venerdì, 27 giugno 2008
1.
La mise di Madonna nell'anonimissima Give it to me è pazzesca e supera di gran lunga il body color carnazza della volta prima.

Ormai bisogna accettarlo: i singoli della signora Ciccone sono inversamente proporzionali alla bellezza dei suoi abiti.


2.
Sta per tornare a calcare le scene musicali Alexia.

Seguono banalità varie: sto vivendo un periodo davvero felice, la maternità mi ha cambiato la vita, ora mi scrivo da sola i testi e ne vado fiera, canterò in un programma dedicato a Padre Pio e blah e blah e blah.

Da notare l'inevitabile cambiamento di look: ora i capelli sono corti e gialli.

- L'aspetto che avevo fino a qualche tempo fa era troppo rassicurante. Nascondeva quella che era la mia vera personalità.

Bella questa frase.
La userò anch'io la prossima volta che la parrucchiera mi sbaglierà la tinta.

...

3.
L'altra sera ero al concerto di Bruce Springsteen.
A me tutto il rock che dura più di 2 minuti e 55 secondi fa venire l'orticaria, ma devo dire che è stato lo stesso un evento piacevole.

Comunque ho controllato attentamente il labiale di quelli attorno a me e ho trovato conferma della mia teoria: sono pochi quelli che ai concerti conoscono per davvero i testi delle canzoni.

La maggior parte canta solo e indiscriminatamente una cosa tipo  "uanagana iugayeah" in loop.

...

4.
The next best thing per ragazzine in cerca di dolci idoli: i Jonas Brothers.
Tre moretti riccioloni con un singolo di esordio tanto inncouo quanto orecchiabile.

Si professano sostenitori della castità prematrimoniale.

Tutti e tre portiamo un anello di castità a un dito della mano destra, la nostra è una solenne promessa: niente sesso prima del matrimonio.


Siccome è la stessa cosa che diceva la Britney Spears degli esordi, direi che c'è proprio da fidarsi.

...

5.
The next best thing per ragazzine in cerca di emozioni forti e make-up estremo: i Cinema Bizzarre.

In pratica, la versione decolorata dei Tokyo Hotel.

Comunque hanno poco da fare le belle fighe, vorrei tanto vederli appena svegli senza tutto quel trucco e parrucco.

...

6.

La prima fatica di Scarlett Johansson come cantante si inserisce in quel labile confine tra il graffio del gesso sulla lavagna e l'uso prolungato di cottonfioc di carta vetrata nelle orecchie.

Comunque penso che venderà molto bene tra il target dei sordi.

...

7.

Non c'è scampo, da qualunque parte tu ti metta a guardarla: Riahanna ha la faccia da chihuahua.

...


8.

Sono tornati i Weezer con un singolo godibilissimo.
Tacabanda.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:46 | Permalink | commenti (23)
categoria dello spirito:musik
giovedì, 19 giugno 2008


Anche nella musica, è solo questione di prospettive temporali.
Gli anni che passano smussano i difetti, esaltano i pregi, tolgono il brutto, fanno restare solo il bello.

Se la visione delle cose da vicino è inevitabilmente presbite, quella delle cose da lontano è pericolosamente miope.

Non si può che sospendere qualsiasi giudizio e aspettare di beccarsi i decenni che ritornano di moda, uno dopo l'altro, in un eterno ciclo di poche e confuse idee.

...

Per quanto riguarda gli Anni 90, non so come verranno musicalmente definiti tra venti, trenta, quarant'anni.

Gli anni dell'invasione Brit-pop, quelli della dance, della scena di Seattle e del grunge, delle boy band, della Mtv generation - chissà.

Ma se la memoria mi cade sul Sound Transizionale Pop Tardo Anni 90 che furoreggiava multiforme alle radio in maniera molesta e perniciosa :

_ Spaceman – Babylon Zoo
_ If you believe – Sasha
_ Sentimento Pentimento – Neri per Caso
_ Blue (da ba dee) – Eiffel 65
_ Old Pop In An Oak – Rednex
_ Bye Bye Bye – N'Sync
_ Boom Boom Boom – Vengaboys
_ That don't impress me much – Shania Twain
_ Thumbthumping - Chumbawamba
_ Truly madly deeply – Savage Garden
_ Barbie Girl – Aqua

_ Narcotic – Liquido
_ Lemon Tree – Fools Garden
_ If ya gettin' down – Five
_ Say it once - Ultra

...

..

.

sono certa che un giorno tutto questo verrà rivalutato.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 15:10 | Permalink | commenti (34)
categoria dello spirito:musik
mercoledì, 11 giugno 2008


La mattina, durante il mio tragitto da pendolare in treno, incontro diverse stazioni in cui scende una marea di gente.

Io la chiamo La Fiumana.

Vedere La Fiumana, anche se protetta dal finestrino del vagone, è sempre uno spettacolo destabilizzante: un gruppone di carne da macello assonnata e rincoglionita che cerca a tentoni il sottopassaggio dell'uscita della stazione.

Perché, non so voi, ma a me le folle hanno sempre messo spavento.

