mercoledì, 23 luglio 2008

Imparare a ballare la quadriglia.

Chiedere in giro come fare a diventare membro delle Fantanas.

Trovare sul treno qualcuno - basterebbe uno solo - che NON stia leggendo un libro di Fabio Volo.

Vendicarmi della madre con passeggino che ieri mi ha tagliato la strada con violenza (e se quel passeggino avesse potuto parlare mi avrebbe detto "fottiti").

Cercare di capire su quale bisogno primario dell'essere umano si poggi l'esistenza della carta igienica colorata.

Contenere l'ira su chi scrive "bhe" al posto di "beh".

...

Ah, e inoltre.
Se qualcuno mi dice che oggi mi trova più carina è perché mi sono lavata i capelli.
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categoria dello spirito:me myself and i, merceologia daccatto
mercoledì, 16 luglio 2008
Il mio mondo ideale?
Cani che portano a passeggio i loro padroni per pisciarli.

Poi magari, in mezzo al marciapiede, ai giardinetti o sulla scarpa di un passante, ecco che agli umani al guinzaglio scappa pure di cagare.

Ed ecco che i cani - padroni più diligenti di qualsiasi altro essere umano a parte, forse, Licia Colò -
in gran scioltezza montano un cesso portatile di cartone su cui farli agevolmente espletare.

Senza inquinare l'ambiente circostante e garantendo ai propri umani-domestici, in aggiunta, il comfort e la sicurezza di appoggiare le loro chiappe su un prodotto di indubbia qualità.

...

Il mio mondo ideale?
E' già qui.



...

..

.

(Cacca. Pupù. Stronzo. Fece. Comunque la si chiami, puzzerebbe sempre lo stesso.
Ormai il vero discrimine è DOVE la si fa. Grazie al noto coprofilo Stexxx per avermelo fatto scoprire)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 17:17 | Permalink | commenti (19)
categoria dello spirito:merceologia daccatto
venerdì, 11 luglio 2008
No, solo per dire che Hello Kitty sta assomigliando sempre di più ad una puttana vietnamita.

Un conto è quando produceva astucci porta-spazzolino da denti e forcine vezzose, ma ora si è messa ad organizzare eventi come una PR in crisi premestruale tarantolata.

L'ho scoperto perché la gente viene sul mio blog attraverso la chiave di ricerca "cosa si fa al tour di hello kitty?" sperando probabilmente in pazzi pazzi pazzi riti orgiastici ammucchiati tutti quanti in un mare di peluche e lustrini.

E me li immagino un po' così, i miei google searchers tipo.

...

Per il resto, boh, che dire?

La trovata della bottiglia di champagne in Piazza del Cremlino a Mosca è fashion quanto una statua di Lenin con le unghie smaltate di rosa confetto.

E presumo che il vino sappia da violetta fermentata con retrogusto di lucidalabbra all'amarena. E metanolo.

...

Comunque il problema di Hello Kitty è che ormai è una felina ingorda e capitalista che non si pone più alcun limite.

Tanto dal poter decretare trionfale sul suo sito, tra le FAQ, con ben tre punti esclamativi:

E' vero che esiste proprio tutto di Hello Kitty...?
Verissimo!!! Di Hello Kitty esistono un hotel, una compagnia aerea, carte di credito, elettrodomestici, moto, macchine, ristoranti, pasticcerie , parchi divertimento e…tutto quello che ti viene in mente! Questa simpatica gattina non finirà mai di stupirti!


E in effetti.

The next scenario: contrabbandieri di mitra fucsia in Cecenia.
Per un mondo sempre più Kitty.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:30 | Permalink | commenti (31)
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mercoledì, 09 luglio 2008


- Ciao, che stai leggendo?
 
- Non lo so. Ad ogni frase devo ritornare indietro di due pagine per capirlo.
 
- Ah. Ma di che parla? Dov'è ambientato?
 
- Non lo so.
 
- Fammi vedere... "La Giostra". Di Belva Plain.
 
...
 
Mia madre sta leggendo un romanzo rosa di Belva Plain.
Non ho idea di chi cacchio sia, ma ha un nome che mi fa sballare.

Beeeeeeelva.
Wow.
 
Me la figuro come una vecchia regina platino-permanentata di romanzi d'amore, circondata da barboncini bianchi, centrini in cotone di Fiandra e soprammobili Thun.

Alito micidiale, indice sempre salivato per girare le pagine dei suoi libri e uno spillone tra i capelli per torturare la cameriera messicana.

...

Ma a proposito, l'avete mai letto un romanzo Harmony?

A me basta e avanza sbirciare le sinossi in quarta di copertina.
Tanto le trame sono sempre quelle.
Ma anche a varietà di personaggi stiamo messi bene.

