mercoledì, 04 giugno 2008


Un'idea geniale nasce dall'unione di tante piccole cagate.

La tentazione ancestrale di fare fotocopie e/o scansioni di parti del proprio corpo. Chiappe e non solo.

La curiosità bastarda di sapere cosa c'è dentro le tasche di tutti quelli che ti circondano.

La voglia di protagonismo che acceca disperatamente ognuno di noi.

...

Trovo che questo sito sia un ottimo riassunto di tutto ciò.
Ed è davvero fantastico.

Anche se mi pare che i contenuti delle tasche siano poco spontanei.
Troppi oggetti fighetti che concorrrono a creare una composizione interessante.

No, per dire, se dovessi partecipare io al "Face your pockets Project", la mia faccia sarebbe sommersa di pezzettoni di Scottex usati e monetine da un centesimo che qualunque negoziante mi sta rifilando per resto da qualche tempo a questa parte, perché probabilmente si sono messi tutti d'accordo per farmi impazzire, merda.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 14:17 | Permalink | commenti (17)
categoria dello spirito:mondo web, provato per voi
domenica, 25 maggio 2008

Lucenti riflessi tra i miei capelli appena lavati, ieri mattina.

Era forfora.

...

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(lo shampoo con la polvere di diamanti dentro: un aggiornamento)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 14:43 | Permalink | commenti (26)
categoria dello spirito:provato per voi
venerdì, 23 maggio 2008


Penso che mettere in commercio uno shampoo con polvere di diamante sia uno schiaffo alla povertà.

Unito al fatto che, in questo modo, magari si fa il gioco dei contrabbandieri di diamanti in Sudafrica e si finanziano le guerre civili.

E poi, se ormai si sprecano i diamanti per triturarli nei flaconi di shampoo, a lungo andare, cosa resterà ai fidanzati?

Si regaleranno Trilogy di polistirolo?


Insomma, una trovata moralmente riprovevole.
Per donare scintillante lucentezza a quei quattro peli che hai in testa, poi.
Bah.

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Ma allora non riesco proprio a capire perché sento fortissimamente che se non mi compro al più presto questo shampoo e mi cospargo il capo di diamante e fingo di vedere allo specchio un chiarore accecante sprizzarmi dalle doppie punte, io muoio.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 13:33 | Permalink | commenti (28)
categoria dello spirito:provato per voi
lunedì, 21 aprile 2008

Perché, se tiro fuori dalla borsa una confezione maxi da 100 Tic Tac, tutti ridacchiano allusivi chiedendomi se per caso soffro di alitosi perforante, mentre se qualcun altro fa comparire sulla sua scrivania un barattolone Daygum da 75 confetti tutti dicono con rispetto "Uau, figo, dammene una" ?

Ecco, mi piacerebbe tanto saperlo, ecchecazzo.

...

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sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:56 | Permalink | commenti (26)
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mercoledì, 27 febbraio 2008

Non ho mai bevuto un caffé più schifoso di quello in Croazia la scorsa estate.

Roba che, rivarcato il confine italiano, come prima cosa, mi sono fiondata nel bar della stazione di Trieste a sorseggiare alcune tazzine.

E sono stata svariate ore a far scocchiare la lingua contro il palato con aria trasognata per mantenere l'aroma in bocca.

...

Questo lo stato dei fatti, finché al lavoro non hanno cambiato ditta fornitrice del distributore del caffé.

Ora usano gli scarti di un'industria petrolchimica - così, ad occhio e croce.
E nella mia Caffé-Parade si è fatta subito largo verso il basso una ghiotta new-entry.

Purtroppo, più disprezzo tale bevanda intorcina-budella, più non riesco a venirne fuori.
Penso che accada lo stesso a George Clooney e il suo Nespresso.

Oggi però mi è accaduta una cosa surreale.
Stavo aspettando che il distributore finisse di fare il caffé e, sopprapensiero, ho alzato lo sportello a operazione ancora in atto.

All'improvviso, il grottesco che non ti immagini: il bicchiere, nudo e crudo come mamma l'ha fatto, era pieno di zucchero e il caffé doveva ancora scendere.

Cioé, una cosa che a dirla così pare davvero logica e io una cogliona, ma a vederla fa impressione.
Credetemi.

Un po' come sorprendere i tuoi genitori che fanno sesso in camera da letto mentre entri per prendere un fazzolettone a quadretti o spiare Babbo Natale che mette i regali sotto l'albero.

La rozza invasione nella privacy di un distributore, un tabù infranto, un coitus interrumptus a base di caffeina.

Inutile dire che h richiuso subito la finestrella, spaventata.

...

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Comunque, il fatto di non aver avvistato nessun topo morto o avanzi di esso nel bicchiere insieme allo zucchero mi ha rincuorato sul fatto che posso continuare ad ammazzarmi lo stomaco con quel caffé.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:12 | Permalink | commenti (30)
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giovedì, 07 febbraio 2008

Francamente questa è la stagione più deprimente per la frutta.
Non c'è nulla da mangiare in giro a parte mele e mandarini.

E se per le mele possiedo un occhio non indifferente, con i mandarini ho più di un problema.

Ed è qui che vi voglio.
Metodi furbi per individuare mandarini sani.
Buoni, gustosi, succosi.

Che quando li metti in bocca non ti sembra di stare addentando una felpa sudata dopo l'ora di ginnastica.

Perché il problema è che tra i mandarini veri si nascondono delle letali imitazioni infide e bastarde.

Che, come quelli veri, ti guardano colorati e paciosi e hanno la vitamina C che strizza l'occhio civettuola.

