martedì, 24 giugno 2008
Tra tutti i frizzi e i lazzi che il genere umano potesse mai inventarsi per rallegrare la propria esistenza, i colmi sono quelli che ho sempre detestato di più.

Peggio delle freddure inglesi, peggio delle barzellette lunghissime di cui non ci si ricorda più la fine, peggio delle battute di Pippo Franco al Bagaglino - peggio.

I colmi sono roba da pivelli, già ai tempi del Corrierino dei Piccoli venivano trattati con sufficienza e usati come rubrica tappabuchi per mezze pagine.

I colmi, quando ne racconti uno, c'è sempre qualcuno che ti dirà che lo conosceva già.

I colmi, l'unico target che li può apprezzare sono gli utenti di Yahoo Answer, così ad occhio e croce.

...

Quindi non so che mi è preso l'altro giorno, quando ne ho fotografato uno vivente per strada.

Mentre lo ripetevo mentalmente, mi pareva addirittura un colmo simpatico.

- Qual è il colmo per un venditore di bonsai?

- Fare Piccin di cognome.



Hehehehehehehe.
Hehehehehehe.
Hehehe.
He.

...

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Ditemi qualcosa di molto triste che voglio piangere.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 16:17 | Permalink | commenti (36)
categoria dello spirito:osservatorio, speculazioni
domenica, 08 giugno 2008
Si dice che chi, per esprimere un concetto, impiega dieci parole, quando ne bastano cinque, è capace di commettere qualsiasi crimine.
 
Assolutamente d'accordo, ma ci sono casi in cui l'estrema brevità può dar adito a malintesi destabilizzanti.

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Per esempio, è da un po' di giorni che temo che il mio contatto email sia finito in mezzo ad un giro di newsletter per allegri pedofili vacanzieri.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:41 | Permalink | commenti (15)
categoria dello spirito:mondo web, speculazioni
domenica, 18 maggio 2008

Ok, mi sono appena sincerata di una cosa che mi stava molto a cuore.
Tipo quando gratti la patina argentata delle ricariche del cellulare.

Anche sfregando in modo molto energico, anche usando una pressione così forte da farti sanguinare le unghie, anche scegliendo come monetina un doblone spagnolo, anche accanendosi con brutalità inaudita ripetendo sistematicamente l'azione per una decina di minuti con gli occhietti crudeli iniettati di sangue e il respiro iperventricolato.

Beh, il codice sotto rimane leggibile.

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No, perché altrimenti - metti che uno lo fa soprappensiero - sarebbe proprio una beffa.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:06 | Permalink | commenti (21)
categoria dello spirito:speculazioni
mercoledì, 07 maggio 2008

Nella presunzione che un manciata di sillabe messe insieme in modo arbitrario a formare una 'parola' abbia una qualche ragion d'essere e un significato ben preciso, spesso e volentieri sottovalutiamo il potere espressivo di un'onomatopea.

Sì, dai l'onomatopea, quella roba che hanno inventato insieme ai telefilm anni 60 di Batman.

Baaaaatman
Tiru-riru-riru-riru
Baaaaatman
Tiru-riru-riru-riru

>Sdeng <

> Smash <

>Ouch <

Baaaaatman
Baaaaatman
Baaaaat - maaaan!

E ora Robin, alla Batcaverna!

>Swosh<

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Dopo qualche interessante lettura, di seguito, una mia personalissima selezione delle Best Onomatoepee Ever Across The - oserei dire - Universe:

Tumb: sorda culata per terra, tipo sacco di patate

Ouch: colpo incassato. Stomaco che va a fare salotto con le tonsille.

Yehahwah!: grido di lotta selvaggia e feroce. Attenti ai vostri scalpi.

Kapooow: morte&distruzione nucleare

Roooaaaamm: bulldozer in azione

Whoopee: grido di gioia stile cheerleader

Lerch: ingurgitare con ingordigia

Muack: bacione bavoso di nonna e/o zia zitella

Groan: stomaco che reclama cibo

Frrrr: fare le fusa

Deng: padellata

Quash: affondare nella melma

Ptuh: sputo di lama

Svom: svuotare cestino

Aooooooooogah: nave rimorchiatore ferma al porto

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Con l'auspicio che un giorno o l'altro per raccontare che abbiamo avuto una giornata veramente di merda, per essere capiti, ci basterà emettere versi gutturali:

Urgh, ouch, quash, ouch, deng.
Roammmmm. Aaaaah. Splat.


Kapooooooooooow.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:32 | Permalink | commenti (20)
categoria dello spirito:speculazioni, miti e feticci
venerdì, 11 aprile 2008

C’era una volta una bimba speciale.
Duplicazione craniofacciale.

Gli abitanti dei villaggi vicini e lontani a frotte, ad adorare la creatura.
Due nasi, due bocche, quattro occhi.

Incarnazione di Shakti, la dea del potere.
Fenomeno da baraccone.