Che sia sotto il balcone di Palazzo Venezia o sotto la finestra di San Pietro, al concerto dei Black Sabbath o davanti a un Euronics alla ricerca di un ventilatore sottocosto, l'unione indifferenziata di tanti individui è una cosa che mi trasmette sempre un senso di allarme.

Come dire: un respiro all'unisono, un cuore, un'anima sola.
E un unico neurone in condivisione.

Il solo modo di sopravvivere alla visione de La Fiumana è cercare di neutralizzare la sua potenziale carica drammatica.

Basta infilarsi un qualsiasi supporto musicale nelle orecchie e premere "play" sulla propria selezione di Canzoni Da Fiumana.

Ora, non so bene come stiano le cose, cioè se è la musica che si adatta al ritmo di marcia de La Fiumana o è La Fiumana che capta il ritmo della musica.

Fattostà che questi combaciano perfettamente l'uno con l'altro, creando un'armonia senza pari, alla quale si aggiunge il movimento del lento ripartire del treno.

Insomma, come una carrellata al cinema, solo che lo schermo è il mio finestrino.

E si parte.
Con le note che iniziano a dare un senso alla massa omogenea, scandiscono il suo passo ora leggero ora epico, fanno risaltare particolari che prima non avevo notato – volti stanchi, giacche macchiate, sorrisi tristi, corpi caricati a molla, occhi sfuggenti: la noia della frenesia quotidiana.

Ci sono mattine in cui La Fiumana mi sembra una mandria di bufali delle praterie, altre in cui la sento un po' come una mesta compagnia di deportati & internati, altre ancora in cui mi chiedo per quale astrusa convenzione sociale tutta quella gente alla stessa ora debba convogliarsi verso un unico posto definito alla meglio con l'appellativo di "lavoro".

Dopo quest'ultimo pensiero, di solito capita che arrivi la mia fermata e allora, scendendo e immergendo me stessa in un'altra fiumana, mi arrendo all'astrusa convenzione sociale di cui sopra.

Un'altra volta ancora.
Canticchiando.

La Fiumana - Favourite Soundtrack

01_ Adagio in Sol minore - Albinoni
02_ We shall overcome – Joan Baez  
03_ Make me a smile (Come up and see me) – Steve Harley / Cockney Rebel  
04_ Tema del violino - Schindler's List
05_ Inno Nazionale Sovietico - Coro dell'Armata Rossa 
06_ The Future – Leonard Cohen
07_ Rivers of Babylon - Boney M
08_ Sugar Baby Love -  The Rubettes
09_ London Calling – The Clash
10_ Fiocchi di cotone per Jeanie – Cristina D'Avena

sup-postato da: Barbara23 alle ore 10:32 | Permalink | commenti (23)
categoria dello spirito:musik, binario morto
giovedì, 29 maggio 2008
C'è un mio amico che ha una teoria per capire se vale la pena o meno morire dietro ad una ragazza.
Bisogna conoscere sua madre.

Per avere una visione precisa di come invecchierà la persona
di cui ora sei follemente cotto.
E a cui, in linea teorica, vorresti restare fianco a fianco tutta la vita.

Fino alla morte.


Penso sia un pensiero lucidamente folle e pregno di un azzardo lungimirante.

E mi intriga parecchio per le conseguenze micidiali che ne potrebbero derivare se introdotto nell'establishment della devozione coatta teenageriale.

...

Se prendessimo, per esempio, Tony Maiello, il giovane sex symbol appena sfornato da X-Factor.

Quello che è arrivato solo quarto nella finale di martedì con un inedito di una pochezza imbarazzante, ma, che, se la discografia italiana è quella cloaca che tutti noi ben conosciamo, sappiamo già che balzerà presto in vetta alle classifiche estive.

Poi pensiamo a suo padre
, quel buffo tombino stempiato che di certo non è passato inosservato tra il pubblico nel corso delle puntate.

E ora applichiamo la cruda teoria del mio amico.

Tony -> padre di Tony -> fino alla morte.



...

..

.

Sentiamo, quante fans ha appena perso Tony in quest'ultimo minuto?

(per gli Aram Quartet invece questa teoria vale solo a metà. Quella dei due Aram brutti.
Gli altri due Aram belli sono e saranno sempre belli a prescindere dai padri)
sup-postato da: Barbara23 alle ore 17:30 | Permalink | commenti (31)
categoria dello spirito:musik, presto sul mio comodino
mercoledì, 21 maggio 2008
Avete mai visto un cinese grasso?
A parte Buddha, intendo, che non sono nemmeno così tanto sicura fosse cinese.

Pensiamoci bene: avvistare un cinese grasso è arduo quasi quanto trovare un cinese morto o in ospedale.

Forse per via della loro dieta ricca di riso, forse perché i cinesi grassi vengono tutti fatti sparire dal Regime.

No, so a cosa state pensando, non valgono i lottatori di sumo.
E' inutile: qualunque esempio di cinese grasso voi stiate pensando, in realtà è giapponese.

Ma poi, mentre scartabelli i files della tua memoria, alla ricerca di una qualche prova contraria a questa presunta regola ferrea, ecco che ti appare lei.

Il motivo per cui capisci che i cinesi non possono essere grassi.

Tuttalpiù sono cinosoffici.

...

E come mi ha fatto notare Paulthewineguy*, Liwen dei Cluster è l'esponente più alta di questa categoria.