Poi però ti saltano in bocca ed è subito muffa.

Oh, mi piace piangere sul piatto contemplando la visione di un pessimo mandarino da me appena sputato.
Un arancio pallido struggente.

...

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Quindi questo e poi tutta un'altra serie di altri problemi:

1. Pelare-Mandarino: che palle, eh?

2. Cagatelle bianche-Mandarino: ma provocano stitichezza?

3. After Mandarino: cosa fare per l'odore che lascia sulle mani?

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:29 | Permalink | commenti (21)
categoria dello spirito:provato per voi, tu chiamale se vuoi ossessioni
domenica, 06 gennaio 2008

Mia madre ha comprato per tutta la famiglia il TomTom.

Era in offerta all'Expert, una ghiotta occasione per traghettare la nostra famiglia nel mondo della navigazione satellitare più avanzata.

Il TomTom sa contare fino a novantanove metri.
Dopo impazzisce.

- Fra cen metri, svoltare a sinistra.

Cen metri?
Cen metri.
Cen.

...

Da quando l'ha sentito, mia madre non si dà pace: pensa che abbiano messo in offerta il TomTom che lei ha comprato perché danneggiato.

Beh, se sul cartellino del prezzo c'era scritto "Cencinquanta euro", un po' se lo sarebbe dovuto aspettare.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 18:13 | Permalink | commenti (29)
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domenica, 02 dicembre 2007

Beautiful Agony è dedicato alla bellezza dell'orgasmo umano.
Questa potrebbe essere la cosa più erotica che abbiate mai visto, anche se l'unica nudità che contiene è quella dal collo in su.
E' questa la situazione in cui la gente è davvero nuda.

...

Così si presenta il sito segnalatomi da Juri, fatto dai filmati mandati dalla gente nei loro momenti di petite morte - come direbbero molto suggestivamente i francesi.

E in questa follia c'è del metodo
- verrebbe da pensare.
E probabilmente c'è pure della poesia - come suggerirebbe l'approccio serio e filologico con cui è organizzato il sito.

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Peccato che io mi sia fermata alla fase "individuare chi finge tra i volti in agonia in home page".

Ah, e la quinta a destra per me sta usando una melanzana.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 19:14 | Permalink | commenti (42)
categoria dello spirito:provato per voi
mercoledì, 21 novembre 2007

Oltre alle castagne, esiste un altro penoso incoveniente di stagione.

Il vassoio in silverplate annerito sul tavolo del soggiorno.
Vai a dormire che è vuoto, ti alzi che è pieno.

Di specialità Ferrero.

Perché?
Perché è così - e basta.

Perché a volte piove pioggia gelata, altre volte merda, altre volte ancora praline di cioccolato.
Ed non è sempre facile percepire la differenza.

Mia madre ne fa incetta in modo compulsivo.
Mia madre ha paura di passare l'autunno/inverno senza.
Mia madre è uno scoiattolo.

Chiudi credenze vuote la sera, le riapri al mattino piene di quelle fottute scatolette in plastica da 24 pezzi.

Per gli ospiti - dice.
Ma chi cazzo vuoi che venga da noi - e dillo che sei una tossica di specialità Ferrero.

...

Strani fenomeni accadono quando casa mia si riempie di queste simpatici prodotti dolciari.
I cioccolatini nuovi si mescolano con i vetusti sul fondo del vassoio.

Stratificazioni di ere geologiche di cioccolato
si mescolano - e fortunello chi si becca quello vecchio di tre anni.

...

Il mondo delle specialità Ferrero mi abbaglia con le sue forme variegate - quella piramidale istilla in me un terrore senza nome - e con i suoi colori metallizzati da pacchetti regalo.
E mi respinge, inevitabilmente.

Non che non mi piaccia sfondarmi di cioccolato - la mia dose giornaliere di Lindt non me la toglie nessuno.

Ma alle specialità Ferrero dico basta, o quantomeno "pietà!".
Ecco le mie pagelle personali:

Ferrero Rocher: sarò sfigata io, ma ci trovo dentro sempre nocciole muffe.
Mi chiedo se succedeva lo stesso alla squinzia in giallo che si faceva Ambrogio. 5 e mezzo.

Mon Chéri: immagine inquinata totalmente dopo l'agghiacciante performance di Serena Autieri che ulula Splendido Splendente con le sue corde vocali di amianto.
6 meno meno.

Pocket Coffee: il mio preferito. Niente da ridire sul Pocket Coffee.
C'è più caffé in un Pocket Coffee che nel liquido che scende giù dalla macchinetta del caffé al lavoro. 6 e mezzo.

Raffaello: moscio. Ricoprire una palla di roba friabile con scaglie di cocco e darle un nome da parrucchiere non è stata proprio l'idea del secolo, eh. 2

Opera: addocchiato al supermercato in un sofisticato packaging. Così di primo acchito non ho abbastanza elementi per stroncarlo. Peccato.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:30 | Permalink | commenti (58)
categoria dello spirito:parentado, provato per voi
domenica, 07 ottobre 2007

Nel Mediaworld in cui vado abitualmente ci sono quattro cose che mi hanno sempre impressionato:

1.
La certezza matematica che qualunque cosa tu chieda a qualcuno del personale, loro non la sapranno mai al primo colpo e scapperanno tra i meandri delle corsie giurandoti di andarsi a informare.

Senza più tornare, ovviamente.

2.
Un ragazzino bracalone dalle movenze goffe che ascolta con le cuffione il cd di Christina Aguilera e sua madre che lo strattona urlando:
"Non ascoltare quella robaccia!".