Mangia con entrambe le bocche, sbatte tutte le palpebre.
La gente in cerca di sue benedizioni.

"La nascita è un miracolo e un buon segno per il villaggio"
La gente succube delle superstizioni.

Manifestazione divina.
La fusione di due teschi.

Sta bene. Dorme, mangia e piange come gli altri bambini.
Normali.
Il padre rifiuta le cure mediche.

Tac per anomalie craniche, eliminare porzioni di volto.
"Perché dovremmo farla operare?"

La gente che interviene, la gente che accetta.



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Per un attimo, un pensiero.
Quello che noi chiamiamo malformazione, altri lo chiamano dea.

E il Pensiero vacilla.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:22 | Permalink | commenti (23)
categoria dello spirito:speculazioni
mercoledì, 02 aprile 2008

Quando vedrò un titolo di giornale lorem-ipsum, o quando un graffito sul muro appena intonacato lorem-ipsum,

se una piastrella di cesso di autogrill lorem-ipsum oppure  la mia dichiarazione dei redditi lorem-ipsum,

quando la smetteremo finalmente di dare un senso ad ogni cazzo di singola parola che diciamo, allora il Regno di Lorem-Ipsum scenderà sulla terra.

All'inizio non capiremo lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisici elit.
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Forse non ce ne rendiamo ancora conto, ma il finto testo è una delle più grandi risorse dell'umanità.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:43 | Permalink | commenti (23)
categoria dello spirito:speculazioni, miti e feticci
venerdì, 21 marzo 2008

E' morto Capitan Findus.

Questa frase oggi l'ho vista e sentita ovunque: lavoro, metropolitana, strada, blog, radio, famiglia.

Un'umanità intera che volge il pensiero verso bastoncini di merluzzo surgelati.
Commemorazioni nostalgiche di "quando eravamo più giovani".

Perché niente, non esiste più nulla che possa tenerci uniti.
Non più politica, ideologie, religione, valori morali, movimenti artistici a fare da collante.

Solo il suono del nome delle figure mitologiche senza-tempo fatte di tubo catodico e di pubblicità, di cartone animato e di musichette trash ha ancora il potere di incantarci ed accomunarci tutti.

La nonna della candeggina Ace.
E' morta la nonna della candeggina Ace.

Capitan Harlock.
E' morto Capitan Harlock.

Il formaggino Tigre
E' morto il formaggino Tigre.

Supertelegattone.
E' morto Supertelegattone.

Disco Bambina.
E' morta Disco Bambina.

E per un istante, le nostre menti si allineano, sopraffatte.
La cognizione del tempo che passa, il bisogno di sentirsi parte di qualcosa.

Non so.

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Comunque quando mi comunicano la dipartita di qualcuno - pure oggi - provo sempre una strana sensazione in testa che mi fa commentare:

- Ma non era già morto?

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:33 | Permalink | commenti (17)
categoria dello spirito:speculazioni, miti e feticci
venerdì, 14 marzo 2008

Un barattolo mezzo vuoto di Häagen-Dazs che riempie il frigo

L'edera che corre selvaggia in giardino

Languire tutta la domenica pomeriggio a letto

Far collezione di sacchetti per il vomito degli aereoplani

Conservare fiori secchi tra le pagine del diario di Holly Hobbie

Mangiare nella ciotola del cane

Scoppiare a piangere senza motivo scorgendo i Teletubbies alla tv

Indugiare sulle labbra di marmo degli angeli del cimitero

Scrivere frasi ingiuriose sullo specchio appannato del bagno

Ammalarsi di sifilide

Avere un poster di Klimt alla parete

Svegliarsi all'alba di soprassalto e sospirare "ohimé"

Sbiancarsi i denti fino alla nevrosi

Ghignare alle falene che si bruciano sulla lampadina dell'abat-jour

Innamorarsi perdutamente di un manichino

Fare squilli a numeri di cellulari a caso durante la notte

Comprare un grammofono

Fotografare furtivamente piedi di donna per strada

Vestirsi ancora con fantasie Naj Oleari

Stare a mollo nella vasca da bagno con la Nona di Beethoven nelle orecchie

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Ma soprattutto, la Decadenza è essere a metà marzo e non avere ancora disfatto l'abero di Natale in salotto.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:32 | Permalink | commenti (29)
categoria dello spirito:speculazioni
domenica, 09 marzo 2008

Sono onnivora.
Mangio di tutto, rutto, mi sbrodolo – sono una fogna.

Per necessità, mi posizionerei sul fondo della catena alimentare insieme alle iene, gli avvoltoi e Bruno Vespa.

Credo essenzialmente nell’istinto carnivoro insito nell’essere umano e non mi scandalizzo se il cameriere, al ristorante, il filetto me lo porta bello cotto al sangue.

Tuttavia non ho nulla da dire contro i vegetariani.
Ma odio il terrorismo alimentare.