Ovviamente, Cluster sta per "fantastico gruppo musicale a cappella che ha partecipato ad X-Factor".

Poi, i cultori del genere sanno come è andata a finire: sono stati eliminati una settimana fa, ma - siccome esiste una giustizia divina - ora sono tra i più scaricati da iTunes.

Ebbene, una delle loro cantanti, questa Liwen, è quanto di più bello possa offrirci il mercato musicale oggi.

Non solo per quanto è brava vocalmente, ma anche per la sua fisicità che sprizza grazia orientale, energia paffuta, morbida telegenia.

Cinosofficezza. In taglia leggermente extra-large.


In barba a qualsiasi anoressica stronza che prende in mano un microfono ansimandoci dentro.

...

Ora venitemi pure tutti a smentirmi, a dire che sono in preda ad una vena di devozione da teenager, ma ne sono certa: Liwen dei Cluster, è nata una stella.

O quantomeno, il Club dei Cinosoffici.




*ma si può ancora dire Paulthewineguy o è diventata una parolaccia?
sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:02 | Permalink | commenti (30)
categoria dello spirito:musik, presto sul mio comodino
lunedì, 19 maggio 2008


Immaginate la tristezza più adamantina e assoluta.
Un altro anno sta finendo e tu ti stai avvicinando un pochino di più alla falce del Tristo Mietitore.

E sì, hai avuto un successo senza precedenti con Bruci la città.
Ma forse proprio perché non l'avevi scritta tu.

Ora c'è un freddo cane, folla di gente con bottigliona di spumante in mano che vuole divertirsi e le note di Orietta Berti, Luisa Corna e i Los Locos nell'aere tagliente come specchio.

E poi un fastidioso brillìo in mezzo al palco che non è una fiaccola, che non è un forno a gas, che non è una micro esplosione nucleare: è solo l'ennesima lampadatura di Carlo Conti.

...


Direi che la notizia non stia tanto nel fatto che Irene Grandi si sia fumata uno spinello al momento del brindisi, ma che Irene Grandi si sia fumata solo uno spinello.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 15:16 | Permalink | commenti (19)
categoria dello spirito:musik, televisione cattiva maestra
venerdì, 16 maggio 2008

1.
Nonostante una mia prematura indignata stroncatura, il singolo di Madonna, "4 minutes", iniza a piacermi. E molto.

Intendiamoci: solo la parte del ritornello con le trombette del giudizio di sottofondo, da minuto 01.43 a minuto 01.59.

Il body color carnazza della Sig.ra Ciccone, invece, è per sempre.

2.
Sto iniziando seriamente a prendere in considerazione l'idea di usufruire per la prima volta nella mia vita del diritto al televoto per far trionfare gli Aram Quartet a X-Factor.

3.
Avete visto i cantanti che partecipano all'Eurofestival 2008 ?

Uno spagnolo vestito alla Elvis.
I soliti metallari finlandesi.
Lolite più o meno buzzicone da paesi che finiscono in "-ia".

Un pupazzo dall'Irlanda.
Un indefinibile gruppo di carampane bosniache.
La risposta croata all'americano 50 cents: 75 cents.

Paolo Meneguzzi per la Svizzera.

In pratica, l'Eurofestival sembrerebbe essere l'unica manifestazione canora in cui Paolo Meneguzzi ha l'occasione di dimostrarsi meno imbarazzante di qualsiasi altro cantante.

4.
Pensavo che non l'avrei mai detto, ma Jovanotti che indossa una giacca in lamé dorato nel video di "A te" ha sconvolto tutti i miei canoni di eleganza maschile.

5.
Mtv e All Music dovrebbero essere delle tv musicali, vero? No, perché mai una volta che becchi un cacchio di qualche video quando ci passo sopra di zapping.

6.
Amy Winehouse e Pete Doherty non stanno poi così tanto bene insieme come me li immaginavo.

7.
Non riesco a capacitarmi del fatto che nutra un odio sordo e rancorosissimo verso tale Duffy.
Saranno quelle fossette sulle guance, mah.

8.
Si accettano scommesse su chi sarà il gruppo sulla cui esibizione si abbatterà la tromba d'aria quest'anno, all'Heineken Jammin' Festival.

9.
Esiste un gruppo che si chiama Sonohra. E non è un errore di battitura.

10.
Era nell'aria un possibile cancellazione del Festivalbar quest'estate.
Invece, si è optato per un'edizione ridimensionata, con meno date.

Spiace molto.
Che lo facciano lo stesso - intendo.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:19 | Permalink | commenti (25)
categoria dello spirito:musik
mercoledì, 16 aprile 2008

Tu.
Sempre più.
Blu.

Sei.
Lei.
Dovrei.

Cuore.
Amore.
Sole.
Fiore.

Le vie dei parolieri italiani sono finite.

...

No anzi, aspetta.
Forse non vi siete accorti che sono arrivati i dARI.

In heavy-rotation, fenomeno emoglam-electropunk urbano.
Che tradotto, significa grossomodo che diventeranno habitué della copertina del Cioé e la Merlin Collection produrrà un album di loro figurine.