(ragazzino e madre non sono mai necessariamente gli stessi)


3.
Le cassiere ti danno un sacchetto solo se le supplichi in ginocchio e allunghi una mancia.
E anche in quel caso sarà un sacchetto molto piccolocon cui non ti ci puoi manco soffocare - per dire quanto può essere utile.

4.
Il fatto che esista un espositore di dvd
venduti in confezione insieme a dei rasoi da barba.

E' una scena tristissima: vedi proprio queste lame raffazzonate con del cellophane scadente attorno alla custodia - roba che l'insieme, visto da lontano, sembra un panino che ti danno alla Fiera della salamella.

I film sono tutti d'azione di serie B, con protagonisti uomini-testosterone del calibro di Steven Segal e Dolph Lundgren, i cui titoli contengono parole chiave come "critico", "mortale", "Uzi 9 mm".

Roba di nicchia - in altre parole.

...

Ho controllato la pagina delle offerte sul sito Mediaworld ma
è rimasta muta di fonte a questa iniziativa.

Quindi, molto probabilmente, ho visto in anteprima prototipi di una nuova sperimentazione di co-marketing, un'astuta manovra che in inglese tecnico immagino si chiami "
Abbinare-cose-a-cazzo".

Prossimamente, chessò:
Zampironi negli aspirapolvere, catene di bicicletta nei navigatori satellitari, libri di
Alessandro Meluzzi nelle friggitrici.

...

Ma per ora, soltanto: rasoi da barba nei dvd.
E spero di non essere stata l'unica a notarli.

Se c'è un messaggio in tutto questo, non mi è chiaro.

O forse,
se il diretto concorrente UniEuro ha il suo slogan portante in "Gianni, l'ottimismo è il profumo della vita", da Mediaworld puntano su una cosa più di impatto come farla finita e tagliarsi direttamente le vene.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:47 | Permalink | commenti (44)
categoria dello spirito:provato per voi, merceologia daccatto
lunedì, 01 ottobre 2007

E dopo il raffreddore, e dopo il mal d’orecchi, ci mancava solo la tosse secca.
Con un terribile abbassamento di voce.

Può un'abbuffata di sushi, attraverso qualche processo a me sconosciuto, aver provocato tutto ciò?

No, perché non riesco a trovare altre spiegazioni plausibili: non sono andata allo stadio, non mi sono messa ad arringare la folla come Beppe Grillo, né arrotondo nel week-end facendo la telefonista erotica ad oltranza.

...

Ovviamente ci si accorge dell'importanza delle cose quando esse vengono a mancare.
E in questi casi, anche semplici operazioni come una ricarica automatica del telefonino in edicola, diventano delle simpatiche occasioni di dileggio.

- Una ricarica da 30, grazie.

- Sì, dimmi pure il tuo numero.

- Tre, quattro, ooooottooooo..

Immaginate un vecchio asmatico, immaginate un tabagista incallito che esala il suo ultimo respiro, immaginate Romina Power che canta sotto la doccia.

E poi immaginate che mi sono fatta dare carta e penna per fare prima.

...

Il mio nuovo soprannome al lavoro è ovviamente Amanda Lear.
Tutti mi rivolgono la parola il meno possibile - immagino perché terrorizzati che il mio gracidìo cingoloso di risposta possa fare loro sanguinare le orecchie.

Ogni volta che apro la bocca non so mai quello che riuscirò ad emettere: potrebbe essere un fischio, potrebbe essere uno scatarro, potrebbe essere un ultrasuono.

O peggio ancora, potrebbe essere Valeria Golino.

...

Siccome il classico latte caldo con miele mi tedia  profondamente, per la tosse prendo una fantastica medicina chiamata Bisolvon al gusto di pietra pomice.

L'aspetto che mi esalta di più è che sul bugiardino sta scritto:

è indicato nel trattamento delle turbe della secrezione nelle affezioni respiratorie acute e croniche

Turbe della secrezione.
E a volte il feticismo per i termini schifosi è più forte di qualsiasi malanno.

Una mia amica per tirarmi su mi ha detto che anche a lei una volta è successo e la voce le è tornata dopo soli due mesi. 

E immaginate che dicono i miei nemici.

Sto pensando seriamente di andarmi a rispolverare l'alfabeto muto direttamente dal mio Manuale delle Giovani Marmotte.

Che poi, per la "zeta" bisogna incrociare le labbra, ma per la "j" che non ho mai capito?

...

..

.

Comunque ora finalmente so come si sentiva Ariel, la sirenetta che aveva venduto la sua voce ad Ursula – in una delle scene più epiche e suggestive di tutta la filmografia disneyana.

Che poi, pensandoci, se nel sushi che ho mangiato ci fosse stata accidentalmente dentro una sirena comprata al mercato di Copenhagen e tagliata a tranci, allora forse il cerchio quadrerebbe e il mistero della mia voce scomparsa sarebbe risolto.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:35 | Permalink | commenti (43)
categoria dello spirito:me myself and i, provato per voi
domenica, 23 settembre 2007

E’ notizia recente la conferenza stampa indetta dal fondatore dell’Esselunga Bernardo Caprotti, uno spassoso show, in cui il vegliardo che ha sparato a zero su tutte le altre catene di supermercati.

Di notevole spessore intellettuale l’affermazione riguardo il colosso americano Wal-Mart:

- È l' antitesi di Esselunga. È un discount del Mid-West: io non ho niente contro i negri, ma sono una fascia molto bassa, noi facciamo qualità.

