma più stile Heath Ledger etero che Jake Gyllenhaall omo.
 
Vendeva sottaceti e sughi pronti.
Quando si dice la poesia.

Mi avvicino e riesco ad osservare da vicino colui che entra di prepotenza al primo posto della mia hit-parade settimanale "Barbara: una potenziale ninfomane", che adesso così si delinea:

1. Cowboy Trentino.
2. Tizio che ho visto sul marciapiede mentre si bullava della sua moto.
3. Uomo delle piadine dal limitato guardaroba ma dall'interessante profilo etrusco.

Mi accorgo subito che non è solo bello, rude e selvaggio come un qualsiasi cowboy dovrebbe essere, ma pure un abile venditore, grazie all'illuminante slogan che esclama a voce spiegata tra una piccola folla di astanti.

- Aglio miracoloso! Aglio miracoloso!!
Venite ad assaggiare l'aglio che non puzza!

L'aglio che non puzza.
Quando si dice la poesia. E due.
 
- Signora, vuole provare un po' di aglio miracoloso?

- Oh, noooon soooo! Sono indecisa. E' che ho già la bocca buona.

Ok, se in un ipotetico linguaggio cifrato "ho già la bocca buona" significa "ho la bocca che sa di merda", allora - dopo aver sentito a piene narici l'agghiacciante zaffata che proveniva dalla vecchietta vicino a me mentre pronunciava questa frase - posso confermare che, sì, la signora aveva già la bocca buona.

- E tu? Non vuoi provare un po' di aglio miracoloso? Non puzza! A prova di bacio!

Cacchio.
Dice proprio a me.
Una frase potenzialmente comica rovinata dalla magnetica strizzatina d'occhio di un bellissimo cowboy trentino.

E la velata promessa che forse - chissà - il bacio ci potrebbe essere veramente, anche solo per dare una prova in diretta a tuti gli astanti che - avete visto? - quest'aglio è davvero miracoloso.

La mia volontà - obnubilata dalla strepitosa cowboytudine del tipo unita all'aperto e schietto accento trentino che tanto mi piace - per qualche secondo ha ciondolato sul sottile confine tra la credulità da sagra paesana e la razionalità che "No, Barbara, diceva per finta. Non ti darà mai un bacio se compri l'aglio".
 
E poi è stata riportata alla realtà dalla vecchia che starnazzava schifata:
 
- Ah, ma quest'aglio mi puzza in bocca! Sei fortunato giovanotto che a me comunque l'aglio che puzza piace.

Non avevo davvero dubbi, signora.

...

..

.

Comunque alla fine, mi sono comportata in modo maturo e non ho ceduto alla capacità affabulatoria e al fascino del Cowboy Trentino.

No, non mi sono fatta infinocchiare dalla fallace promessa di un bacio e non ho comprato l'aglio.

Ma, nell'ordine:

Un barattolo di Sugo dell'Imperatore Francesco Giuseppe.
Un barattolo di Sugo dell'Orso.
Un barattolo di Sugo Edelweiss.
Un barattolo di Sugo all'Ortica.

Che poi, a casa, ho scoperto essere tragicamente la stessa sbobba pesante e indigesta declinato in quattro barattoli dall'etichetta diversa.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:12 | Permalink | commenti (44)
categoria dello spirito:provato per voi, amore e altre sciagure cosmiche
mercoledì, 17 gennaio 2007
 Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
E così i giorni passavano e io mi stavo dimenticando del mio Uomo Playmobil.

Fino ad oggi, quando - sulla banchina della stazione - aspettando il treno, è successo qualcosa che me lo ha riportato prepotentemente in testa.

E' ricomparsa lei.
La sua fidanzata.

O almeno: quella che io - mediante una serie di elucubrazione mentali unite ad un po' di intuito femminile - ritengo essere la sua fidanzata.

La nana scrofolosa da cui sento di non avere nulla da temere - tanto per farvi rimembrare.

Che d'ora in avanti,  chiameremo Livia Turco, per un semplice motivo.
Sono identiche.


A parte quel cespuglio incolto di capelli neri che ho velocemente schizzato per fornirvi un identikit preciso.
Quindi se la vedete in giro, sparate a vista.

...

Perché la odio.
Ma non la odio solo per gli ovvi e molto sciocchi motivi che tutti avrete capito.
La odio perché trasuda antipatia e acidità da tutti i pori della merdosa giacca che si ritrova.

L'ho osservata attentamente, lei, con quella sua faccia rattrappita e l'aria scocciata, che ghermiva rapace il telefonino e ci digitava sopra qualcosa con i suoi artigli puntuti.