Al confronto i Tokyo Hotel sono roba maschia, in paragone i Finley sono i Beatles.
Trucco da sballo, lenti a contatto illegali, smorfie da manga, capelli devitalizzati e canzone che annichilisce.

Sappiate che le vostre figlie, tra non molto, ai loro concerti, si strapperanno le mutande e le butteranno sul palco.

Wale come stai
wale questo pome cosa fai
vieni con me o wale te ne vai

Se Wale nn mi vuoi
nn c'è nulla fra di noi
Ti dico Wale, tanto wale

X me quel ke è Wale è tutto quel ke wale
X me quel ke wale è quello ke non sei Wale
E allora dimmi Wale che cosa wale, Wale

Il cellulare ce l'ho già spento
perché xké me sei troppo sbattimento

Wale, Wale nn importa
sarà per un'altra volta

Se Wale nn mi vuoi io mi faccio i cazzi miei
Ti dico, Wale, vai a cagare

E se non sarà x niente
Nn mi importa xké abbraccerò altra gente

...

Ecco, ora decisamente sì.
Le vie dei parolieri italiani sono proprie finite.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:26 | Permalink | commenti (40)
categoria dello spirito:musik
giovedì, 03 aprile 2008

Ultimamente ho visto uno speciale sulle Spice Girls in televisione.
All’epoca del loro lancio, le ragazze-spezia mi sembravano quanto più trendy ci potesse essere in circolazione.

Il Girl Power.
5-ragazze-5-modi-di-essere.
Zigah-zig-ha.
Le ciocche rosse tra i capelli.
Il verde acido.

Ora invece, a distanza di anni, penso che non fossero altro che cinque ragazzotte ruspanti con un serio problema di guardaroba.

Il giubbottone smanicato.
La maglietta del Liverpool.
Le zeppone.
Le codine a coniglietto.
Il verde acido.

Come abbiamo fatto a cadere nel loro inganno è un mistero.
Forse è perché non c’era altro di meglio in circolazione, chissà.

In fatto di moda e musica, si è sempre un po’ meno ingenui di quanto non lo si è stati un decennio prima.

E infatti, la recente reunion, il loro ritorno iper-patinato in lingerie e super-bocce non mi hanno convinto per niente.

Livellate agli attuali standard moderni, le Spice non spiccano e la loro filosofia ha ormai poca ragione d’essere.

L’irriverente Mel B, la sofisticata Victoria, la superorganizzata Geri, l’atleticissima Mel ed Emma, la mascotte del gruppo.

Insomma, chi si farebbe ancora affibbiare un marchio di fabbrica così preciso e vincolante al giorno d’oggi? L’epoca delle guerriere Sailor è finita da un pezzo.

E poi che cazzo di definizione è “superorganizzata”?

Presa dall’ultimo rigurgito di nostalgia, sfoglio l’Unofficial Spice Fan Book di cui mi sono ricordata essere detentrice e butto l’occhio, di pagina in pagina, tra le interviste entusiaste direttamente dai primi tempi della loro carriera:

Uomo di ideale per Mel B: tranquillo e calmo, completamente l’opposto di lei. Una persona spontanea, con tanta voglia di vivere e occhi favolosi.

E mi pare che il fatto che abbia avuto una figlia riconosciuta a malincuore da un Eddie Murphy ormai tristissimo ed imbolsito metta tutto nella giusta prospettiva.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:24 | Permalink | commenti (16)
categoria dello spirito:musik, miti e feticci
mercoledì, 19 marzo 2008

E comunque c'era fermento attorno al nuovo singolo di Madonna - la "vibrante" 4 minutes come è stata definita.

Un po' come pellegrini davanti alla grotta di Lourdes, un po' come descamisados argentini di fronte al palazzo di Evita - perché in fin dei conti ci sentiamo tutti un po' delle Material Girls con l'anima fasciata stretta-stretta da un body fucsia.

Ma ascoltando, i primi trenta secondi, quello che vibra é soprattutto un punto interrogativo.

Come dire: ma al giorno d'oggi si può seriamente pensare di fare un disco di un qualche presunto successo senza avvalersi della prestigiosa collaborazione di Timbaland, Justin Timberlake e Pharrell Williams dei Neptunes, i soliti noti della discografia che tira?

La risposta sembra di essere - squallidamente - no.
Manca solo il Coro Alpini Monte Caviojo e poi li hanno mixati tutti-ma-proprio-tutti, eh.

...

D'altra parte trenta secondi sono pochetti, ok.

La speranza che al trentunesimo la canzone svolti inaspettatamente e si trasformi in una qualsiasi cazzo di altra cosa che non sia questo onnipresente merdoso tappeto sonoro plastificato è flebile, quasi inesistente ormai.

Alto potenziale dance, beat urban e hip-hop - lo chiamano.
Stay tuned, se potete.

...

(comunque la butto lì, a priori: sarà il peggior album di Madonna di sempre)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:03 | Permalink | commenti (18)
categoria dello spirito:musik, voglio la sua testa
mercoledì, 12 marzo 2008

E ciclicamente arriva una canzone stupidina, senza pretese, a prendere in ostaggio le tue meningi.

La mia di questo periodo è quella di Leona Lewis, Bleeding Love.