...

Ipotetico generatore random di personaggi Harmony:


_ Damon Latousakis, ricco uomo d'affari greco, è alla ricerca di un'amante.

_ Lee Richardson, ricco imprenditore, è uomo affascinante e deciso.

_ Le curve mozzafiato di Chantal rendono le notti di Win assai tormentate.

_ Dietro la facciata di ghiaccio, Morgan nasconde una personalità sensibile e appassionata.

_ Il look da conquistatore di Bruno De Luca fa sciogliere Jo Graham come neve al sole.

_ Jessie è una donna libera. Inafferrabile come il suo spirito.

_ Blake il giardiniere vuole guidare Amanda in un eccitante esperienza di sesso e lei lo seguirà.

_ E' bellissima, intelligente e ambiziosa: la dama dell'harem di Istanbul.

_ Molly decide di farsi un regalo: andare alla ricerca di se stessa.

_ Hillary Baxter è il sogno di ogni fotografo: di fronte all'obiettivo la sua bellezza non teme confronti.

_ L'arrogante Conte di Treybourne non è certo il tipo da.

_ Sharona, come ogni donna, sogna di poter vivere, almeno una volta nella vita, una notte d'amore... alla mercé di uno sceicco.

_ Nel cuore di Ally Jameson, ostetrica del Bay View Hospital, il tempo sembra essersi fermato.

_ Peter era certo che Erin fosse diversa, ma dopo aver scoperto il segreto che celava, ha capito che.

...

Ecco, niente di più, niente di meno.

Basta shakerare tra di loro questi archetipi e tutti noi possiamo diventare delle fervidissime Belve Plain per signore perbene in cerca di piccoli brividi.

Basta avere l'accortezza di non far ingroppare mai il giardiniere Blake con il latin lover Bruno De Luca, anche se la tentazione sarebbe fortissima, lo so.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 17:36 | Permalink | commenti (29)
categoria dello spirito:parentado, merceologia daccatto
giovedì, 03 luglio 2008


Di plastica, con la condensa interna ancora fresca, rimosse dal banco frigorifero di qualche discount e strappate selvaggiamente coi denti.

Quando mi imbatto in confezioni di wurstel svuotate ai bordi del marciapiede (e sono sempre di più, da qualche tempo a questa parte), allora capisco che è passata anche di lì.

LaFama.

Non l'appetito che sviluppi pian pianino prima di cena.
E neanche il languorino e la voglia di qualcosa di buono.

Né l'attacco compulsivo di fame chimica dopo una canna, né il desiderio di fragole della gravida il 15 di dicembre e nemmeno l'ossessione malata della bulimica.

Nulla di tutto questo.
Ma nient'altro che LaFama.

LaFama è bieco istinto di sopravvivenza, è la iena che si sveglia la mattina e banchetta sulla carogna di gazzella, è accettare ciecamente di diventare l'ultimo anello della catena alimentare pur di assimilare qualcosa all'interno del proprio metabolismo.

Puro e incosciente godimento cibario che ti coglie improvvisamente nei momenti più impensati, è un grosso buco nero gastrico che ti porta ad ingurgitare qualsiasi roba utile nei paraggi con un sorriso beota e soddisfatto sulle labbra.

LaFama è ospitare un cucciolo di Alien nello stomaco e non saperlo ancora.

...

Menu LaFama chez Causacrisi
(da assurmersi rigorosamente fuori pasto sennò non c'è gusto):


_ sottilette
_ panna spray
_ snack alla paprika
_ barrette ai cereali per anoressiche (più di 3)
_
ciliegine di mozzarella
_
blister da 6 fette di salame ungherese
_
pellicine delle dita
_ pangrattato
_ spremersi un limone in bocca

...

E ricordate: non è LaFama se non c'è un <burp> finale.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 15:26 | Permalink | commenti (24)
categoria dello spirito:merceologia daccatto, tu chiamale se vuoi ossessioni
venerdì, 13 giugno 2008


Il fatto che Google Adsense faccia comparire tra i link sponsorizzati sul mio account di gmail

Vaginoplastica.net Le tecniche laser di Beverly Hills ora anche a Milano

mi fa sentire l'essere più misero e tapino su questa terra.

Perché lui pensa che avrei bisogno di una cosa del genere?

...

Comunque, vaginoeccetera.it  è un sito decentissimo e plausibile, l'ho navigato mentre mangiavo e non mi è venuto da rimettere.

Tre le affermazioni presenti, qualche highlights degna di nota:

Ci si opera la vulva come si opererebbe un naso che non piace, o non piace più.