E non è finita: pare avercela a morte pure con le Coop contro le quali ha scritto il libro dal geniale titolo Falce & Carrello.

Insomma, lotta tra destra e sinistra anche tra le corsie dei supermercati.

Io di queste dispute tra gradi catene mi interesso poco, essendo attirata da imperfetti discount più convenienti e senza pretese di fare qualità.

Lasciando da parte la mitica Lidl, anche l’Eurospin ha il suo fascino.

Quest’estate era uscita la notizia di un’anziana beccata in flagrante a rubare proprio là una tavoletta di cioccolato.

Ci sono rimasta secca: rubare all’Eurospin mi sembra più truce che rubare le caramelle di mano ad un bambino - non c’è nemmeno gusto da tanto la roba costa poco.

Comunque io amo i discount soprattutto per tre tipologie di prodotto:

Bevande: succhi di frutta dai miscugli inediti, deliziosi thè freddi della Pfanner, aranciate con così tanto gas dentro che quando le apri ti scoppiano in faccia.

Insaccati sottovuoto: belle fettine unte, così appetitose che vorresti mettertele in faccia tipo maschera di bellezza o salvietta rinfrescante.

Linea di igiene intima e cura della persona: prodotti dalla fattura così tozza che non capisci quando finiscono i liquidi sturacessi e iniziano i docciaschiuma.

In ogni caso, in famiglia ci si guarda bene dal rivelare a mia zia pazza che spesso e volentieri ci serviamo dei discount.
Lei non lo sopporterebbe.

Lei è una supporter sfegatata dell’Esselunga che ormai è la sua seconda casa.
Una Caprotti-Girls, in pratica.

Lei è sempre al banco informazioni a fare richieste assurde come più fragoline nel gelato all’amarena, a prendere cianfrusaglie con i punti, a leccare il culo al direttore, a sollecitare più pulizia nell’angolo del pesce.

Zelante e metodica, il compito del quale si è autoinvestita è quello di salvaguardare la qualità Esselunga con mille controlli.

Quando entra lei si sente in sottofondo il tema musicale della strega dell’Ovest de Il Mago di Oz.
E le cassiere tremano.

Il bello di mia zia è che non le basta idolatrare l’Esselunga.
No, lei deve spargere merda su tutti gli altri supermercati.

L’altro giorno nella sua cassetta delle lettere ha trovato tre volantini del Carrefour e quattro della Coop.

E si è scatenata l’Apocalisse.
Improvvisa telefonata al numero verde del Carrefour.

- Senta, dovete smetterla di riempirmi la buca delle lettere di vostri volantini. Tanto non ci vengo da voi. Così togliete spazio per quelli della mia Esselunga.

Saggia persona quella che le ha risposto senza addentrarsi in dispute senza via d’uscita:

- Vabene, signora. Click.

Con la povera ragazza della Coop, invece, dopo il solito cazziatone, ha fatto di peggio.

- Senta, lei chi è? Mi dia nome e cognome!

- Scusi, ma non ne vedo il motivo.

- Sì, perché la prossima volta che mi ritrovo ancora un volantino della vostra Coop che toglie spazio e quelli della mia Esselunga, io farò il suo nome come diretta responsabile!

Una furia.
La lotta tra le corsie dei supermercati sembra proprio iniziata.

...

L’egregio signor Caprotti ne sia consapevole: qualora volesse muovere l’attacco contro tutte queste cooperative rosse, c’è una donna che muore dalla voglia di immolarsi in battaglia per lui.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 19:38 | Permalink | commenti (36)
categoria dello spirito:parentado, voglio la sua testa, provato per voi
venerdì, 21 settembre 2007

Mi si è rotta la chiavetta USB.
Fottuta completamente.


Ci sono rimasta male, l'avevo rinominata BARBARA come me.
Avverto la cosa come un presagio negativo.

Non capisco davvero come posso averla distrutta, la tratto sempre con delicatezza e comprensione, la stacco e la riattacco impunemente da Mac a PC senza eseguire le normali operazioni di esplusione, le porcono dietro quando va lenta, la appesantisco con album interi di new wave anni 80 che scarico così, senza un motivo.

Insomma, mi sembra di essere sempre stata una padroncina per bene.

Ha esalato il suo ultimo respiro quando ho cercata a forza di farla entrare diagonal
mente in una porta di rete visibilmente più piccola.

Chi ha assistito alla scena al lavoro ha usato parole come "martello" e "indemoniata". 
I soliti esagerati.

...

Comunque, quando rompo qualcosa, il mio primo istinto è smontarlo.
Non mi perdo d'animo, insomma.

Tutto può essere salvato, se lo si vuole.
La cosa che mi dava più soddisfazione riportare in vita erano le ormai obsolete videocassette.

Qualche giro di cacciavite ed entravo subito in un mondo preciso ed ordinato di molle e nastro magnetico.

Poi riavvolgevo manualmente tutto il nastro che si era stropicciato chissà come e richiudevo.

Mi ci volevano minimo due giorni
, ma alla fine guardare la puntata di Dawson's Creek che mi ero registrata proprio là sopra aveva un gusto del tutto nuovo e più genuino.

...

La chiavetta invece l'ho aperta ma non mi ha dato soddisfazione.
Un'autopsia incolore, questi nuovi aggeggi digitali non hanno anima.

Ora l'ho richiusa.
Ed è lì che aspetta insieme ad altre cose che ho rotto recentemente:

- Braccialetto

- Telecomando (non tutti i tasti però)

- Ombrello portatile

- Ombrello portatile (di mia madre)

- Altro braccialetto

- Moka da 9 persone

- Ulteriore braccialetto (molto brutto)

...