Prima di tutto perché la canta una che si chiama Leona.
E anche a me piacerebbe da matti chiamarmi Leona.
Roaaaarr.

...

Bleeding love è fantastica e non solo perché ti viene voglia di cantarla a squarciagola ogni volta che ti cambi un assorbente grondante.

Keep bleeding, keep keep bleeding love
I keep bleeding
Keep bleeding, keep keep bleeding love

Bleeding love è LA canzone da coreografare di questo periodo.

La ascolti e ti senti subito Brian & Garrison, fai mulinare le braccia, sgambetti, ti svacchi per terra, vinci il televoto.

Ecco alcuni dei tricks di mia invenzione che mi sento di svelare:

Secondo 20: sbattere porta.
Secondo 33: rabbrividire con braccia conserte.
Secondo 51: momento “crazy” con l’indice.
Minuto 1 e 3 secondi: avanzare ieratico verso telecamera immaginaria.
Minuto 1 e 54 secondi: inciampare con grazia.

Da qualche parte, verso la fine: struscio matto e disperatissimo sul pavimento.

Per tutta la durata della canzone: spingere mento avanti e indietro.
Con convinzione.

...

..

.

Comunque prima di Leona ci sono state, tra le tracks a coreografia spontanea più martellanti nella mia testa: Push the button delle Sugarbabes e Shut up and drive di Rihanna.

E a volte mi pare proprio di comprendere il dramma che devono passare le veline.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:52 | Permalink | commenti (22)
categoria dello spirito:musik
martedì, 04 marzo 2008

Se io fossi un tonno, morirei in una tonnara, mi inscatolerei, mi distribuirei in tutti i supermercati e mi farei spezzare dai migliori grissini sulle tavole degli italiani.

Ma soprattutto, se io fossi un tonno, mi farei chiamare Giò Di Tonno.

Il binomio nome/cognome più entusiasmante che abbia mai sentito.
A memoria d'uomo, Giò Di Tonno vince e stravince su tutti - non c'è nome d'arte che tenga.

Ipnotico.
Con quella faccia un po' così.
Da gioditonno.

...

E ora, dopo la vittoria sanremese, voglio "gioditonno" come neologismo sullo Zanichelli.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:19 | Permalink | commenti (31)
categoria dello spirito:musik, miti e feticci
martedì, 26 febbraio 2008

Da Sanremo non mi aspetto capolavori.
Non voglio canzoni belle, non voglio canzoni originali, non voglio canzoni pseudo-impegnate.

Non voglio la nonna di Anna Tatangelo che canta "Il mio amico avvolto dentro l’amarezza / Mi fa tanta tenerezza".

Da Sanremo pretendo semplicemente una melodia che si lasci fischiettare il giorno dopo, una canzone mignottona, che cerchi in tutti i modi di farsi ricordare.

Qualcosa più zozzamente trash di un tormentone estivo e più molesto di Milva che boccheggia "The show must go on".
 
...

E invece, né in questi anni, né tantomeno in queste ultime serate, ho ancora ascoltato nulla che possa superare la Fiumi di parole dei mitologici Jalisse.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:50 | Permalink | commenti (22)
categoria dello spirito:musik
mercoledì, 02 gennaio 2008

Ho sempre pensato che vivere dentro un videoclip deve essere proprio una figata.

Avere un aspetto costantemente traslucido, le labbra a sinc con le parole giuste, guidare macchinone e rimorchiare su puttane ingioiellate o essere puttane ingioiellate che vengono rimorchiate da gente che guida macchinoni – è lo stesso.

A volte, capita che puoi inciampare in un video di qualche neomelodico italiano, ma anche in quel caso le soddisfazioni sono molte: correre per campi di grano con la pelle virata in color seppia, farsi la doccia sotto la pioggia ridendo felici, limonare con Biagio Antonacci.

Ma la cosa migliore - quello che invidio di più alla Gente che Vive Dentro i Videoclip - sono i capelli al vento.

Perché a un certo punto, nel Meraviglioso Mondo dei Videoclip si alza una brezza che spira da occidente e va a sconvolgere con eleganza le capigliature dei suoi abitanti.

E tutto ciò avviene quando essi stanno per intonare un significativo ritornello.
E quei capelli che si agitano al vento sono il simbolo della libertà e della creatività che si respirano solo nel Meraviglioso Mondo dei Videoclip.

Io purtroppo non potrò mai entrare nel Meraviglioso Mondo dei Videoclip.
Però, come posso, cerco spesso di rivivere la magia del suo vento magico.

Due volte la settimana, dopo essermi lavata i capelli.
Basta accendere il mio mega phon a ioni attivi e spararmelo in faccia.
Davanti allo specchio, le chiome ballano mentre urlo a squarciagola.

Nella fattispecie “Power of love” di Celine Dion.

Cozamioleideeeeeeeeeeeeee endiuamameeeeeeeeeee

La mia canzone da phon preferita.
Ma sono sicura che ognuno di voi possiede la giusta Canzone da Phon per entrare nel Meraviglioso Mondo dei Videoclip.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:43 | Permalink | commenti (29)
categoria dello spirito:musik
martedì, 27 novembre 2007

Ciao Barbara, vuoi partecipare anche tu alla colletta per il compleanno di Barb..ooooops!