L'intervento viene condotto con l'ausilio di un laser a diodi di ultima generazione controllato da computer.

L'imene può essere ricostruito o riparato al fine di riportare la paziente a una condizione di simil-verginità. L'intervento è indicato per le pazienti che vivono in culture che valorizzano la verginità per ragioni sociali, culturali o religiose.

Ho cinquant'anni e vorrei avere una vagina più stretta e tonica.
Sono troppo vecchia per questo intervento?

...

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.

Contrordine: penso che si tratti di nausea a scoppio ritardato.
Mi sta salendo dentro ad ondate.

Ha iniziato dalla parola "diodi" in poi.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 14:15 | Permalink | commenti (26)
categoria dello spirito:mondo web, merceologia daccatto
lunedì, 09 giugno 2008

 

Labello.
Labello.
Labello.

Se il Labello si chiamasse Lobrutto non lo comprerebbero così in tanti.

D’estate metto il mio Labello in frigorifero così non si scioglie.

All’inizio mi scandalizzavo quando vedevo gli uomini che usavano il Labello, poi ci mi sono abituata.

Il plurale di Labello è ancora Labello.

Sarebbe interessante studiare casi di sovradosaggio di Labello.

Se mi finisse la margarina, userei il Labello.

Il concorrente diretto del Labello si chiama Labrosan ma non riuscirà mai ad imporsi perché ha un nome da pomata ad uso ginecologico.

Il sito del Labello è troppo da teenagers - mi fa venire l'epilessia.

Uno dei piccoli piaceri della vita è scavare disperatamente con le unghie nel Labello quasi finito per recuperarne gli ultimi pezzi.

Fare di cognome Labello sarebbe fichissimo.

Una volta in stazione mi rubarono dalla tasca dello zaino, ma non mi arrabbiai molto perché, oltre ai soldi e alle chiavi di casa e al cellulare, mi presero quella fetecchia terribile del Labello Gold & Shine che basta una passata e ti calcifica le labbra.

Non ho più intenzione di rivangare la leggenda metropolitana secondo cui uno degli ingredienti del Labello sarebbe lo sperma di maiale.

Se mi finisse la colla stick, userei il Labello.

Quando ti si inceppa il meccanismo del Labello e non sale più su, sono cazzi.

Non tutti gradiscono essere baciati dopo che ti sei messa una quintalata di Labello sulle labbra.

Mi piacerebbe collezionare Labello di tutti i colori, ma non ho pazienza.

Ci sono fragranze che la Labello dovrebbe evitare di produrre.
Per esempio, secondo me, avere le labbra che puzzano di melone non piacerebbe a nessuno.

Quando ritrovi un Labello vecchissimo in una borsetta che non usavi più da tempo, ti senti un po’ come se avessi vinto alla lotteria.



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Se mi finissero le supposte, userei il Labello.

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categoria dello spirito:merceologia daccatto
venerdì, 30 maggio 2008
Ebbene sì.
Perché sono donna, dunque dall'intelligenza limitata e dai ristretti argomenti di conversazione.

E la menopausa oltretutto è ancora lontana.


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Avete presente i biscotti della fortuna dei ristoranti cinesi?
Quelli che contengono massime zen vergate su bigliettini.

Hanno applicato lo stesso concetto sugli assorbenti.
Simpatici consigli stampati sulle bustine viole.

Una è lì che sanguina in bagno e l'occhio inevitabilmente cade sulla versione mestruale di "Forse non tutti sanno che..." de La Settimana Enigmistica.

La banalità del tutto è di quel genere che ti getta nel panico più destabilizzante.

...


Lo sai che un'accurata e corretta igiene genitale è indispensabile durante il ciclo mestruale? 
Non lo sapevo. Allora forse è meglio che mi gratti via tutte queste crostacce di sangue raffermo.

Lo sai che durante il ciclo mestruale puoi fare tranquillamente il bagno in mare?
Lo Squalo non aspetta altro.

Lo sai che è un bisogno molto comune desiderare un dolcetto nel periodo mestruale?

Un dolcetto, sì. E un'isterectomia.

Lo sai che esistono piante, come l'agnocasto e il tanaceto partenio, con effetto benefico sui disturbi del ciclo?
Hai un druido di fiducia che possa procurarmele?

Lo sai che la posizione yoga migliore per alleviare i dolori mestruali è quella della "farfalla"?

Vabbé "farfalla". Mi piace questa tua ironia da Bagaglino, sai?

Lo sai che durante il ciclo mestruale è consigliabile indossare indumenti comodi e traspiranti?
Davvero, posso? Grazie, allora corro subito a togliermi il body di lattex che sto indossando.

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In pratica, stanno commercializzando il ciclo a uso e consumo delle lettrici tredicenni di Top Girl.