E queste affissioni splatter che sto vedendo in giro sono davvero un colpo basso.

L’avessero scritto una volta sola “per piacere”.
Ma due volte.

Sono turbata.
(e visitare il relativo sito non mi ha affatto calmata)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:59 | Permalink | commenti (27)
categoria dello spirito:speculazioni, voglio la sua testa
venerdì, 22 febbraio 2008
Tra i moltepplici piacieri di leggere blog uno è senzaltro quello di scovare errori ortografichi.
E poi farli presente con tre segni di lapsus blu nei commenti.

Penso che sia una cosa tottalmente insita nella nostra natura umana di cagacazzi.
E confesso di aver avuto ankio il mio periodo da maestrina dalla pena rossa.

Un godimento quasi orgasmmatico, quello di sgamare accenti aquti al posto di acenti gravi, congiuntivi imposibbili e prognomi nei posti sbaliati.

Il problema é che a squola ci anno sempre inqulcato questa cosa bizara di dovere scrivere correttamente le parole e così, apena ne abbiamo l'occasione, passiamo da vittime cuali eravamo a carnefrici spietati.

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Comunque, come noto sconsolata ogni giorno che passa, io faccio tantissimi errori cuando scrivo.
Ma se fosse solo per il blog, chissene.

E invece infilo sempre quarche simpanico refluso nei miei lavori di graficca.

Anzi no non c'è l'ho infilo io, ma bensì li Niometti Degli Errori Ottografici, che arrivano di notte, accendono il compiuter, si sparano un po di siti porno e poi saltellano sui tasti della tastiera mandando tuto il lavoro a puttane.

Una delle teorie piu acreditate al momento, eh.

L'ultima loro bravata, fresca fresca di giornata: un bell' "ARRIVERDERCI" spalmato su diecimila copie.

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Ma o come l'impresione che non è l0 unico orrore che o scrito oggi.
sup-postato da: Barbara23 alle ore 00:36 | Permalink | commenti (33)
categoria dello spirito:speculazioni, tu chiamale se vuoi ossessioni
domenica, 17 febbraio 2008

Serie di scatti fotografici alla propria tazza del cesso in vari momenti della giornata, della settimana, del mese, dell’anno.

Ne verrebbe fuori una panoramica interessante.

Non è infatti da sottovalutare la quantità di cose che si buttano via nel water sperando che il flusso dello sciacquone se le porti tutte via con sé.

Interesse a metà ta l’antropologico, il filosofico e il merceologico.

Soggetti collaterali da tenere in considerazione nello studio fotografico: lo scopino incrostato, Mister Muscolo Idraulico Liquido e le tipiche Riviste-Da-Portarsi-Al-Cesso.

Comunque io aspetto con ansia il giorno in cui le tazze di tutti i cessi del mondo acquisteranno il dono della parola – chissà che cosa diranno.

A parte “Blurp, basta!” – intendo.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:35 | Permalink | commenti (13)
categoria dello spirito:speculazioni, tu chiamale se vuoi ossessioni
martedì, 29 gennaio 2008

- Ooooh, ti posso togliere la scaccola dal naso?

Su, non guardatemi così: la vedi, è sporgente, è grossa, è invitante - a chi non verrebbe il raptus di recuperarla con la punta delle dita? - se non per attrazione morbosa verso le pallottole di muco almeno per spirito di decoro.

E invece, no, mi si tarpano le ali, mi si ferma sul nascere, mi si dice amorevolmente, ma con estrema chiarezza:

- No, grazie, ma i mobili in casa me li sposto da solo.

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Naso zona off-limits.
Ultima frontiera dell'intimità tra persone.
Non l'avevo ancora sentita.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:58 | Permalink | commenti (25)
categoria dello spirito:speculazioni, amore e altre sciagure cosmiche
lunedì, 21 gennaio 2008

Tra i piccoli piaceri della vita, secondo me, un posto importante lo occupa sicuramente sedersi dove si è appena alzato qualcuno.

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Sì, sono un’assorbitrice di Calore-di-Culo® altrui.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:12 | Permalink | commenti (34)
categoria dello spirito:speculazioni, tu chiamale se vuoi ossessioni
martedì, 15 gennaio 2008

Adoro cliccare sul box delle notizie più lette del giorno sul sito del Corriere.

Secondo me rivelano perfettamente lo zeitgeist culturale che ci pervade:

1 Fabiano del Grande Fratello a giudizio

2 Arcuri: «Il sesso? Un flop»
3 Ratzinger non andrà alla Sapienza. Il Vaticano: «Opportuno soprassedere»
4 Panama, affogati in piscina 3 bimbi italiani 
5 «Sulla morte di zia Benazir l'ombra del marito Zardari» 
6 Legge elettorale, Veltroni sferza i piccoli
7 L'aereo scomparso in Venezuela. In un cadavere la chiave del mistero
8 Prezzi alti, frena il mercato della casa - ViviMilano
9 Sarkozy e la Bruni già sposi
10 Arriva il mini Mac con touch-screen

La cosa sorprendente è che le mie scelte di lettura coincidono sempre con quelle della classifica.
E' bello sapere di essere una degna esponente del popolo bue.