..

.

Quando una settimana fa ho visto la P.R. che entrava baldanzosa in stanza con in mano una busta, me lo sono sentita fino nelle ossa: ora verrà qui, sbaglierà e mi chiederà soldi per il mio regalo.

E così infatti è stato - nell'imbarazzo generale.

...

Comunque alla fine, venerdì i colleghi di lavoro mi hanno regalato un bell'iPod Shuffle.

E improvvisamente la vita mi sorride e mi sento molto figa con questo cosino addosso.
Se solo mi ricordassi di mettermelo in tasca quando esco di casa.

Ora devo soddisfare le aspettative di chi me l'ha regalato.
Tutti che mi vogliono trascinare al cavo USB del loro computer per pomparmi su la loro musica.

Ho declinato più volte l’offerta con scuse barbine perché non voglio che il mio iPod si riempia improvvisamente di musica latino-americana, Mario Biondi e Timbaland.

Ma adesso sono loro che mi aspettano al varco.

C'è chi scommette che  riempirò lo shuffle di "un terabyte di Anna Tatangelo" (sic) o chi crede che darò fondo ai classici della dance tunz-tunz anni 90.

E tutti ghignano, attendendo la mossa falsa che mi marchierebbe a vita come "mezza-sega musicale".

...

Ora, la domanda sorge spontanea: di cosa bisogna riempire un iPod per essere socialmente apprezzati?

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:43 | Permalink | commenti (48)
categoria dello spirito:musik
domenica, 25 novembre 2007

L’altro giorno Alicia Keys con il suo ultimo singolo No One mi ha fatto rimanere secca.

Nel video lei emetteva una sorta di suono vocalico perfora-timpani e io riuscivo a vederle tutte e quindici le corde vocali e a saggiare il contenuto del suo stomaco.

Tutto molto bello, per carità, eh.
Di quella bellezza che quasi quasi dopo un po’ ti dà fastidio.

Essì che qualche volta mi struggo al pensiero che uno dei doni che avrei tanto voluto che mi facesse il buon Dio è sicuramente quello del canto.

Non sapere cantare così, semplicemente.
Ma avere una voce della madonna, gorgheggiare come un pozzo senza fondo, ostentatare sicumera vocale chessò, a cazzo, quando proprio non se ne sente il bisogno, proprio quando gli altri vorrebbero solo che la canzone finisse.

Essere una Grande Sperperatrice di Voce.
Entrare a far parte di quella categoria di cantanti donne che hanno fatto dello spreco di fiato kithsch la loro unica ragione di vita.

Quelle che devono assolutamente dimostrare la loro abilità ad ogni strofa, parola, vocale.

Quelle che ti infilano l’acuto, il gorgheggio, il virtuosismo in ogni fottuto angolo della canzone, a loro insensata discrezione.

Quelle che non stanno zitte mai - l’horror vacui di lasciare per un nanosecondo il pezzo solo strumentale che si impossessa avidamente di loro.

Quelle che se ti danno tre parole sono chiaramente “souououououle, cuouououore, amououououore”.

...

Ed è sempre l’annosa questione tra virtuosismo e spontaneità, se sia meglio un cantante che eccelle nella tecnica oppure uno che punta tutto sull’interpretazione.

Roba che si potrebbe aprire una tavola rotonda sull’argomento ad Amici di Maria De Filippi.

Ma se per tenori e soprani hanno creato i teatri d'opera apposta per internarli e tenerli così sotto controllo, le Grandi Sperperatrici di Voce scorrazzano liberamente nel rutilante mondo del pop, ebbre del loro grande talento, foriere di ballatone strappalacrime da cinque minuti e passa.

Giorgia, Laura Pausini, Beyoncé, Celine Dion, Alexia, Barbra Streisand - tanto per dirne qualcuna: a volte le ascolti e ti chiedi che razza di abominevole crudeltà le spinga a violentarti così le orecchie con la loro bravura.

Loro e i cori Gospel: chiudetemi in una chiesa insieme a un coro gospel che performa canzoni di Natale e avrete avverato il mio peggior incubo.

...

E così le Grandi Sperperatrici di voce ci stregano con i loro gargarismi, ma per fortuna sento che dietro l’angolo per tutte loro c’è la legge del contrappasso.

Finiranno tutte come Whitney Houston.

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categoria dello spirito:musik
venerdì, 14 settembre 2007

1. Torn
2. Torn
3. Torn
4. Torn
5. Torn
6. Torn
7. Torn
8. Torn
9. Torn
10. Torn
11. Torn
12. Torn Remix

Un'ipotetica tracklist che mi ossessiona.
In un altro modo, non me la saprei proprio immaginare.

...

..

.

Sì, oggi ho visto in giro l'appena uscito  Greatest Hits di Natalie Imbruglia.

E dopo ciò, sono confusa: penso davvero di non aver mai afferrato nella mia vita il concetto di "greatest hits".

Spiegatemelo voi.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:43 | Permalink | commenti (51)
categoria dello spirito:musik
lunedì, 10 settembre 2007

Faticare come una schiava facendo pulizie domestiche a me piace.
No, non ho proprio lo spirito di una casalinga disperata, però a volte lo trovo un ottimo modo per non pensare.
Solo forza bruta - a testa bassa, strofinare e sudare.
La psicoterapia migliore nei periodi di crisi.