Sì, è da un po' di tempo che non reputo opportuno che mi si regalino inutilmente altri braccialetti.


In ogni caso, queste sono tutte cose che, dopo essere state rianimate invano in tutti i modi, aspettano di essere sepolte in modo dignitoso a memoria dei posteri.

Pensavo fosse un'idea raminga
, invece è ovvio che su questo ricettacolo di nevrosi che è Internet qualcuno ci abbia già pensato.

E-Cimitero.
Un posticino divertente dopotutto, a dispetto del nome.

...

Dai, facciamo su una bella fossa comune che così risparmiamo pure sulle corone di fiori.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:33 | Permalink | commenti (53)
categoria dello spirito:provato per voi
lunedì, 17 settembre 2007

E’ un po’ di tempo che sono ossessionata da un pub/rosticceria di cui mi hanno parlato un gran male.

Si chiama Galloway e fa parte di una catena: un posto che al confronto il MacDonald è una sala operatoria asettica, in cui se glielo chiedi ti friggono pure posate e bicchieri e dove il fritto misto ti stronca all’istante con tre giorni di vomito e diarrea.

Ciliegina sulla torta, nessuno si ricorda mai il suo vero nome, ma nel paese in cui è appena stato aperto tutti sono convinti si chiami Pollogay.

Verso Ferragosto, siccome ero nei paraggi, ho voluto farci un salto, peccato che fosse chiuso per ferie.
In ogni caso, la visita mi ha regalato lo stesso una gustosa anteprima.

In vetrina erano splendidamente visibili le ditate di unto sui tavoli di legno.
E i bidoni di olio rancido sul retro emettevano squittii sinistri.

Ho deciso che prossimamente sarebbe un crimine non spararmi 400 e passa chilometri per andare a farmi friggere le mutande da Pollogay e provare sulla mia pelle il pericolo salmonella.
Ma devo fare in fretta, prima che l’Ufficio Igiene lo chiuda.

Comunque questo è solo l’inizio.
Parliamo seriamente: c’è bisogno di una bella guida gastronomica.
Luoghi di ristoro in Italia dove poter mangiare davvero male, essere serviti davvero in modo pessimo, rischiare la salute.

Un progetto che chiamerei Al Gambero Marcio.

Perché è facile dire “Ossì, qui ho mangiato proprio bene”.
Ma sarebbe molto più utile sapere dove si è mangiato molto male.
Per evitare quel posto o magari per consigliarlo al tuo peggior nemico.

Le categorie possono essere molteplici.
Così, a ruota libera:

Ristoranti con Salviettine Nauseabonde.
E’ bello quando ordini il pesce e ti mettono sul piattino una salviettina profumata e tu pensi che sia proprio una finezza e ti senti tanto gratificato nell’intimo.

Un po’ meno bello è  quando la usi e noti che, per qualche strana alchimia di cui è impregnata, ti concia le mani ancora più puzzolenti di prima.

...

Ristoranti cone Camerieri Finto-Amiconi.
Quelli che prima fanno tanto i simpaticoni e ti dicono di fidarsi, che ci pensano loro, che sei un cliente speciale e ti vogliono portare la specialità della casa.

E arrivano con un vassoio – chessò - di gamberoni alla busara che già a vederli nel loro sughetto rosso ti senti tutta schizzata, ti legano attorno al collo un bavaglio di carta che manco dal dentista e ti abbandonano al tuo destino.

In un nanosecondo, intanto, tu hai già macerato il tuo tovagliolone, smerdato metà delle cose sotto-sopra-di-fianco-indosso-a-te e cercato in borsa un pacchetto di fazzoletti che comunque sai che dureranno solo il tempo di un gambero.
E ne hai altri diciasette nel piatto.

Tutto sotto gli occhi dei camerieri che sulla soglia della sala continuano a darsi di gomito e reprimere le risate.

...

Autogrill con Piastre Approssimative.
Quando ti ritrovi la cotoletta in mezzo all’Apollo mezza ghiacciata.
Qui si fa prima a dire dove non accade.

...

Mense con Cuochi Parmigiano-Di-Default

- Vuoi il parmigiano sulla pasta?

- No, grazie.

- Sciaff.

E giù di parmigiano.
Il brutto è che con loro la psicologia inversa non funziona.

...

Bar con Grandi Alani in giro.
Per esempio, segnalo che ad Udine ce n’è uno, con una specie di cavallo nero che va ad annusare insistentemente in mezzo alle gambe della gente.

...

Tavole calde con Grissini Torinesi muffi.
Oh, mettetemi pure la merda nel piatto, ma i grissini muffi no.
Quelli non li tollero.



..

.

Mi sembra che di cose da dire ce ne siano.
Quindi mettiamoci al lavoro e stiliamo questa guida.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:31 | Permalink | commenti (49)
categoria dello spirito:osservatorio, provato per voi
mercoledì, 29 agosto 2007

Forza, venite tutti a stringermi la mano, uno per uno.
Mi sono
di nuovo beccata il raffreddore.

E siamo ancora in estate.
Una sfigata, sono una povera sfigata.

...

Il colpevole è sempre lui: il mega ventilatore che aleggia scricchiolante sul mio capo al lavoro.
Noi della stanza lo chiamiamo affettuosamente "l'elicottero di Apocalipse Now".

Adoro l'odore di naplam la mattina.

Fastidiosa ventolata lunedì, fastidiosa ventolata martedì, ed ecco che
mercoledì ho il moccio al naso.
Con una sorpresa.