...

Ah, la notizia del papa è nelle prime posizioni perché "soprassedere" contiene al suo interno la parola "sedere".

(comunque, per la cronaca, una volta pure da me in Accademia è arrivato per una lezione speciale un tizio vestito in modo strano. Era Platinette, però non ricordo se qualcuno si sia lagnato)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:59 | Permalink | commenti (21)
categoria dello spirito:speculazioni, televisione cattiva maestra
lunedì, 14 gennaio 2008

A casa di una mia amica tutti gli orologi sono portati avanti di 20 minuti.
E’ una cosa pazzesca: vive nel costante terrore di essere in ritardo e in realtà non è vero.
Fa così perché ama la puntualità – dice.

Spesso punto la sveglia alle cinque di mattina.
In realtà mi dovrei alzare due ore più tardi.
Ma mi piace svegliarmi con il disappunto che sia già ora di prepararsi per il lavoro e poi trastullarmi nella soddisfazione di scoprire di avere ancora tanto tempo per dormire.

Quando scrivo con il telefonino odio con tutta me stessa quel lasso di tempo che intercorre quando digito due lettere sullo stesso tasto.

Bisogna aspettare qualche secondo se si vuole che la lettera rimanga ferma.

Già, non uso il T9.

Sono gli istanti più lunghi della mia vita, mi ammazzerei.

Ormai siamo arrivati al punto che se Trenitalia ritarda solo di 15 minuti, sei contento.

...

Non è che Licia Colò non invecchia mai.
E’ che farsi vedere in mezzo a trichechi baffuti e tartarughe incrostate aiuta a sembrare sempre giovani.

A volte mi sveglio la notte e sul display della mia radiosveglia lampeggia che sono le 6 e 66.

L’avvicendarsi del tempo era più allegro, quando veniva scandito dagli orologi Flik Flak.
Prima che la lancetta delle ore venisse arrestata per apologia del nazismo, intendo.

La mattina arrivo in stazione sempre alle 8 e 14.
Parto da casa prima perché mi sento insolitamente carica di buona volontà, parto da casa dopo perché mi si è rotto in mano la stringa di una scarpa da quattro soldi– è uguale: tanto arrivo in stazione sempre alle 8 e 14.

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Relatività del tempo.
L’aveva intuito Einstein, l’ho dimostrato io, potete perfezionare l’assunto voi.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:30 | Permalink | commenti (28)
categoria dello spirito:speculazioni
martedì, 01 gennaio 2008

2008.
Sbilanciamoci.

Saranno inventate molte cose inutili.
Saranno inventate cose utili, ma le terranno nascoste.

Verrà intercettata gente, si griderà allo scandalo, si archivieranno inchieste.
I Savoia saranno nominati Patrimonio Unesco dell’Umanità.

Berlusconi ringiovanirà ulteriormente di tre anni, grazie alle cure del suo imbalsamatore.
Il Governo Prodi, pur impegnandosi molto nell’impresa, non cadrà.

Si affaccerà sulla scena politica un nuovo leader preparato, serio, giovane.
Non su quella italiana, comunque.

Si decideranno le sorti del Kosovo con una partita al Nintendo Wii.
Osama Bin Laden entrerà fruttuosamente nel giro del podcasting.

Sarà ucciso qualche bambino, giovani donne e alcune madri di famiglia, alimentando la nostra sete di mistero.
Studio Aperto vincerà ai Telegatti nella categoria “Fiction”.

Ci saranno le Olimpiadi. Si vincerà qualche medaglia.
Il peso di Galeazzi si manterrà stabile.

Vespa scriverà un libro.

Si apriranno blog, si chiuderanno blog.
Verrà inventato un meme così potente che basta posarci gli occhi sopra per portarti subito alla prima posizione di Blogbabel.

Salterà fuori che Sarkozy, prima di riuscire a farsi Carla Bruni, è dovuto passare sopra il corpo di sua madre, Marisa Bruni. In camera da letto.

A Sanremo vincerà qualcuno di cui già ora non mi ricordo più il nome.

Britney Spears rinsavirà, ma sarà solo una cosa temporanea, eh.
Ritornerà di moda l’Hully Gully e i Vianella scopriranno una nuova stagione di successi.

Il cantante dei Tokyo Hotel diventerà un vero ometto fatto e finito, mandando in fumo miliardi e miliardi di business sulla sua ambiguità puberale.

Federico Moccia si leverà quell’eterno cappellino da baseball sulla testa e farà finalmente vedere a tutti quello che c’è effettivamente sotto: una testa pelata.