E ricordo a tutti che questo blog si chiama appunto CausaCrisi e se volete da mezzanotte potete NON votarlo qui.
(nel senso che vince chi si becca meno voti - meccanismo che ho capito solo dopo qualche ora).

Comunque non riuscirei a darmi alla pazza gioia domestica senza un’adeguata colonna sonora.
Il ritmo è essenziale quando ci si trova di fronte a una pila di piattoni bisunti da lavare, a dei vetri pieni di ditate o a
un pavimento tempestato di pezzetti di sottiletta.

Non capisco come sia possibile, ma ho sempre la cucina invasa dalle cagatelle di sottiletta.

E’ per questo che secondo me si potrebbero fare gli affari pubblicando compilation specifiche per le pulizie.
Non so dire con precisione che cosa debba possedere una canzone per diventare una Canzone Da Ramazza.

Di certo deve essere qualcosa di estremamente energico e coreografico, una melodia che ti costringa a compiere grandi movimenti alari, saltare da un mobile all’altro, fare un passo doble con un Mocio Vileda, agitare uno strofinaccio come uno sbandieratore folle, spruzzare gaiamente Vetril come se fosse Chanel n°5.

Per esempio, a me piace iniziare la mia sessione di pulizia con  My Way di Frank Sinatra.
Con My Way, io non scopo, io vado in orbita.

Poi a seguire, roba tipo:
Dancing with myself – Billy Idol
Suffragette City – David Bowie
The winner takes it all – Abba
Sugar Baby Love – The Rubettes
Salomé – Chayanne
Creamy – Cristina D’Avena.

Provate a fare Paripampù col piumino e poi ditemi se non ho ragione.

Quindi, non so, secondo me la Compilation da Pulizie è una cosa che può avere il suo mercato – quantomeno sottoforma di audiocassette negli autogrill.
Pensateci sopra.

Comunque, per mettere le cose in chiaro:

Cose che odio di quando pulisco:
1. Peli di pisello di mio fratello che affiorano dallo scarico della vasca da bagno.
2. Fare la polvere sulla mensola piena di soprammobili di esserini inutili.
3. Raccogliere dal tappeto del salotto tutti gli stuzzicadenti mangiucchiati che getta lì mio padre.

Cose che amo di quando pulisco:
1. Sbattere la tovaglia dal balcone consapevole che le briciole cadranno in testa alla tizia del piano terra.
2. Lavare la grossa padella della carne ai ferri
con tanta tanta tanta schiuma.
3.
Tenere in mano l’aspirapolvere grosso e urlare ad un ipotetico nemico immaginario: “Ti aspirerò, sei spacciato! Muahahahahah!”

Cose che mi riprometto di fare in futuro:
1. Comprare Autan Antitarme Alimentare, attaccare una striscia adesiva nel mobile della cucina, aspettare pazientemente come la signora dello spot e poi aprire e godere.

Ma il momento topico, la vera catarsi è quando in bagno abbasso gli occhi a terra e medito sul lurido tappetino sotto il lavandino.

Corto e pieno di merda.
Come la vita.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:24 | Permalink | commenti (66)
categoria dello spirito:musik, merceologia daccatto
lunedì, 30 luglio 2007

Tutti siamo emotivi, tutti abbiamo un cuore che batte, tutti se ci ferite sanguiniamo.
Ma gli emo-boy di più.

Se a un emo-boy si rompe un unghia.
Se finisce lo smalto nero quando gli manca da dipingere solo il mignolo sinistro.
Se un laccio emostatico si spezza.

Sono dolori che noialtri stronzi insensibili non possiamo capire.

...

Gli emo-boy cantano che la vita è uno schifo, che l’amore fa soffrire, che si sentono soli e incompresi.
Benvenuti nel club.

Sono un po’ come i Lord Byron o i Percy Bysshe Shelley dei giorni nostri:
loro non soffrono, loro si struggono.
Loro non desiderano, loro anelano.
La loro non è anima, il loro è spirito immortale.
Loro, spero finiranno tutti affogati al largo di Porto Venere.

Perché alla fine, cambiano le mode, cambiano i secoli,
ma le seghe mentali sono sempre quelle.
Sarà difficile però trovare tra la moltitudine di canzoni emo qualcosa di dignitoso al pari di un'
Ode al vento dell'Ovest.

Oppure no.
Inizio a nutrire il sospetto che tutto il Romanticismo non sia altro che un lunghissimo teaser di preparazione marketing per l'avvento degli emo-boy.

...

Questo, quello che mi è chiaro.
Per il resto, brancolo abbastanza, ma il naufragr m'è dolce in questo mare.
Da quel che penso di aver capito:

Essere emo è innanzitutto avere un buon taglio di capelli.
Una bella frangetta sfilata che ti copre gli occhi mascarati, che ti rende misterioso, romantico, imperscrutabile.

Vecchio trucchetto da rimorchio che, tra l'altro, funzionava fin dai tempi degli anime giapponesi: cosa sarebbero stati Capitan Harlock, Lowell o André senza il ciuffone che copre l'occhio da triglia?