Un bonus, un incentivo.
Il mal d'orecchi.

...


Forza, venite tutti a stringermi la mano, uno per uno.
Perché oggi è il mio giorno fortunato.

Serata Otosan.
Mi infilo un cono auricolare su per l'orecchio.
E lo accendo.
No, non è una pratica sadomaso.

Il conetto Otosan è un'istituzione per me.
Ne abuso come una tossica, anche quando non serve, anche quando rischio che
mi aspiri su parte di cervello.

Se non lo conoscete,
visitate il sito.
L'home page è puro espressionismo.

Tra l'altro, ho sentito dire in giro che il bambino testimonial per arrotondare nei fine settimana faccia il porta-lumini in chiesa.

"L'orecchio è la porta dell'anima" -
si dice poi.
Sì, vabbé, facciamo meno i poeti: a questa stregua, qualsiasi orifizio che abbiamo in corpo è una porta dell'anima.

In ogni caso, nonostante le pagine e pagine di rassicurazioni, nutro ancora delle perplessità su Otosan come pratica medica sicura, ma probabilmente è proprio questo che mi attira.
Come i salassi fatti con le sanguisughe.

Il calore dovuto alla combustione del cono Otosan si sprigiona beneficamente verso l'interno dell'orecchio aumentando l'irrorazione sanguigna e favorendo la mollificazione del cerume.

Mollificazione.
Spero che riusciate a comprendere il mio entusiasmo.

...

Quindi funziona così: me ne sto lì, con un'espressione vacua e la faccia reclinata sulla tovaglia plastificata della cucina ad aspettare in trepidazione.

Con la cosa dell'occhio vedo la fiamma.
E la vedo avvicinarsi ai miei capelli d'angelo.
E improvvisamente so come si sentiva Giovanna D'Arco.

Ma il momento che mi dà maggiore soddisfazione è quello finale della scoperta del cerume.
Di solito arriva ad assistere alla scena mio fratello.

Abbiamo un accordo: io lo chiamo per l'Otosan e lui mi avvisa ogni volta che si
schiaccia un brufolo e rimane travolto dal pus.

Srotolare il conetto e trovarmi di fronte alla mia stessa merda.
Mai tantissima, a dire la verità - sono un po' delusa da me stessa.

Perché è solo di fronte a quello che hai appena espulso che
hai l'illusione di sentirti purificata.

...

..

.


Eh sì,  avere il raffreddore d'estate per la seconda volta può dare alla testa.

Forza, venite tutti a stringermi la mano, uno per uno.
Ops, scusate è piena di moccio.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:15 | Permalink | commenti (50)
categoria dello spirito:provato per voi, miti e feticci
domenica, 26 agosto 2007

Sono finite le mie vacanze, così spero di voi.

Solamente il pensiero di un’umanità che domani si incamminerà tutta verso i lavori o gli studi forzati, solo la sicurezza che allo scoccare delle sei e mezza tutto il mondo si sveglierà rincoglionito di tristezza, soltanto questo potrebbe alleviare il mio tormento per le ferie concluse.

Non tanto lo sconforto per quello che lascio dietro – il gioco è bello finché dura poco - quanto piuttosto l’ansia per ciò che mi aspetta.

Avevo promesso che avrei studiato due o tre cosette durante le vacanze - che avrei perfezionato alcune skills and abilities non sapendo assolutamente ciò che stavo dicendo - per farmi trovare operativa al meglio domani, al lavoro.

Non ho fatto.
Uno stracazzo.
Di nulla.

Ora avrei ancora qualche oretta per rimediare.
Ma non credo proprio che lo farò.

Ho cose più importanti di cui occuparmi, come lavarmi i capelli con il nuovo Sunsilk con 3D Complex.
Se domani devo ricominciare a soffrire, almeno lo voglio fare con capelli voluminosissimi.

Sono finite le mie vacanze, così spero di voi.

Sono state vacanze piene, giorni variegati al mare, in montagna per città e paesini, da sola, con amici, con nuove interessanti conoscenze.

E ci sarebbero molti momenti e situazioni da narrare, ma anche no.
Però c’è un episodio che mi ritorna in mente, il momento topico – oserei eleggerlo.

Travasare pesto di lardo in vasetti alle tre di notte.
Un lardo speciale, ottenuto grazie ad una serie di blandizie ed astuzie in un ristorante sul monte Učka presso Fiume, Croazia, da un ristoratore piuttosto riluttante ad affidarlo in mani italiane.

Un lardo che ho voluto fortemente portare in patria per esaminare, capire da quali deliziosi ingredienti è costituito e magari farci sopra un piccolo buisiness, riprodurlo in serie, usarlo come condimento, lucidalabbra, dentifricio - cose così insomma.

Un lardo che avevo pianificato di travasare da un vassoione di plasticaccia in comodi vasetti di sugo per praticità e per nasconderlo meglio alla dogana.

Un lardo dotato di un’intelligenza propria che, alle tre di notte, mi ha chiamato dal frigorifero in cui era riposto e fatto alzare dalla branda su cui ero coricata, sussurrandomi:

- Travasami, Barbara, travasami..

- Ma come, buon lardo? Ora?

- Ora.

E così, chiusa in cucina, attenta a non fare rumore e svegliare gli amici che non si sarebbero bevuti la storia del lardo parlante, ci ho dato dentro di cucchiaio.