Marzullo si romperà il cazzo e andrà in onda di mezzogiorno.
Verrà scoperto che la nuova stagione di Ambra-Grande-Attrice è stata solo un bluff: anche stavolta aveva l’auricolare. Ma nascosto meglio.

Nascerà la terzogenita di Totti, tra le delusione generale. Si chiamerà solo Anna.

Il maestro Beppe Vessicchio dirigerà l’orchestra al Concerto di Capodanno di Vienna.

E tutti rimpiangeranno il 2007 e aspetteranno con impazienza il 2009.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 12:53 | Permalink | commenti (19)
categoria dello spirito:speculazioni
venerdì, 28 dicembre 2007

Sono sempre rimasta affascinata dai servizi dei tiggì sugli esodi pre-festivi: mandrie di popolazione che varca i caselli autostradali, assalta stazioni e aeroporti, si catapulta in luoghi esotici, lasciando in città solo i vecchi bacucchi, i nani da giardino e qualche immigrato puzzone.

Entusiaste, goderecce, senza problemi.

La tivvù fornisce una cifra, venuta fuori chissà da quale calcolo statistico, e tu ti ci perdi dentro, senza metri di paragone, mentre muggisci un "ehi, ma sono taaaaanti".

E ti dà un'immagine dell'Italia davvero figa:
un po' come Natale in Crociera di Neri Parenti.

Poi leggi altre fonti e ti accorgi che forse qualcuno sta sbagliando a snocciolare dati.

Chissà chi.

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E voi cosa fate all'ultimo dell'anno?

Attenzione, non voglio la verità, voglio la versione super-edulcorata.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 19:55 | Permalink | commenti (18)
categoria dello spirito:speculazioni, voglio la sua testa
mercoledì, 12 dicembre 2007

Quest'anno voglio farla finita presto.
Del tipo, due orette il prossimo sabato e poi chi si è visto si è visto.

I regali di Natale.
Momento topico, non c'è che dire.

Mi servono idee economiche, simpatiche, originali ma non troppo.
Ed economiche.
Ma mi pare d'averlo già detto questo.

Del tipo, che fino ad ora ho addocchiato solo una tazza per il té equo e solidale, un preservativo da dito per non lasciare tracce sul telefonino e delle mentine dell'Ultima Cena.

E poi ho convenuto che è inutile perché non capirebbero.
Nessuno. Mai.

Del tipo, che spero di non essere l'unica a questo mondo a voler sveltire la pratica, non tanto per aridità di cuore, ma per complicate considerazioni ontologiche che sarebbe lungo spiegare in questa sede.

Ok, per aridità di cuore.

Del tipo, che se noi tutti ci regalassimo per Natale idee per comprare regali di Natale - beh, potrebbe essere il miglior regalo di Natale che abbiamo mai ricevuto.

...

Avanti con la lista, dunque.

Ah, e qualcuno che si offra per incartare.
E per fare quei bei fiocchi vaporosi arricciati con le forbici che manco Edward Mani Di.
E per scrivere qualcosa di affettuoso sui biglietti d'auguri.

...

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Ho come l'impressione che non basteranno due orette il prossimo sabato.
Urgh.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:36 | Permalink | commenti (35)
categoria dello spirito:speculazioni, merceologia daccatto
giovedì, 15 novembre 2007

Vabbé, hanno chiamato un bambino Oceano e che sarà mai?

A me inquietano maggiormente  i sempre più frequenti Lorenzo, Leonardo, Tomaso con una "m", Lucrezia, Matilde, Vittoria, Benedetta.

E’ questo il nuovo trend dei nomi che vanno forte – almeno dalla chiacchiere che sento in giro.

Tutti nomi che suonano da ricchi stronzi – mi scuseranno.

...

Il problema è che sta diventando sempre più difficile dare un nome a un bambino.

O ti butti sul settore merceologico-markettaro come ha fatto Ilary Blasi con la sua Chanel o sennò non fai un figlio – non so che dire.

Bisognerebbe inventare nuovi nomi forse.
Quando ero più piccola ero convinta che esistesse il nome Giusanna.

Sono andata avanti così per un bel po’ di anni, poi ho realizzato che c’è Giuseppe e c’è Susanna, ma difficilmente si sentirà in giro una Giusanna.

Beh, secondo me ora è venuto il momento di rispolverarlo.
Giusanna™, Alesco™, Mattuca™, Giorgessa™, Stetrizia™, Malberto™.

E così via, fino ad esaurimento scorte.

E poi vendi i diritti.
Giocherelloni disposti a rovinare l’autostima dei propri figli li trovi sempre in giro, per fortuna.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:54 | Permalink | commenti (52)
categoria dello spirito:speculazioni, tu chiamale se vuoi ossessioni
domenica, 11 novembre 2007

Il delitto di Perugia è perfettamente fotogenico.
Ha sex appeal da vendere, è intrigante, è giovane, è sessodrogamorte come piace a noi.