Cosa scriveva mai di prima mattina?
Qualcosa del tipo:

"Faccio finta di scrivere qualcosa al cellulare così la gente mi vede e pensa che io sia una personcina interessante"

Oppure scriveva proprio a Lui?

"Cazzo, sono le 7 e 54 e TU non mi hai ancora dato il buongiorno! Se un insensibile - ti odio!"

Praticamente la quintessenza della fidanzata rompicoglioni.
Ne sono quasi sicura.

...

Questi ed altri simili sono i pensieri che mi sono passati per la testa stamattina.
Ovviamente perché di pensare alle cose serie, non ne avevo voglia.

Però, una cosa è certa: il mio fervore investigativo verso l'Uomo Playmobil è ritornato.

Forse non riuscirò mai a fare un discorso di senso compiuto con lui, forse non sarò mai capace di strapparlo dalle mani di Livia Turco, molto più che probabilmente non tromberemo mai in piedi nei cessi del treno come mi ero prefissata,
però io qualcosa di lui lo voglio proprio scoprire.

...

..

.

Se da domani, nelle vostre stazioni troverete circolare un annuncio come questo, non preoccupatevi.
E' solo un mio piano.


sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:16 | Permalink | commenti (45)
categoria dello spirito:amore e altre sciagure cosmiche, miti e feticci, binario morto
giovedì, 28 dicembre 2006

Losapevolosapevosapevolosapevolosapevolosapevo.

Lo sapevo che lo avrei rivisto.

Giovedì e venerdì della scorsa settimana.
La mattina, in stazione.
E poi pedinato sul vagone del treno.

Lui, l'uomo che amo da dietro.

...

A questo punto è d'obbligo stilare una lista di pro e contro
come nei migliori casi di regressione alle prime cotte adolescenziali.

PRO:
Ho imparato ad apprezzarlo pure dal davanti.
Ora di lui mi piace tutto.

Venerdì mi sono seduta in una posizione strategica e l'ho potuto studiare attentamente.
Leggeva un libro ed era piacevole vederlo sfogliare le pagine con mani magre e nervose e uno sguardo sereno e concentrato.

CONTRO:
Stava leggendo un libro dalla strana copertina, tutta colorata con delle sagome di ragazze con lunghi abiti dalla foggia antica.

Ero un po' lontana, ma ho l'atroce sospetto che fosse Piccole Donne o comunque un qualsiasi altro best-seller di Louisa May Alcott.

PRO:
E' un tipo che si distingue subito dalla massa.
Bene, adoro la gente originale.

CONTRO:
E' un tipo che si distingue subito dalla massa perché ha un look anni Settanta dalla testa ai piedi.

Sembra un figlio a caso della Famiglia Brady - giuro.

Giacca a vento corta con rigona dolorata centrale, pantaloni scampanati, andatura dinoccolosa.

E quando è arrivato in stazione ho notato una cosa stupefacente: cammina come se seguisse un ritmo particolare che esiste solo nella sua mente.

Quasi mi sembra di sentirlo anch'io che esce dalla sua bella testolina e pervade l'aere circostante.

Un ritmo anni Settanta a metà strada tra la disco-music e un jingle pubblicitario.
Agghiacciante.
 
CONTRO:
Ha i capelli da Playmobil.
Un simpatico caschetto marrone pressato sulla testa.

PRO:
Spero che, oltre ai capelli, abbia pure l'aeroporto, il camion dei pompieri e l'officina della Playmobil.

Da piccola ne andavo matta, ma costavano troppo e i miei genitori me li hanno sempre negati.

CONTRO:
L'ho visto trafficare con il telefonino.

Uno che di prima mattina scrive un messaggio al telefonino, al 90% ha una fidanzata con il frustino che vuole essere omaggiata con un "Buongiorno Stellina!".
Mmh.
 
PRO:
L'ho visto parlare con una nana brufolosa.
Se è lei la sua ragazza, sento davvero di non avere nulla di cui temere.
 
CONTRO:
Va in giro con un dignitoso Eastpack nero e, nonostante dimostri la mia età, ha tutta l'aria di essere ancora uno studente universitario.

Quindi c'è il rischio che mi ammorbi con i Grandi Problemi Della Vita quali "Oddio, domani ho un esame!", "Quel prof ce l'ha con me!" oppure "La mensa fa cagare!".
Assurdi piagnistei che mal sopportavo quando ero universitaria io, figuriamoci adesso. 

PRO:
Non dobbiamo parlare per forza.
Potremmo fondare la comunicazione su altri aspetti.
 
...

..

.
 
Comunque aspettiamo l'anno nuovo e vediamo come si evolve la situazione.
Di certo, alla prima occasione propizia, gli rivolgerò la parola, chiedendogli qualcosa.