E ora come ora non so dire se ero effettivamente sveglia o sonnanbula o stavo semplicemente sognando, fattostà che alla fine avevo riempito cinque vasetti, la cucina era da purificare totalmente con le fiamme e nessun detersivo miracoloso avrebbe potuto combattere contro l’unto più unto ed ostinato di cui si era chiazzato il mio pigiama.

E mentre ero là, a scucchiaiare lardo mollissimo e odorosissimo, non rendendomi conto che dopotutto stavo andando in sollucchero per la pinguetudine sottocutanea di un qualche non meglio imprecisato animale - mentre il bosniaco scatarroso dell’appartamente di fianco scatarrava insonne nel lavandino e la luna rischiarava gli scogli, le doline e l’ancora dolente cielo d’Istria - allora, in quel momento catartico mi sono apparsi Dio, la Madonna e le gemelle Cappa, tutti e quattro vestiti con un top rosso.

E tutti quanti dicevano una sola cosa:

- Pancetta affumicata. L’ingrediente segreto sono i piccoli dadini di pancetta affumicata.

E io ho sorriso felice.

..

.

Ah, per tutti i gourmet interessati: ho cinque vasetti di pesto di lardo istriano di cui mi voglio sbarazzare.
Io da quella notte magica, se ne sento ancora solo l’odore, vomito.

...

Sono finite le mie vacanze, così spero di voi.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 18:37 | Permalink | commenti (49)
categoria dello spirito:me myself and i, provato per voi
domenica, 22 luglio 2007

Istigata da quel galantuomo di Paul, mi sono sparata in vena questo sito.
Che ha un nome inequivocabile.
Che usa in home page la parola “donzelle”.

Che declina la fuoriuscita mensile di sangue in varie e gustose sezioni:
Arte mestruale dal mondo.
Le mestruazioni in musica.
Glub, Plitch, urrgl!: le mestruazioni nei fumetti.

Che invita i lettori a inventare lo spot mestruale di assorbenti che hanno sempre sognato.
Punto esclamativo.
Sezione vuota – manco a dirlo.

Che dedica Poesie mestruali sull’argomento.
Se c’è un fiume / più bello di questo.
Guarda, ma pure il Seveso dopo la nube tossica del '76.

Che organizza eventi chic.
Aperitivo con il Marchese – Red Party: 10 marzo.
Così le han tutte.

Che racconta cose simpatiche.

Mestruazioni nella storia.
La dottoressa Trutola, direttamente dall’anno Mille, consiglia alle donne di inserirsi in quei giorni un curioso fallo di lana cardata.
Praticamente l’inventrice del primo Tampax.

Mestruazioni e supereroine.
Dorothy è una ragazza protagonista del fumetto Doom Patrol dalle fattezze di scimmia i cui superpoteri sono connessi al ciclo mestruale.
Cazzo, la Pimpa è più eccitante.

Mestruazioni come istituzione.
Un museo dedicato alle mestruazioni in America.
Il suo fondatore è stato minacciato più volte e la vecchia cognata l’ha accusato di stare distruggendo la famiglia con il suo progetto.
Molti pensano che sia solo un piccolo pervertito.

Mestruazioni come cliché.
La cantante delle Lunachick
dice:

La nostra canzone “Plugg” parla di quando ti vengono le mestruazioni, e della rabbia, il dolore e la frustrazione che creano – in modo ironico naturalmente. Siamo donne, perché non dovremmo scrivere delle cose che viviamo?

Mmh.

...

Ora, dopo quest’orgia edulcorata di celebrazione e autocompatimento, guardiamoci nelle palle degli occhi e diciamoci le cose così come stanno.

Ragazzi, alla fine non è altro che sangue dalla figa.
Per un breve periodo. E mal di pancia.
Si muore?
No.
Mi fa essere una persona migliore o peggiore?
No, solo un po’ più bagnata.

Continuiamo pure a fustigarci con questa storia delle mestruazioni-tabù vecchia come il mondo.
Continuiamo a
chiamarle con nomi da pelouche e a nutrirle di tanti bei gadget colorati e profumati.

Le zie di Russia.
Il conte rosso.
Ho ricevuto la visita di zio fiume.
Problemi idraulici.


Vabbé, ma allora pure mio nonno con la sua prostata.


Continuiamo pure a credere che ci facciano sembrare degli essere magici, misteriosi, affascinanti, dolorosi, afflitti, frustati e rabbiosi.
Oppure continuiamo a maledirle con tutte le nostre forze e a volerle eliminare.
Continuiamo in ogni caso a dare loro un’attenzione abnorme.

Poi capisco perché le donne stanno come stanno e gli uomini si pongano sempre un gradino sopra.

Che cosa succederebbe se gli uomini potessero avere le mestruazioni mentre le donne no? -
si chiedono sul sito.
E si rispondono con un geniale lampo di lucidità:

La risposta è semplice – le mestruazioni diventerebbero un evento mascolino, invidiabile e di cui stimarsi: gli uomini si vanterebbero di quanto e di quanto a lungo.


E io non so cosa darei per vivere in mondo in cui non ci siano più piagnistei ed ettolitri di appiccosa consapevolezza e ultra-sensibilità femminile, ma solo un po’ di sana normalità.



Per quel famoso spot sulle mestruazioni, mi è venuta un’idea:

Ragazza, sangue dalla figa?
Ficcati dentro ’sto panno di lana della Dottoressa Trutola e non rompere i coglioni.
Non sei mica il centro dell’universo, carina.

E lo dice una che quando va in giro in quei giorni ha la costante sensazione di avere una perenne macchia di sangue sul culo.