Del resto, la vittima si è fatta icona ogni sera al telegionale nella sua foto di streghetta di Halloween dalle labbra troppo rosse.

E’ come se da Novi Ligure in poi, l’arte del delitto mediatico abbia trovato la sua pienezza in quest’ultimo.

Il suo perfezionamento, il suo punto di arrivo.

Certo, fare meglio è sempre possibile, ma per ora rimaniamo senza fiato ad ammirare le enormi potenzialità di questo caso.

Il suo è un cast di prima scelta che fa subito molto Dawson’s Creek: l’americana faccia d’angelo, il fidanzato bravo ragazzo con gli occhialini senza montatura sul naso e la special guest star dell’uomo nero che ha il ritmo nel sangue.

Lo scenario è suggestivo, inedito: the dark-side of Perugia e il suo universo cosmopolita di ragazzi che da tutto il mondo vanno lì a studiare, tra le altre cose.

Le dinamiche sono perverse quanto basta per far eccitare noialtri del popolo bue & sovrano che abbiamo capito tutto della vita perché ogni venerdì sera seguiamo CSI.

Compaiono tutti i liquidi che ci interessano: prima alcool, poi lo sperma e infine il sangue.

Ci sono i giornalisti che si riempiono la bocca di parole, che ci portano a fare un viaggio nel presunto mondo dei gggiovani traviati dalla tecnologia, dove tutti ormai vivono in funzione della loro faccia riflessa sulla schermo del computer, dove quello che sei è rappresentato da foto, parole e filmati schiocchi su myspace colorati.

Spiegazioni così articolate che per tutto risultato fanno sì che mia madre non abbia ancora capito bene cosa sia, ma di certo ora è convinta che blog=male assoluto.

E tutto fa brodo, si va avanti così, aspettando la prossima entrata in scena - che siano i RIS, un avvocato difensore particolarmente loquace o un testimone a sorpesa poco importa.

Pendiamo dalle labbra dell’ultima edizione di Studio Aperto che di certo avrà qualche minchiata esclusiva da mostrarci.

Ed è subito evento, un bel giocone multimediale in cui partecipare tutti insieme, ricco di stimoli, immagini, parole.

Delitto che piace perché non fa male, perché non capita a te: incuriosisce, s’insinua morboso.

E’ morbido, ti prende, è ricco di luci e ombre:  è un film da gustare.

Non impressiona nemmeno: “morta sgozzata”, “lago di sangue” sono solo parole, ascoltate così tante di quelle volte che non si sentono nemmeno più addosso, nella pelle, come spine - ti scivolano soltanto, stereotipi nemmeno troppo originali.

La lama che taglia, le carni che si lacerano, il corpo nudo sul pavimento freddo che aspetta la fine dell’agonia: non è questo che ci interessa, cosa ce ne frega di come si possa essere sentita la vittima - a noi piace concentrarci su chi resta, sui cattivi&vincenti.

Perché comunque è tutta fiction, vero?

Cioè, è roba che leggo sui giornali, che vedo alla tivù – roba che non mi tange - non mi devo sentire in colpa se dopo anni e anni di esposizione, non mi fa più né caldo né freddo, vero?
 

Però ho da protestare contro chi si occupa della programmazione: nel giro di poco più di una settimana prima la donna uccisa dal rom, poi Meredith e proprio oggi il tifoso laziale morto.

Insomma, troppa grazia, centellinate le cose con più cura, sennò non riesco più a starvi dietro.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 19:34 | Permalink | commenti (34)
categoria dello spirito:speculazioni, televisione cattiva maestra
venerdì, 19 ottobre 2007

Questa sera sono scesa dalla metropolitana a malincuore.
C’era uno zingaro che suonava il violino e avrei voluto stare a sentirlo per sempre.

Una melodia incalzante, conosciutissima, di quelle impiegate mille volte nella pubblicità - il classico che ti diventa commerciale - però non trash come un’aria di Beetovhen che accompagna qualche cioccolatino della Ferrero.

Il violino vibrava e i finestrini dissolvevano di nero in nero.
E sembrava musica uscita proprio perché sentiva il bisogno di uscire e non perché doveva portare qualche moneta nel bicchiere di polistirene dello zingaro.



E c’è una mia amica che sta facendo la tesi di laurea in sociologia.
Entusiasta.
Vive da alcuni mesi in un campo-rom, ha imparato tutto sull’arte di taccheggiare ai supermercati e prossimamente farà il grande salto di qualità andando a rubare per appartamenti.

Quindi, qualora capiterà che vi entrassero in casa, pensate che c’è una possbilità che tutto ciò sia fatto con intenti altamente sociologici.

E poi ci sono donne che ogni mattina bivaccano ai piedi della scala mobile, con un tenero fagotto in braccio che pensi sia loro figlio.

Ma se ti avvicini di più a volte scopri che è solo un bambolotto.