Essere emo è soprattutto illudere tutti con un’aggressiva schitarrata introduttiva.
E poi far cadere completamente i coglioni agli ascoltatori con un versetto di miagoloso struggimento.

Essere emo è che, se tutto va male, almeno hai un futuro assicurato come visagista delle dive.

...

L’essere emo per eccellenza in questo periodo è Bill Kaulitz dei Tokio Hotel.
Ambiguamente androgino, ha capito che per avere il maggior bacino di fan possibile devi essere considerato materassabile da entrambi i sessi.

Ragazzi e ragazze – tutti che sbavano per Bill.
Per quanto mi riguarda, mi è rimasta impressa solo una cosa: secondo me fare una canzone sui monsoni porta sfiga.
Al prossimo disastro metereologico su qualche isola dell’Oceano Indiano, sono sicura che Studio Aperto la userà come colonna sonora del relativo servizio.

E il cerchio si chiuderà definitivamente.

Dietro a Bill si muove una fauna interessante.
I suoi tre compagni di band.
Uno è il fratello gemello – stessi lineamenti delicati, stessa aria dannata.
Fama di gran porco -  si vocifera sui siti della gente che sa.

E poi i due chiattoni restanti che si portano addosso la più classica delle facce da crucchi.

Mi immagino dopo un concerto, i due gemelli che si chiudono in camerino con le groupies a fare sesso sadomaso e i due barilotti di birra che invece smontano il palco, fanno le pulizie, lucidano gli stivali, vanno a comprare nuovi flaconi di lacca.

Insomma, più pratici e utili dei bidoni aspiratutto.

...

Comunque, se si vuole avere un riassunto finale chiaro e lucido sul fenomeno emo, Yahoo Answers è come sempre il modo migliore:

Emo (emotional) è uno stile quasi simile (simile eh) allo stile punk.
Se cerchi anche immagini su google con la parola chiave emo usciranno anche immagini dove dei ragazzi (maschi) si baciano.
Può darsi che siano gay, però non è ben chiaro il motivo per cui si bacino anche se non sono gay.. Non so se mi sono spiegata..
I sentimenti e quindi le EMOzioni che provano gli fanno sentire minori agli altri ecc.. 
in quella ricerca d'immagini che farai usciranno anche immagini dove si tagliano le vene.. 

...

Wow. Non brancolo più.
Mi sono proprio persa.
Investita dal monsone.

Quindi se qualcuno sa qualcosa in più, parli.
Io intanto mi metto in un angolino a rimpiangere i gabber.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:55 | Permalink | commenti (56)
categoria dello spirito:musik, voglio la sua testa
martedì, 24 luglio 2007

E ogni estate che passa ormai si parla solo dei tormentoni che non sono più quelli di una volta, signora mia.

Dammi la Macarena, dammi un bel Mambo n°5, dammi un bel Vamos alla Playa, dammi Tre parole sole, cuore, amore, dammi, dammi, dammi: Chihuahua - pure qusta fetecchia hanno il coraggio di rimpiangere.

La situazione è che adesso tormentoni in senso stretto non ce ne sono, ma più che altro esistono canzoni di per sé discrete/carine/sopportabili che però ripetute in radio mille e mille volte diventano vomitose.

E così ringrazio tutte le care emittenti radiofoniche nazionali e molto originali che mi hanno fatto odiare canzoni innocue come quelle di Mika, Irene Grandi o i Negramaro o anche Dolores O'Riordan- mai avrei pensato nella mia vita di giungere ad odiare Dolores O'Riordan.

E ora, forza, trasmettetemi pure quelle millenovecentosessantasette buone volte al giorno la nuova dei Garbage - distruggetemi pure questa.

...

Ma nel tunnel forse si inizia ad intravedere il brillio di una candida dentierona in ceramica da cesso che ci salverà da questa penuria di tormentoni.

Andate qui.
Cliccate sul primo filmato.
Fate blaterare questo babbeo chiamato Brian della premiata ditta di ballerini Brian&Garrison per circa venti secondi.
E quando sentirete esplodere un tonitruante:

Ma la musica era troppo forte - pow, pow POW!

Beh, potete inziare a pisciarvi addosso dalle risate e ringraziare il vostro dio per aver mandato qui in terra il suo profeta.
E il ballo della proboscide.

Che detta così pare una cazzata di portata superiore al ballo del qua qua, ma badate bene che secondo Brian, tutto ciò nasconde al suo interno un pensiero filosofico corrosivo e utopistico:

Non si tratta solo di una danza, ma di un vero modo di comunicare.
Questo ballo propone la condivisione di un nuovo linguaggio, pensato per chi ama la discoteca. Si può dialogare con il partner, con gli amici o con chi si vuole semplicemente anche quando si balla.

In altre parole: il nuovo linguaggio dei sordomuti - Brian come Helen Keller sul cubo.
E come tutti gli innovatori del pensiero occidentale, egli ha aperto appunto il blog di cui sopra, per far opera di indottrinamento.

Perché, invero, il ballo si compone di svariati gesti:  quelli base definiscono lo status del ballerino (single, fidanzato, sposato) e poi ci sono tutti quelli che tentano un stabilire un