Mi sento fuori target.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 17:55 | Permalink | commenti (39)
categoria dello spirito:merceologia daccatto
mercoledì, 14 maggio 2008

Proclamano il 2008 come anno del tonno ibernato.

Hanno inaugurato la prima cella a -60°C in Italia per lo stoccaggio del tonno SuperFrozen.

Sono possessori della mistica arte di riattivare il tonno imballato nelle casse di polistirolo.

Ma vendono all'ingrosso anche altri cibi semplici e genuini, probabilmente frutto di loschi contrabbandi:

King Crab gambe precotte.
Indicus selvaggio congelato a bordo.
Filoni di Mahi Mahi Premium.

(per visionare le carni di balena, penso che ci voglia la password)

Ti propongono con nonchalance di considerare un certo animale non solo come l'altezzosa mascotte delle polo Lacoste.

Carne bianca con splendida struttura leggermente granulosa che molta gente paragona alla carne di maiale e di pollo.

Tuttavia, l'alligatore ha un proprio sapore unico che è facilmente valorizzato con condimenti e salse.
Lo staff THE MTM TRADEWEST la consiglia al barbeque!

E quello spazio vuoto nella sezione "Carni esotiche" è evidente che reclami prima o poi l'aggiunta di qualche voce.

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Insomma, penso proprio di aver scoperto la fantomatica organizzazione tanto paventata da Paolo Villaggio nel Secondo Tragico Fantozzi.

Quella che viene a prelevare il tuo corpo temporaneamente esanime e lo rivende a tranci al mercato rionale del pesce - per intenderci.

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categoria dello spirito:merceologia daccatto
sabato, 19 aprile 2008

E' aprile ma pare novembre.
La pioggia cade fitta sulle strade, sferza i vetri della finestra - fa umido che manco dentro le mutande di Rocco Siffredi.

Ci sono tanti motivi per essere tristi, tanti quanti ce ne sarebbero per essere felici.
Ma concentriamoci su quelli tristi.

Facciamo luce sulla disperazione.
Focus on: La Malinconia.
Apriamo uno squarcio sul malumore.

Un bagliore tra il grigiore.
Accendiamo un barlume di speranza.
Uno spiraglio sullo spleen.

Una luce in fondo al tunnel dell'angoscia:

Ok, come non detto.

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(Lampada "impiccata" Colgao - studio di design 
Empieza: pensavo che la mia lista di cose sublilmente tristi fosse finita e invece ecco spuntare il morticino a forma di lampadina che non ti aspetti)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:46 | Permalink | commenti (25)
categoria dello spirito:merceologia daccatto
mercoledì, 09 aprile 2008

Mettiamola così.
Non so cucinare. Ma adoro mangiare.

E avevo una passione per le feste di compleanno delle elementari, i bicchieri di plastica con il proprio nome scritto a pennarello e le madri che facevano a gara per offrire il dolce più glassoso, colorato, intestino-occludente alle orde scatenate di piccoli ospiti.

Questo capolavoro per occhi e memoria storica non può restare impunito.
Fabbricatela e mandatemi in allegato un Lego da ingurgitare.
Ora.

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(la visionaria autrice di tale bendidio è una certa Betty Crocker il cui sito - soprattutto in fatto di dolci bizzarri - è diventato uno dei miei must quotidiani. Ci sbavo sopra con l'ottusa costanza di uno dei cani di Pavlov ad ogni refresh di pagina, per dire)

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categoria dello spirito:miti e feticci, merceologia daccatto
sabato, 29 marzo 2008

Esattamente, vorrei sapere come funziona la promozione "soddisfatti o rimborsati" dello yogurt Activia.

Cioé, come fanno quelli là a scoprire se è vero o non è vero che dopo 15 giorni, nonostante tutto il Bifidus Essensis che ti sei sparato in corpo, non riesci ancora a cagare.

Leggendo
le istruzioni, sembrerebbe un'operazione molto anonima: prove d'acquisto, scontrini, busta chiusa, indirizzo.

Se non fosse per l'ultima innovativa
voce in elenco:

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Ruberei, ammazzerei, sarei disposta a spergiurare che la Marcuzzi ha le gambe drittissime, pur di leggere le magiche cinquine che arriveranno alla Danone da parte di stitici cronici e bari psicopatici di promozioni.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:54 | Permalink | commenti (28)
categoria dello spirito:merceologia daccatto
domenica, 20 gennaio 2008

Prendi una confezione di dentifricio e ci trovi sopra supernove abbaglianti, esplosioni di fluoro, schegge cangianti impazzite, molecole radioattive, galassie che esplodono.