E poi ci sono bambini che corrono per i vagoni del sottosuolo - gli occhi stanchi – e gli impiegati in giacca e cravatta delle nove di mattina che li rimprovano per gli schiamazzi, che gli dicono di andare a dare via il culo.

E magari quei ragazzi lo hanno fatto davvero per tutta la notte.

E poi c’era il cellulare che mi hanno fregato.
E poi c’erano anche il mio portamonete, il mio mazzo di chiavi, il mio Labello Limited Edition, cazzo.
Maledetta cerniera dell’Eastpack.

...

E poi ci sono i campi abusivi che scorrono veloce sotto la ferrovia.
Le tende colorate, la sporcizia, le lamiere, le gonne lunghe - trecce e incendi che avvampano.

E poi ci sono i finti mendicanti, il comune di Firenze contro i lavavetri, gli innumerevoli espedienti per campare alla giornata.

E poi ci sono i provvedimenti, gli sgomberi, le frontiere aperte, le voci grosse, la gente che ha paura.
E poi ci sono bambini che spariscono.

E poi c’è un pensiero arcano e diverso, le piccole spose, gli occhi pitturati.
E poi ci sono le carovane, i passi stanchi, le lune e i solchi - e ci sono le rughe.
E poi c’è un'anima libera dalla dittattura di un tetto, di un suolo.

E poi c’è che forse i crimini commessi per la sopravvivenza sono i meno esecrabili.
E poi c’è che siamo tutti esseri orribili e splendidi allo stesso tempo.

...

E poi c’è che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio - almeno fino a quando non capita qualcosa a te.
E poi c’è che si conosce sempre e solo il male e lo sterotipo, mai la parte dell'autentico e del bene che c’è.

E poi c’è che forse non ci può essere un giudizio definitivonon per becera tolleranza, ma per buon senso.



Il violino suonava, le note piangevano mentre l’accelerazione della metro cercava di coprirme lo stridìo.

Ma non faceva altro che aggiungere lamento su lamento.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:57 | Permalink | commenti (32)
categoria dello spirito:osservatorio, speculazioni
lunedì, 15 ottobre 2007

Oggi stavo parlando con alcuni colleghi di lavoro di classici russi.
Sapete, gente tipo Dostojevski, Tolstoj, Gogol, Bulgakov, Cechov.

I classici russi, non i miei colleghi.

Ne stavo parlando senza però averne mai letto uno.
Sono specializzata nel parlare a vanvera di cose che non conosco.

Libri, film, musica, fatti di cronaca.
Sbircio a cazzo di qua e di là e nella mia mente si depositano detriti di informazioni basiche che utilizzo di volta in volta.

Rassicuranti luoghi comuni, una citazione ben assestata, un particolare che inganna su una presunta conoscenza approfondita, aggettivi jolly come "intrigante" e "ineffabile": basta davvero poco.

...

Per esempio, ho dedotto che sono sufficienti poche frasi per sopravvivere indenni ad una conversazione sui classici russi:

- Eh sì, le Notti Bianche.. così tristi, così desolanti, ma libro bellissimo, essì.

- Guerra&Pace, Guerra&Pace.. chissà se ora la fiction su RaiUno renderà giustizia alla sua maestosa idea di narrazione.

- Ah, Il Maestro e Margherita: il personaggio di Ponzio Pilato svetta su tutti gli altri!

- Eh, Gogol è piuttosto surreale. Avete presente Il Naso, no?

- Vabbè, ragazzi, siamo onesti: Cechov dà il suo meglio nella produzione teatrale.

- Anna Karenina finisce maluccio, eh

Ho un tempo di autonomia molto lungo, potrei andare avanti ore ed ore con banalità del genere e nessuno si accorgerebbe che in realtà io di classici russi non ne so nulla.

E questo accade perché il più delle volte nemmeno gli altri ne sanno qualcosa.



E’ la triste verità: le conversazioni pseudo-culturali si reggono su taciti accordi basati su menzogne reciproche.

Provare per credere.


...

..

.

(nell'immagine: il vecchio Lev Tolstoj scrive libri che un giorno molti millanteranno di aver letto, ma pochi l'avranno fatto per davvero)

sup-postato da: Barbara23 alle ore 22:16 | Permalink | commenti (51)
categoria dello spirito:speculazioni, angolo della coltura
giovedì, 04 ottobre 2007

Io ebbi tossito
Tu avesti tossito
Egli ebbe tossito
Noi avemmo tossito
Voi aveste tossito
Essi ebbero tossito

(un verbo a caso, eh)

A volte mi chiedo se c'è gente che usa ancora il trapassato remoto.

E anche se l'Accademia della Crusca è un posto fisico dove ci sono linguisti che cagano a spruzzo a causa degli All Bran della Kellogg's.

Secondo me, questo trapassato è il tempo verbale più sottovalutato.