Magari ha la lisca o parla sputacchiando o da vicino-vicino puzza.
E in questi casi non c'è proprio 'pro' che tenga.
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categoria dello spirito:amore e altre sciagure cosmiche, miti e feticci, binario morto
mercoledì, 20 dicembre 2006
Basta mendicare i libri altrui, affannandomi in patetiche sbirciatine e grossolane figure di merda.

In questi ultimi giorni ho trovato un modo più intelligente con cui impiegare il mio tempo durante il viaggio sul treno.

Innamorarmi di qualcuno.

...

Oddio innamorarmi è una parola grossa.

Diciamo piuttosto:
sviluppare dell'interesse particolare verso qualcuno.
Così, tanto per tenermi occupata la mente con futili pensieri.

...

L'altro giorno, sulla banchina della stazione, mentre il treno stava arrivando, ho intravisto con la coda dell'occhio, pochi metri lontano da me, un ragazzo.

E, nonostante fossi morta di sonno e di freddo - o magari proprio a causa di ciò - ho subito pensato: "Cavolo, questo lo devo proprio pedinare."
 
Non so perché, ma la sua figura addocchiata così alla sfuggita possedeva qualcosa di lombrosianamente interessante che mi ha subito attratto.
 
E quindi, attivato nel mio hard-disk cerebrale la collaudata modalità perseguitatrice/stalker, mi sono messa a seguirlo nel compartimento dove è salito.

Era tutto già pieno - eccetto un posto esattamente dietro il suo.
Mannaggia a me che mi sono seduta proprio là.

Perché ora, come risultato, io mi ritrovo qui tutta a languire in struggimento.
 
Ebbene sì, in quei quaranta minuti di viaggio, io mi sono profondamente innamorata di lui.
Ma in modo picassiano.

Solo della sua testa da dietro - in altre parole.
 
...

Cioé, non ci sono parole per descriverla, ma vi assicuro che è bellissima.

Le orecchie, l'attaccatura dei capeli, l'inizio del collo.
Bellissimi.
Come se fosse la prima volta che mi accorgessi della loro esistenza in vita mia.
 
...

Purtroppo alla fine, quando si è alzato per scendere ad una fermata prima della mia, e si è messo di profilo, l'incantesimo si è spezzato.

Roba che mi veniva da urlargli: "Eccheccazzo, imbecille, ma girati di nuovo di dietro che qui c'è gente che ha bisogno di sognare!"
 
...

..

.

Mmh.
Eccheccazzo davvero.
Questo è accaduto lunedì - ma ora sono due giorni che non lo vedo più.

...

Bah.
Vi confesso che spero di incontrarlo di nuovo.
Quantomeno la sua testa da dietro - del resto non saprei che farmene.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:27 | Permalink | commenti (56)
categoria dello spirito:amore e altre sciagure cosmiche, miti e feticci, binario morto
domenica, 17 dicembre 2006
L'erogazione di una certa libertà a volte porta a conseguenze nefaste.

Così come l'indulto sembra aver aumentato la criminalità per strada, le offerte natalizie dei vari gestori di telefonia mobile aumentano di certo la criminalità via sms.

Mediante le cosiddette Catene di Sant'Antonio.

...

Di solito, io non mi accorgo che il Natale sta arrivando fino a quando non inizio a venirne importunata.
E oggi mi sono accorta ufficialmente che il Natale è proprio alle porte.

...

La Catena di Sant'Antonio che molesta il mio telefonino da stamattina inizia con un la beneaugurante scritta TITANIC e il disegnetto di una nave.
 
E prosegue così:

"Qst nave è già affondata, ma la nst amicizia nn affonderà MAI.. TVTRB. Manda qst mex a ttt le xsone a cui tieni COMPRESO ME SE MVB: se te ne tornano 2 qcl1 Tvtttb 3 qlc1 Tvukdb 4 qlc1 ti ama 5 qlc1 t desidera......."
 
...

Beh, prima di tutto: esiste una legge contro i puntini di sospensione consecutivi?
Qual è il quantitativo massimo dopo il quale si va direttamente in galera?

Ma poi - soprattutto:

Cioé.
Più che un sms, un criptogramma.
Roba che andrebbe studiata a scuola alla voce 'Futurismo'.

Praticamente un'escalation di modi di volere bene da cui non si può che prendere appunti.
Che tra l'altro stimola interessanti interrogativi e acute distinzioni.

Qual è la sottile differenza tra volere tanto tanto tanto bene, volere troppo bene e volere un kilo di bene
In altre parole: quanti "tanto" ci vog