Poi fai più attenzione e ci leggi pure dichiarazioni di guerra, piani d’attacco, sistemi infallibili di pulizia etnica e super-plus-ultra-mega-arci-extra componenti segreti.

Tutto ciò mi turba.
Cioé, è roba che devo mettere in bocca - un po' di delicatezza, grazie.

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Dopodiché, prova un dentifricio, provane mille, se hai denti giallo crosta parmigiano, te li tieni.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 18:18 | Permalink | commenti (28)
categoria dello spirito:merceologia daccatto
domenica, 13 gennaio 2008

Esistono le consuetudini.
Cose date per scontate, assodate, risapute, che vedi da una vita, che non ti fanno più né caldo né freddo, che stanno lì senza che nessuno se ne accorga.

Poi, all’improvviso, si accende una scintilla di autoscienza e ti ritrovi investito da una nuova consapevolezza che ti instilla il Dubbio.

Come quando ripeti più volte ad alta voce una parola e ad un certo punto il suo suono inizia a sembrarti arcano, sconosciuto, senza senso.

Ed è proprio allora, in questo momento di smarrimento, che nulla ti sembra più come prima e tutto appare nuovo e bisognoso di essere spiegato.

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In altre parole, oggi mi sono accorta che io, nei classicissimi spot dell’anticalcare Calfort, non ho mai avuto la  più pallida idea di che cazzo sia quel coso che tiene in mano il tecnico della lavatrice.

(che  poi si potrebbe aprire una tavola rotonda sul fatto se i Tecnici Calfort siano personaggi di fantasia o gente vera che viene a romperti il cazzo in casa smontandoti la lavatrice e chiedendoti un sacco di soldi)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:56 | Permalink | commenti (23)
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lunedì, 07 gennaio 2008

Grandioso questo fine settimana di apertura saldi.
Atmosfera su di giri, grande eccitazione, aspettativa alle stelle.

Lunghe file, agonismo e cazzotti tra gli scaffali, ma un cuore grande così.

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Highlights della mia giornata:

Ho comprato una maglia e un paio di jeans.
Che non erano nemmeno in saldo.

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categoria dello spirito:osservatorio, merceologia daccatto
giovedì, 03 gennaio 2008

A me le candele profumate stanno sulle palle.

Trovo amorale sia regalarle sia accettarle.
Mi fanno effetto lumino-da-cimitero.
Non mantengono mai la fragranza che promettono.

La gente che usa candele profumate è perché puzza.

Sono chiaramente un simbolo fallico.
Basta una candela profumata e crei subito l’atmosfera. Non vale, troppo facile.
Incitano al satanismo.

Farsi un bagno rilassante con una candela profumata a bordo vasca è roba da parvenu piccolo-borghesi.
La maggiorparte sono fatte con sebo umano.
Magari poi uno se le infila anche da altre parti.

Ti parano il culo quando non sai che altro regalare. Bell’amico di merda che sei.
Mi ricordano Candle in the wind e le smorfie di Elton John abbarbicato al pianoforte.

Evocano la gente morta.

Basta un soffio di fiato e si spengono. Pfui, mezze seghe.
La gente spesso le accende per fare cose zozze.
Siamo nel Ventunesimo secolo, l’elettricità regna sovrana, cazzo esistono ancora le candele?

Sanno tutte da pongo. Invariabilmente.

Se non hai almeno due candele profumate in casa, sei tagliato fuori.
I negozietti alternativo-chic che vendono candele profumate prosperano sulla credulità della povera gente.
Incoraggiano un certo tipo di birignao artigianale che francamente non condivido.

Ad un certo punto si consumano.
Contribuiscono alla formazione del buco dell’ozono.
La cera si liquefa. Disgustoso.

Secondo me Hitler adorava le candele profumate.

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Scegli un oggetto, osservalo attentamente e riversaci sopra tutta la rabbia che provi.

E anche oggi ho messo in pratica la cura che mi ha prescritto il mio psicanalista.

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mercoledì, 12 dicembre 2007

Quest'anno voglio farla finita presto.
Del tipo, due orette il prossimo sabato e poi chi si è visto si è visto.

I regali di Natale.
Momento topico, non c'è che dire.

Mi servono idee economiche, simpatiche, originali ma non troppo.
Ed economiche.
Ma mi pare d'averlo già detto questo.

Del tipo, che fino ad ora ho addocchiato solo una tazza per il té equo e solidale, un preservativo da dito per non lasciare tracce sul telefonino e delle mentine dell'Ultima Cena.

E poi ho convenuto che è inutile perché non capirebbero.
Nessuno. Mai.