Eppure è così bello, sa di muschio che cresce lento su una cappella del cimitero, di polvere sulla credenza vista in controluce al tramonto, di pagine ingiallite di romanzo Harmony.

Me lo ricordo bene perché è quello che non ricordavo mai nelle famose gare dei verbi alle elementari.

Più spietati di un quiz di Gerri Scotti, alla richiesta di un tempo verbale della maestra, ci si prenotava a mano, sbattendola fortissimo sul banco.

Io una volta arrivai terza, impresa che pregiudicò la corretta crescita della cartilagine nella mia manina di bambina.

Fattostà che la pagina delle coniugazioni are-ere-ire ancora mi ritorna in mente, stampata sulla pellicola della mia memoria fotografica.

Mi è sempre piaciuto il mondo dei verbi: ci sono così tanti tempi, così tante sfumature, eppure ormai il presente la fa da padrone, lo usi indistintamente per il futuro, lo usi per il passato, sorprendentemente lo usi pure il presente.

- Prendo il treno.

Sì, ma quando?
Boh, e se poi era anche un treno in ritardo il casino temporale si infittisce.

...

Il passato prossimo è sciattissimo, il trapassato prossimo è stancante.

Il futuro anteriore è pura avanguardia, implica un salto logico-temporale troppo complicato.

Il passato remoto, con la sua curiosa e perversa creatività nelle forme - 'cossi' o 'cuocetti', questo è il dilemma - prospera ancora abbastanza, per fortuna.

Il congiuntivo è ormai una leggenda metropolitana, vaghiamo tutti nel terrore di quando si debba usarlo.

Io prendo sempre Se bastasse una sola canzone di Ramazzotti come promemoria, per capire quando deve essere inserito nelle frasi ipotetiche.

Oddio, o Eros cantava Se basterebbe una sola canzone ? sono confusa.

Il condizionale è amato perché para il culo per eccellenza, con la sua ambiguità, il suo vorrei-ma-non-posso, il suo non compromettersi mai fino in fondo.

...

Ma il trapassato remoto è più bello.
E’ definitivo, struggente.

Io ti ebbi amato.
Uno che ti dice così ti dà la garanzia che sia tutto morto e sepolto.

Lui ebbe avuto una dignità.
E sei sicuro che stiamo parlando di Mike Bongiorno che prima viene cazziato in diretta a Miss Italia dalla Goggi e poi fa la pubblicità di Infostrada con il tutù da ballerina sopra il pannolone.

Trapassato remoto, dunque.
Da rivalutare assolutamente.
Come la tisi e i corsetti fatti con le stecche di balena.

Dai, da oggi si fa uno sforzo e si sta attenti ad usarlo di più.

Bene.
Io ebbi finito di scrivere.

sup-postato da: Barbara23 alle ore 23:12 | Permalink | commenti (54)
categoria dello spirito:speculazioni, angolo della coltura
domenica, 22 luglio 2007

Istigata da quel galantuomo di Paul, mi sono sparata in vena questo sito.
Che ha un nome inequivocabile.
Che usa in home page la parola “donzelle”.

Che declina la fuoriuscita mensile di sangue in varie e gustose sezioni:
Arte mestruale dal mondo.
Le mestruazioni in musica.
Glub, Plitch, urrgl!: le mestruazioni nei fumetti.

Che invita i lettori a inventare lo spot mestruale di assorbenti che hanno sempre sognato.
Punto esclamativo.
Sezione vuota – manco a dirlo.

Che dedica Poesie mestruali sull’argomento.
Se c’è un fiume / più bello di questo.
Guarda, ma pure il Seveso dopo la nube tossica del '76.

Che organizza eventi chic.
Aperitivo con il Marchese – Red Party: 10 marzo.
Così le han tutte.

Che racconta cose simpatiche.

Mestruazioni nella storia.
La dottoressa Trutola, direttamente dall’anno Mille, consiglia alle donne di inserirsi in quei giorni un curioso fallo di lana cardata.
Praticamente l’inventrice del primo Tampax.

Mestruazioni e supereroine.
Dorothy è una ragazza protagonista del fumetto Doom Patrol dalle fattezze di scimmia i cui superpoteri sono connessi al ciclo mestruale.
Cazzo, la Pimpa è più eccitante.

Mestruazioni come istituzione.
Un museo dedicato alle mestruazioni in America.
Il suo fondatore è stato minacciato più volte e la vecchia cognata l’ha accusato di stare distruggendo la famiglia con il suo progetto.
Molti pensano che sia solo un piccolo pervertito.

Mestruazioni come cliché.
La cantante delle Lunachick
dice:

La nostra canzone “Plugg” parla di quando ti vengono le mestruazioni, e della rabbia, il dolore e la frustrazione che creano – in modo ironico naturalmente. Siamo donne, perché non dovremmo scrivere delle cose che viviamo?

Mmh.

...

Ora, dopo quest’orgia edulcorata di celebrazione e autocompatimento, guardiamoci nelle palle