Glub, Plitch, urrgl.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 19:32 | Permalink | commenti (64)
categoria dello spirito:speculazioni, provato per voi
venerdì, 20 luglio 2007

Le domande sono sempre più interessanti delle risposte.
Rispondere è una cosa da principianti, l'impresa ardua consiste invece nel
saper domandare.

I cretini rispondono, solo i saggi domandano.
I sadici mentali rispondono a una domanda con un'altra domanada - ma questa è un'altra storia.

...

Ecco perché
Yahoo Answers è covo di geniacci.
Io lo tengo d'occhio da mesi, così - in religioso silenzio e con le bave alla bocca - contemplando interrogativi su interrogativi posti da
avatar raccapriccianti con occhioni da manga e sorrisi beoti.

Non me ne frega nulla delle risposte.
Io mi faccio travolgere dalle domande.

Le adoro: gli abissi imperscrutabili dell'assurdità umana, l'abuso di punti interrogativi sparsi in modo insensato, la sintassi confusa - uh, quanto mi eccita la sintassi confusa.

Raga..mo rifo la domanda....come se fa a masterizzare..?????..appa... nero?????

Con che cosa vi masturbate??? Sono stufo delle mie mani?

E' vero che le piume portano il malocchio?


E così - avanti ad libitum.
Ma riportare esempi è triste: Yahoo Answers bisogna viverlo.


E chissà se da qualche parte qualcuno ha chiesto pure quello su cui io mi sto arrovellando io da - circa - mezzo secondo, ma che sta già diventando un tamburo insopportabile in testa:

Xkè la tastiera del computer ha qst successione di tasti e non un'altra...?????? Eh, raga, eh..?????

Chissà.

...

..

.

Comunque.
Io voglio CausaAnswers.
Facciamo cose costruttive, facciamo servizi di utilità sociale.

Facciamo diventare questo posto migliore.
Alimentiamoci a vicenda la conoscenza.

Domande: tiratene fuori.
A raffica, come bambini di due anni - ma ancora più molesti.
Magari, se qualcuno sa la riposta si faccia avanti - ma anche se non la sa.

Non fatevi scrupoli -
tanto più in basso del popolo degli answeriani non si può andare.
O forse sì.

...

Confido in voi, bellezze.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:20 | Permalink | commenti (78)
categoria dello spirito:mondo web, speculazioni, provato per voi
mercoledì, 25 aprile 2007

Ormai non sei nessuno se non hai una Seconda Vita.
Perché tutta la gente più cool del pianeta bazzica su Second Life.

Le nuove leve della creatività, uomini d'affari, trendsetters, vips, politici, il gotha dell’intellighenzia, la gente che conta.
Pure Tonino Di Pietro si è creato un quartiere generale su Second Life – figurati un po’ se non lo posso fare anch'io.
 
...

Mi metto d’impegno per crearmi un bel personaggio.

L’avatar è tutto.

Il mio biglietto da visita fisico, il modo in cui gli altri mi vedono, la prima impressione: è questo che conta su Second Life.

Devo scegliermi un aspetto gradevole e invitante.

Solo così inizierò a fare cose, a incontrare gente, a guadagnare soldi – che poi gli articoli su Second Life si sprecano, ma mica ho ancora capito che minchia ci si fa effettivamente lì sopra.
Ma l’avatar è tutto.

La mia pazienza dura due minuti circa, poi schiaccio dei pulsanti a caso ed entro nel gioco.

...

Landa desolata, spazio metafisico, mestizia assoluta.
Al confronto i quadri di De Chirico sono delle strips comiche.

L’antidiluviana scheda grafica del computer che sto usando
non mi permette di vedermi la testa.
Sullo schermo c'è un essere con una camicia da surfista, una coda di volpe tra le gambe e la testa mozza che incede incerto.
Sono io.
L’avatar è tutto.

Poi: un’anima viva.
Ha una camicia nera aderente aperta sul petto, fisico palestrato-asciutto.
Potrebbe essere benissimo l’avatar di Stefano di Dolce&Gabbana se riuscissi a vedergli la testa.
Ma ho la scheda grafica del ‘15/’18– non ce lo dimentichiamo.

Il suo nick è Boa.
E’ chiaramente Stefano Gabbana – non ho più alcun dubbio.

Mi butto e attacco bottone.
 
- Hi.

- Hi.

-  Sorry, but can you see my head? Cuz I can't see it. 

Come rompo il ghiaccio io, non lo rompe nessuno.
 
- Yes, I see it. It's strange.  Ok, now I have to go. Bye.
 
E se ne vola via.
Se ne vola via – rendiamoci conto - manco fossi un appestato.
Lasciandomi con l’angoscioso interrogativo su che aspetto abbia la mia testa.
Forse è quella di Di Pietro.
 
Ritorno solo come un cioccolataio in mezzo alla landa desolata.
Ma dove sono le cose che ho sempre letto venire magnificate?
Dove sono le città, i grattacieli, i negozi, le isole, il casting per il nuovo video di Irene Grandi, la base operativa di Hillary Clinton, i bordelli?
Dov’è la bandiera de L’Italia dei Valori?
 
All’improvviso intravedo all’orizzonte un gruppetto di persone.
Sembrano tutti bellissimi, simpatici, brillanti, divertenti.
Tipo i Ragazzi della Compagnia delle Indie.
E hanno la testa.
 
Sento che voglio fare amicizia con loro.
Nel mio cuore c’è tanta buona volontà e l’intensa voglia di venire accettata nel loro gruppo dove probabilmente parleranno di cose interessantissime e faranno cose fighissime.
 
Mi avvicino a loro.
E loro si allontanano.
I