Del tipo, che spero di non essere l'unica a questo mondo a voler sveltire la pratica, non tanto per aridità di cuore, ma per complicate considerazioni ontologiche che sarebbe lungo spiegare in questa sede.

Ok, per aridità di cuore.

Del tipo, che se noi tutti ci regalassimo per Natale idee per comprare regali di Natale - beh, potrebbe essere il miglior regalo di Natale che abbiamo mai ricevuto.

...

Avanti con la lista, dunque.

Ah, e qualcuno che si offra per incartare.
E per fare quei bei fiocchi vaporosi arricciati con le forbici che manco Edward Mani Di.
E per scrivere qualcosa di affettuoso sui biglietti d'auguri.

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Ho come l'impressione che non basteranno due orette il prossimo sabato.
Urgh.

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categoria dello spirito:speculazioni, merceologia daccatto
sabato, 24 novembre 2007

Oggi, mentre attraversavo la banchina della stazione sotto un cielo plumbeo e piovigginoso, realizzavo come per la prima volta nella mia vita una cosa:

gli ombrelli sono tra noi.

Penso che siano degli accessori più bistrattati a questo mondo.
E non solo perché Rihanna ci ha imbastito sopra una canzoncina estiva e lanciato una sciattissima linea di moda.

Scomodi, poco maneggevoli, ingombranti: alzi la mano chi è contento di prenderne su uno quando esce di casa.

Gli ombrelli poi possiedono questo interessante status ontologico: sono fatti per essere persi.

Controllate: non è difficile avere a casa un ombrello non tuo che hai fottuto distrattamente da qualche parte.

Una mia amica, per esempio, veniva a scuola ogni giorno di pioggia sempre con un ombrello diverso.
Suo padre faceva il bidello.

...

Ma non è difficile anche avere un ombrello con più di tre stecchetti rotti che si flette al primo refolo di vento.

Non è difficile entrare in un negozio, sbagliare ed infilare l'ombrello nel cestino dei rifiuti.

Non è difficile avere un ombrellone agghiacciante a fantasie scozzesi.

Non è difficile avere un ombrello che quando lo chiudi pare una tagliola.

Non è difficile iniziare a volteggiare Singing in the rain quando si ha in mano un ombrello.

E soprattutto non è difficile non avere un ombrello quando inizia a piovere.

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.

Io comunque, al posto dell'ombrello per ripararmi dalla pioggia sono ancora qui che aspetto una valida alternativa: i tuboni di cemento armato dei cartoni giapponesi in cui si rifugiavano i bambini tristi che scappavano di casa.

Se proprio dev'essere una cosa scomoda, poco maneggevole ed ingombrante, almeno facciamolo con stile.
Andiamo in giro rotolandoci in questi tuboni.

Non deve essere difficile.
E voglio proprio vedere se esiste un bidello al mondo che me li fregherebbe.

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lunedì, 22 ottobre 2007

Non ho mai capito la mania di collezionare bambole di porcellana.
Questa e quella per Annes Geddes che fotografa neonati imbragati da calabroni sopra piante di broccoli.

Cioè, un conto è collezionare Barbie - insomma, sono ragazze fighe con le tette grosse e un guardaroba invidiabile - ma le bambole di porcellana sono un concetto che proprio non riesco a capire.
 
Instillano in me il terrore più selvaggio.
Quelle iridi fissi e inespressive, i vestiti obsoleti, i boccoli.

Oddiomio, i boccoli.

...

Sfogliando un giornale e il relativo sito, però, ho scoperto una cosa che instilla in me un terrore ancora più selvaggio di una bambola di porcellana: una bambola in pelle sintetica.

Roba forte, roba che ti fa provare di colpo nostalgia per Cicciobello, Sbrodolina e quella faccia da culo di Bebi Mia.

Si lasci deliziare da questo sorriso!
Faith le fa un sorriso che viene dal profondo del cuore e sembra quasi di sentire la gioiosa risatina di questo piccolo angelo.

La testina, le braccia e le gambe di Faith sono realizzate in pregiato vinile RealTouch, che permette di imitare in maniera quasi perfetta la morbida e delicata pelle dei bambini. I capelli biondi e le belle ciglia, applicate a mano, come pure le unghie delle mani e dei piedini dipinte a mano, completano il fascino di questo piccolo tesoro.

Per la serie: definiscimi il significato di “affascinante piccolo tesoro”.

A qual pro la smania di  voler imitare la pelle dei bambini?
Per quale motivo costruire un supplì di vinile con le unghie?
Con quale stato d’animo una persona può stare tutto il giorno ad applicare ciglia a mano?

Ma soprattutto, a monte: da dove nasce il bisogno di fabbricare questi grotteschi simulacri umani chiamati bambole?

Leggo queste cose, vedo il sorriso digrignato sul vinile della bambola, penso a chi se la comprerà felice di avere una riproduzione quasi perfetta della morbida e delicata pelle dei bambini.

E così, per associazione spontanea, mi viene in mente il cannibale tedesco che ha confessato che la carne umana sa di maiale, solo un po’ più amara.

Slurp.

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domenica, 14 ottobre 2007

In giro c’è una nuova pubblicità dell’aspirina effervescente.
Niente di nuovo sotto il sole.

C’è una tizia con voce contraffatta e fastidiosa.
Sta male, si confida al telefono con l’amico, prende l’aspirina - simpatico rumore di bollicine effervescenti - e all’improvviso si ritrova nel bel mezzo di una festa a fare il trenino e soffiare stelle filanti in faccia agli altri.

La prossima volte mi piacerebbe vedere qualcosa di diverso.
Chessò, qualcuno che muore magari.

...

..

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Poi ci sarebbe pure lo spot di Eva Qu la nuova supposta effervescente, ma psicologicamente non ce la faccio proprio ad approfondire l'argomento.

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mercoledì, 10 ottobre 2007

Oggi bevevo uno pseudo-succo di frutta con un sorcio orribile disegnato sul tetrapack e pensavo a quanto sono caduta in basso.

E mi sono tornate in mente delle cose.

...

L’inconfondibile cannuccia a righine rosse.

Un nome che è subito simpatia.

Il fedele compagno di ogni merenda.

Quando alle quattro del pomeriggio in punto ci si ingozzava di Ciocorì, Galak e Frollini di Nonna Papera davanti alla televisione, dove un Paolo Bonolis già logorroico sfiniva di parole un pupazzo rosa di nome Uan.

Il quale, in coppia al suo compare Ambrogio, pare sarà il sesto candidato a sorpresa delle primarie dell’Unione domenica prossima.

Ma torniamo alla merenda.

Torniamo a quella dolce sostanza chimica che ci aiutava a mandare giù per lo stomaco altrettante sostanze chimiche.

Torniamo a quel succo in cui il gusto mela era davvero gusto mela e il gusto arancia era davvero gusto arancia.

Quel moderato sapore brusco-acido che perlomeno non ti provocava l’ulcera perforante.

Vagando per negozi, non si trova più in giro.
Vagando per le strade, scalcio lattine vuote sconsolata.

Si vocifera sia stato ritirato dal commercio, forse per qualche agente colorante fuori norma.

Suvvia, come se il mondo delle bevande sia composto tutto da santarellini con i componenti in regola.

...

Propongo uno scambio:
vi ridiamo indietro la Red Bull, vi ridiamo indietro Aquarius, vi ridiamo indietro gli Elisir di Rocchetta e pure la Chiabotto, ma voi – oh Dei di lassù – voi,

ridateci il Billy.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:07 | Permalink | commenti (46)
categoria dello spirito:miti e feticci, merceologia daccatto
domenica, 07 ottobre 2007

Nel Mediaworld in cui vado abitualmente ci sono quattro cose che mi hanno sempre impressionato:

1.
La certezza matematica che qualunque cosa tu chieda a qualcuno del personale, loro non la sapranno mai al primo colpo e scapperanno tra i meandri delle corsie giurandoti di andarsi a informare.

Senza più tornare, ovviamente.

2.
Un ragazzino bracalone dalle movenze goffe che ascolta con le cuffione il cd di Christina Aguilera e sua madre che lo strattona urlando:
"Non ascoltare quella robaccia!".

(ragazzino e madre non sono mai necessariamente gli stessi)


3.
Le cassiere ti danno un sacchetto solo se le supplichi in ginocchio e allunghi una mancia.
E anche in quel caso sarà un sacchetto molto piccolocon cui non ti ci puoi manco soffocare - per dire quanto può essere utile.

4.
Il fatto che esista un espositore di dvd
venduti in confezione insieme a dei rasoi da barba.

E' una scena tristissima: vedi proprio queste lame raffazzonate con del cellophane scadente attorno alla custodia - roba che l'insieme, visto da lontano, sembra un panino che ti danno alla Fiera della salamella.

I film sono tutti d'azione di serie B, con protagonisti uomini-testosterone del calibro di Steven Segal e Dolph Lundgren, i cui titoli contengono parole chiave come "critico", "mortale", "Uzi 9 mm".

Roba di nicchia - in altre parole.

...

Ho controllato la pagina delle offerte sul sito Mediaworld ma
è rimasta muta di fonte a questa iniziativa.

Quindi, molto probabilmente, ho visto in anteprima prototipi di una nuova sperimentazione di co-marketing, un'astuta manovra che in inglese tecnico immagino si chiami "
Abbinare-cose-a-cazzo".

Prossimamente, chessò:
Zampironi negli aspirapolvere, catene di bicicletta nei navigatori satellitari, libri di
Alessandro Meluzzi nelle friggitrici.

...

Ma per ora, soltanto: rasoi da barba nei dvd.
E spero di non essere stata l'unica a notarli.

Se c'è un messaggio in tutto questo, non mi è chiaro.

O forse,
se il diretto concorrente UniEuro ha il suo slogan portante in "Gianni, l'ottimismo è il profumo della vita", da Mediaworld puntano su una cosa più di impatto come farla finita e tagliarsi direttamente le vene.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:47 | Permalink | commenti (44)
categoria dello spirito:provato per voi, merceologia daccatto
giovedì, 20 settembre 2007


Prendi uno dei grandi spauracchi dell’umanità.
La scala mobile.

Viscido nastro trasportante guidato da ingranaggi arrugginiti.
Scaloni infidi in cui impigliarsi letalmente alla minima disattenzione.

Io ne sono sempre stata terrorizzata fin da piccola, quando vidi un’anziana al supermercato con la sua sportina della spesa venirne letteralmente risucchiata.

Ihhhhh.
Sssssssssslush.
E splat.

Suoni che non potevano provenire da questo mondo.

Uso estrema circospezione quando mi avventuro su uno di quei trabiccoli di cui mi fido davvero poco.
Ma più che altro è delle mie capacità motorie che non mi fido una sega.

Più tremendo di una scala mobile in funzione è una scala mobile in manutenzione.
Un tecnico circospetto in volto che olia il suo cuore nero di rotelle e bulloni – un buco nero dell’anima, un’angoscia strisciante che ti si avvinghia addosso.

E lo scazzo di doversi fare le scale a piedi.



Prendi un altro spauracchio dell’umanità.
Uno fresco, di recente fattura, ma già fonte di terrore al solo pronunciarne il nome.
Le Crocs.

Morchie resinose ai piedi.
Brutte, ma comode.
Comode come una scala mobile.

Comode le Crocs, comoda la scala mobile, comodo un giro con le Crocs sulla scala mobile.
Col cazzo.

Uno può pensare che sia la punizione divina quando l’uomo decide di inventarsi qualcosa di esteticamente molto discutibile.

Io più semplicemente penso che d’ora in poi piazzarmi davanti alle scale mobili della stazione osservando i fresconi incastrati dalla zavorrona colorata che hanno ai piedi possa diventare il mio nuovo modo di ammazzare il tempo mentre aspetto il treno.

Per loro invece sarà solo un nuovo modo di ammazzarsi, ma c’est la vie
sup-postato da: Barbara23 alle ore 09:49 | Permalink | commenti (45)
categoria dello spirito:merceologia daccatto, tu chiamale se vuoi ossessioni
lunedì, 10 settembre 2007

Faticare come una schiava facendo pulizie domestiche a me piace.
No, non ho proprio lo spirito di una casalinga disperata, però a volte lo trovo un ottimo modo per non pensare.
Solo forza bruta - a testa bassa, strofinare e sudare.
La psicoterapia migliore nei periodi di crisi.

E ricordo a tutti che questo blog si chiama appunto CausaCrisi e se volete da mezzanotte potete NON votarlo qui.
(nel senso che vince chi si becca meno voti - meccanismo che ho capito solo dopo qualche ora).

Comunque non riuscirei a darmi alla pazza gioia domestica senza un’adeguata colonna sonora.
Il ritmo è essenziale quando ci si trova di fronte a una pila di piattoni bisunti da lavare, a dei vetri pieni di ditate o a
un pavimento tempestato di pezzetti di sottiletta.

Non capisco come sia possibile, ma ho sempre la cucina invasa dalle cagatelle di sottiletta.

E’ per questo che secondo me si potrebbero fare gli affari pubblicando compilation specifiche per le pulizie.
Non so dire con precisione che cosa debba possedere una canzone per diventare una Canzone Da Ramazza.

Di certo deve essere qualcosa di estremamente energico e coreografico, una melodia che ti costringa a compiere grandi movimenti alari, saltare da un mobile all’altro, fare un passo doble con un Mocio Vileda, agitare uno strofinaccio come uno sbandieratore folle, spruzzare gaiamente Vetril come se fosse Chanel n°5.

Per esempio, a me piace iniziare la mia sessione di pulizia con  My Way di Frank Sinatra.
Con My Way, io non scopo, io vado in orbita.

Poi a seguire, roba tipo:
Dancing with myself – Billy Idol
Suffragette City – David Bowie
The winner takes it all – Abba<